Amorim convoca 26 giocatori. Se da un lato mancano ancora molti big, oltre a fare conoscenza con Gila e Ramos, il prossimo mese a Milanello sarà l’occasione per misurare alcuni giovani di talento cresciuti nel vivaio o arrivati di recente. C’è Camarda, manca Zeroli. Da scoprire anche la punta Kostic e un bel pacchetto di trequartisti.
Le convocazioni ufficiali per il raduno del Milan, arrivate nel pomeriggio di domenica 12 luglio, ci dicono poco sulla fisionomia definitiva della squadra, ma ci forniscono qualche informazione interessante sulle gerarchie all’interno del “progetto Milan Futuro”, una definizione che il club ha iniziato a usare lo scorso anno e che non sembra rappresentare la sola squadra B, ma un sistema più ampio che arriva a comprendere sicuramente anche la Primavera e che in generale riguarda la valorizzazione dei giovani giocatori.
Per capire come sarà fatto il Milan, infatti, bisognerà attendere sia la fine dei Mondiali Usa (e le decisioni di alcuni protagonisti), sia la fine del calciomercato: paradossalmente, infatti, in questo momento non abbiamo la certezza che Maignan, Modric e Rabiot, cioè i giocatori più forti della squadra, faranno parte del Milan 2026/27, anche se tutti ce lo auguriamo. Più interessante, allora, guardare a quali giovani sono stati aggregati da Ruben Amorim (e quali no).
Portieri, il caso Longoni e il talento da usare bene
Fra i portieri convocati l’età media è bassa. A far compagnia al veterano Pietro Terracciano, ci saranno infatti Lorenzo Torriani (2005), Matteo Pittarella (2008) e Leo Bouyer (2008), mentre non ci sarà Alessandro Longoni (2008) passato a parametro zero al Paris Saint Germain, una “disattenzione” che il direttore del football development, Jovan Kirovski, dovrà farsi perdonare. Dei tre, il più maturo è Torriani, un gigante di 1,97 da sempre considerato il pezzo pregiato. Lo scorso anno, Torriani si è diviso fra Milan Futuro (23 presenze) e molte panchine in serie A: l’impressione è che per un giocatore di quasi 22 anni vada presa qualche decisione seria. Terzo portiere in prima squadra, titolare al Milan Futuro, o un prestito di qualità? La prima ipotesi mi sembra quella meno interessante: vorrebbe dire giocare zero minuti. Un anno con il nuovo allenatore della squadra B, Sergio Navarro Barquero, potrebbe essere molto istruttivo: ma gli anni passano, e il sospetto che Lorenzo voglia (e debba) mettersi alla prova con un campionato realmente sfidante (la serie B, ad esempio) è forte. Il discorso è diverso per i due 2008 alle sue spalle: nella scorsa stagione, Pittarella si è diviso fra Milan Futuro (9 presenze) e 24 panchine in serie A; mentre Léo Bouyer è quello più indietro nel processo, avendo giocato in prevalenza in Primavera, con qualche convocazione nel Milan Futuro. Per i due, gemelli per età e statura (1,94) frequentare l’accademia di Navarro e alternarsi come terzi in prima squadra sarebbe un ottimo investimento.
Difesa, occhio al mancino
Tra i difensori convocati da Amorim c’è un solo nome proveniente dal settore giovanile: è quello di Berkay Karaca (2006), doppia nazionalità tedesca e turca. Nella scorsa stagione ha disputato 27 partite nel Milan Futuro, agendo in prevalenza da terzino sinistro e all’occorrenza anche da esterno offensivo. Ha una buona corsa e, data la cronica carenza di esterni di piede sinistro, conviene tenerlo monitorato. Forse un altro anno nel MF di Navarro (cioè, spero, il primo vero Milan Futuro dopo una serie di esperimenti infruttuosi seguiti alla colpevole cacciata di Ignazio Abate) potrebbe essere il suo naturale percorso, in attesa di capire che cosa si vuol fare in quella posizione, dove Estupinan non ha mai convinto e dove Amorim ha detto – se abbiamo capito bene – di vedere Saelemaekers a piede invertito.
