MONDIALI 2026 – GRUPPO C – BRASILE: ARRIVERÀ LA SEXTA?

Dici “Campionato del Mondo di calcio” e non può non esserci la Nazionale brasiliana. Qualificata per la ventitreesima solta (in 23 edizioni), i verde-oro sono tra i favoriti della vittoria per la vittoria finale. Vittoria che da quelle parti manca addirittura dall’edizione 2002, quando Ronaldo il Fenomeno e compagni, guidati in panchina da Felipe Scolari, sconfissero la Germania 2-0 (con doppietta dell’ex interista) e Cafù alzò al cielo di Yokohama la quinta Coppa del Mondo.

Da allora il Mondo è cambiato, ma la Seleçao è rimasta sempre la stessa: ogni quattro presenta al Mondo il campionissimo di turno, giovane o esperto che sia. Gli occhi sono sui brasiliani, che vogliono portare la coppa a casa, magari a scapito dell’odiata Argentina campione uscente.

Come si è qualificata la Nazionale brasiliana

La CONMEBOL (la Federcalcio sudamericana) per Canada-Messico-Usa 2026 ha visto aumentare le Nazionali qualificate da quattro a sei su dieci che partecipano alle qualificazioni. La Nazionale verde-oro è giunta solo quinta: un cammino tortuoso perdendo ben sei partite (tre consecutive contro Uruguay, Colombia, Argentina; Paraguay, ancora Argentina e poi Bolivia all’ultima partita) e subendo ben 17 reti in diciotto partite. È stato il cammino più difficile della storia brasileira e se non si fosse ampliato di due posti le qualificate per la Federcalcio sudamericana, il Brasile non si sarebbe qualificato. Uno smacco incredibile per la Nazionale più titolata al Mondo. Ma ciò non è successo e, nonostante questo turno di qualificazione sofferto, comunque sia, il Brasile non si può escludere dalla rosa delle pretendenti più accreditate.

L’arma in più in panchina: Carlo Ancelotti

Pensi al calcio brasiliano e non si può non iniziare con gli attaccanti, fiore all’occhiello della storia del calcio verde-oro: elenco parte va da Pelé a scendere. Per il Mondiale centro-nord americano il punto di forza della Nazionale verde oro è, senza dubbio, la panchina: dal maggio 2025 il CT è Carlo Ancelotti. L’allenatore di Reggiolo è alla guida della sua prima Nazionale. Nazionale brasiliana che per la terza volta nella sua storia si affida ad un tecnico straniero, il secondo europeo (dopo l’esperienza del portoghese Joreca nel 1944). Su Ancelotti si è detto e scritto tutto e sicuramente è lui (forse) il quid che mancava a questa Nazionale che non vince da 24 anni la coppa che tutti sognano di alzare e che vuole tornare al vertice del calcio mondiale e vincere la “sexta”. Non sarà facile, ma si sa che ovunque è andato ad allenare Ancelotti la vittoria è sempre arrivata. Questa volta si parla di Mondiale, un discorso a parte, ma sicuramente “Carletto” farà in modo di portare la coppa in Brasile, ventiquattro anni dopo “Felipao” Scolari, brasiliano ma di origine veneta da parte di padre.

Comunque finirà, Ancelotti, ha visto prolungarsi il suo contratto fino al prossimo Mondiale (ed un ingaggio monstre da 12 milioni di euro), ma ora la testa è a superare il Girone C e arrivare il più lontano possibile.

Ancelotti ha detto che la sua Nazionale può vincere i Mondiali, ma per scoprirlo ci sarà da attendere la cerimonia di consegna della Coppa del Mondo il 19 luglio al MetLife di East Rutherford.

Fare meglio che in Qatar

Con una conferenza stampa tenuta lo scorso 18 maggio, Ancelotti ha annunciato i nomi del 26 calciatori che prenderanno parte dal Mondiale. Come sempre, in tutte le liste, ci sono state sorprese e delusioni.

Rimarranno a casa gente del rango di Thiago Silva (41 anni ma ancora moltissimo sul pezzo), Antony, l’atalantino Ederson, l’interista Carlos Augusto, Savinho e soprattutto Joao Pedro, attaccante in forza al Chelsea. L’attaccante classe 2001 è stato lasciato a casa per un motivo: fare posto a Neymar. Out per infortuni i blancos Rodrygo e Militao ed il giovane talento del Chelsea Estêvão.

