LA LIBERTÀ DEL PALLONE: IL VIAGGIO DI RONALDINHO DAL FUTSAL AL CALCIO

“Go‑Kart sta a Formula 1 come Futsal sta a Calcio”. Questa proporzione è stato il titolo che avevo assegnato a un paragrafo di un libro, scritto anni fa, volto a rappresentare quanto il Futsal sia importante anche per il Calcio. Sono passati molti anni da allora, eppure nulla è cambiato rispetto al mio pensiero, così come alcuni lettori del blog “La complessità del Calcio” avranno modo di confermare avendo letto alcuni articoli più rappresentativi del mio pensiero, tra i quali: “PICCOLI SPAZI, GRANDI TALENTI: IL FUTSAL AIUTA A MIGLIORARE ANCHE NEL CALCIO TRADIZIONALE”, “IL FUTSAL: LA VELOCITÀ DI PENSIERO E IL PENSIERO NELLA COMPLESSITÀ” e “CALCIO E FUTSAL: IL MODELLO ‘DUAL’”. A tal proposito, recentissimamente, ho avuto il piacere di entrare in contatto e conversare con il Prof. Vito Stoppa, la Dott.ssa Sara Landi e il Prof. Massimiliano Matticoli, nonché, successivamente, di leggere il loro ultimo libro “Futsal + Calcio” (Due sport, un percorso: come progettare la doppia pratica nel Settore Giovanile), che mi sento di suggerire, oltre che per la fluidità nella lettura e per la chiarezza espositiva, anche per i riferimenti agli studi e alle evidenze scientifiche a sostegno della bontà di tale approccio, trattante proprio il tema oggetto di alcuni dei miei articoli recenti e del passato. Il pensiero degli autori trova innumerevoli punti di contatto con il mio e reputo il loro elaborato uno strumento che possa trovare utile praticità per tecnici, formatori e dirigenti sportivi interessati a esplorare le connessioni di valore tra Futsal e Calcio in ambito giovanile. 

In generale, mi piace molto pensare a come gli aspetti teorici trovino riscontro nella realtà; a tale riguardo, stavo riflettendo su chi fosse il calciatore che meglio di chiunque altro rappresentasse il tema Futsal + Calcio, per via dell’influenza che il Futsal ha avuto a livello formativo nel suo passato e della correlazione di esso con i successi ottenuti sui campi da Calcio. Il pensiero è andato istantaneamente su Ronaldinho Gaucho. Indiscutibilmente, quando si parla di Ronaldinho, si parla di Calcio ma anche di Futsal. 

I PRIMI PASSI CALCISTICI E L’INFLUENZA DEL FUTSAL 

Come premesso, Ronaldinho è un’icona globale ambasciatore di entrambe le discipline, ed è altresì considerato tra i giocatori più forti della storia del calcio. Nacque a Porto Alegre, in Brasile, il 21 marzo 1980, in una famiglia molto umile. All’età di 8 anni perse improvvisamente il papà per un problema cardiaco e subentrò al padre una figura che diventò per lui un riferimento nella sua vita: il fratello maggiore Roberto Assis; all’epoca promessa del calcio brasiliano, successivamente divenuto suo procuratore sportivo. Da bambino Ronaldinho, che già allora possedeva un sorriso contagioso e un’enorme passione per il calcio, praticava incessantemente il beach soccer e, soprattutto, il Futsal. Ogni giorno del pomeriggio Ronaldinho si allenava al CT Cristal, dove opera la scuola Grêmio. Due volte a settimana giocava a futsal nell’ASPROCERGS Porto Alegre. E tra gennaio e febbraio, quando iniziavano le vacanze, il talento brasiliano disputava un torneo di beach soccer nei fine settimana, a Tramandaí, a circa due ore da Porto Alegre. 

