La partita col Benfica ha scatenato una serie di interrogativi su questi primi mesi di Amorim.
La sconfitta è stata inappellabile. Ci si è interrogati sul senso del turnover, che forse nemmeno Fabio Capello – tirato in ballo nella conferenza stampa – nell’era dell’abbondanza avrebbe attuato. Il clangore scatenato dalle campane a festa dell’esordio contro il Torino si è ben presto attenuato fino a diventare nenia insopportabile contro le Águias. Amorim ha spiegato che non ci sono singoli colpevoli. La colpa del ko è collettiva. Da dominanti a dominati c’è una “n” di differenza, che al Milan amorimiano fa tutta la differenza del mondo. L’idea è quella di imporre il proprio gioco, ma spesso le idee restano confinate nell’iperuranio della tattica teorica.
A San Siro in festa per i suoi 100 anni di vita arriva un avversario non proprio irresistibile, sulla carta lo sparring partner ideale per provare ad essere dominanti. I salentini del tecnico Di Francesco, uno di quegli allenatori che ama fare risultato attraverso il gioco, hanno collezionato sei punti, contro Venezia e Monza, dirette rivali nella lotta salvezza. Se vi ricordate, la scorsa stagione il Milan vinse soltanto 1-0 grazie ad una rete di Füllkrug, una delle punte rossonere che non hanno lasciato un ricordo indelebile.
Amorim sceglie l’1-3-4-2-1. Maignan tra i pali, Gila, De Winter e Pavlović i tre difensori. A centrocampo c’è il ritorno di Modrić in cabina di regia, affiancato da Rabiot, sugli esterni Chukwueze ed Estupiñan. Dietro a Ramos, agiscono Pulisic e Saelemakers.
Il Lecce opta per l’1-4-3-3. Davanti all’esperto Falcone, agiscono Gaspar, che sostituisce all’ultimo minuto Tiago Gabriel, Siebert, Gallo e Veiga. Maleh, Ilić e Coulibaly a centrocampo. Monteiro e Pierotti a supporto di Štulić. Arbitra Federico La Penna, assistito sulle corsie laterali dagli assistenti Lo Cicero e Vecchi, a bordo campo dal quarto uomo Tremolada. Nella sala Var di Lissone, invece, c’è il supporto dei signori Maggioni e Santoro.
Minuto di silenzio per Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter e della Nazionale.
Inizio di partita blando dei nostri ragazzi. La prima occasione capita sui piedi di Pulisic, il quale viene fermato in uscita da Falcone. Il Lecce prova a farsi vedere dalle parti di Maignan ma il tiro sbilenco di Ilić risulta alquanto velleitario. Al 14’ il Milan passa in vantaggio: lancio lungo di Pavlović che libera il tonico Pulisic che davanti a Falcone non sbaglia. Il suo, come ha detto Filippo Galli a Pressing, è un gol alla “Lionel Messi.”
1-0 per i ragazzi. È il primo centro stagionale di Capitan America, che non segnava dallo scorso dicembre. Restando nel campo delle statistiche è il sesto gol che l’americano segna ai salentini.
Il Milan controlla, il Lecce, in una delle rare sortite, ci prova con Gaspar, ma Maignan è attento. La squadra di Amorim prova a mettere al sicuro il risultato. Si creano ottimi presupposti per il raddoppio, ma sono per lo più situazioni piuttosto che vere occasioni. Chukwueze ha una buona chance, così come De Winter che sul cross dell’incontenibile Pulisic anticipa tutti, anche Ramos, mandando di testa di poco al lato. Finiscono i 45’ con il Milan che va al riposo avendo segnato finalmente un gol nella prima frazione.
Il Milan entra in campo con gli stessi effettivi del primo tempo. Il Lecce toglie dal campo il deludente Štulić e inserisce Esteban.
I padroni di casa continuano a controllare il match. Gonzalo Ramos prima cincischia con la palla, poi prova la rovesciata… a vuoto. San Siro mugugna. Al 56’ viene annullato un gol a Pavlović per fuorigioco. Ma la seconda rete è nell’aria e al 60’ ecco il raddoppio rossonero.
Gila caparbio, tra i migliori fin qui, riesce a tenere la palla in campo. Fraseggi veloci tra Rabiot, Pulisic e Ramos che mette Rabiot davanti a Falcone. Il francese è freddo e batte il portiere.
Ramos si fa, in parte, perdonare per la prova fin qui incolore e Rabiot entra per la seconda volta in stagione nel tabellino dei gol. Il Milan abbassa la concentrazione e su un’iniziativa del Lecce decisivo è Estupiñan.
Al 68’ escono Pulisic e Saelemakers tra gli applausi, sostituiti da Loftus-Cheek e Moreira. Quest’ultimo mette in cassaforte il risultato al 73’ quando su un rimpallo favorevole si invola verso Falcone, illude con una sterzata il suo avversario e con un rasoterra batte il portiere leccese. Travolgente l’impatto del belga ex Strasburgo sulla Serie A. Amorim, a questo punto, effettua altri due cambi: Musah per Modrić, uscito tra gli applausi, e Bartesaghi per Estupiñan. Maignan si merita il voto con due interventi su Ngom e N’Dri. All’87’ minuto della partita entra l’ex di turno, Francesco Camarda, che sostituisce l’inesauribile Chukwueze, autore di una bella prestazione.
