GENOA – MILAN 1-2: UN PASSO IMPORTANTE VERSO LA QUALIFICAZIONE IN CHAMPIONS

Max Allegri, livornese, lo conosce bene, spira da Sud-Ovest forte ed impetuoso capace di spazzare via qualsiasi cosa, è Libeccio: un vento che spesso annuncia perturbazioni e cattive condizioni meteo, ed in questi giorni oltre che a battere sulla costa labronica è sembrato percuotere anche l’ambiente rossonero.  

Prendo in prestito questa metafora per inquadrare la nostra attuale situazione, quella di un Milan in balia delle onde e della furia dei venti contrari che sembrerebbero voler far girare il corso della nostra stagione verso scenari tutt’altro che rassicuranti.

Le scialbe e preoccupanti partite, prive di mordente e di coraggio, disputate negli ultimi mesi dalla nostra squadra, le beghe societarie con dirigenti dati ormai per partenti, le presunte lotte intestine , fanno si che a rimetterci, come sempre, sia quella parte completamente estranea a tutto ciò: il popolo rossonero con la sua sofferenza e l’A.C. Milan, ovvero la nostra storia. 
Allegri in questo mare in tempesta, aveva il compito quest’oggi di traghettare in acque sicure la nostra stagione in attesa del placarsi dei venti e, soprattutto, di arrestare quel trend negativo che piano piano ha visto il nostro Milan inghiottito da inizio anno in un’involuzione di gioco senza fine.

Oggi occorreva più che mai forza, coraggio e soprattutto orgoglio da parte di tutti, senza fare calcoli. Troppe volte negli ultimi mesi abbiamo fatto appello al senso di appartenenza, un appello che con il tempo è diventato come un grido di dolore, oggi eravamo alla resa dei conti, difficile, inappellabile: Genova  la nostra ultima chiamata per affrontare l’ultima  partita di campionato con il Cagliari con il vento finalmente a favore ed il mare calmo. Allegri per questa traversata faceva affidamento al consueto 1-3-5-2, con Maignan  in porta, i tre centrali Tomori, Gabbia e Pavlovic; sulla mediana Rabiot con Fofana e Jashari al posto di Modric (comunque in panchina) all’ennesima prova di maturità; sugli esterni Athekame a destra e Bartesaghi a sinistra; in attacco Gimenez con Nkunku. Il Genoa di De Rossi senza più patemi di classifica con il solido 1-4-3-1-2 e l’insidiosa coppia d’attacco: Vitinha con il nostro ormai ex Colombo, pronti a farci male.


PRIMO TEMPO

Brutta prima fazione dei ragazzi che sciorinano una prestazione che appare il “copia e incolla” delle precedenti. Siamo piatti, lenti e poco aggressivi, al contrario il Genoa di De Rossi appare pimpante e motivato come se fosse lui a giocarsi qualcosa. Trascinati da una curva Nord traboccante di entusiasmo, i grifoni appaiano aggressivi e determinati, venendoci ad attaccare fino al limite della nostra area. Il Milan sembra quasi intimorito, affidandosi a lunghi lanci dei nostri difensori che sono facile preda dei centrali rossoblu che sovrastano le nostre punte completamente slegate dal resto della squadra.

Gimenez largo, è praticamente assente dalla manovra, Nkunku appare più coinvolto ma non è supportato dai centrocampisti Rabiot e Fofana che non accompagnano i nostri sporadici attacchi, così come gli esterni Athekame e Bartesaghi troppo timidi. Jashari alterna buon dinamismo ma scarsa geometria. La mediana rossoblù è invece determinata e reattiva sulle seconde palle. Baldanzi, Frendrup e Malinovskyj sono bravi a dialogare in velocità. La prima metà del tempo è rossoblù. Il Genoa si rende pericoloso all’8°minuto con un tiro di Vitinha che finisce alto, il Milan avrebbe una buona chance al 26° minuto quando un tiro cross di Rabiot che attraversa tutta l’area rossoblu non trova compagni pronti alla deviazione in rete. La partita continua con lo stesso canovaccio: Genoa  arrembante e Milan più preoccupato a mantenere le posizioni che non ad offendere. Dagli altri campi intanto arrivano risultati che ci penalizzano, siamo fuori dal piazzamento Champions alla fine del tempo.

