MILAN – JUVENTUS 0-0: UN PUNTO CHE CI AVVICINA ALL’OBIETTIVO CHAMPIONS LEAGUE

La settimana appena conclusa ha visto l’ennesimo triste capitolo dello sprofondo senza fine del calcio italiano che stavolta ha colpito l’intera classe arbitrale. Senza entrare nel merito, in quanto sono in corso indagini e accertamenti da parte degli organi competenti, rimane l’amaro in bocca per coloro che del calcio sono il cuore pulsante e la forza trainante da sempre..gli appassionati.

Un momento delicato pieno di amarezza per l’intero movimento calcistico. L’augurio è che il “reset” tanto auspicato sia totale in tutte le sue componenti.

Milan-Juventus, posticipo di lusso della 34^giornata, è da sempre una partita magica: una partita che, per chi tifa Milan, non sarà mai come nessun’altra, anche più dello stesso Derby milanese.

Due società che hanno scritto pagine importanti della storia del calcio italiano, che si sono affrontate con reciproco rispetto anche su palcoscenici più prestigiosi come la finale di Champions a Manchester. 

Società che hanno avuto alla loro guida, per un lungo periodo, due uomini che hanno fatto la storia dell’economia e della politica del nostro paese: Gianni Agnelli e Silvio Berlusconi.

Le due squadre arrivavano allo scontro a cinque giornate dalla fine del campionato, con i rossoneri a +3 dagli uomini di Spalletti, con ancora in palio i tre posti Champions e alle spalle dell’Inter ormai in fuga verso la vittoria del campionato. Il Milan tornato alla vittoria nello scorso weekend con un 1-0 risicato, quanto sofferto sul  Verona, ha quantomeno dato la possibilità ai ragazzi di Mister Allegri di mettersi alle spalle le due brucianti sconfitte contro Napoli e soprattutto Udinese. 

Il nostro obiettivo era continuare a tenere a distanza di sicurezza il Como, la Roma e la stessa Juventus, in grande ascesa grazie a Mister Spalletti, consolidando così quel posto Champions per il quale anche le squadre appena citate daranno battaglia fino all’ultima giornata del campionato.

Il Milan presentava il consueto 1-3-5-2 con tutti i suoi principali interpreti: Maignan in porta, la difesa con Tomori, Gabbia e Pavlovic, mediana con Fofana, Modric e Rabiot, gli esterni a sinistra Bartesaghi e a destra Saelemaekers, in attacco Rafa Leao con Pulisic.

Mister Spalletti rispondeva con un 1-3-4-2-1 molto solido, interessante la fase offensiva tutta agilità e fantasia con Francisco Conceicao e Boga in appoggio ad un David rivitalizzato dalle ultime prestazioni, supportato dalla spinta degli esterni Mc Kennie e Cambiaso, in panchina il talentuoso Yldiz.

PRIMO TEMPO

La partita bloccata dal tatticismo esasperato non riserva nella prima mezz’ora alcuna emozione. Le squadre appaiono immediatamente molto più intente a non perdere le distanze tra i reparti che a giocarsi la partita a viso aperto.

La Juventus appare più propositiva ed agile nelle sue offensive, accompagnando la propria azione con molti uomini. Il Milan dal canto suo prova ad essere pericoloso con qualche ripartenza ma spesso colui che è deputato ad orchestrare il contropiede trova poco supporto dai compagni, finendo, inevitabilmente, risucchiato dai difensori bianconeri, mai in affanno nelle chiusure. Leao e Pulisic spesso si allargano, ma il loro movimento non viene valorizzato dagli inserimenti dei centrocampisti, spesso troppo statici nel tenere le posizioni. Fofana è forse il più propositivo negli inserimenti ma vanifica il bel movimento con tocchi non sempre precisi. Rabiot più timido in fase offensiva offre copertura contro il solido duo Locatelli-Thuram, Bartesaghi appare in difficoltà sul lato sinistro dove trova Conceicao talvolta pericoloso con le sue fiammate. La partita ha un sussulto al 35° minuto,quando un bel tiro di Rabiot dai venti metri viene respinto da De Gregorio. Un minuto dopo la Juventus va a segno con Thuram ma la posizione del francese è in chiaro offside ed il gol viene annullato. Ci prova pericolosamente la Juventus ancora con Conceicao: l’esterno bianconero salta con facilità Bartesaghi con uno stop a seguire, entra in area, ma il suo tiro viene fermato dal corpo di Maignan, bravo a coprire lo specchio della porta.

