LA SQUADRA
L’entusiasmo del popolo messicano dopo i trionfi in Nations League e in Gold Cup è probabilmente ai massimi storici. Mai come quest’anno l’autentico “tabù” degli ottavi di finale, mai superati nella sua storia dal Messico in questa competizione dal 1970, sembra alla portata.
I ragazzi del “Vasco” Javier Aguirre ne sono perfettamente consapevoli come sono perfettamente consapevoli del fatto che vincendo il proprio girone con Sudafrica, Corea del Sud e Repubblica Ceca rimarrebbero nella capitale messicana sia per l’incontro dei sedicesimi di finale sia, in caso ovviamente di passaggio del turno, per il match degli ottavi.
Con una guida esperta quanto pragmatica come quella del “vasco” Aguirre il modulo preferito è senza ombra di dubbio il 4-3-3 visto in azione ormai da diverso tempo e anche nell’ultima amichevole vinta dal Messico contro il Ghana.
Il canovaccio è abbastanza classico. Difesa arcigna e agguerrita. Centralmente fortissima nel gioco aereo con il “gigante” Cesar Montes della Lokomitiv di Mosca e con il “genoano” Johan Vasquez, anche lui di eccellente struttura fisica ma rapido nel breve a differenza del potente ma macchinoso compagno di reparto.
I due terzini dovrebbero essere l’esperto Jesus Gallardo a sinistra (giocatore con oltre 120 presenze nella nazionale messicana, un passato da centrocampista e un piede sinistro di tutto rispetto) e a destra Jorge Sanchez, che milita in Grecia nelle file del Paok anche se le recenti ottime prestazioni di Israel Reyes non sono passate inosservate all’esperto CT del Messico.
Uno dei probabili titolari a centrocampo è un altro giocatore di grande esperienza come Edson Alvarez. Struttura fisica imponente, ottima lettura del gioco in fase difensiva ed esperienza importanti in Olanda con l’Ajax di Amsterdam e in Premier League con il West Ham. Il suo ruolo è prettamente quello di “scudo” davanti alla difesa mentre le due mezzali hanno il compito di creare gioco ed inserirsi in attacco in supporto della prima punta ma soprattutto di alimentare il gioco dei due esterni “alti” del Messico, sul quale poggia la grande responsabilità di alimentare il fortissimo centravanti del Messico Raul Jiménez, numero “9” del Fulham e con i suoi 35 anni al crepuscolo di una carriera ad altissimo livello. Il ruolo delle due mezzali se lo contenderanno probabilmente Alvaro Fidalgo del Betis Siviglia con un passato nelle giovanili del Real Madrid, il giovanissimo e talentuso Gilberto Mora, classe 2008 e il più giovane calciatore ad andare a rete nella storia del campionato messicano a 15 anni e 322 giorni, Eric Lira, centrocampista che al contrario di Mora è assai più consono al lavoro difensivo che di creazione, e soprattutto Orbelin Pineda che per qualità ed esperienza (è da anni un punto di forza dell’AEK di Atene) pare uno degli “intoccabili” di Mister Aguirre. Potrebbe ritagliarsi uno spazio importante anche il giovane Brian Gutierrez, una delle rivelazioni della stagione con il Chivas di Guadalajara. E’ un centrocampista con spiccate doti offensiva e la sua creatività potrebbe diventare utile durante il torneo.
Sugli esterni, sui quali come detto poggia la responsabilità di alimentare Jimenez oltre che di contribuire in fase realizzativa, i nomi più papabili sono quelli di Alexis Vega, veloce e creativo centrocampista offensivo del Toluca che può giocare sia da esterno (preferendo partire da destra) che da seconda punta. Una certezza nel trio di attacco dovrebbe essere Julian Quinones, colombiano naturalizzato messicano reduce da due stagioni strepitose con l’Al-Qadsiah in Arabia Saudita dove nel campionato appena concluso ha conquistato il titolo di capocannoniere con 33 reti.
