Quando mancano appena due giorni alla fine del calciomercato 2025, il Milan sta provando a piazzare il “colpo” last minute con lo scopo di risollevare la qualità media della propria rosa. La gara con la Cremonese ha mostrato, in modo abbastanza crudo, come il mercato, tra gli acquisti e le cessioni, non abbia risollevato il valore tecnico complessivo dei rossoneri e, stando agli spifferi raccolti dalla stampa, lo stesso Allegri fatica a considerarlo valevole del quarto posto in classifica.
La situazione rossonera presenta dei punti di contatto con quanto accadde un anno fa a Napoli: Conte chiedeva due mediani e Romelu Lukaku e, dopo la debacle con l’Hellas Verona, venne accontentato proprio con l’arrivo del belga più due esuberi dalla Premier: Mc Tominay e Gilmour. Sull’evoluzione della stagione napoletana credo si possa soprassedere, tuttavia focalizziamoci sul modo in cui la dirigenza rossonera sta cercando di accontentare Allegri che, nella sua lista, ha chiesto: un difensore, un mediano abile negli inserimenti e un centravanti.
Mentre la maggior parte dei tifosi era impegnata a seguire le vicende delle trattative Rabiot e Vlahovic, in tarda serata è stata annunciata la trattativa, fulminea, per Cristopher Nkunku dal Chelsea che, sembrerebbe, in procinto di arrivare al Milan. Ovviamente, visti gli esiti degli affari Boniface e Harder, considereremo il suo arrivo come cosa fatta solo quando Nkunku verrà annunciato da Germano Lanzoni a San Siro.
Christopher Alan Nkunku nasce a Lagny-sur-Marne, 14 novembre 1997, lo stesso comune della periferia parigina che ha donato al calcio francese Paul Pogba. Dopo il periodo passato al centro di formazione di Clairefontain, dove a 14 anni conosce Kylian Mbappé che era già sulla bocca di tutti, nel 2012 passa alle giovanili del Paris Saint Germain. L’allora tecnico dei parigini, Laurent Blanc, lo farà esordire a inizio dicembre addirittura in Champions League l’8 dicembre del 2015, facendolo entrare al posto di Lucas Moura negli ultimi minuti di PSG-Shakhtar Donetsk. Nonostante il debutto, per il resto non lo impiegherà quasi mai e concluderà la stagione con appena 300 minuti in campionato spalmati su cinque partite.
Il giovane Nkunku ha ancora un ruolo indefinito: alla luce del suo fisico, con 1.78 cm e 77 kg, oscilla tra la posizione di mezzala e quella di esterno d’attacco. Con l’arrivo di Unay Emery le cose per Nkunku non cambiano molto: con settimane piene di spezzoni di partita, di cambi negli ultimi minuti, di standing ovation ai giocatori dei quali si prende il posto. Dopo essere stato eliminato per la seconda volta consecutiva agli ottavi di finale di Champions, il PSG esonera Unai Emery, e Nkunku si toglie qualche sassolino dalle scarpe nella speranza che con un nuovo allenatore finalmente le cose cambieranno. «Quando un allenatore ti mette in panchina è difficile conviverci. Non ho mai ricevuto alcuna spiegazione per questo». Con Tuchel però l’ala francese il campo lo continua a vedere poco: e come potrebbe essere altrimenti? Davanti a lui oltre a Neymar e Di Maria da un paio d’anni c’è anche Mbappé, e Nkunku nelle interviste a volte è ridotto a recitare il ruolo dell’amico di infanzia del prodigio. «Conosciamo il suo talento, sappiamo ciò di cui è capace: non mi sorprende affatto che sia arrivato a questo livello».
Nell’estate del 2019 Nkunku decide di cambiare aria, accettando l’offerta nemmeno così consistente del Red Bull Lipsia, pronto ad investire su di lui 13 milioni di euro. In Germania Nkunku trova Julian Nagelsmann, uno dei tecnici più preparati anche per la sua attenzione maniacale ad ogni aspetto dello sviluppo del gioco dei suoi giovani talenti. Nelle due stagioni con l’allenatore tedesco cambia ruolo spesso, ma non gioca quasi mai sul fronte centrale d’attacco: spesso da ala, a volte torna al suo ruolo originario da centrocampista, addirittura da vertice basso. Di conseguenza la sua crescita è più lenta e meno spettacolare di quanto ci aspetterebbe. Che poi è sempre tutto relativo, se pensiamo che in due anni realizza tra Bundesliga e Champions League 12 gol e 21 assist.
