Dopo oltre mille giorni di assenza e tre anni vissuti nel “purgatorio” della seconda divisione, lo Schalke 04 torna ufficialmente in Bundesliga. Per la massima lega tedesca è il secondo gradito ritorno, dopo la promozione dell’Amburgo, della passata stagione.
La certezza matematica della promozione è arrivata grazie ad una vittoria per 1-0 contro il Fortuna Düsseldorf durante il trentaduesimo turno di campionato, siglata dal capitano e trascinatore Kenan Karaman, autore del suo quindicesimo gol stagionale. Il ritorno nella massima serie rappresenta il coronamento di una rincorsa iniziata nel 2023. Fondamentale è stata la scelta di affidare, per questa stagione, la panchina all’allenatore Miron Muslić, che ha saputo costruire una squadra solidissima, destinata a chiudere il torneo con la miglior difesa.
I pilastri del suo approccio tattico includono l’attenzione alla fase difensiva: Il tratto distintivo della gestione Muslić è stata la capacità di costruire una squadra estremamente solida ma, allo stesso tempo, moderna e aggressiva con un pressing alto e un intenso sfruttamento delle fasce. Sotto la sua guida, lo Schalke è riuscito a mantenere la porta inviolata in ben tredici occasioni nel corso della stagione. Il tecnico di origine bosniache è stato abile a ricercare un equilibrio tra giovani calciatori, provenienti dal florido vivaio dei Knappen, ed esperti: la rosa a disposizione ha un’età media di 26,4 anni, integrando giovani talenti con veterani di alto profilo.
Un esempio chiave del suo sistema è l’inserimento di Edin Džeko nel gennaio 2026; l’attaccante bosniaco è diventato immediatamente un punto di riferimento offensivo, segnando sei gol in nove partite e fornendo l’esperienza necessaria per gestire la pressione della risalita. Lo stesso capitano della Bosnia ed Erzegovina, fuggito in fretta dalla caotica situazione alla Fiorentina, non ha esitato a riconoscere i pieni meriti della sua rinascita all’atmosfera “elettrizzante” creata dalla Nordkurve.
Sebbene la difesa sia il punto di forza, il sistema di Muslić si è dimostrato letale nelle fasi cruciali, trascinato dal capitano Kenan Karaman, autore di 15 reti stagionali, inclusa, come detto, quella decisiva per la promozione aritmetica contro il Fortuna Düsseldorf. Ed è giusto che spetti proprio al turco il ruolo di uomo copertina, vista il suo impegno e le sue prestazioni determinanti nei momenti più bui in questi tre anni drammatici per il club di Gelsenkirchen. Karaman è infatti, arrivato nel settembre del 2022 ed è stato decisivo per le salvezze, ottenute nelle stagioni 2023/24 e 2024/25 dello Schalke che rischiava la 3. Liga.
In queste due stagioni i Knappen sono stati ad un passo dal fallimento: dopo la retrocessione della stagione 2022/23 il club aveva una passività netta di circa 162,7 milioni di euro, con una esposizione non coperta dal patrimonio netto di 104 milioni, considerando che in Germania nessuno consideri i club come “qualcosa legato ai sentimenti”, la prospettiva di un fallimento era molto concreta.
Un’eventuale retrocessione in 3. Liga avrebbe avuto come conseguenza l’azzeramento del titolo sportivo e la ripartenza dalle divisioni amatoriali, come già accaduto nel recente passato al Monaco 1860. Il club, tuttavia, appoggiato dai propri tifosi che hanno continuato a riempire la Veltins Arena ha trovato la forza di scongiurare questa catastrofe sportiva stringendosi attorno ai propri calciatori, e trovando in Karaman uno dei fari con cui lottare per la sopravvivenza. Le immagini delle feste, dei cori e delle lacrime di commozione i calciatori e tifosi, dopo la salvezza ottenuta sul campo la passata stagione (chiusa con un 14esimo posto) rimangono tra le più belle e sentite nella storia recente del club.
La rinascita è iniziata con la nomina di Matthias Tillman nella carica di CEO del club e con l’arrivo di Frank Baumann nelle vesti di direttore sportivo. Baumann ha alle sue spalle una lunga carriera da calciatore-bandiera del Werder Bremen, proprio per i “Werderanen” inizia il suo percorso da direttore sportivo progettandone il ritorno in Bundesliga. Dopo una serie di scelte sbagliate, mi riferisco ai tecnici Geraerts e Van Wonderen, Tillman decide di affidare la ristrutturazione della squadra a Baumann. In un’intervista rilasciata nel settembre 2025, Baumann ha sottolineato l’importanza di aver costruito una “spina dorsale” (spine) all’interno della squadra, elemento considerato fondamentale per dare stabilità a tutto il gruppo. Baumann è stato in prima linea nella gestione della rosa durante la stagione 2025/2026.
Nonostante la chiusura del mercato in entrata in Germania il 1° settembre, è rimasto attivo per finalizzare alcune uscite verso paesi con finestre ancora aperte, come il prestito di Martin Wasinski al RFC Liège e il trasferimento di Pape Meïssa Ba al Widzew Łódź. Soprattutto a Baumann si deve la scelta di puntare, per il ruolo di portiere, su Loris Karius. L’ex portiere di Liverpool e Besiktas, nel gennaio del 2025, era svincolato e ad un passo dal concludere prematuramente la sua carriera, ferma a quella sciagurata notte del 3 giugno 2018 (duplice errore nella finale di champions con il Real Madrid). La scelta appariva ai più come estremamente rischiosa, anche perché, dopo i fallimenti di Schubert, Heekeren e Marius Muller, per i tifosi dello Schalke il ruolo del portiere stava diventando una maledizione. E invece, come per magia, Karius si è ritrovato risultando decisivo sia per la salvezza dalla 3 Liga della stagione 2024/25 e sia per la promozione della stagione in corso.
