Sono ormai passati quasi vent’anni da quando Barack Obama pronunciava un motto tanto laconico quanto potente che lo portò a diventare Presidente degli Stati Uniti: Yes, we can! Il calcio non è certo la politica, ma alcuni slogan possono essere traslati con estrema facilità. Nella presentazione della Roma dell’anno scorso avevamo intitolato “In Gasperini We Trust”. I Friedkin hanno avuto molta fiducia in Gasperini che, attraverso un percorso non sempre lineare e segnato anche dalle dolorose eliminazioni nelle coppe, ha riportato dopo ben sette anni, la società giallorossa in Champions League.
A parte la parentesi interista, Gasperini ha sempre centrato gli obiettivi prefissati con le società con cui ha lavorato e, a Bergamo, ha raggiunto il picco di rendimento della sua importante carriera. Nella scorsa stagione la squadra ha dovuto adeguarsi al gioco del tecnico piemontese. Il terzo posto è arrivato senza mezzi termini, sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. Balzano agli occhi le undici sconfitte in campionato, ma soprattutto le ventitré vittorie. Solo quattro i pareggi, a testimonianza della voglia della squadra di andare a cercare sempre il successo.
È innegabile che lo scorso anno la Roma abbia dovuto attraversare momenti complicati. La pesante sconfitta a Milano contro l’Inter e soprattutto l’eliminazione in Europa League ad opera del Bologna, avevano incrinato le certezze sulle quali l’esperto tecnico aveva costruito la sua squadra. L’arrivo di Donyell Malen ha decisamente invertito la tendenza offensiva, abulica e spuntata di inizio campionato, che nel finale di stagione ha trovato lo sprint decisivo. Con Gasperini si può, lo si è capito già dall’esaltante trentottesima giornata del 2025/2026.
Gasperini ha avuto modo di plasmare la sua squadra durante l’estate e di inserire i nuovi acquisti. L’1-3-4-2-1, con una linea difensiva a tre, due esterni molto coinvolti e due giocatori alle spalle di Malen, il terminale offensivo più spietato della Serie A, può mutarsi in un 1-3-4-1-2 o in altre varianti a seconda degli interpreti. Pressione, aggressività, verticalità e occupazione dell’area avversaria rappresentano il credo sul quale si fonda il gioco gasperiniano.
Nella sua prima conferenza stampa stagionale, Gasperini aveva espresso un concetto interessante: “Quando parlo di volerci migliorare intendo di stabilizzarci nelle zone alte di classifica. Poi, secondo me, se si riesce, arriverà il momento per quello (lo scudetto). Ora vogliamo – migliorarci rispetto a un traguardo meritato, ma che andava oltre le aspettative”.
Per fare meglio della scorsa annata, la Roma ha dovuto investire.
Sul buon telaio dello scorso anno, la società ha fatto uno sforzo importante durante la sessione estiva di mercato, puntando ad aggiungere qualità e profondità alla rosa. La Roma ha puntato soprattutto su Santiago Castro, arrivato dal Bologna, e sul giovane Rodrigo Mora, prelevato dal Porto. A loro si sono aggiunti Nahuel Molina, Kōnstantinos Koulierakis e Leonardo Balerdi.
Sono inoltre stati riscattati Donyell Malen e Daniele Ghilardi, mentre De Roon rappresenta un innesto di esperienza e conoscenza del calcio di Gasperini. Sono usciti diversi giocatori: tra questi Dovbyk, Baldanzi, Angelino, Kumbulla, Abdulhamid, El Shaarawy e Çelik. Proprio la cessione del turco aveva provocato il malcontento del tecnico: “Probabilmente la società è stata lenta. A volte sei motore a scoppio, altre a diesel. In generale dobbiamo essere più bravi perché i tempi del mercato sono veloci.”
La stagione conferma la positività che gira attorno alla squadra.
I numeri ci dicono già molto rispetto alla scorsa stagione: la Roma ha 13 punti contro i 12 della scorsa stagione, ha mantenuto la solidità difensiva dello scorso anno, ma con un peso offensivo radicalmente maggiore, con ben nove gol in più messi in rete in questo scorcio iniziale di campionato.
Ma oltre alle statistiche, c’è molto altro e riguarda l’approccio alla partita.