Finisce un primo tempo scialbo giocato con troppo timore da entrambe le squadre.

SECONDO TEMPO

La ripresa sembra partire con un piglio diverso da entrambe le parti: il Milan sostituisce Bartesaghi ammonito ed in difficoltà sulle iniziative di Conceicao con Estupinan. Al 50° minuto Saelemaekers smarcato da un sapiente assist di Leao calcia di prima intenzione con il destro facendo tremare la traversa. La Juve reagisce ed al 53° minuto un gran tiro di Bremer dai venti metri impegna Maignan in tuffo. La sensazione iniziale di una partita più aperta si spegne con il passare dei minuti, neanche i cambi tra i rossoneri riescono a dare quella scossa necessaria: Fullkrüg e Ricci entrati in campo al posto di uno spento Pulisic e di Fofana non cambiano di fatto il canovaccio ripetitivo del nostro gioco.

La Juventus non fa niente di eccezionale, manca da entrambe le parti un po’ di coraggio e sfrontatezza, i ritmi lenti e compassati prendono di nuovo il sopravvento così come la paura di commettere errori; è palese il trovarsi di fronte al classico match inesorabilmente bloccato e, occorre dirlo, non all’altezza del blasone dei due Club. Anche Spalletti con i cambi non riesce a dare una scossa alla sua squadra che prova a riprendere il pallino del gioco negli ultimi dieci minuti quando il Milan, perdendo il suo playmaker Modric per infortunio, arretra ulteriormente il proprio baricentro. Arriviamo così stancamente alla fine della partita, una partita onestamente brutta dove la paura ed il tatticismo esasperato ha finito per inibire completamente lo spettacolo che i 70.000 presenti che, pagato profumatamente il loro biglietto, avrebbero meritato.

Finisce quindi con un pareggio che sinceramente ha lasciato delusione in tutti gli spettatori. Analizzando reparto per reparto la nostra squadra possiamo dire che la difesa al momento rappresenti il settore più coeso e in buona condizione: da Maignan ai tre centrali che, con il ritorno di Matteo Gabbia, hanno ritrovato il loro leader. A centrocampo facciamo più fatica. Modric è encomiabile ma non può giocare sempre, lo stesso dicasi di Rabiot, che sembra stia, a ragion veduta, tirando il fiato. Fofana corre tanto ma manca nell’ultimo tocco. L’attacco rappresenta il reparto che più preoccupa: Christian Pulisic è solo il lontano ricordo del giocatore decisivo di fine anno scorso, il ragazzo oltre ad essere fuori condizione appare anche sfiduciato, lo si vede chiaramente dall’espressione del suo volto; timidi segnali di ripresa da Rafa Leão apparso più reattivo ma ancora lontano dal giocatore che tutti conosciamo, Fullkrüg e Nkunku purtroppo ancora una volta non hanno inciso. Per gli esterni vale un po’ lo stesso discorso del centrocampo: Bartesaghi non al meglio e Saelemaekers in calo di condizione.

Adesso mancano solo quattro partite. La speranza è che già la prossima, a Reggio Emilia, con il Sassuolo, possa regalarci tre punti per avvicinarci ulteriormente al nostro obiettivo.

FORZA MILAN!!!

TABELLINO

MILAN-JUVENTUS 0-0

MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (66′ Ricci), Modric (80′ Jashari), Rabiot, Bartesaghi (46′ Estupinan); Pulisic (62′ Fullkrug), Leao (80′ Nkunku). All. Allegri.

JUVENTUS (1-3-4-2-1): Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram (71′ Koopmeiners), Cambiaso (71′ Holm); Conceicao (79′ Zhegrova), Boga (79′ Yildiz); David (87′ Vlahovic). All. Spalletti.

