Adesso si fa dura!
Milan-Udinese, snodo cruciale, arrivato in un momento delicato e determinante della stagione dopo le ultime tre partite nelle quali i nostri ragazzi hanno evidenziato difficoltà di atteggiamento, di gioco e soprattutto di risultati che hanno determinato non solo l’allontanarsi dalla zona scudetto ma, cosa più preoccupante, il rischio concreto di essere risucchiati nella lotta per un posto in Champions. Le prestazioni negative sono state influenzate da un atteggiamento non propriamente propositivo che forse ha acuito quel problema cronico ed irrisolto legato alla latitare del nostro attacco, ancora una volta, pressochè inesistente.
L’Udinese squadra fisica, ostica, rappresentava uno scoglio difficile; il classico avversario capace, se in giornata, di mettere in difficoltà qualsiasi compagine, come ampiamente dimostrato. Allegri in conferenza aveva predicato lucidità e raziocinio, ricordando quanto panico e preoccupazione eccessiva fossero il blocco maggiore per i ragazzi rossoneri. Niente di tutto questo stasera abbiamo visto a San Siro. I nostri avversari ci hanno sbattuto in faccia una realtà amara e dolorosa, che ci ha visti completamente spazzati via senza appello lasciandoci attoniti ancor prima che preoccupati.
Il modulo 1-4-3-3 tanto auspicato da molti tifosi, doveva rappresentare la novità più interessante insieme ai tanti cambi negli interpreti: Maignan in porta, con Athekame a destra centrali De Winter e Pavlovic, a sinistra Bartesaghi, in mediana Rabiot, Modric e Ricci pronti ad innescare la velocità di Pulisic e Saelemaekers ed armare Leão al centro dell’attacco.
Udinese granitica e solida, ritrovava in attacco Keinan Davis, l’uomo più determinante per lo sviluppo offensivo, con in appoggio, a turno, Zaniolo, Ekkelenkamp e Karlstrom, la fantasia di Atta insieme alla strapotere atletico incontenibile di Ehzibue. La difesa a tre composta da Solet, Khristensen e Kabasele.
PRIMO TEMPO
La prima frazione, fa male dirlo, è stata l’esaltazione di tutto quanto dovevamo evitare: l’Udinese corta, compatta, fisica viene a prenderci immediatamente uomo contro uomo, il Milan sviluppa la sua manovra in maniera lenta e scontata facendosi cogliere spesso impreparato sui ribaltamenti di fronte perentori dei Friulani. Davis è, a tratti, devastante, poche volte abbiamo visto Pavlovic in grande difficoltà come stasera.
L’attacco prova a creare qualche difficoltà agli avversari, con un discreto Pulisic, ma il problema rimane, tristemente, il solito: Leão è da tutte le parti del campo meno che in quella zona che dovrebbe presidiare: l’area l’avversaria. Saelemaekers non riesce a saltare l’uomo ed il centrocampo con Rabiot, Modric e Ricci non alza mai il livello delle giocate con qualche verticalizzazione o un affondo. A Davis, che già da solo crea più di una preoccupazione, si unisce Zaniolo, scintillante come da anni non vedevamo. Ma è l’intera compagine bianconera a spiccare per dinamicità e idee chiare impartite dal bravo tecnico Runjaić.
Il nuovo modulo dei rossoneri non da né la spinta né la determinazione necessaria per imporre il proprio gioco, se non un tiro in diagonale di Leao al 12° minuto. L’Udinese sorniona ci aspetta e ci colpisce con efficacia scientifica come al 27° minuto, quando l’ennesimo strappo in avanti di Zaniolo trova Atta libero a destra: il cross di quest’ultimo viene deviato in rete da un tocco di Bartesaghi, è 0-1.
Il Milan al 32° minuto avrebbe una buona occasione per pareggiare ma il cross di Pulisic è vanificato da un intervento scoordinato di Leão sul secondo palo che tenta un’improbabile deviazione volante invece di andare deciso con un colpo di testa. Soffriamo ad ogni ripartenza, i ragazzi sembrano a corto di idee, svuotati, Davis è incontenibile e al 35° minuto dopo essersi “bevuto” in dribbling Pavlovic, scuote la traversa con un gran tiro. È il preludio al raddoppio bianconero che giunge al 37° minuto: ancora Davis è bravo a proteggere il pallone da tre avversari e a servire Zaniolo che calibra un cross perfetto per Ekkelenkamp che è bravo a colpire di testa tra Athekame e De Winter battendo Maignan.