Non succede nulla di rilevante. Il Milan vince 3-0 e si porta a 11 punti in classifica, a -2 dalla troika di vetta formata da Lazio, Inter e Roma e a -1 dal sorprendente Cagliari di Pisacane.
Si è visto a tratti il gioco auspicato da Amorim. Il gol del 2-0 rappresenta un compendio: possesso palla, fraseggi di prima, verticalità e inserimenti dei centrocampisti.
Straordinaria la prova di Pulisic, soprattutto nel primo tempo. Indispensabile Rabiot, essenziale l’eterno Modrić che ha giocato con la sua classica intelligenza tattica.
Malino Gonzalo Ramos. Il portoghese si è dato molto da fare, svariando su tutto il fronte offensivo. Non ha trovato ancora una volta il gol, la ragione per la quale la società rossonera ha investito ben 74 milioni di euro.
E ora arriva questa sosta lunga, quasi sperimentale. Il Milan sarà atteso da un tour de force, con partite ravvicinate, che sarà inaugurato dalla difficile trasferta di Sassuolo.
Amorim dice che utilizzerà al meglio la sosta per studiare gli avversari, e per aiutare i giocatori anche a tornare sani dalle soste.Tante cose ci sono da fare, ma passare da dominati a dominanti, non è soltanto una questione linguistica, ma soprattutto di tempo e di dedizione.
La strada è ancora lunga.
Forza Milan!
Il tabellino
MILAN-LECCE 3-0
Marcatori: 14′ Pulisic, 61′ Rabiot, 73′ Moreira.
Milan (1-3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze (89’ Camarda), Modric (76’ Musah), Rabiot, Estupinan (76’ Bartesaghi); Pulisic (69’ Loftus-Cheek), Saelemaekers (69’ Moreira); Ramos.
Lecce (1-4-2-3-1): Falcone; Veiga, Gaspar, Siebert, Gallo; Pierotti (82’ N’Dri), Ilic (69’ Kaba), Maleh (69’ Ngom); Coulibaly, Stulic (46’ Esteban), Monteiro (69’ Fatah).

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.










4 risposte
Buongiorno Vincenzo e Chapeau per l’articolo che, per una radicata abitudine di questo Blog è solitamente vergato a caldo dall’altro nostro amico toscano Stefano.
Per distrazione soltanto in calce al pezzo ho letto il tuo nome …e vado però ad essere in disaccordo con la fonetica laddove spesso una “n” può creare una sonora differenza….mentre nella stesura di un match quale l’ultimo contro i Salentini non crea alcuna preferenza:
due raffinate penne rossonere avrebbero all’unisono dipinto il nostro Milan verso una divertente e significativa rinascita nell’imponente scenario del Centenario e storico San Siro!
Buona giornata!
Massimo 48 ❤️🖤
Bravo Vincenzo !!! Ottimo report, dopo un inizio troppo compassato piano piano abbiamo preso il comando del gioco. Una vittoria che dà ossigeno in un momento complicato. Certo va detto il Lecce con tutta la buona volontà non era un test attendibile, ma alcune indicazioni positive sono emerse. Modric deve giocare !! gestito sì …ma sempre in campo, bene Estupinian ingiustamente fischiato, Pulisic versione captain America autore di un gol strepitoso per la fase di preparazione, bene Ramos più come ispiratore più come uomo d’area (purtroppo ), e un travolgente Moreira sempre on fire, Rabiot a tratti dottorale. Avanti così cercando di crescere in convinzione e struttura di gioco
Milanternazionale – ieri a tratti bello ma interamente straniero. E siccome non sono un tifoso medio ma qualcuno di coerente, che 20 anni fà criticava l’Inter straniera e qualche altro club inglese 100% straniero, non posso fare il tifo per questo Milan. Anche solo guardarlo mi diventa fastidioso. Perché il calcio deve essere prima di tutto passione e senso di appartenenza. Quale milanista che ha conosciuto squadre composte da 6/7 italiani titolari e azzurri puo sinceramente sentirsi rappresentato da un gruppo di calciatori che conosce a malapena 3 parole d’italiano ? Possibile che col bacino di popolazione di milano non si riesca neanché a formare 3/4 calciatori che diventano titolari nel Milan ?? La Croazia con lo stesso bacino di popolazione ti crea una nazionale che arriva in finale e semifinale ai mondiali 2018 e 2022.
Buongiorno Vincenzo, purtroppo il Lecce è un test poco attendibile per le ambizioni di mister Amorim e di conseguenza del Milan.
Sicuramente, si può pensare che Pulisic, tornato capitan America, è il miglior giocatore della rosa ed il rischio grosso è che se non saremo un minimo competitivi, questo grande calciatore se ne andrà quanto prima.
Bene Moreira giocatore che ha molta “fame”.
Sono perplesso dall’utilizzo di rlc e dai pochi minuti dati a Camarda; mi chiedo come questo ragazzo (se ci si crede veramente), possa essere veramente utile e possa acquisire esperienza.
Partita decisa e con un avversario soporifero?.
Era l’occasione per fargli fare una ventina di minuti.
Speriamo che la sosta porti saggezza….