All’esordio, i giallorossi hanno liquidato con estrema facilità la Fiorentina di Grosso, vincendo 4-0 e ripetendo lo stesso risultato a Lecce. Grande protagonista è stato l’olandese giallorosso, autore di cinque delle otto reti dei capitolini.
L’idea di gioco di Gasperini ha avuto la meglio sugli avversari, anche quando non ha trovato con la stessa facilità il gol, come avvenuto nelle prime giornate.
Emblematica la vittoria sull’Atalanta. Dopo un primo tempo a senso unico, la Roma si è trovata in svantaggio per la rete di Ederson al 47’. Nel finale la squadra del Gasp è riuscita a vincere meritatamente la partita.
A Torino, sul campo dei granata, la squadra ha interpretato bene il match, rischiando qualche volta dietro ma dando la sensazione di grande maturità. Contro l’Inter, la Roma ha dimostrato che si può competere contro le squadre più forti, anche se si è fatta rimontare due gol dai nerazzurri, che per la quarta volta in stagione si sono trovati sotto di due gol.
Malen continua a essere il valore aggiunto di questa rosa. Era l’attaccante che mancava alla Roma e che, ora, guida la classifica dei marcatori con sei reti.
Non ha entusiasmato, invece, il ritorno in Champions League.
Nonostante il vantaggio firmato da Cristante e il dominio territoriale per tutto il primo tempo, la Roma ha sofferto parecchio nella ripresa contro il Fenerbahçe, calando alla distanza. È una tendenza della squadra giallorossa che nella ripresa sembra non andare sugli stessi giri vorticosi dei primi quarantacinque minuti, come è accaduto nella partita dell’Olimpico contro l’Inter.
Roma è una piazza complessa, che si esalta e si abbatte per poco. Quattro vittorie, un pareggio, quattordici gol fatti e tre subiti rappresentano un inizio incoraggiante. Il mercato ha aggiunto qualità e profondità e Gasperini sembra avere una squadra già consapevole del proprio livello. Se la Champions non ne rallenterà la corsa, la Roma potrà guardare molto più in alto del semplice piazzamento europeo, senza dimenticare l’obiettivo della Coppa Italia. E poi in panchina c’è Gianpiero Gasperini: con lui tutto è possibile.

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.











2 risposte
L’accostamento con una massima dell’ex Presidente Obama alla ASR Roma nell’incipit del tuo articolo è veramente sublime: Chapeau Vincenzo!
Vivendo a Roma e pur essendo un tifoso rossonero non nascondo che l’ottimo andamento del team giallorosso non possa che rinverdire e giovare a tutto il clima in queste prime giornate autunnali. Purtuttavia resto piuttosto scettico sull’attuale boom della Lupa. Dato per scontato il buon andamento negli ultimi tempi registrato da tutto il team a partire dalla dirigenza, alla scelta dei giocatori, al loro rendimento e soprattutto al meticoloso lavoro cesellato dal valido Gasperini. Ma ci sono dei però da sottolineare per contrastare al vertice la Corazzata PotiomkInter!
In primis la potenzialità della rosa che, scoperta Mallen a parte, è inferiore a quella dei nerazzurri.
Inoltre la maledizione degli infortuni che lo scorso campionato ha visto troppe volte in infermeria vari giocatori e soprattutto l’asso Dybala.
A volte, specie nelle gare che contano, la Roma dà l’impressione di comportarsi come un diligente e preparato scolaro con ottime valutazioni ma che puntualmente sbaglia sempre i compiti in classe!
Il mio augurio consisterebbe nel correggere la brutta copia prima di ricopiarla in bella!!….e che vinca sempre il migliore!
Un caro abbraccio!
Massimo 48 ❤️🖤
Carissimo Massimo, grazie per il commento! Da insegnante, mi è piaciuta l’immagine dello scolaro bravo che sbaglia i compiti in classe. Sono d’accordo. La Roma può togliersi delle soddisfazioni senza dubbi, ma per vincere lo scudetto ci vorrà un miracolo. L’Inter vista finora mi ricorda l’inizio di stagione del Milan 92/93 ( Oddio, sto bestemmiando!) che segnava a raffica ed esprimeva una superiorità disarmante. Importante è la crescita del gruppo, cosa che Gasp sa fare bene. Un obiettivo assolutamente alla portata è la Coppa Italia. Centrarla significherebbe andare in doppia cifra.