DOSSIER: ESISTE UN PROBLEMA INTER-NO? (2^ PARTE)

…CONTINUA DALLA 1^ PARTE

Negli ultimi anni l’Inter è stata coinvolta in altre vicende controverse.

La gestione societaria, sotto la presidenza di Steven Zhang e del gruppo cinese Suning, è stata al centro di accese discussioni mediatiche e approfondite inchieste giornalistiche, come quelle condotte dalla trasmissione televisiva Report.

Le criticità principali si concentrano su tre macro-aree: le sponsorizzazioni non riscosse, le scadenze federali degli stipendi rinegoziate nell’anno dello scudetto di Antonio Conte e i complessi assetti proprietari legati al fondo LionRock, culminati nell’escussione del pegno da parte di Oaktree.

Il club ha dovuto affrontare pesanti ammanchi finanziari legati a contratti commerciali che si sono rivelati del tutto insolventi o, secondo le inchieste, fittizi.

Nella stagione 2022/2023, la società di criptovalute DigitalBits, diventata main sponsor del club, ha smesso completamente di pagare le tranche dell’accordo commerciale (da circa 80 milioni complessivi).

L’Inter è stata costretta a rimuovere il marchio dalle maglie a stagione in corso, e i successivi tentativi di ingiunzione legale sono falliti poiché la società è di fatto svanita nel nulla dal punto di vista legale.

Fino al 2024, sotto la proprietà del gruppo cinese Suning, il club ha accumulato un debito che ha superato i 900 milioni di euro. Le difficoltà di rifinanziamento e il ricorso a complesse strutture societarie con veicoli in Lussemburgo, Cayman e Hong Kong hanno reso l’assetto proprietario e il flusso di cassa spesso opachi, portando infine al default e al passaggio di mano forzato.

Le inchieste giornalistiche di Report hanno riacceso i riflettori su presunte “sponsorizzazioni fantasma” o fittizie, provenienti da società collegate a Suning nei primi anni della gestione cinese.

Secondo queste ricostruzioni, tali contratti servivano a gonfiare nominalmente i ricavi per rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario, ma i flussi di cassa reali non sono mai arrivati o provenivano da triangolazioni opache.

L’architettura societaria utilizzata da Suning per controllare l’Inter attraverso holding lussemburghesi ha sollevato forti dubbi sulla trasparenza della reale catena di controllo.

Il mistero LionRock.

Il fondo di Hong Kong, LionRock Capital, deteneva formalmente il 31,05% delle quote dell’Inter. Tuttavia, le successive inchieste hanno rivelato che LionRock era entrato nel club finanziato interamente da Suning stessa e che, già prima del 2024, era uscito di scena lasciando le quote in pegno. Le autorità di vigilanza (Covisoc) sono finite al centro delle polemiche per non aver fatto piena luce su chi fosse il reale beneficiario finale di quel pacchetto azionario prima del passaggio di proprietà.

A livello personale e aziendale, Steven Zhang è stato inseguito dai creditori internazionali (tra cui la China Construction Bank) per debiti non pagati superiori a 300 milioni di dollari. Nonostante le sentenze di condanna a Hong Kong e a Milano, Zhang ha continuato a gestire il club schermando i propri asset tramite la struttura societaria dell’Inter, che non risultava formalmente aggredibile dai suoi creditori personali.

Nel corso della stagione culminata con la vittoria del diciannovesimo scudetto sotto la guida di Antonio Conte, l’Inter ha vissuto una gravissima crisi di liquidità dovuta al blocco dei capitali imposto dal governo cinese a Suning.

Per evitare penalizzazioni in classifica e non violare i criteri di iscrizione ai campionati stabiliti dalla FIGC, la dirigenza nerazzurra ha dovuto negoziare formalmente con i calciatori e lo staff tecnico: nel maggio 2021 Steven Zhang chiese ufficialmente alla squadra di rinunciare a due mensilità di stipendio.

Di fronte al rifiuto dei calciatori si raggiunse un accordo formale per lo slittamento contrattuale dei pagamenti (le mensilità di novembre e dicembre 2020 vennero posticipate legalmente a fine stagione). Pur non configurandosi come una violazione formale grazie agli accordi bilaterali depositati, la situazione sollevò forti polemiche da parte dei club rivali riguardo alla regolarità della competizione.

La fine dell’era Suning non è avvenuta tramite una vendita programmata, ma attraverso l’escussione di un pegno finanziario: per coprire i debiti e garantire la continuità aziendale dopo lo scudetto, Zhang aveva ottenuto dal fondo californiano Oaktree un prestito di 275 milioni di euro a tassi di interesse altissimi (circa il 12%).

Nel mese di maggio 2024 il debito complessivo accumulato con gli interessi ha raggiunto i 395 milioni di euro. Zhang ha tentato fino all’ultimo giorno utile di rifinanziare il debito con altri fondi (come Pimco), ma le clausole restrittive imposte da Oaktree e la mancanza di garanzie solide hanno fatto saltare la trattativa.

II 22 maggio 2024 Oaktree ha escusso ufficialmente le quote delle holding lussemburghesi, diventando il nuovo proprietario dell’Inter e ponendo fine alla gestione cinese. CONTINUA…

BIO: ANDREA FIORE

Teoreta, assertore della speculazione del pensiero quale sublimazione qualitativa e approdo eminentemente più aulico della rivelazione dell’essenza di sé e dello scibile, oltre qualsivoglia conoscenza, competenza ed erudizione quali esclusive basi preliminari della più pura attuazione di riflessione ed indagine. Calciofilo, per trasposizione critico analitico di ogni sfaccettatura dell’universo calcistico, dall’ambito  tecnico-tattico all’apparato storico, dalla valutazione individuale e collettiva ai sapori geografici e culturali di una passione unica. La bellezza suprema del calcio è anche il suo aspetto più controverso: è per antonomasia di tutti e tutti pensano di poterne disquisire.

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