Centrocampo, cognomi illustri
A centrocampo, ma forse sarebbe più corretto dire fra centrocampo e attacco, spiccano due nomi illustri: innanzitutto quello di Christian Comotto, classe 2008, figlio di Gianluca, che a soli 18 anni è reduce da una buona stagione allo Spezia in serie B, forse l’unico prestito indovinato dell’anno passato. Allo Spezia, Christian ha disputato 30 partite per 1.350 minuti, vale a dire 45 minuti per ogni partita in cui ha giocato. L’anno precedente giocava in Primavera, dove veniva impiegato come mezzala di raccordo, ovvero il centrocampista di qualità, quello più libero di alzarsi per inserirsi nell’area avversaria. La sensazione è che Comotto non sia ancora un giocatore cristallizzato in un ruolo, in senso positivo: con il fisico (è alto 1,85) e la tecnica individuale che possiede, potrebbe giocare in tutte le posizioni fra centrocampo e trequarti. “Time is on my side”, direbbe Mick Jagger. “Chi ha tempo non aspetti tempo”, dice tuttavia il proverbio. Dopo un anno in serie B, è difficile che il ragazzo si accontenti di una quarta serie, anche se guidato da un mister molto bravo con i giovani. Ancora prestito, o addirittura prima squadra? La risposta la fornirà il raduno. Il secondo nome famoso (ma solo per chi seguiva il basket negli anni ’70) è quello di Lorenzo Ossola: non so se sia parente del mitico Aldo Ossola, playmaker della Mobilgirgi Varese, detto Von Karajan, ma di certo Lorenzo ha talento nel sangue. Nel suo palmares ci sono tante giovanili rossonere (dall’Under 17 in su), tanta Primavera, ma anche un buon assaggio di Milan Futuro: lo scorso anno ha giocato 21 partite, mettendo a segno tre gol e tre assist. Tatticamente è un trequartista di piede sinistro, abile tecnicamente, che può giocare al centro o a destra, a piede invertito: è un ruolo, quello di esterno mancino, nel quale il Milan fatica da tempo senza trovare la soluzione definitiva, fra Castillejo, Messias, lo stesso Chukwueze che ora torna alla base; riuscirci con un prodotto del vivaio sarebbe un’opzione ghiotta. Anche se ha un anno in più di Comotto, per Lorenzo un anno con Navarro potrebbe essere utile, prima di lanciarsi verso obiettivi più ambiziosi.
Attacco, torna il predestinato
In attesa che Gonçalo Ramos si unisca ai suoi nuovi compagni, ci sono parecchi giovani da osservare con attenzione. Torna infatti alla base il predestinato (e sfortunato) Francesco Camarda, attaccante centrale di 1,89, gioiello conclamato del vivaio da quando aveva quindici anni, reclamato in prima squadra quando poteva giocare in Under 16, un percorso di sviluppo sciagurato, che sembra studiato apposta per ostacolare la sua carriera. Nella stagione 2024/25, infatti, sembrò quasi che il Milan Futuro fosse stato creato come veicolo per accompagnare la carriera di Francesco, troppo giovane per la prima squadra, troppo bravo per il calcio giovanile. Il risultato fu che Camarda si divise fra MF, Primavera e prima squadra (!), non mise a referto presenze sufficienti per disputare i play-out in Serie C e quindi non poté essere schierato quando c’era più bisogno di lui. Finì la stagione presumibilmente frastornato. Quell’anno mise a referto 18 presenze in Serie C (con sette gol e due assist fra campionato e Coppa Italia), dieci in Serie A, quattro in Champions League, una in Primavera Youth League. Qualcuno (nell’ambiente Milan) disse addirittura che gli sarebbe servito di più fare un anno completo in Primavera; di certo la fretta di vederlo a San Siro non ha portato fortuna. L’anno successivo, cioè lo scorso, Francesco è andato in prestito a Lecce, in Serie A. Una buona scelta? Prima di infortunarsi alla spalla, ha giocato con regolarità e con minutaggi onorevoli, spesso partendo da titolare. Poi, un lungo infortunio (20 partite saltate) e un rientro con il contagocce. Camarda ha 18 anni ma sembra che sia in giro da sempre: la sua precocità – molto mal gestita – ha finito forse per ritorcerglisi contro. Che cosa vorrà fare adesso il ragazzo? E che pensieri hanno per lui i dirigenti del Milan? Tutte le strade sono aperte: può rimanere in prima squadra a fare il secondo di Ramos (ma ancora una volta si rischierebbe di affrettare i tempi), oppure può andare in prestito in una squadra che lo valorizzi maggiormente. Difficile pensare che dopo aver giocato a San Siro, o comunque in Serie A, accetti una categoria che sta quattro gradini sotto, anche se, paradossalmente, Navarro potrebbe essere l’uomo giusto per lui.
