EURO ’24 – PRE GARA 1 – GRUPPO B: SPAGNA-CROAZIA

Quest’oggi, in quel di Berlino, Spagna e Croazia inaugurano il girone dell’Italia che, a seguire, nella cornice imponente dell’impianto di Dortmund, scenderà in campo contro l’Albania con l’auspicio di approfittare di un calendario che potrebbe consentire agli azzurri di incamerare tre punti preziosissimi in vista delle successive gare contro iberici e balcanici: ergo, fondamentale per entrambe le compagini non uscire sconfitte da un incontro che, in caso di successo degli azzurri, decreterebbe in salita il cammino di una delle due selezioni.

Lontana dai fasti di fine anni duemila e dell’inizio del decennio successivo, allorquando la “roja” fu capace, incontrastata, di collocare nella propria bacheca (sino ad allora colma del solo titolo europeo conseguito nel 1964, alla seconda edizione) due successi continentali inframezzati dall’apoteosi rappresentata dal trionfo nel mondiale sudafricano, la Spagna, pur conservando velleità di successo finale, si presenta ai nastri di partenza della competizione distante dalle nazionali preferibilmente favorite quali principali candidate al trono europeo: pur potendo far affidamento su una rosa che contempla esperienza, tecnica e varietà camaleontiche da un punto di vista squisitamente tattico, la squadra guidata da Luis de la Fuente non sembra farsi preferire nettamente nel computo globale dell’accostamento con i dirimpettai odierni.

Carvajal, Nacho, Rodri e Morata avranno il compito di mitigare la prorompente euforia degli elementi più giovani, Yamine Lamal su tutti, e contribuire a dettare equilibrio e letture fondamentali per gestire le fasi dell’incontro, durante il quale, in virtù di valori assoluti molto livellati nei diversi ruoli, pressochè sostanzialmente da verificare chi avrà l’onore di calpestare l’erba dell’Olympiastadion.

Che si tratti di Le Normand o Laporte, Grimaldo o Cucurella, Merino, Zubimendi o Fabian Ruiz (con Pedri da considerarsi inamovibile al netto di una condizione atletica ottimale), fino all’abbondante equiparazione di talento nella trequarti offensiva, la Spagna giocherà per avere la meglio su Modric e compagni attraverso lo storicamente consueto connubio fra possesso e conduzione; naturalmente andranno sfruttate le caratteristiche del reparto offensivo, costituito da calciatori potenzialmente devastanti a campo aperto.

Avvezza a sorprendere sia in ambito continentale che mondiale durante la fasi finali delle più importanti manifestazioni per squadre nazionali, la Croazia ( che nel corso della sua brevissima storiografia calcistica ha già annoverato un secondo e due terzi posti al campionato del mondo ed è reduce dalla finale nell’ultima edizione di Nations League) ruota attorno all’estro, di matrice e discendenza jugoslava, degli uomini appartenenti al reparto nevralgico: Modric, Kovacic, Brozovic, Pasalic e Vlasic rappresentano il fiore all’occhiello di una formazione su cui pesa, però, l’assenza di elementi di spessore nel reparto offensivo; immaginifico ricondurre la memoria a gente del calibro di Suker, Boksic o Mandzukic, che sarebbero risultati a dir poco fondamentali in questo momento per far sì che la Croazia potesse entrare nel ristretto gruppo di candidate al titolo.

A Kramaric, Petkovic e Budimir il compito di tramutare in realizzazioni la costruzione sopraffina degli architetti di centrocampo, con il redivivo Pjaca ed Ivan Perisic a creare scompiglio ai fianchi della difesa avversaria.

La linea difensiva si poggia su Gvardiol, divenuto con Guardiola uno dei migliori difensori del Vecchio Continente, coadiuvato dall’esperienza di Vida, Sutalo, Erlic, con il leccese Pongracic a completare la schiera di centrali a disposizione di Dalic.

A Stanisic, reduce dal successo in Bundesliga con il Bayer Leverkusen, e a Borna Sosa il dominio delle corsie esterne. Facile supporre che tutto dipende dalle prestazioni individuali degli uomini di centrocampo:dettare tempi e ritmi, soffiare il possesso alla Spagna, limitarne le prelibatezze tecniche sarà fondamentale per competere alla pari. Nella speranza che l’ispirazione derivante dalla sublime proposta dei compagni possa innalzare, elevare e magnificare la mediocrità delle punte.

BIO: ANDREA FIORE, con DIEGO DE ROSIS, gestisce la pagina INSTAGRAM @viaggionelcalcio.

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