Arbitro: Sozza

Ammoniti: Cambiaso, Bartesaghi, Boga, Estupinan, Locatelli

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

12 risposte

  1. Complimenti Stefano per l’articolo! Commentare questo Milan non è mai facile. Brutta partita. L’emozione più grande della serata è stata la presenza di Ruud Gullit, uno che ha deciso le sorti di questa partita (memorabile il suo gol di testa al Comunale nella stagione 1987/1988). Siamo in riserva e la squadra ha giocato ieri sera per non perdere. Triste. E’ vero, è un punto che ci avvicina all’obiettivo, ma soprattutto tiene lontata la Juventus che potrebbe insidiare il terzo posto. Prendiamo i punti che restano, poi bisognerà programmare. L’anno prossimo ci vorrà ben altro per competere e qualche sacrificio in uscita (sarà davvero un sacrificio? Intelligenti pauca) potrebbe dare linfa al mercato. Stringiamo i denti, a Sassuolo per vincere!

    1. Che dire caro Vincenzo.. poca roba ieri … il calcio italiano purtroppo per larghissima parte è così ed i risultati nelle coppe è della Nazionale sono la cartina di tornasole

  2. Buongiorno Stefano: la tua analisi è precisa, come al solito.
    Credo che il risultato però sia bugiardo: sia il Milan che la Juve ieri sera avrebbero meritato di perdere, ma nel calcio la doppia sconfitta non esiste, quindi ne è scaturito uno 0-0 talmente noioso che sembrava di assistere alla proiezione de “La corazzata Potëmkin”…, . Sono nel cuore a coloro che hanno perso una domenica sul pullman e hanno speso quasi 300 euro per assistere a quello scempio, e sono anche nel cuore a Ruud Gullit che dopo anni di gloria calcistica e premiato per la sua HALL OF FAME rossonera, ha dovuto sorbirsi una partita talmente scialba, che se fosse sceso in campo l’avrebbe vinta da solo, anche a 63 anni suonati.
    Capisco che il raggiungimento dell’obiettivo sia di fondamentale importanza, e lo è indubbiamente, però fare un tiro in porta in 90 minuti e prendere una traversa non è sufficiente: domenica ci attende il Sassuolo, che è “scansuolo” con tutti tranne che con noi. Speriamo in una reazione della squadra, mancano solo 4 partite e 6 punti: non è che Max ce li fa sudare fino all’ultima giornata? Vedremo: in ogni caso, forza Milan sempre!!!

  3. Buongiorno Stefano, analisi perfetta di un match soporifero, non degno del blasone delle due contendenti.
    70000 persone che hanno assistito ad uno spettacolo indecoroso, più quelli in TV, magari anche all’estero. Non una pubblicità attraente, per il nostro rantolante calcio.
    Mi viene in mente un Milan Juventus del Febbraio 1978: a Milano fece una bella nevicata e San Siro venne ben ripulito per accogliere giocatori e pubblico: uno squallido 0a0, fece commentare a Beppe Viola:” la prossima volta, la neve ve la spalate voi”.
    Alla partita di ieri sera mancava soltanto la neve.
    Comunque l’unico lato positivo di questo pareggio è che la società è più vicina al suo traguardo.
    Che dire?.
    EVVIVA!

  4. Tutto purtroppo vero carissimo Stefano! La paura di perdere eclissa la speranza di vincere!
    Noi tifosi rossoneri siamo in questo delicato momento come alunni in attesa che il bidello esponga i risultati dei quadri di ammissione all’anno successivo!
    Ma pensa te!!…ai tempi di Ruud Gullit (pro domus sua horribilis scaena!) …il bidello, in questo momento della stagione, era già andato in vacanza! Ora
    4 gare che saranno 4 finali perché dietro sono avvelenati e perché Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari, nessun obiettivo da raggiungere, con noi tireranno fuori tutta la scienza dello scibile umancalcistico!
    Buona settimana…e buon Milan!

    Massimo 48 ❤️🖤

  5. Bell’articolo Stefano con tanto di commenti sempre condivisibili.
    Un punticino fa comodo ma nelle prossime partite dovremo fare qualcosa di più per non soffrire oltre modo alle ultime due. A presto Alessio

  6. A questo punto l’importante è soltanto raggiungere l’obbiettivo, al bel gioco ci si penserà sperando che la società abbia voglia di programmare e di spendere soldi perché, giocare bene a pallone senza giocatori bravi in squadra è assai difficile.

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