Finisce il tempo con un pesantissimo 0-2 che non lascia spazio a recriminazioni, l’Udinese merita il vantaggio che poteva essere anche più rotondo.
SECONDO TEMPO
Il Milan inizia la ripresa con il cambio Athekame-Füllkrug, con la speranza che il tedesco possa finalmente riempire l’area avversaria. Saelemaekers scala dietro nel ruolo di terzino destro e Leao torna a sinistra nel suo ruolo naturale, con Pulisic dall’altra parte. La reazione rossonera però dura solo pochi minuti, concretizzandosi con un tiro di Modric deviato in angolo da Okoye e al 51° minuto con un gran tiro da fuori areadi Saelemaekers deviato con un miracolo dal portiere dell’Udinese sulla traversa.
Le nostre azioni però sono estemporanee, l’Udinese pur con qualche affanno in più del primo tempo riesce a contenere e continua a pungere in contropiede. Allegri inserisce Fofana per Ricci non particolarmente incisivo nelle giocate. La qualità del nostro gioco però, non solo non migliora ma, addirittura, perde anche quel minimo di spinta emotiva che poteva servire alla rimonta. Arriviamo così all’azione che di fatto mette la parola fine all’incontro, ennesimo recupero palla dei centrocampisti friulani con Ekkelenkamp che serve Atta sulla destra, il centrocampista bianconero è bravo a battere Maignan sul primo palo. Il Milan, visibilmente tramortito non ha più la forza di reagire, nemmeno i cambi finali di Jashari e Nkunku per Pulisic e Modric riescono a scuotere una squadra ormai al tappeto. Da segnalare la bordata di fischi a Leão al momento della sostituzione con Loftus Cheek al 77° minuto. Preoccupa vedere la squadra svuotata. Il triste scorrere dei minuti finali certifica in maniera chiara il momento molto delicato che stasera si è palesato con tutta la sua forza.
Allegri con il suo staff dovrà assolutamente lavorare innanzitutto sulla testa dei propri giocatori prima che sui moduli, la situazione di classifica con questo ennesimo passo falso ci obbliga ancora di più a fare molta attenzione a chi ci sta dietro. Stasera abbiamo toccato con mano tutto il reale pericolo di gettare al vento il lavoro di una stagione… cosa che non può essere accettabile da una società come il Milan ed i fischi di tutto lo stadio, questa sera a fine partita, sono il campanello di allarme più eloquente. FORZA MILAN!!!
TABELLINO
MILAN-UDINESE 3-0
Marcatori: 27’ aut. Bartesaghi, 37’ Ekkelenkamp, 71’ Atta.
LE FORMAZIONI
MILAN (1-4-3-3): Maignan; Athekame (dal 46’ Füllkrug), De Winter, Pavlović, Bartesaghi; Ricci (dal 60’ Fofana), Modrić (dal 72’ Jashari), Rabiot; Saelemaekers, Leão (dal 77’ Loftus-Cheek), Pulisic (dal 72’ Nkunku). A disp.: Pittarella, Terracciano; Estupiñan, Gabbia, Odogu, Tomori, Gimenez. All.: Allegri.
UDINESE (1-3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Ekkelenkamp (dal 86’ Miller), Karlström, Atta (dal 86’ Zarraga), Kamara; Zaniolo (dal 66’ Piotrowski), Davis (dal 76’ Gueye). A disp.: Nunziante, Padelli, Sava; Arizala, Bertola, Mlačić; Camara; Bayo, Buksa. All.: Runjaić.
Arbitro: Marchetti di Ostia Lido.
Ammoniti: 16’ Leao, 46’ Kristensen.
Recupero: 1’ 1T, 3’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










15 risposte
Commento ineccepibile, gran bel pezzo Stefano! Sembra si rileggere un articolo dell’anno scorso…oggi abbiamo toccato il punto più basso della stagione ed entriamo nel gruppetto delle pretendenti Champions. Allegri dovrà lavorare molto in questi giorni. Oggi deludenti tutti… Guardiamo avanti: domenica si va a Verona…nel 2002 ottenemmo tre punti fondamentali per la qualificazione alla Champions.
Forza Milan ♥️🖤
Grazie Vincenzo… purtroppo si …sembra di essere tornati all’anno scorso … serve recuperare prima mentalmente poi fare quadrato e giocare con il coltello tra i denti … non sarà semplice perché non lo abbiamo nelle corde ma è obbligatorio non sbagliare più niente per non buttare al vento la stagione
Cronaca tassonomica e commenti perfettamente condivisibili Stefano!…ma il risultato sul campo vuol essere quello, purtroppo, di vedersi accompagnati dai propri genitori il martedì mattina a Milanello dove dovrebbe imperare una eccellente e storica scuola di Calcio caduta, a poche ore dalla riscoperta della Luna, nel suo lato più scuro…alias….”The dark side of the moon!” lo storico successo dei Pink Floyd…e allora con la loro musica divina riecheggiante nelle orecchie …non potremmo che risorgere!!
