La Repubblica Ceca torna al mondiale dopo vent’anni.
Nel 2006 partecipò per la prima volta a una Coppa del Mondo da nazione indipendente, dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia nel 1993. Prima di allora, la Cecoslovacchia aveva disputato due finali di Coppa Rimet nel 1934 e nel 1962, perse rispettivamente contro Italia e Brasile. Negli anni 2000 la nazionale ha forse avuto la sua generazione migliore. Capitanata da Pavel Nedved, circondato da giocatori del calibro di Rosicky, Koller, Baros e Cech tra i pali, nel 2006 la Cechia arrivò in Germania tra grandi aspettative, sulla scia dell’ottimo Europeo giocato due anni prima in Portogallo. Non fu una spedizione felice e le previsioni di successo della vigilia furono smentite: dopo la larga vittoria per 3 a 0 contro gli Stati Uniti, perse sorprendentemente contro il Ghana. Nella sfida decisiva contro l’Italia fu sconfitta dalle reti di Materazzi e Filippo Inzaghi.
Da allora il Národní tým ha sempre steccato il passaggio alla fase finale, fino a questa edizione.
È una squadra che nel suo DNA ha la capacità di soffrire, come ha dimostrato nelle qualificazioni e nel play-off. Nella prima fase delle eliminatorie la guida della nazionale era affidata ad Ivan Hašek. Dopo le prime tre vittorie “facili” contro Faer Øer, Gibilterra e Montenegro, a Osijek la nazionale ceca è stata schiantata dalla Croazia per 5 a 1, ridimensionando le sue ambizioni di qualificazione diretta alla fase finale. Hašek è stato esonerato dopo l’umiliante sconfitta contro le Isole Faer Øer.
La panchina venne affidata a Koubek.
Arrivata seconda, è stata sorteggiata al play-off contro la Repubblica di Irlanda. Sotto di due gol, i cechi sono riusciti a pareggiare nei minuti finali con Ladislav Krejci e a vincere la sfida ai rigori. Nella finale dei play-off se l’è dovuta vedere contro la favorita Danimarca. Davanti ai propri supporters, passato in vantaggio con Šulc, il Národní tým è stato raggiunto da Andersen al 71’. Ai supplementari è tornata in vantaggio con la rete di Krejci, prima del pareggio di Kasper Waarst Hogh. I rigori hanno deciso nuovamente la partita. I cechi si sono dimostrati più freddi e hanno così conseguito la qualificazione al Mondiale americano.
Miroslav Koubek ha commentato così l’emozione per la qualificazione: “Non erano fiumi di lacrime, ma i miei occhi si sono inumiditi un po’. Che dire? Quando i ragazzi mi hanno lanciato in aria (dopo la partita contro la Danimarca), mi ha commosso. È il più grande successo sportivo della mia vita. Ne sono estremamente felice. Soprattutto voglio ringraziare i giocatori, che sono stati fantastici durante tutto il ritiro e in entrambe le partite dei play-off. La convinzione che potessimo farcela cresceva di giorno in giorno e di ora in ora.”
Koubek sarà il commissario tecnico più anziano della storia dei Mondiali. In un’intervista a World Soccer faceva notare che sarebbe stato il secondo più anziano di sempre, se Dick Advocaat non avesse rassegnato le dimissioni da CT del Curaçao. Il suo nome si lega al Viktoria Plzen con il quale ha vinto il campionato ceco nel 2014/2015.
Nel recente passato ha portato i Viktoriáni ai quarti di finale della Conference League nell’edizione 2023/2024, dove è stata eliminata dalla Fiorentina.
Allenare la Repubblica Ceca rappresenta per lui un onore, ma anche una grande responsabilità.
Koubek dovrebbe schierare la squadra con un 1-3-4-2-1, con Schick unico riferimento offensivo. È uno dei pochi allenatori del torneo intenzionato a schierare una difesa a tre. Le caratteristiche della rosa suggeriscono un approccio prudente, basato su compattezza difensiva e ripartenze. È un commissario tecnico che si adatta agli avversari, come ha dimostrato durante le qualificazioni e, in modo particolare, durante il play-off. Potrebbe giocare a due punte ma crediamo che il CT preferisca un approccio più attendista.