La routine alternando futsal, campo e sabbia si sviluppò tra i 9 e i 14 anni, poco prima che passasse alla squadra giovanile e si allenasse all’Eldorado CT, sede della base del Grêmio. Esistono numerosi video, diventati virali sul web, decantanti le doti di Ronaldinho nel Futsal, dove già da bambino incantava con doppi passi, sombreri, tunnel, pallonetti, suolate. 

I SUCCESSI NEL CALCIO E IL PERIODO AL MILAN 

Con il Grêmio debutta tra i professionisti mostrando giocate che lo rendono immediatamente un fenomeno nazionale. La convocazione in nazionale arriva presto e lo proietta sulla scena mondiale. Il passaggio al Paris Saint‑Germain segna il suo ingresso nel calcio europeo che conta, ma è al Barcellona che Ronaldinho diventa un’icona globale. Tra il 2003 e il 2008 vive il periodo più brillante della sua carriera: guida il Barça alla rinascita, trascina la squadra con giocate spettacolari e diventa il punto di riferimento tecnico ed emotivo del club. In quegli anni vince il Pallone d’Oro, la Champions League e due Liga, influenzando profondamente anche i giovani talenti che lo osservano, tra cui Lionel Messi. 

Ma i tifosi rossoneri hanno avuto il privilegio di assistere alle giocate di Dinho con la maglia rossonera. Nel 2008 si trasferì al Milan per circa 22 milioni di euro, firmando un contratto triennale, dopo che i vertici rossoneri, in quegli anni sempre attenti ai fuoriclasse, se ne erano da tempo innamorati. Benché non fosse più nel suo “prime”, Ronaldinho illuminò San Siro con giocate superlative che, ancora oggi, sono impresse nei ricordi dei tifosi. 

Memorabile un derby vinto dal Milan per una rete a zero. Ronaldinho, da circa metà campo, effettua un traversone in diagonale che taglia il campo andando a pescare Kaká in prossimità dell’esterno dell’area di rigore; Kaká aggancia perfettamente e pennella un cross che va a trovare lo stacco imperioso proprio di Ronaldinho, che insacca il pallone in rete. Un terzo tempo da cestista più che da calciatore o da giocatore di futsal. 

Anche se lascia a gennaio del 2011 il Milan, Ronaldinho con i rossoneri ha contribuito alla vittoria dello Scudetto nella stagione 2010‑2011. Di seguito le statistiche complessive nelle tre stagioni rossonere: 

– 95 partite totali – 26 gol – 29 assist 

Dopo l’esperienza a Milano, Ronaldinho torna in Brasile per chiudere la carriera tra Flamengo, Atlético Mineiro e Fluminense. Con l’Atlético conquista una storica Copa Libertadores, aggiungendo un trofeo che mancava alla sua bacheca. Pur non essendo più al vertice, rimane un simbolo di creatività e gioia, ed è accolto ovunque come un artista del pallone. 

Principali successi individuali: 

Pallone d’Oro: 2005 FIFA World Player of the Year: 2004, 2005 UEFA Club Footballer of the Year: 2006 Inserito più volte nel FIFA FIFPro World XI 

Principali successi collettivi: 

Coppa del Mondo con il Brasile: 2002 

Champions League con il Barcellona: 2006

Liga: 2005, 2006

Copa Libertadores con Atlético Mineiro: 2013 

IN CONCLUSIONE 

Ronaldinho è stato letteralmente un giocatore di calcio creativo, nato con il pallone tra i piedi. Indubbiamente la natura lo ha dotato di un talento naturale e cristallino, ma mi piace comunque prenderlo ad esempio poiché la pratica del futsal (ma anche del beach soccer), con passione e dedizione, lo ha certamente abituato a gestire tutte quelle situazioni di complessità tipiche di questa disciplina, imparando a padroneggiarle e applicarle ove necessario nel calcio a 11. 