Il suo concorrente naturale è Andrej Kostić, il cui acquisto è stato annunciato il 31 marzo. Punta centrale, classe 2007, 1,88 di altezza, lo scorso anno ha giocato nel massimo campionato serbo, dove ha segnato dieci gol più due nelle coppe. Ufficialmente è stato acquistato per il Milan Futuro, ma – ancora una volta – siamo certi che un giocatore che ha giocato e segnato in campionato di prima serie, per quanto minore, sia disposto a ripartire dalla quarta serie? L’impressione è che Kostić sia una scommessa per il futuro, nella speranza che si riveli un giocatore da Serie A. Il suo 26/27 potrebbe essere fra Navarro e Amorim, per imparare a conoscerne meglio le potenzialità.
Nel reparto di attacco dei convocati troviamo altri tre nomi di cui si sa poco. Di due di essi abbiamo parlato in un articolo dedicato proprio al mercato di gennaio del Milan Futuro : si tratta di Alphadjo Cissè, trequartista di 1,81 classe 2006, acquistato a gennaio dal Verona e e lasciato in prestito al Catanzaro per la seconda metà del campionato. Purtroppo, immediatamente dopo il passaggio del suo cartellino al Milan, Cissè si è infortunato piuttosto gravemente agli adduttori e non ha più visto il campo. Nelle 21 partite giocate in Serie B, tuttavia, ha fatto in tempo a mettere a referto sei gol e un assist. Il suo ruolo è quello di trequartista o di seconda punta: è abile nel dribbling ma anche forte fisicamente: anche Cissè è un investimento futuro, che potrebbe esplodere in rossonero (come speriamo), o diventare un giocatore da player trading. Nel Milan di Amorim potrebbe essere uno dei due trequartisti dietro la prima punta.
Un’altro giocatore di tecnica e fantasia è Yahya Idrissi-Regragui, classe 2007, prelevato a gennaio dal Watford e tesserato nel Milan Futuro. Di lui avevo scritto: “Capace di giocare in tutti i ruoli della trequarti: esterno sui due lati, trequartista centrale, seconda punta. Il suo piede naturale è il destro (e ama quindi partire da sinistra), ma tira e crossa anche di sinistro se c’è l’occasione; ha movenze rapide, dribbling, visione di gioco”. Non pare destinato da subito a palcoscenici importanti e forse la cosa migliore per lui è un anno di maturazione agli ordini di Navarro. Però non si sa mai.
L’ultimo nome è quello di un giocatore acquistato in questa finestra di mercato, di cui si sa pochissimo. Si tratta di Aurelien Guernier, classe 2007, nazionalità inglese e francese, proveniente dall’Under 18 del Birmingham, anche se in realtà lo scorso anno ha giocato da sotto età 15 incontri in Premier League 2 (che è un campionato Under 21, quindi simile alla nostra Primavera), dove ha prodotto tre gol e un assist, e solo sette incontri in U18. Guernier è un esterno d’attacco ambidestro: a quanto risulta, era seguito anche dal Chelsea e dallo Sporting Lisbona, quando il Milan, per volontà di Kirovski, si è inserito in modo decisivo. Il suo futuro sembra essere nella seconda squadra rossonera, ma siamo certi che Ruben Amorim sia curioso di vedere all’opera questa nutrita batteria di giovanissimi trequartisti, dal momento che ne usa due nel suo modulo preferito. Oggi i titolari dovrebbero essere Pulisic e Chukwueze: ma il primo è reduce dal Mondiale e infortunato, mentre il secondo è un’eterna incognita: chissà che uno di questi ragazzi non sia bravo a inserirsi sulla trequarti e rimanerci.