Al centro dell’attacco una certezza assoluta: Raul Jimenez, navigato attaccante che da otto stagioni segna con regolarità nella Premier League inglese, prima nelle file del Wolverhampton e da tre stagioni in quelle del Fulham. A 35 anni di età è ancora in grado di garantire gol e preziose sponde ai compagni. In alternativa all’esperto bomber ci sono due attaccanti centrali reduci da due stagioni completamente differenti: quella tribolata e assai poco prolifica di Santiago Giménez al Milan autore di una sola rete in sedici incontri ufficiali con il Milan e quella semplicemente strepitosa della grande speranza del calcio messicano: Armando Gonzalez, detto “Hormiga” (la formica). Un attaccante rapido, dinamico che si spende anche in fase difensiva ma che ha una caratteristica peculiare ovvero la freddezza e l’opportunismo sotto porta. Capace di segnare nella stagione appena finita 24 reti in 32 partite di campionato. Ha già gli occhi addosso di diversi club di Premier e di Bundesliga e questo Mondiale potrebbe rivelarsi il suo trampolino definitivo verso l’Europa.
IL COMMISSARIO TECNICO: JAVIER “EL VASCO” AGUIRRE
Difficile, se non impossibile, pensare ad un Commissario Tecnico più esperto, competente e preparato a guidare la Nazionale del proprio Paese come Javier “El Vasco” Aguirre.
Dopo un passato da ottimo centrocampista con 59 presenze nella Nazionale messicana tra il 1983 e il 1992 impreziosite da 14 reti e con 14 stagioni tra i professionisti (compresa una stagione in Spagna con l’Osasuna) intraprende la carriera di allenatore.
Dopo l’esordio di pochi mesi alla guida dell’Atlante arrivano tre brillanti stagioni alla guida del Pachuca che porta al titolo nel 1999. Nel 2001 arriva la prima chiamata della Nazionale messicana e subito arriva il primo grande risultato: la finale della Copa America persa con la Colombia in finale ma dopo aver battuto nel girone di qualificazione il Brasile, il Cile nei quarti e l’Uruguay in semifinale.
Nonostante questi ottimi risultati decide di lasciare la Nazionale per approdare in Spagna alla guida dell’Osasuna. Per il club navarro saranno quattro stagioni indimenticabili culminate con il 4° posto nella Liga e la qualificazione ai preliminari di Champions League.
Nella primavera del 2009 torna sulla panchina del Messico. Conquista la CONCACAF GOLD CUP e qualifica il Messico ai Mondiali del 2010 in Sudafrica. Supera il primo turno ma negli ottavi viene eliminato dall’Argentina. Al termine del Mondiale, tra la sorpresa generale, decide di dimettersi.
«L’obiettivo stabilito con la Federazione era raggiungere i quarti di finale. Ho fallito ed è giusto che mi faccia da parte.»
Un “hombre vertical” si direbbe da quelle parti.
E stavolta di anni ne passeranno addirittura 14 prima di tornare alla guida della Nazionale del suo Paese.
E’ il luglio del 2024. Nel 2025, nel giro di quattro mesi tra marzo e luglio conquista la CONCACAF Nations League e la CONCACAF Gold Cup.
E oggi non c’è nessuno in Messico che dubiti che finalmente l’obiettivo storico di raggiungere i quarti di finale dopo l’unica volta ai Mondiali giocati in casa nel 1970 (eliminati dagli azzurri di Valcareggi) non sia mai stato così possibile.