Tra i convocati un altro giovane talento, Endrick, arrivato lo scorso anno al Real Madrid ma mandato a “farsi le ossa” al Lione dove ha dimostrato di essere, a soli 20 anni, un talento incredibile.

La nostra Serie A vede convocati da Ancelotti due giocatori: Bremer e Ederson, autori di due stagioni positive con le maglie di Juventus e Atalanta (anche se il centrocampista è ad un passo dalla cessione al Manchester United). Ederson è però un “ripescato”, convocato in quanto Wesley ha subito un infortunio contro l’Egitto in amichevole sabato, precludendogli la partecipazione al Mondiale. Un vero peccato perché il laterale della Roma era reduce da due stagioni altrettanto positive con Flamengo e con la maglia della Lupa. Ci sono ben cinque ex giocatori che hanno militato da noi: Allison, Alex Sandro, Danilo, Paquetà e Maquinhos. Il resto, funambolismo e spessore: Casemiro, Gabriel Martinelli, Raphinha e Vinicius jr, chiamato a riscattarsi dopo una stagione opaca con il Real Madrid.

A Qatar ’22, il cammino dei verde-oro si era interrotto ai quarti di finale contro la Croazia ai rigori: 0-0 nei tempi regolamentari, 1-1 dopo i supplementari (Neymar e l’ex Serie A Petković) e vittoria croata 4-2 ai rigori con gli errori brasiliani di Rodrygo e Marquinhos). Il Brasile non arriva più in finale da Corea-Giappone 2002 ed in semifinale dalla tragica (come risultati) edizione ospitata dal Brasile nel 2014.

Neymar: ora o mai più

Il 20 maggio Carlo Ancelotti ha diramato la lista dei ventisei giocatori che prenderanno parte alla kermesse mondiale. L’attesa era tutta per un giocatore, un giocatore non qualunque: Neymar. La domanda era: O’Ney avrebbe preso parte al Mondiale? Tutti erano divisi tra “sì” e “no”: “sì” perché Neymar è il giocatore brasiliano più forte della sua epoca, ha il primato di reti segnate in Nazionale, è un patrimonio incredibile del Brasile (della Seleçao quanto del Paese); “no” perché” oramai il giocatore ha 34 anni, non gioca più ad alti livelli da quando ha lasciato l’Europa (nel 2023 per andare prima in Arabia Saudita nell’Al-Hilal e poi tornare nel “suo” Santos”), è troppo spesso infortunato (ha giocato ventiquattro partite negli ultimi tre anni), il suo ormai l’hai dato e ora largo ai giovani (tipo Joao Pedro, per esempio). E invece, Carlo Ancelotti (che conosce bene Neymar) ha deciso di convocarlo per il Mondiale, ma una condizione: è un convocato come gli altri, non avrà preferenze, se giocherà, bemne, altrimenti starà in panchina. Però c’è un…però: Ancelotti sa bene che l’attaccante di Mogi das Cruzes non è uno come gli altri e sa perfettamente che ha un certo carisma e una certa presa sul pubblico. E poi ha tanta esperienza: per “O’Ney” questo sarà il quarto Mondiale dove ha un palmares di tredici partite giocate e otto reti segnate. E poi la sua storia non si discute: capocannoniere storico del Brasile (superato Pelé di due reti), due volte nominato miglior calciatore sudamericano, una medaglia d’oro vinta a Rio nel 2014, una Confederations Cup nel 2013, terzo al Pallone d’oro 2015.

E poi una marea di titoli e coppe nazionali vinte con Santos, Barcellona, PSG e Al-Hilal. Ma mai la Coppa del Mondo, quella coppa che nel Paese dei futbol bailado manca dal 2002, quando il numero 9 era Ronaldo Nazario e il 10 Rivaldo, due che hanno ispirato Neymar e che lui stesso spera, domenica 19 luglio, di imitarli, alzando al cielo del MetLife quell’ambitissimo (e maledettissimo, allo stesso tempo) trofeo alto 37,8 centimetri, pesante 6,175 chilogrammi in oro massiccio e che tutti sognano di un giorno di alzare.