Qualche assenza importante
Si nota, invece, la mancata convocazioni di alcuni giocatori. Nell’elenco non figurano, infatti, Ismael Bennacer, la cui parabola discendente da quando era uno dei migliori centrocampisti del campionato risulta incomprensibile, e Warren Bondo, centrocampista centrale classe 2003 prelevato un anno fa dal Monza e mandato in prestito alla Cremonese, da cui non è stato riscattato. Per lui le porte di Milanello sembrano essere chiuse e ai suoi agenti è stato dato mandato di cercare una nuova destinazione. Ma mancano anche alcuni giovani giocatori, il cui arrivo era stato salutato con grande entusiasmo. Il primo è Silvano Vos, olandese, classe 2005, centrocampista potenzialmente tuttofare. Ecco cosa scrivevo a settembre 2024, nei primi giorni del Milan Futuro: “Ma la sorpresa è Silvano Vos: acquistato alla fine del mercato, proviene dall’Ajax, dove ha fatto tutte le giovanili e ha già giocato 11 partite in prima squadra. Viene paragonato a Seedorf, ma è un mediano che gioca davanti alla difesa (e ha un fisico adeguato, 1,89 per un’ottantina di chili), e non gli fanno difetto né la tecnica né la personalità”. E ancora: “L’olandese è ovunque: parte da mediano, come da consegne, vince contrasti a grappoli, riparte palla al piede, salta l’uomo, scarica, va a proporsi in avanti, preferibilmente sul lato sinistro dell’attacco rossonero. Tanto che proprio da un’azione che lo vede coinvolto nascerà il fallo da rigore, che Camarda trasforma con freddezza al 68’”. Ma è l’allenatore del Carpi, Christian Serpini, ben più autorevole di me, a sentenziare che Vos “con la categoria c’entra poco”. Che cosa è successo al nostro Silvano? Onestamente non lo so, e sembra non saperlo nessuno: se si analizzano i tabellini dell’ultima stagione del Milan Futuro, a suo nome compare una lunga e inesorabile lista di “non convocato”: sorprendente, per un ragazzo che due anni fa ci aspettavamo di vedere in prima squadra nel giro di pochi mesi. Mi auguro con tutto il cuore che Navarro riesca a recuperarne il talento.
Un altro assente è Cheveyo Balentien, classe 2006, anch’egli olandese, un’ala destra di 1,89 arrivato un anno fa per rinforzare l’attacco del Milan Futuro, ma con vista sulla prima squadra. Era partito molto bene: un paio di convocazioni in Serie A, quattro partite con MF (un gol), una con la Primavera (un gol) e poi un elenco infinito di assenze per “problema fisico”. È rientrato a fine stagione, in tempo per segnare una rete nel 10-1 contro la Vogherese. Come Vos, è un giocatore che sembrava quasi troppo maturo per la categoria, forse – come Vos – viziato da un fisico così prorompente da rendergli tutto facile finché giocava a livello giovanile. Ora speriamo che il lungo infortunio sia guarito e che possa ripartire, con pazienza, dove lo avevamo lasciato.
Ultimo, in ordine alfabetico ma anche per lo stupore che ha suscitato la sua mancata convocazione, è Kevin Zeroli, classe 2005, centrocampista centrale di 1,87, prodotto del settore giovanile milanista, esploso in Primavera e divenuto capitano del Milan Futuro nella sua prima stagione. Lo scorso anno ha giocato in prestito prima al Monza, dove ha trovato poco spazio, e poi alla Juve Stabia, dove si è ricongiunto al suo mentore Ignazio Abate, che lo aveva allenato in Primavera. In entrambe le esperienze, però, tantissime assenze per infortunio. Se da un lato stupisce che dopo un anno (ancorché sfortunato) in Serie B per lui – veterano rossonero – non ci sia spazio al raduno della prima squadra, dall’altro ci auguriamo che anche nel suo caso il pieno riconoscimento di quanto aveva fatto vedere a livello giovanile sia solo rimandato.

BIO: Luca Villani è nato a Milano il 31 gennaio 1965. Giornalista professionista, oggi si occupa di comunicazione aziendale e insegna all’Università del Piemonte Orientale. Tifoso milanista da sempre, ha sviluppato negli anni una inspiegabile passione per il calcio giovanile e in particolare per la Primavera rossonera. Una volta Kakà lo ha citato in un suo post su Instagram e da quel momento non è più lo stesso.










