ABBIAMO VINTO: E ALLORA CAMBIAMO 1/3 DELLA SQUADRA. “ELEVATION REQUIRES SEPARATION”. DUE NUMERI PER LEGGERE IN CHIAVE AZIENDALE LA VITTORIA DELLA SPAGNA

Guardate queste due fotografie, e trovate le differenze. Difficile? Se non le trovate, ne parliamo nelle prossime righe… alcuni ne saranno sopresi! Seguiteci.

Dopo la bella vittoria della Spagna sull’Argentina nella Finale del Campionato del Mondo giocata il 19 Luglio a New York sono stati scritti fiumi di inchiostro sul gioco e sui valori tecnici mostrati in campo dalle Furie Rosse.

Non essendo un addetto ai lavori calcistici (“Ofelè fa el to mesté”) mi limito ad essere tifoso. Ma poiché mi appassiona osservare il mondo dello sport per trarne insegnamenti applicabili anche nel campo aziendale (e vice versa), ci sono due numeri su cui vorrei fare due osservazioni.

L’allenatore Luis de la Fuente Castillo nel corso degli anni ha svolto uno straordinario lavoro nel trovare, far crescere ed amalgamare tra loro straordinari talenti. Il tempo è un ingrediente importante per coltivare lo sviluppo delle persone (e gli atleti sono prima di tutto persone) e prima dei successi al Mondiale del 2026 e dell’Europeo 2024 ricordiamo che questo allenatore ha guidato la Spagna, sempre all’oro, agli Europei Under 19 del 2015, nei Giochi del Mediterraneo del 2018, agli Europei Under 21 del 2019, alla UEFA Nations League nel 2023. Gli è stato concesso il tempo per lavorare sul gruppo, e questa lungimiranza di chi glielo ha concesso ha pagato.

Ecco i due numeri che mi hanno colpito in chiave di lettura aziendale.

  • Rispetto ai giocatori che hanno vinto l’Europeo nel 2024 su 26 convocati Luis de la Fuente ne ha cambiati ben 8! Cioè il 31%, praticamente 1/3 della squadra! Nelle organizzazioni (parola che utilizzo poiché comprende sia le squadre, sia le aziende) quello di sedersi sugli allori è un rischio sempre dietro l’angolo, l’auto compiacimento è un rischio tremendo. “Abbiamo sempre fatto così”, “le vendite stanno andando a gonfie vele”, “abbiamo vinto” rischiano di essere pericolose trappole mentali. “Elevation requires separation”. Non sarà certo stato semplice per de la Fuente lasciare a casa 8 Campioni d’Europa. Ma aveva una visione, un disegno per cui questo cambio – probabilmente non indolore – era da fare, per il bene del progetto, per il bene del collettivo.

Per gli appassionati: gli 8 Campioni del Mondo che non erano Campioni Europei sono Eric Garcia, Joan Garcia, Pedro Porro, Pau Cubarsi, Marcos Llorente, Samu Aghehowa, Marc Pubili e Gavi, che nel 2024 era assente per infortunio.

Ma il vero punto da sottolineare qui è la visione strategica. L’obiettivo non è il cambiamento fine a se stesso. “Change is not a destination, just as hope is not a strategy” ci ricorda l’ex Sindaco di New York Rudy Giuliani. Il cambiamento ha un senso, una giustificazione quando è al servizio di una superiore strategia, di una superiore visione, per il bene del collettivo.  

  • Ma c’è anche un altro numero che mi ha colpito sui Campioni del mondo. Il 36% dei componenti della squadra gioca in altri campionati che non sono la Liga. Uscire dai propri confini aiuta a crescere mentalmente. Vale per gli atleti e per le aziende. Per tutte le organizzazioni. Per esempio anche quelle militari. Vale per gli studenti, vedi ad esempio il Programma Erasmus. Se osservate i curricula dei Papi noterete che tutti quelli dell’ultimo secolo vantano, nel loro percorso di preparazione, esperienze internazionali. Le aziende più attente alla gestione dei talenti costruiscono dei “career path”, dei percorsi di carriera che spesso comprendono esperienze all’estero. (Per curiosità ed a conferma di questo punto, è anche una delle regole quasi sempre seguite nelle imprese famigliari più lungimiranti per preparare il passaggio generazionale: i potenziali nuovi leader devono – a – laurearsi, – b – fare un’esperienza di lavoro  in un’azienda che non sia quella di famiglia e – c – andare a fare un’esperienza di lavoro all’estero).

Accade, per dare un esempio, in Ferrero: “In ditta si viveva un’atmosfera di grande innovazione, di continui spostamenti e trasferimenti dei manager in diversi angoli del pianeta – ricorda Nicola Giandonato, manager con incarichi direttivi in mezzo mondo – Questi trasferimenti hanno contribuito a creare una visione mondiale unica, sia professionale che umana” (da “Michele Ferrero”, di Salvatore Gianella, TEA Editore).

Tornando alle Furie Rosse: “by competing weekly in the world’s most demandig leauges, Spanish players absorb versatility and resilience, repatriating that strategic expertise whenever they wear the national jersey”, trovo su una rivista di settore. 

Ancora sul cambiamento. In occasione dell’inizio del nuovo campionato di calcio italiano mi sono divertito a guardare per ogni formazione quanti degli 11 titolari sono nuovi. La fonte delle formazioni titolari è un articolo della Gazzetta dello Sport del 21 Agosto.

Si va da 1 a 7, con una media, per le 20 squadre, di 3,1.

La Fiorentina è quella che ha cambiato più atleti rispetto allo scorso campionato: 7. Con un solo cambiamento registriamo Bologna, Genoa, Lecce, Napoli ed Udinese. 3 i cambi dei Campioni d’Italia dell’Inter. 5 i cambi per ciascuna del le neopromosse, cioè Venezia. Frosinone e Monza.

Vedremo.

Che vinca il migliore e che sia un bel campionato! 

  

6 risposte

  1. D’accordo su quasi tutto…, la Juventus ha vinto tanto con gli stessi giocatori x tanti anni, così il milan e l’ inter. …real Madrid, Ajax, Barcellona, Benfica, Manchester, ecc…

  2. Vincere non significa fermarsi!

    Una squadra vincente continua a rinnovarsi.

    Nello sport come in azienda, il successo di oggi non garantisce quello di domani, bisogna continuare a crescere, migliorare e guardare avanti.

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