IL MIGLIORE
EDSON ALVAREZ
Non è certo il calciatore più tecnico o creativo a disposizione di Aguirre ma di sicuro a livello di esperienza, personalità e duttilità e una garanzia assoluta. Le sue doti di leadership lo hanno spesso accomunato a Rafa Marquez, leggenda autentica del calcio messicano. Il suo ruolo, come detto, dovrebbe essere quello di centrocampista difensivo davanti ai due centrali di difesa, anche se si è spesso disimpegnato con successo nel ruolo di difensore centrale. La sua capacità di “leggere” il gioco unite ad una fisicità importante (190 centimetri per 75 kg di peso) ne fanno un giocatore che, se in condizione, diventa imprescindibile nel gioco di Aguirre, soprattutto se come pare, le due mezze ali al suo fianco saranno, come nell’ultima amichevole vinta con il Ghana, i giovani Brian Gutierrez e Gilberto Mora, entrambi assai predisposti alla fase offensiva e un pochino meno in fase di ripiegamento.
LA RIVELAZIONE
ARMANDO GONZALEZ
Da simpatizzante del Chivas di Guadalajara ho seguito con attenzione da oltre un anno la crescita esponenziale della “hormiga” Armando Gonzalez. Per mesi l’ho visto segnare reti “a nastro” senza mai capire quali fossero realmente le sue qualità. In realtà sa fare tutto bene senza eccellere in nulla di particolare. Buona tecnica, buono spunto in velocità, bravo nello smarcamento e sa farsi rispettare nel gioco aereo nonostante un’altezza non esagerata. (179 cm). Poi finalmente è apparso tutto chiaro: Armando Gonzalez “sa” dove sono i tre pali di una porta. Il suo senso del gol e il suo opportunismo sono le sue caratteristiche principali e sono il meglio che si possa chiedere ad un centravanti.
Come detto le sue quotazioni sono salite a livelli importanti negli ultimi mesi. Borussia Dortmund, CSKA Mosca, Feyenoord e addirittura una voce che racconta di un interesse del Barcellona.
E’ vero, partirà da riserva a Raul Jiménez ma, se come se lo augura tutto il popolo messicano, il cammino dovrebbe prolungarsi oltre il primo turno, sarà molto probabile che ci sarà un po’ di spazio anche per questo 23enne.
I 26 PRESCELTI
Portieri: Raúl Rangel (Guadalajara), Guillermo Ochoa (AEL Limassol), Carlos Acevedo (Santos Laguna).
Difensori: Israel Reyes (América), Jorge Sánchez (PAOK Salonicco), César Montes (Lokomotiv Mosca), Johan Vásquez (Genoa), Jesús Gallardo (Toluca), Mateo Chávez (AZ Alkmaar).
Centrocampisti: Edson Álvarez (West Ham), Luis Romo (Guadalajara), Obed Vargas (Atlético Madrid), Brian Gutiérrez (Guadalajara), Orbelín Pineda (AEK Atene), Erik Lira (Cruz Azul), Gilberto Mora (Tijuana), César Huerta (Anderlecht), Álvaro Fidalgo (Real Betis), Luis Chávez (Dinamo Mosca).
Attaccanti: Roberto Alvarado (Guadalajara), Alexis Vega (Toluca), Julián Quiñones (Al-Qadisiyah), Santiago Giménez (Milan), Guillermo Martínez (Pumas), Armando González (Guadalajara), Raúl Jiménez (Fulham).

BIO: Remo Gandolfi e’ nato e vive a Parma. Ha gia’ 9 libri all’attivo. Dopo “Matti miti e meteore del calcio dell’est” che aveva fatto seguito al precedente libro di gran successo intitolato “Matti, miti e meteore del futbol sudamericano”, Remo, in collaborazione con Cristiano Prati, figlio dell’indimenticato campione, ha scritto, pubblicato da Urbone Publishing: “PIERINO PRATI – Ero Pierino la Peste” . L’ultimo suo lavoro era: “IL CALCIO DIMENTICATO – Tragedie, leggende e follie del pallone”.
Ha una rubrica fissa sul popolare Calciomercato.com (“Maledetti calciatori”) e con gli amici di sempre gestisce un blog www.ilnostrocalcio.it . Quanto all’amato pallone, e’ profondamente convinto che la “bellezza” e “il percorso” contino infinitamente di piu’ del risultato finale.