SECONDO TEMPO

Si riparte, il Milan deve cambiare marcia, stiamo gettando al vento inopinatamente una stagione, senza reagire, senza lottare, serve una scossa decisa e determinante. Al 48° minuto, leggerezza di Amorim che sbaglia misura del retropassaggio al proprio portiere, Nkunku sveglio e reattivo si avventa come un falco sulla palla ed anticipa Bijlow che lo stende, per Sozza (e per tutti) è rigore netto. Nkunku va deciso sulla palla, una palla che pesa in maniera indicibile ma il francese è di ghiaccio e con una esecuzione impeccabile manda la palla in rete per il vantaggio del Milan che torna in corsa Champions.

NKUNKU DAL DISCHETTO PORTA IN VANTAGGIO IL MILAN (grazie a Alessandro Lupidi)

La partita viene sospesa per lancio di fumogeni dei sostenitori genoani che la dicono lunga sul clima trovato dai nostri ragazzi. Il Genoa sembra accusare ed Allegri opera i primi cambi: fuori Fofana e Gimenez e dentro Ricci e Füllkrug. Siamo più quadrati e riusciamo anche ad attaccare in maniera più compatta, servirebbe il colpo del KO, dentro allora Pulisic per l’ottimo Nkunku. Rischiamo però al 78° minuto, quando Vitinha, sbucato alle spalle di Athekame manda alto. All 81° minuto, l’ottima discesa di Pulisic che, sulla sinistra, crossa intelligentemente, al limite dell’area Athekame è bravo a farsi trovare all’appuntamento ed a piazzare la palla dove il portiere Bijlow non può arrivare, è 0-2!.

Il Genoa non molla e rischiamo grosso all 83° minuto: Jashari esegue un passaggio azzardato all’indietro che mette Ekhator solo davanti a Maignan: il francese è gigantesco e neutralizza il tiro; c’è ancora da soffrire e tutta la sofferenza si materializza poco dopo all’ 86° minuto, quando un cross in area di Marcandalli genera un batti e ribatti tra i nostri difensori, davanti a Maignan, Vasquez è lesto a mettere in rete per il’1-2. Gli uomini di De Rossi ci credono. Siamo chiusi negli ultimi venti metri ma lottiamo. Luka Modric in piedi dalla panchina come un ultrà è fantastico, si sbraccia ed incita i compagni, un’immagine che ci fa venire un nodo in gola. Allegri si agita come se fosse stato morso da una tarantola, vuole attenzione, ci sono dieci minuti di recupero, una vita, ma il Milan è compatto ed attento e sfiora, addirittura, il terzo gol con Pulisic in contropiede.

Finisce la partita con una vittoria dal valore inestimabile che ci mette nelle condizioni di poter certificare il posto Champions nella prossima partita in casa con il Cagliari.

È stata dura, lo sapevamo. Il primo tempo purtroppo è stato negativo: troppo passivi, troppa poca personalità, abbiamo retto con una difesa attenta, ma la fase di costruzione della nostra manovra lenta e monocorde non ha mai dato la sensazione di creare pericoli. Molto meglio la ripresa: Jashari è cresciuto così come Rabiot insieme agli esterni, in particolare Athekame. I cambi hanno dato maggior sostanza e quadratura, Füllkrug ha lavorato bene di sponda e ha lottato su ogni pallone, Pulisic sembra aver ritrovato un pò di gamba ed è entrato nel gioco in maniera decisiva, Ricci ha fatto legna. Nkunku, man of the match, ha provocato e realizzato il rigore, tutt’altro che facile considerandone il peso emotivo. Con questo risultato il Milan torna al terzo posto (in coabitazione con la Roma) e soprattutto si regala una grande iniezione di fiducia e ottimismo.

Manca solo un ultimo tassello, la partita di San Siro con il Cagliari. Il vento e le acque impetuose di pochi giorni fa sembrano quest’oggi finalmente essersi calmate.

Forza Milan!!! 

TABELLINO

GENOA-MILAN 1-2
Marcatori: 51’ Nkunku, 81’ Athekame, 87’ Vasquez.

LE FORMAZIONI
GENOA (1-4-3-1-2):
 Bijlow; Ellertson, Otoa, Marcandalli, Vásquez; Malinovskyi, Amorim (dal 90’+1 Martin), Frendrup; Baldanzi (dal 64’ Ekhator), Vitinha; Colombo (dal 85’ Ekuban). A disp.: Leali, Sommariva; Doucouré, Klišys, Ouedraogo, Sabelli, Zätterström; Grossi, Lafont, Masini. All.: De Rossi.

MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori (dal 76’ De Winter), Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana (dal 68’ Ricci), Jashari (dal 85’ Loftus-Cheek), Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (dal 76’ Pulisic), Gimenez (dal 68’ Fullkrug). A disp.: Terracciano, Torriani, Odogu, Modric, Balentien, Sardo, Vladimirov. All. Massimiliano Allegri

Arbitro: Sozza di Seregno.

Ammoniti: 48’ Bijlow, 63’ Gabbia, 63’ Vitinha, 71’ Tomori, 86’ Ricci.
Recupero: 1’ 1T, 10’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

14 risposte

  1. Grandissimo commento, carissimo Stefano, e soprattutto bellissimo il riferimento al Libeccio. Oggi contava solo vincere, anche perché, ad un certo punto, i risultati degli altri campi non erano favorevoli. I ragazzi hanno dimostrato di saper soffrire e di essere compatti. È un caso che la vittoria arrivi senza Leao? Forse. Intanto manca l’ultimo tassello per quello che è un obiettivo meritato.

    Forza Milan ♥️🖤

    Vincenzo

  2. Ce l’abbiamo quasi fatta. Dico quasi prima per scaramanzia e poi perché effettivamente noi siamo capaci di non battere il Cagliari già salvo. L’obbiettivo che Allegri si era prefisso è stato raggiunto, conosceva il valore dei giocatori che aveva a disposizione. A un certo punto ci eravamo un po’ tutti illusi ma la realtà e gli infortuni di alcuni dei giocatori più in forma, ci hanno riportato sulla terra. Siamo tra le prime quattro (salvo appunto clamorosi tracolli) e non mi pare che gli altri , risultati alla mano, siano meglio di noi. Questo significa appjnto che abbiamo fatto il nostro, se gli altri invece sono meglio di noi, significa che Allegri e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro. Ora la parola passa alla società e i discorsi si azzerano. L’importante è programmare e inserire in rosa giocatori all’altezza di affrontare la Champions perché al momento, quelli in grado di farlo sono pochissimi.

  3. Ciao Stefano, bentornato! Analisi lucida della partita.
    All’Elba quando tirava il libeccio i pescatori uscivano “pe’ gronchi”: noi invece c’è mancato poco si uscisse dalla corsa Champions…
    Servivano i tre punti e sono arrivati, ma ci sono ancora troppi punti interrogativi in questa squadra: Gimenez, Fofana, Jashari su tutti. A tratti anche Tomori e Gabbia, almeno per me: Rabiot soffre la mancanza di un faro come Modric, ormai è evidente.
    Per quanto riguarda la società mi sembra di essere tornato indietro di 44 anni, quando alla presidenza c’era Farina: se sono vere le voci che riguardano Ibra, Cardinale, Tare e Allegri tirarle fuori a questo punto della stagione è da dilettanti. Vedremo.
    Per quanto mi resta antipatica devo ringraziare la Fiorentina per il regalo di oggi a Torino: ogni tanto una buona notizia fa bene.
    Forza ♥️ Vecchio 🖤 Cuore ♥️ Rosso 🖤 Nero ♥️

    1. Grazie per il tuo pezzo ottimo, come sempre.
      Questa partita era tutt’altro che banale a cominciare dalle difficoltà incontrate quest’anno con le ‘piccole’. È stata vinta anche con la compattezza ritrovata e forse grazie a qualche assenza che ha agevolato Max a fare la formazione.
      Ora testa bassa e pensare alla prossima senza distrazioni. Forza ragazzi!

    2. Grazie Gianluca a questo punto bene arrivare nelle 4 e ripartire sperando che la società faccia un mercato congruo grazie

