WORLD CUP ’26 – POLLASTRI L’ICONOCLASTA

Per questa breve riflessione ho scelto un titolo che richiama il sedicesimo episodio della settima stagione dei Simpson, intitolato, appunto, “Lisa l’iconoclasta”. Nell’episodio la piccola Lisa Simpson scopre che il fondatore della sua città, il leggendario Jebediah Springfield, era in realtà un pirata pluriomicida morto di difterite. Lisa, da convinta idealista quale è, sente il dovere di svelare la verità, arrivando perfino a far riesumare il corpo del filibustiere per provare quanto sostiene.

Oggi anch’io, come Lisa, provo il bisogno di smontare un simbolo impropriamente venerato; non quello di un pirata mascherato da eroe, ma quello di un uomo elevato al rango di un dio in terra. Mosso da questa esigenza, mi lancio all’attacco dell’aura di sacralità che molti colleghi e altrettanti addetti ai lavori hanno costruito attorno a Leo Messi, da tempo identificato come il figlio unigenito del Dio Pallone.

Sia chiaro: non ho nulla contro Messi — anch’io lo considero uno dei migliori calciatori della storia — ma non accetto le iperboli da DC Comics che scandiscono le sue giocate. Per capire di cosa stiamo parlando, bastino, a titolo esemplificativo, tre casi: per Lele Adani, Messi “trasforma l’acqua in vino”; per Andrea Marinozzi, “la palla torna da Messi perché gli vuole bene”; per Gianluigi Bagnulo, “Messi, ad ogni tocco di palla, gira la clessidra del tempo”. Ora, capisco che ormai da anni allo stile pacato ed elegante di Nando Martellini, Bruno Pizzul e Franco Zuccalà è subentrato un registro più moderno, caratterizzato da una costante enfasi narrativa, ma con il numero dieci dell’Albiceleste mi pare si stia esagerando un pochetto, no? Tra l’altro non c’è nulla di originale nell’atto di santificare un calciatore, poiché la stessa cosa è già accaduta con Diego Armando Maradona, definito “D10S”, e con Roberto Baggio, soprannominato “Divin Codino”.

In definitiva, considerando che lo stesso Messi ha dimostrato di avere quella misura che manca ai suoi cantori quando a El Pais ha dichiarato di preoccuparsi più di essere una brava persona che il miglior giocatore al mondo, invito tutti a riportarlo alla sua reale dimensione, che è, e deve restare, quella di un uomo che sa giocare (benissimo) a pallone.

BIO: Davide Pollastri nasce a Monza il 26 marzo 1977. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco pubblicisti, dal giugno 2026, ha manifestato fin da giovanissimo un forte interesse per la lettura e talento per la scrittura. Tra il 2000 e il 2004 alcuni suoi scritti vengono pubblicati da alcuni importanti quotidiani nazionali. Nello stesso periodo inizia a fare musica e a farsi chiamare Seven, riuscendo a farsi apprezzare all’interno della scena Hip Hop Underground grazie allo stile scanzonato e all’originalità dei testi. Nel 2014 scrive e stampa il suo primo romanzo dal titolo “L’Albero della Vanagloria”.

Nel 2016 con il racconto “L’Amore Assente” è tra i vincitori del concorso letterario Stampa Libri realizzato in collaborazione con Historica Edizioni. Nel 2019 è tra i semifinalisti del “Cantatalento”-Festival di Arese. Sempre nel 2019 realizza alcuni video sulla storia della Juventus e apre su Facebook il Blog “Seven Racconta”; i racconti del Blog, dedicati a tutti quei calciatori capaci di farlo innamorare del “gioco più bello del mondo”, fanno breccia nel cuore di molti appassionati e riscuotono interesse. Alcuni degli ex calciatori protagonisti dei suoi racconti ringraziano pubblicamente Pollastri per le storie scritte su di loro.

Dal 2020 è ospite di importanti trasmissioni web-televisive tra cui ‘Signora Mia’, ‘Che Calcio Che Fa’ e ‘LeoTALK’, condotto dalla nota giornalista Valeria Ciardiello. Nel 2021 è l’ideatore del programma web ‘Derby d’Italia-Una trasmissione pensata da chi ama il calcio per voi che amate il calcio’. Sempre nel 2021 esce il suo secondo libro dal titolo “C’era una volta la Danimarca Campione d’Europa”. Il 20 ottobre del 2021 appare in una puntata di ‘Guess My Age-indovina l’età’, il quiz show trasmesso da TV8 e condotto da Max Giusti. Nel 2022 esce il suo terzo libro dal titolo “Maccheroni alla Trapattoni”.

Dal 2023 collabora con ‘Monza Cuore Biancorosso’ e ‘Fatti Nostri’, un giornale indipendente online dedicato a tutti gli italiani che vivono nelle diverse parti del mondo. Dal 2024, dopo aver frequentato la scuola di alta formazione per il calcio ‘Elite Football Center’, scrive per Sporteconomy.it, market leader nell’informazione applicata all’economia dello sport, e dal 2025 anche per The Daily Cage, portale specializzato negli sport da combattimento.

2 risposte

  1. Una persona fantastica,che sa unificare lo sport al mondo attuale a seconda dei periodi storici, dotato di grande conoscenza del calcio,e di indubbie qualità nel saperlo descrive, Davide hai fatto centro ancora completi

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