Nel 2022 Messi vincendo il Mondiale qatarino si è messo “in pari” con Maradona e ora Neymar spera di mettersi “alla pari” con Pelé, nato e cresciuto anche lui nel Santos. Appuntamento al MetLife allora e teniamo presente che la prima partita della Nazionale brasiliana sarà contro il Marocco in quell’impianto dove si disputerà la finale. Neymar vorrà esserci, senza se e senza ma, anche se sa che sarà un percorso lungo e tortuoso. Nessuno regala nulla e Neymar lo sa, anche se deve ringraziare “Carletto” per la fiducia datagli, visto che non gioca più in Nazionale dal 17 ottobre 2023. Non ieri!

Il girone

Il Brasile è stato inserito nel Girone C come testa di serie: le sue avversarie saranno Marocco, Scozia e Haiti. I ragazzi di Ancelotti debutteranno il 13 giugno al MetLife Stadium di East Rutherford contro il Marocco, mentre il 19 affronterà al Lincoln Financial Field di Filadelfia Haiti (al secondo Mondiale) e chiuderà il 24 con la Scozia all’Hard Rock Stadium di Miami: contro i Leoni dell’Atlante si decideranno, presumibilmente, le prime due del girone.

Il girone nel complesso non è impossibile, anche se l’ostacolo più duro sarà il Marocco: la Nazionale rossoverde arriva da un quadriennio molto importante, dopo essere stata la prima Nazionale africana ad arrivare in una semifinale mondiale, conquistando poi il 4° posto, mentre lo scorso 17 marzo la Nazionale del neo Ct Mohamed Ouahbi è stata insignita (a tavolino) della Coppa d’Africa dopo il controverso finale della finale contro il Senegal. Fatto sta che il Marocco (numero 8 del ranking Fifa contro la posizione 6 del Brasile) è da anni nel novero delle Nazionali più temibili al Mondo, sicuramente la più forte di tutto il continente africano. Occhio anche alla Scozia degli “italiani” McTominay, Ferguson, Adams e Gilmour. Il Brasile ha le carte in regola per vincere il girone. Poi dai sedicesimi si vedrà: da vincitrice del girone, la seconda del girone F (con Olanda-Giappone, Svezia e Tunisia), da seconda del girone la vincente del girone F. Nel caso (estremo) di terzo posto, le vincitrici dei gironi E, I o A. Ovvero, salvo ribaltoni, una tra Germania, Francia o Messico.

I convocati

Portieri:

Alisson (Liverpool), Ederson (Fenerbahce), Weverton (Gremio).

Difensori:

Alex Sandro (Flamengo), Bremer (Juventus), Danilo (Flamengo), Douglas Santos (Zenit), Gabriel (Arsenal), Ibanez (Al-Ahli), Leo Pereira (Flamengo), Marquinhos (PSG), Wesley (Roma).

Centrocampisti:

Bruno Guimaraes (Newcastle), Casemiro (Man United), Danilo (Botafogo), Fabinho (Al-Ittihad), Paquetà (Flamengo)

Attaccanti:

Endrick (Lione), Gabriel Martinelli (Arsenal), Igor Thiago (Brentford), Luiz Henrique (Zenit), Matheus Cunha (Man United), Neymar (Santos), Raphinha (Barcellona), Rayan (Bournemouth), Vinicius (Real Madrid).

BIO Simone Balocco: Novarese del 1981, Simone è laureato in scienze politiche con una tesi sullo sport e le colonie elioterapiche nel Novarese durante il Ventennio. Da oltre dieci anni scrive per siti di carattere sportivo, storico e “varie ed eventuali”. Tifoso del Novara Calcio prima e del Novara Football Club dopo, adora la sua città e non la cambierebbe con nessun altro posto al Mondo. Collabora da tempo con la redazione sportiva di una radio privata locale e ha scritto tre libri, di cui due sul calcio. I suoi fari sono Indro Montanelli e Gianni Brera, ma a lui interessa raccontare storie che possano suscitare interesse (e stupore) tra i lettori. Non invitatelo a teatro ma portatelo in qualunque stadio del Mondo e lo farete felice.

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