IL CROLLO DEL CRYSTAL PALACE

Fino a poche settimane fa sembrava una favola destinata a durare. Il 7 dicembre 2025 il Crystal Palace occupava il quarto posto in Premier League con 26 punti, alle spalle dell’Aston Villa terza a quota 30 e davanti al Chelsea, quinto con 25. Oggi lo scenario è completamente ribaltato: le Eagles sono precipitate al 15° posto con 28 punti, appaiate al Tottenham e con un margine di appena otto lunghezze sulla zona retrocessione.

Cinquanta giorni da incubo

Gli ultimi 50 giorni raccontano una parabola inquietante. Dopo il successo di dicembre contro il Fulham che aveva consolidato il quarto posto, il Palace ha raccolto appena due punti in otto partite di campionato. Un rendimento che ha trasformato una stagione sorprendente in una corsa improvvisa per la salvezza, tra tensioni crescenti e un ambiente sempre più fragile.

Una serie di risultati disastrosi

Il crollo è certificato dai numeri. Nelle ultime otto gare di Premier League sono arrivate sconfitte pesanti contro Manchester City (0-3), Leeds (4-1), Tottenham (0-1), Newcastle (2-0), Sunderland (2-1) e Chelsea (1-3), intervallate solo dai pareggi contro Fulham e Aston Villa. Troppo poco per reggere il ritmo del campionato e mantenere ambizioni di alta classifica.

Il disastro in FA Cup

Come se non bastasse, è arrivata anche l’eliminazione più umiliante: il Palace è stato estromesso dalla FA Cup dal Macclesfield, club di sesta divisione allenato dal fratello di Wayne Rooney. Un risultato storico in senso negativo: dal 1909 non accadeva che una squadra di quel livello eliminasse i campioni in carica della competizione.

Non solo campo: un club in crisi

Se i problemi si limitassero al rendimento sportivo, si parlerebbe di una normale flessione. In realtà, ciò che sta accadendo dimostra come le difficoltà fuori dal campo stiano pesando in modo decisivo anche sulle prestazioni. Il clima attorno al club è diventato pesante, e le certezze costruite nella prima parte di stagione si sono sgretolate in poche settimane.

L’addio annunciato di Glasner

A metà gennaio l’allenatore Oliver Glasner ha ufficializzato che non rinnoverà il contratto, lasciando il Crystal Palace al termine della stagione dopo due anni. Una decisione che era nell’aria, ma che ha contribuito a destabilizzare ulteriormente l’ambiente, aumentando l’incertezza all’interno dello spogliatoio.

Perso il capitano, persa la guida

Nella stessa conferenza è stato confermato anche l’addio del capitano Marc Guéhi, ceduto al Manchester City per 23 milioni di euro. Con il contratto in scadenza e la volontà di non rinnovare, il Palace ha scelto di monetizzare, ma ha perso il suo leader tecnico ed emotivo.

E ora anche Mateta vuole andare via

La crisi non sembra destinata a fermarsi. Negli ultimi giorni anche Jean-Philippe Mateta ha chiesto la cessione. Il centravanti francese, sotto contratto fino al 2027, era stato seguito dalla Juventus prima di una trattativa poi naufragata. Le ultime indiscrezioni lo vedono in Italia, in maglia rossonera. Un altro segnale forte di un progetto che, improvvisamente, sembra essersi incrinato.

Il Palace che incantava l’Inghilterra non c’è più. Al suo posto resta una squadra fragile, un club in piena turbolenza e una stagione che, da sogno, rischia di trasformarsi in un lungo incubo.

BIO: Federico Locarno, 21 anni, studente di Management dello Sport con una grande passione per il calcio. Scrivo articoli da circa un anno e mi dedico con entusiasmo e curiosità ad esplorare e analizzare il mondo del calcio, sia quello attuale che quello passato. Inoltre, condivido i suoi miei approfondimenti sul calcio attraverso lo story-telling sui miei profili Instagram e LinkedIn.

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