  4. Buongiorno Stefano, commento, come sempre, attento e competente.
    La partita, uno spettacolo mediocre, è lo specchio, non solo del Milan, ma del campionato italiano, un campionato di serie B europeo.
    A questo punto, non andare in Champions League è quasi impossibile, per cui, da squadra di serie B europea quale siamo, il signor Cardinale dovrà fare attente riflessioni.
    Riguardo la partita, hai detto bene tu, con valutazioni coerenti con quanto successo.
    Jashari ha fatto un retropassaggio che si fa “solo in terza categoria “, eppure il ragazzo sono convinto abbia qualità tecniche ed atletiche che verranno fuori.
    Nkunku con l’azione del rigore e trasformazione dello stesso, ha mandato la partita nella direzione tattica a noi favorevole: non a caso, il secondo tempo è stato giocato con maggiore fiducia ed “ossigeno”.
    Personalmente, ho sempre affermato che, l’acquisto di Nkunku si potesse giustificare con l’eventuale cessione di Leao, ma che acquistato come ha fatto la nostra “direzione” fosse da considerare un acquisto sbagliato.
    Sulle sue qualità nulla da dire, non sono inferiori globalmente a quelle del portoghese; portoghese che mai si sarebbe preso la responsabilità di tirare quel pesantissimo calcio di rigore trasformato con maestria da Nkunku.
    Athekame ha dato grande sostanza, non soltanto per la marcatura quanto per una prestazione solida, al netto di un errore, dove non ha fatto per nulla rimpiangere il generoso Salamaekers.
    Allora, si può dire di poter ripartire da questi 3 giocatori?.
    A mio avviso si, purché circondati da giocatori di valore europeo e qui “casca l’asino”.
    È inutile girarci attorno: questa società gestisce le cose come si augura l’Inter: l’idea che Ibrahimovic possa prendere in mano le redini è semplicemente agghiacciante.
    Lui e Furlani, come Scaroni, sono semplicemente inadeguati, lo dicono I risultati, non lo dico io: e, quando parlo di risultati, non mi riferisco soltanto a quelli sportivi.
    Diverso, a mio avviso, il discorso Allegri/Tare: Tare è un buon professionista che non ha mai lavorato con una “grande”; certo, lavorare per Lotito non è facile, ma il Milan è un ‘altra cosa (almeno come blasone).
    Per Allegri, ho sempre sostenuto che andava bene per una rifondazione: risultati “sicuri” con massimo risultato e minimo sforzo; d’altronde anche il primo Milan di Allegri non faceva proprio divertire.
    Però riconosco in Allegri, una certa esperienza e, se lasciato lavorare tranquillo, porta risultati concreti.
    Questo, sino a quando siamo in Italia.
    Oggi, in Europa, ci vogliono altri profili o perlomeno, un gioco fatto di trame diverse: il mio timore è che in questo modo, con questa rosa, si vada incontro a figure epocali, in termini di prestazioni (Feyenoord per esempio) oppure di risultati (Barcelona Milan di 15 anni fa).
    Senza sviolinature, ci vuole il Milan dell’epoca di Filippo Galli, un Milan competente, già dalle “stanze”, cosa che oggi non vedo.
    A questo punto, il signor Cardinale deve decidere cosa fare, se affidarsi a persone competenti oppure restare con questi.
    E da qui che può partire la campagna di rafforzamento della “rosa”, con scelte coraggiose a tutti i livelli ed investimenti seri, non ultimo, l’attaccante da 70/80 milioni.
    Altrimenti il prossimo anno sarà uguale o peggiore, di quell’ora che, malinconicamente, si sta per concludere.

  5. Bel pezzo Stefano! Concordo con l’inciso del buon Vincenzo in merito al vento di libeccio che spesso aleggia dalle parti di Livorno. Mi torna in mente l’amarcordiana avventura vissuta con mio padre nei lontani anni 60 quando attraversammo il Mar Tirreno da Livorno a Bastia nel pieno di una impetuosa libecciata….un vento che spazza tutto, come nel nostro Milan, dove è bastato essere illuminati dal bagliore della Lanterna per dimenticare di un sol colpo le ultime cocenti imbarcate. Ed ora, confidando nella tecnica sopraffina del nostro coach livornese, ci auguriamo che quest’ultima venga ammaliata, in quel di San Siro al cospetto dell’ultima col Cagliari, da un refolo di tiepido scirocco che ci conduca, dopo questa tribolosa annata , a respirare quell’aria decisamente più confacente che risponde a quella della Champions League!
    Buona serata!

    Massimo 48

    1. Grazie Massimo .. sono Livornese e conosco bene la furia spesso devastante del Libeccio…che però ha un suo fascino intrinseco .. spero che possa spazzare le nostre titubanze societarie

  6. Buonasera grande Stefano, finalmente la vittoria!
    Leao non può più scendere in campo, ho letto che senza il portoghese abbiamo una ottima media punti!
    Andasse dal suo amico ribelle Theo.
    Gimenez Fofana Tomori Saelemekers sono scarsi, Loftus e Jashari deboli. Rabiot immenso, Modric quanto manca, colpito indegnamente dal Locatelli per rompere sul nascere il nostro contropiede.
    Spero che i tifosi di San Siro aiutino la squadra a fare i necessari 3 punti col Cagliari, invece di tifare contro la società come successo con l’Atalanta.
    Buona domenica a tutti noi!

    1. Grazie caro Bruno con il Cagliari ci vuole una prova di grande or e applicazione… dal giorno dopo però resta alla ricostruzione senza guardare in faccia a nessuno

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