Attenzione al ballottaggio tra Kovář e Horníček per una maglia da titolare tra i pali. L’estremo difensore del PSV Eindhoven, che ha vinto tre campionati in tre paesi diversi, dovrebbe partire in vantaggio sul suo collega, anche se Horníček è stato schierato nell’ultimo test match.
Con Koubek la Repubblica Ceca ha acquisito maggiore solidità ed equilibrio, diventando un avversario ostico da affrontare.
Tra i giocatori chiave della formazione ceca spicca senza dubbio Pavel Šulc. Rappresenta il prototipo del calciatore moderno: corsa, duttilità e supporto ai compagni sono le sue caratteristiche. Dopo l’esperienza in patria con il Viktoria Plzen, è stato acquistato dall’ Olympique Lione nella sessione estiva della stagione 2025/2026. Koubek sa quanto sia importante il classe 2000: “È fantastico il livello di forma che sta dimostrando. È un giocatore di straordinaria qualità e siamo tutti contenti che sia riuscito ad adattarsi così bene al calcio francese e si sta facendo notare in questo modo. Per alcuni potrebbe essere una sorpresa, ma non per me. L’importante sono i risultati, che al momento sono ottimi.”
Patrik Schick resta il terminale offensivo della sua nazionale.
È capace di alternare giocate straordinarie, come quella che realizzò il 14 giugno 2021 contro la Scozia con un tiro da centrocampo, a errori epocali, come quello che commise allo Juventus Stadium contro i bianconeri ai tempi della Roma. Spesso bloccato dagli infortuni, è l’unico ceco ad aver segnato 100 gol in uno dei campionati Top Five ed è al posto della classifica dei cannonieri della nazionale.
Attenzione anche a Souček, centrocampista box to box, eletto per cinque volte giocatore ceco dell’anno. Esulta mimando l’elicottero. Krejči, promosso capitano durante i play-off, è importante nel telaio tattico di Koubek per la sua duttilità e il suo eclettismo. Non viene da una stagione fortunata con il Wolverhampton, ma è un giocatore di sicura affidabilità. Gran parte dei convocati milita nel campionato ceco, a conferma della competitività del movimento nazionale.
Solo un “italiano”: Vitik del Bologna. Il difensore destro è forse uno dei migliori prospetti della squadra ceca.
La Repubblica Ceca è stata sorteggiata nel gruppo A con i padroni di casa del Messico, Sudafrica e Corea del Sud.
Girone non proibitivo, ampiamente alla portata della compagine europea, che dovrebbe giocarsi con Sudafrica e Corea del Sud il secondo posto, con il Messico favorito per il primo posto.
Vent’anni dopo l’ultima partecipazione, la Repubblica Ceca torna sulla scena internazionale più prestigiosa con una squadra meno talentuosa ma estremamente compatta e coriacea. Superare il girone è un obiettivo realistico per la formazione di Koubek, al di là delle caratteristiche tattiche e tecniche che potrebbero farla apparire inferiore alle altre squadre.
Nel match pre-mondiale contro il Kosovo ha vinto 2 a 1 grazie alle reti di Ladra e Hlozek.
Inserita nel Gruppo A, esordirà contro la Corea del Sud il 12 giugno, il 18 affronterà il Sudafrica e il 25 il Messico.
Tutti i convocati:
Portieri: Lukáš Horníček (Braga), Matěj Kovář (PSV), Jindřich Staněk (Slavia Praga).
Difensori: Vladimír Coufal (Hoffenheim), David Douděra (Slavia Praga), Tomáš Holeš (Slavia Praga), Robin Hranáč (Hoffenheim), Štěpán Chaloupek (Slavia Praga), David Jurásek (Slavia Praga), Ladislav Krejčí (Wolves), Jaroslav Zelený (Sparta Praga), David Zima (Slavia Praga).
Centrocampisti: Lukáš Červ (Viktoria Plzeň), Vladimír Darida (Hradec Králové), Lukáš Provod (Slavia Praga), Michal Sadílek (Slavia Praga), Hugo Sochůrek (Sparta Praga), Alexandr Sojka (Viktoria Plzeň), Tomáš Souček (West Ham), Pavel Šulc (Lione), Denis Višinský (Viktoria Plzeň).
Attaccanti: Adam Hložek (Hoffenheim), Tomáš Chorý (Slavia Praga), Mojmír Chytil (Slavia Praga), Jan Kuchta (Sparta Praga), Patrik Schick (Leverkusen)


BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.










