In un calcio sempre più dominato da attacchi scintillanti e numeri offensivi da capogiro, in Spagna c’è una squadra che sta scrivendo una storia completamente diversa. Il Getafe, infatti, occupa attualmente il sesto posto in classifica — piena zona Europa League — pur avendo il secondo peggior attacco di tutta la Liga. Un dato che, da solo, basterebbe a raccontare il percorso della squadra madrilena.
BORDALÁS, IL TECNICO CHE DIVIDE E VINCE
Al centro di quest’opera fuori dal comune c’è José Bordalás, allenatore tra i più discussi e divisivi del panorama calcistico spagnolo. Il suo stile non ammette vie di mezzo: o lo si apprezza per la sua efficacia, o lo si critica per un approccio considerato da molti eccessivamente pragmatico. Ma mentre il dibattito continua, Bordalás resta fedele alla sua filosofia: vincere, anche segnando il meno possibile.
ATTACCO IN DIFFICOLTÀ, NUMERI DA RETROCESSIONE
I numeri offensivi del Getafe sono impietosi. La squadra ha realizzato pochissimi gol in campionato, facendo meglio solo dell’Oviedo, fanalino di coda con appena 26 reti. Una produzione offensiva che, in condizioni normali, condannerebbe qualsiasi club alla lotta per non retrocedere.
LA DIFESA COME ARMA TOTALE
Eppure, è proprio qui che nasce il paradosso. Se l’attacco langue, la difesa è invece tra le migliori del campionato. Il Getafe ha incassato soltanto 34 gol, un dato che lo colloca ai vertici della Liga. Meglio hanno fatto soltanto Real Madrid (31) e Barcellona (30). Numeri da zona Champions, che spiegano gran parte del successo della squadra.
VINCERE SENZA ATTACCARE: UNA FILOSOFIA ESTREMA
Il dato più sorprendente riguarda la modalità con cui arrivano i risultati. Il Getafe non ha mai segnato più di due gol in una singola partita durante la stagione. Eppure, è riuscito a conquistare 13 vittorie e 5 pareggi, a fronte di 14 sconfitte. Emblematico l’ultimo successo contro la Real Sociedad: un 1-0 ottenuto senza registrare nemmeno un tiro in porta, grazie a un’autorete.
IL RENDIMENTO CONTRO LE GRANDI
La squadra arriva da un periodo di forma incoraggiante: sei vittorie nelle ultime dieci partite, nonostante le sconfitte contro colossi come Barcellona e Atlético Madrid. Tra i risultati più sorprendenti spicca anche una vittoria prestigiosa al Bernabéu contro il Real Madrid.
EUROPA NEL MIRINO, CONTRO OGNI PRONOSTICO
Oggi il Getafe si trova al sesto posto in classifica, pienamente in corsa per un piazzamento europeo. Un traguardo che, alla luce dei numeri offensivi, appare quasi inspiegabile. Eppure, la squadra di Bordalás continua a dimostrare che esiste più di un modo per vincere nel calcio moderno: anche andando controcorrente, anche segnando meno di tutti.

BIO: Federico Locarno, 21 anni, studente di Management dello Sport con una grande passione per il calcio. Scrivo articoli da circa un anno e mi dedico con entusiasmo e curiosità ad esplorare e analizzare il mondo del calcio, sia quello attuale che quello passato. Inoltre, condivido i suoi miei approfondimenti sul calcio attraverso lo story-telling sui miei profili Instagram e LinkedIn.
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Una risposta
Questo articolo mi lascia pensare che aldilà del risultato e del posizionamento della squadra il calcio giocato sta diventando noioso.
1. Non si pensa più che sia uno spettacolo dove la gente deve gioire e godere, e tornando a casa dire “mi sono divertito”.
2. Educare la gente e/o il tifoso a guardare aldilà del risultato.
Premesso tutto questo, l’articolo esamina la collocazione dei numeri della squadra nella fase realizzativa: penultima nella classifica. Questo dimostra che la qualità migliore e la richiesta del proprio tecnico sia la classica ripartenza e bus parcheggiato sui 23 metri dalla propria porta.
Squadra con le linee ben strette, collaborazione di reparto e tra i reparti ottima, determinazione nei duelli e raddoppi. Distruggere più che creare, ma l’arte non è creazione?
Realizzare così pochi gol, significa avere anche giocatori che hanno una percentuale realizzativa altissima ( avendo poche possibilità per lo sviluppo e principi del proprio allenatore). Questo significa che una fase più propensa all’ attacco potrebbe anche migliorare le quote realizzative e lo spettacolo.
Termino dicendo che dovremmo fare un analisi: le partite dove il giocatore è al centro del gioco e l’allenatore è il pensiero del gioco e non il burattinaio, renderebbe il gioco e lo stesso giocatore migliore e godibile.
Oggi le partite sono quasi tutte uguali. Se il giocatore sta al centro del gioco con la sua Fantasia, talento, imprevedibilità e avvolto dal flusso propositivo dei principi di gioco del proprio allenatore renderebbe, secondo me, più piacevole lo spettacolo, ma soprattutto difficile da codificare il gioco stesso ( match analisi).