EURO ’24 – LE NAZIONALI – SVIZZERA: ALLA SCOPERTA DI UN MOVIMENTO IN CRESCITA

La prima partecipazione della Svizzera al campionato europeo risale al 1996, in Inghilterra. In quella edizione gli elvetici finirono ultimi nel gruppo A, ma bagnarono l’esordio con un prestigioso pareggio contro gli inglesi, nel vecchio stadio di Wembley. Da allora, la Svizzera ha partecipato altre sei volte, ha ospitato un’edizione della rassegna continentale nel 2008 e nel 2020 ha ben figurato, eliminando la Francia in una partita a dir poco rocambolesca e uscendo soltanto ai rigori contro la Spagna, ai quarti di finale.

È un movimento calcistico in crescita, multinazionale e di talento, che da vent’anni a questa parte raggiunge ottimi risultati, non da ultimo la partecipazione alle Finals Four dell’edizione 2018/2019 di Nations League.

Una curiosità non proprio legata all’Europeo, ma che può far comprendere i progressi ottenuti: nel 2006 al Mondiale tedesco la Svizzera fu la prima squadra ad essere eliminata da una competizione internazionale senza aver mai perso una partita e senza subire un gol. Dovette inchinarsi soltanto ai rigori all’Ucraina e da allora detiene questo primato non proprio invidiabile, ma che rivela l’attitudine degli elvetici a rendere dura la vita agli avversari. 

I rossocrociati hanno tra le loro corde la capacità di far giocare male le squadre che affrontano, ma di godere anche del talento di alcuni elementi di calibro internazionale, come ad esempio Xhaka, il cui nome tornerà dopo. D’altronde, abbiamo provato sulla nostra pelle lo spirito coriaceo e la compattezza degli svizzeri nelle due sfide di qualificazione al Mondiale Qatar 2022, con quei due pareggi che, di fatto, ci hanno eliminato dalla fase finale della Coppa del Mondo per la seconda volta consecutiva. Gli elvetici sono cresciuti sotto la guida di Vladimir Petković, l’allenatore ex Lazio, che dal 2014 al 2021 ha guidato la nazionale, partecipando a due Europei e a un Mondiale, superando sempre la fase a gironi.

Dal 2021 Murat Yakin è il commissario tecnico della Svizzera ed è stato l’artefice della qualificazione al Mondiale del 2022, scavalcando l’Italia nel gruppo di qualificazione ed evitando così l’avventuroso percorso degli spareggi. In Qatar il cammino si è fermato in maniera scioccante contro il Portogallo agli ottavi di finale, con un sonoro 6 a 1.

Le amichevoli di preparazione si sono chiuse con una vittoria e un pareggio: 4 a 0 all’Estonia e 1 a 1 contro l’Austria. Contro gli estoni il commissario tecnico di origini turche ha utilizzato l’ 1-3-4-3, provando diverse alternative. In porta ha giocato Mvogo, in difesa sono stati schierati Akanji, Shӓr ed Elvedi, a centrocampo Widmer, Xhaka, Freuler e N’Doye, in attacco Shaqiri, Duah e Zuber.

Le quattro reti sono state segnate nell’ordine da Zuber, Amdouni, Elvedi e Shaqiri su rigore.

Più probante la sfida con l’Austria, nella quale il commissario tecnico ha cambiato alcuni elementi e probabilmente ha provato la formazione in vista dell’esordio di sabato contro l’Ungheria. Yakin ha proposto un 1-3-4-2-1 con in porta l’interista Sommer, in difesa Akanji, R. Rodriguez e Elvedi, a centrocampo riconfermati Widmer, Freuler e Xhaka, N’Doye, Vargas e Zuber dietro alla punta Amdouni.

Non è stata un’ottima prestazione per i rossocrociati che sono andati sotto al 5’: dopo un errore di N’Doye, Baumgartner si è involato verso la porta e ha trafitto Sommer. La Svizzera ha pareggiato poi al 26’ con l’ex Udinese Widmer, bravo a ribadire in rete una corta respinta di Lindner.

Nonostante l’Austria avesse alzato il baricentro nel secondo tempo, la Svizzera si è spesso affacciata dalle parti di Lindner. Il risultato è rimasto lo stesso fino al 90’. Non un pareggio entusiasmante ma che ci può stare, visti i carichi di lavoro di questi giorni di preparazione, che lascia trapelare ottimismo in casa svizzera.

Yakin potrà contare su una rosa di buon livello, con giocatori impegnati in diversi campionati europei, con ben sei italiani tra i convocati: Sommer, i tre “bolognesi” Aebischer (Bologna), Remo Freuler, il milanista Okafor e Ricardo Rodriguez del Torino. Non bisogna poi dimenticare che hanno giocato in Italia anche Zakaria, Shaqiri e Widmer, anche se con fortune alterne.

Akanji sarà il perno della difesa, mentre a centrocampo in regia ci sarà Xhaka che viene da una stagione memorabile con il Bayer Leverkusen che ha fatto una storica doppietta campionato – coppa, tra l’altro il primo scudetto in assoluto per le Aspirine.

Freuler, N’Doyee Widmer sembrano inamovibili nel mezzo. In attacco Yakin ha diverse soluzioni con Embolo, Vargas e Okafor, velocità e potenza. Shaqiri resta sempre un’opzione.

La Svizzera è una squadra che può creare grattacapi a tutti, soprattutto se è in giornata. Esordirà, come detto, contro l’Ungheria e sarà importante fare risultato per poter coltivare ambizioni importanti.

Il calendario poi è dalla parte degli elvetici che avranno la sfida con la Scozia nella seconda giornata, prima dello scontro contro la Germania, che pende sicuramente a favore dei padroni di casa. I piazzamenti storici dell’ultimo decennio sono a favore della Svizzera , che nel 2019 ha anche giocato le Finals Four di Nations League. Sarà il campo a dirci se la Svizzera saprà riconfermarsi e lasciare un segno indelebile in questa edizione.

BIO: Vincenzo Pastore. Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

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