Ma è indubbio che il salto di qualità definitivo lo abbia fatto la stagione successiva, per paradosso con l’allenatore con cui il Red Bull Lipsia che più è sembrato in difficoltà negli ultimi anni: Jesse Marsch. Prima di essere esonerato venendo sostituito da Domenico Tedesco, l’allenatore statunitense rimane in Germania appena quattro mesi lasciando il Lipsia all’11esimo posto ma anche con l’intuizione che cambia la carriera di Nkunku. Un 3-4-3 che gli lascia la libertà di dividersi tra le ricezioni sulla trequarti e l’attacco della profondità alle spalle della difesa avversaria, agendo ora da trequartista ora da seconda punta accanto a Poulsen o ad André Silva. Il 6 novembre del 2021 segna un gol al Borussia Dortmund, nel 4 a 1 dell’andata, che manifesta tutti i suoi punti di forza: il sapersi nascondere all’interno del lato cieco del diretto marcatore, il tempismo nell’attacco della profondità, la freddezza davanti al portiere, saltato fintando il tiro di interno e dribblandolo dall’altro lato. In Champions trova il modo di vendicarsi contro il PSG, segnando il secondo gol definitivo, tagliando tra Marquinhos e Kimpembé, e battendo Donnarumma con un colpo di testa sul secondo palo.
Nkunku diventa in breve una delle stelle della Bundesliga. I suoi gol, però, vanno rivisti più di una volta per apprezzare l’intelligenza sottile con cui se li è procurati, cresciuta per lenta accumulazione, anno dopo anno. Il gol segnato al Bayern Monaco il 5 dicembre del 2021 è un vero capolavoro tattico di Nkunku: prima, con i suoi movimenti e le angolazioni del corpo, crea lo spazio per il passaggio di Laimer; successivamente sposta Pavard verso l’interno fintando un taglio in diagonale, poi quando quello si è spostato gli si nasconde alle spalle chiamando il passaggio in profondità, è solo a quel punto che Laimer lo serve e Pavard, che non poteva vederlo senza distogliere gli occhi dal pallone, sembra quasi stupito del fatto che dietro di lui ci sia Nkunku tutto solo che aspetta. Nel finale dell’azione, con due controlli di esterno si aggiusta il pallone e poi con freddezza decide di tirare tra le gambe di Neuer, uno dei più grandi portieri della storia del calcio a parare con i piedi. A 25 anni Cristopher sorprende per la lucidità delle letture di gioco, quasi da veterano, dovute all’applicazione meticolosa nel seguire le direttive dello staff del Lipsia. Chiude la stagione con 8 reti finali e con statistiche che dimostrano come il francese sia, sostanzialmente, un calciatore generoso (2,6 tiri totali nei 90 minuti, con 12 assist stagionali). Una dimostrazione della generosità di Nkunku si ha nella gara contro l’Hansa Rostock il 19 gennaio 2022, dove scatta in profondità tagliando la difesa e, quando ha la possibilità di calciare a rete, riesce a servire Olmo, meglio posizionato, per la rete del 2 a 0. Lo spagnolo, nell’azione, esegue l’inserimento sempre schermato per la visuale di Nkunku, che eppure con la coda degli occhi riesce comunque a vederlo e a servirlo.
Chiuderà la prima stagione in Germania con 20 gol e 13 assist ed è stato votato miglior giocatore della Bundesliga. La sua ascesa continua anche la stagione successiva, conclusa con 12 reti e 11 assist giocando sempre in una posizione ibrida tra la fascia sinistra e la trequarti. Il 25 marzo del 2022 arriverà il suo debutto con la nazionale francese, nella gara amichevole contro la Costa d’Avorio. Tuttavia, proprio nell’inverno del 2021, avrà il primo pesante infortunio, con dei problemi alla caviglia che lo terranno fuori quasi un mese.