La seconda scelta cruciale di Baumann è stata quella di affidare la panchina ad un tecnico semisconosciuto come Muslic. Prima di approdare a Gelsenkirchen nel 2025, il tecnico nativo di Bihac ha iniziato al Ried, club austriaco dove aveva avuto trascorsi da calciatore. In seguito ha guidato il Cercle Brugge tra il 2022 e il 2024, portando la squadra alla qualificazione in UEFA Conference League e ottenendo all’inizio del 2025 l’opportunità di misurarsi con il calcio inglese, sulla panchina del Plymouth Argyle in Inghilterra, conclusasi con un esonero. Con Muslic in panchina la squadra ha mostrato una grande continuità di risultati, ottenendo 20 vittorie in 32 partite e una striscia finale di cinque successi consecutivi che ha garantito il ritorno nel massimo campionato con due giornate di anticipo.
Il successo sportivo cammina di pari passo con un delicato processo di stabilizzazione finanziaria. È questa la sostanziale differenza con la promozione ottenuta nel 2021/22. In quel frangente la squadra fu trascinata da veterani come il centravanti Terodde, ma il club non aveva la possibilità di poter allestire una squadra da Bundesliga con la conseguente, immediata, retrocessione.
Oggi la situazione si presenta più solida: i dati pubblicati nell’ottobre 2025 per l’anno fiscale 2024/2025 mostrano segnali di una netta ripresa. Lo Schalke 04 ha chiuso l’esercizio con un utile netto consolidato di 5,5 milioni di euro. Altri indicatori chiave del risanamento includono una passività totale scesa da 162,7 milioni a 147,9 milioni di euro e un debito finanziario netto ridotto a 110,8 milioni di euro grazie al rimborso di vari prestiti.
Un pilastro fondamentale del piano è la conclusione dell’ammortamento della Veltins-Arena, prevista per il 2026. Dopo 25 anni, il completamento dei pagamenti per lo stadio fornirà un significativo sollievo finanziario, aiutando il club a soddisfare i requisiti patrimoniali della DFL (la lega calcio tedesca) e liberando risorse per futuri investimenti. La costruzione della meravigliosa Veltins Arena, costruita tra il 1998 e il 2001 per un costo di 191 milioni, è stato il primo evento che ha portato il club a dover lottare per avere un bilancio sostenibile. Dal 2001 gli ottimi risultati sportivi, con lo Schalke che divenne una presenza fissa della Champions League, hanno portato il club ad una situazione di stabilità finanziaria, le cose cambiarono con la sponsorizzazione Gazprom del 2009 che, sostanzialmente, drogò il bilancio del club. Con la sponsorizzazione russa i Knappen hanno tentato l’impresa di inseguire il Bayern Monaco, ingolfando il monte salario e spendendo più del possibile. L’invasione dell’Ucraina del 2022 ha interrotto di colpo la sponsorizzazione Gazprom lasciando lo Schalke con molti debiti. La fine dei pagamenti della Veltins Arena appare come la fine di una lunga corsa affannata per i gestori del club.
Il piano di risanamento passa anche attraverso lo sfruttamento intensivo delle infrastrutture e degli asset del club: i ricavi sono aumentati (raggiungendo i 157,9 milioni di euro) anche grazie a eventi extra-calcistici presso la Veltins-Arena, come i concerti sold-out di Taylor Swift e le partite casalinghe dello Shakhtar Donetsk in Champions League. Le entrate derivanti dalla vendita dei giocatori rimangono una componente essenziale per il bilancio e per questo la Knappenschmiede, l’accademia del club, è stata considerata un asset di enorme importanza finanziaria, oltre che sportiva, e il club non ha mai smesso di investirci (quanta differenza con la realtà italiana..). Non è casuale, quindi, che anche in questo triennio molto buio le casse del club abbiano respirato anche grazie alla cessione di ragazzi come Keke Topp o Assan Ouedraogo.
Rühl-Hamers, la direttrice finanziaria, nell’ultima assemblea dei soci, ha annunciato che il club, per garantire la continuità del progetto, ha emesso una nuova obbligazione societaria (la sesta nella sua storia), sotto lo slogan “Drawing the future – for Schalke opportunities” , volta a rifinanziare i debiti in scadenza e a sostenere un budget competitivo per la permanenza in Bundesliga. Queste prospettive sembrano restituire ai Knappen una dimensione di stabilità, con una promozione più solida rispetto a quella del 2021/22. Con oltre 200.000 soci, un legame viscerale con la propria comunità operaia, con una tifoseria che ha avuto una media presenze in casa straordinaria per la 2. Bundesliga, attestandosi costantemente oltre i 60.000 spettatori per partita (la V-Arena ha una capacità 62.278) lo Schalke 04 punta ora a chiudere definitivamente il capitolo della crisi per tornare ad essere protagonista nel calcio che conta.

BIO: Stefano Terranova, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare.