Oltre ai gesti più spettacolari come controllo orientato, dribbling elastici, passaggi no‑look, sterzate improvvise nei cambi direzionali, Ronaldinho ha portato nel calcio moltissime caratteristiche tecniche tipiche del futsal, come da lui stesso ammesso: 

“Un sacco di mosse che faccio provengono dal futsal, e fino ad oggi il mio controllo di palla è più o meno il controllo palla di un giocatore di futsal”. 

Per non parlare di uno dei suoi gol più iconici e rappresentativi del suo stile futsal durante una partita di Champions League, Chelsea‑Barcelona nella stagione 2004‑05. Controllo e, da fermo, tiro di punta piede a giro che va a indirizzarsi a ridosso del palo senza che il portiere possa fare qualcosa. 

Ma che Ronaldinho sia ancora appassionato di futsal è confermato dal fatto che dal 2006 è socio onorario del Burela Pescados Rubén, squadra galiziana di futsal, e che da quando ha smesso la carriera da professionista a 11, ogni volta che può, insieme al suo amico Falcao, il più grande giocatore della storia del futsal, partecipa in Brasile e in giro per il mondo a partite di futsal indoor, in palazzetti strapieni di spettatori che non vedono l’ora di assistere alle sue giocate. 

Il suo sorriso in campo è gioia, il suo stile di gioco è colore. Ogni volta che toccava il pallone trasmetteva un messaggio chiarissimo a noi appassionati di calcio: lui era libero. E proprio quella libertà gli ha sempre consentito di muoversi in campo con quella leggerezza di pensiero che è il miglior terreno per lo sviluppo della fantasia. Il suo fantasticare, abbandonandosi, gli ha consentito di dare ampio sfogo al proprio inconscio effettuando giocate irreali. Ma la vera stranezza è che queste virtù, nella stragrande maggioranza dei calciatori, sarebbero andate in contrasto con la continuità delle performance, ma non nel caso di Ronaldinho, caso in cui l’asticella delle performance e la sua efficacia in campo sono sempre state elevate per tutto l’arco della sua carriera. Alcuni dei migliori lasciti di Ronaldinho al calcio, una volta terminata la propria carriera da professionista, sono stati la gioia e l’entusiasmo che portava in campo, e si sa quanto siano contagiose le emozioni positive: l’effetto moltiplicatore è assicurato quando sono raggiunte milioni di persone, oltre a divenire altresì modello e fonte di ispirazione per intere generazioni di bambini.

BIO: LUCA INNOCENTI

Manager, Coach e Mentor. Ex giocatore di Calcio a 5 in campionati nazionali. Da ragazzo, nella stagione 2002/2003, ha vinto insieme al Seregno calcio a 5 uno storico scudetto Juniores, laureandosi Campione d’Italia. Ha collezionato alcune presenze con la Nazionale Italiana di calcio a 5 (Under 18 ed Under 21). 

Istruttore qualificato di scuola calcio, é ideatore da diversi anni di progetti calcistici (aventi un taglio “Futsal”) giovanili, anche collaborando con professionisti provenienti da altre nazioni europee. Tra le esperienze sportive, allenatore dell’attività di base dei Saints Milano (Serie A2 Élite Calcio a 5).

Ha scritto il libro “L’allenatore di Futsal nelle categorie giovanili”, è autore nel blog betterfutsalcoaching.wordpress.com e scrive per il blog “La complessità del calcio”, di Filippo Galli. 

Da decenni è attivo nel sostenere l’importanza dell’insegnamento del Futsal anche nei settori giovanili delle società calcistiche.

Una risposta

  1. Ciao Filippo,
    Da Milanista un piacere scriverti, ti seguo sempre.
    Ad Assago ho avviato un progetto sperimentale sull U11 che inizia proprio da questa stagione che e’ improntato sul Futsal.
    Mi piacerebbe averti in campo come ospite per illustrarti il mio progetto.
    Un Abbracio

    Ivan Calitri
    DT GS Assago

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