Nella stagione 2021/2022 si avrà il suo definitivo salto di qualità, con il tecnico Tedesco che lo impiegherà maggiormente come seconda punta. Conclude la stagione con 35 reti e 20 assist complessivi, l’unica pecca di questa memorabile annata è il Mondiale qatariota saltato per la rottura del legamento laterale. Gli infortuni lo freneranno notevolmente nella stagione successiva, dove salterà 9 gare prima per la rottura del collaterale laterale e poi della fibra muscolare. Nonostante gli stop, che ne renderanno deficitaria la condizione, chiuderà la stagione con 23 reti e 8 assist.
L’estate del 2023 Nkunku sbarca al Chelsea per 65 milioni di euro, i Blues sono impegnati in una lunga e inconcludente operazione di ricostruzione. Per Cristopher inizia una vera via crucis: il debutto arriverà solo il 24 dicembre nella gara contro il Wolverhampton, 32 minuti conditi da un goal. Un nuovo stop lo bloccherà dal mese di febbraio al mese di maggio 2024, facendogli chiudere la stagione con sole 14 presenze e 4 gol totali.
Va notevolmente meglio nella passata stagione, con l’arrivo di Enzo Maresca ai Blues Nkunku viene impiegato maggiormente in Conference League, anche nel ruolo di punta centrale. Gli infortuni sembrano dargli tregua, se non una ferita che lo costringerà ai box per tutto il mese di maggio. In Conference metterà a segno 5 reti, come detto giocando da punta centrale, spesso sfruttando la velocità in campo aperto o tagliando le difese avversarie con i suoi inserimenti. Nel gioco di Maresca, che non ha molti punti in comune con quello di Allegri, Nkunku lavora da “falso nueve”, un ruolo per lui perfetto vista la sua rapidità sia nei movimenti in area che negli inserimenti. Chiuderà la stagione con 15 reti e 6 assist complessivi, al momento la sua esperienza ai Blues lo ha visto segnare 18 reti in 62 presenze.
Cristopher Nkunku è un talento che emerso con lo studio e con la determinazione, soprattutto dopo la sostanziale bocciatura parigina. La scorsa stagione, che pure lo ha visto retrocesso tra le riserve, ha avuto un impiego più costante senza aver subito grossi infortuni. Tuttavia è bene ricordare che al momento del decollo Nkunku si è visto bloccare per quasi due stagioni da vari traumi fisici.
Dal punto di vista tattico, se Cristopher sta bene è innegabile che si tratti di un calciatore di grande livello che a 27 anni sta cercando la piena esplosione. Non potrà mai essere il centravanti di riferimento per il gioco ideato da Allegri, soprattutto per la struttura fisica, ma potrà essere un ottimo esterno offensivo molto bravo a trovare gli spazi per ricevere tra le linee di difesa avversarie, sicuramente migliore di Okafor e Chukwueze. Molto dipenderà dallo schieramento ideato da Allegri: se il livornese passerà all’utilizzo del 4-2-3-1, che in gara può diventare 3-4-1-2 con il movimento sulla mediana di Estupinan, allora Nkunku potrà essere un perfetto trequartista o esterno destro. Nel caso in cui il tecnico opterà per il 3-5-2, il francese opererà come seconda punta in appoggio al centravanti, in alternativa a Leao. A mio avviso è probabile che già dalla gara con il Lecce si vedrà Allegri utilizzare il primo modulo e ,in quel caso Nkunku sarà un perfetto dodicesimo pronto a subentrare a tutti i suoi compagni dalla trequarti in su. Al netto di tutto ciò l’investimento Nkunku presenta dei rischi, così come lo sarebbe stata l’operazione Boniface, per via dei problemi fisici occorsi al francese. Certo il Club non deve pensare di concludere con l’ex Lipsia la ricerca del centravanti che, come detto, non è il ruolo che può svolgere Nkunku soprattutto considerando le esigenze tattiche di Allegri.
Da tifoso rossonero non posso che augurare a Nkunku un percorso speculare a quello di Pulisic, anche lui giunto a Milanello con la nomea di calciatore fragile e che invece ha saputo raggiungere una stabilità fisica. Solo ritrovando la migliore forma il francese potrà ritornare ad essere il protagonista visto a Lipsia, ovvero un calciatore che potrebbe avere un impatto notevole in Serie A.

BIO: STEFANO TERRANOVA
Stefano, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare.