Buona Domenica!
Massimo 48 ❤️🖤
Ciao Stefano, sempre chirurgico nei tuoi commenti alla gara.
Bene, adesso i tecnici giochisti da social (una volta si diceva da bar) saranno contenti: il 4-3-3 non funziona, siamo tutti d’accordo? Siamo tutti d’accordo che in 4 dietro si balla anche senza musica? Pavlovic nel 3-5-2 giganteggia, ieri nel 4-3-3 è stato ridotto ad un Paletta qualsiasi…
Bene: un detto che ho letto qualche tempo fa recita “Per saltare più di un metro, devi fare un passo indietro”.
Lasciamo stare Allegri, che faccia la formazione come meglio crede, da qui alla fine del campionato, poi vedremo come andrà a finire. In due gare abbiamo perso 6 punti dalla quinta, e dobbiamo ancora incontrare la Juve: che ieri sera ha vinto, tra l’altro. E stasera dobbiamo sperare, non avrei mai pensato di scrivere una cosa così, nella vittoria dei ratti a Como, perché se il risultato fosse il contrario sarebbe un disastro.
Forza Milan sempre!!! ♥️🖤
Grazie luigi un caro abbraccio e Forza Milan
Buongiorno Stefano, la tua precisa analisi, mi riporta alla radiocronaca della gara (non ho avuto modo di vederla).
Sorpreso dal risultato?.
Per nulla!. Sorpreso invece, dai punti in classifica: punti spesso “rubacchiati” con prestazioni sconcertanti, di un gruppo che, o è sovrapagato, oppure non si comporta da professionista, non conducendo vita da sportivi.
Sorpreso si, da cosa?.
Da 70000 persone che buttano via il loro tempo per essere letteralmente presi in giro.
E non lo dico perché non so perdere.
Stagione 81/82, Milan Catanzaro per esempio ero lì, in mezzo ai tifosi catanzaresi al primo anello (era pieno!).
Milan Cavese ero li: il certificato di fedeltà al Milan!.
Milan Udinese 81/82: perdiamo con un gol di Causio, con molta dignità, sfortunati, un pochino incapaci e con un paio di elementi che pretendevano di camminare (alla fine furono mandati via).
Milan Udinese 6 Gennaio 1984 3a3: grande partita dei rossoneri che, negli ultimi 7 minuti,complice una sostituzione non proprio geniale del pur bravo Castagner, vede i friulani rimontare con una perla pazzesca di Zico (un campione fantastico) ed una furbata del geniale Causio (sempre lui!).
Un pareggio deludente colto con dignità!.
La dignità che è mancata ieri sera, di giocatori supponenti e presuntuosi, come se dovessero vincere perché si chiamano “Milan”.
E poi, ci sono quei campanellini che hanno suonato durante la stagione: uno su tutti la vittoria di Como, dove ci siamo esaltati per una vittoria inspiegabile.
Anche il pareggio sarebbe stato immeritato.
Ci siamo crogiolati in certe vittorie conquistate per il rotto della cuffia.
Saprà Allegri portarci all’obiettivo?
Io credo che lui abbia le carte in regola, ma forse sarebbe giusto cominciare a fare un filo di “repulisti”.
Vorrei chiedere ai giocatori se sono disposti a rinunciare ai loro stipendi di Marzo e Aprile.
Immagino di no!.
Della società non dico nulla; si commenta da sola, con kl calciomercato di Luglio, quello di Gennaio e le poltrone vuote nei momenti topici, salvo poi sbucare tutti quando si vince il derby.
VERGOGNA!.
Ciao Gianpaolo. Ricordo perfettamente quelle partite e quegli anni… purtroppo la nostra condizione fisica mi sembra assai precaria… contro una squadra fisica direi da premier league era logico andare in sofferenza.. ma ieri abbiamo superato il limite e sono venuti fuori le nostre carenze che avevamo spesso nascosto con le giocate di qualche singolo un caro saluto
Ottimo articolo Stefano. Come ci hai abituati riesci nei tuoi commenti a non farti prendere dallo pessimismo più nero. Conque qualche osservazione critica a noi tifosi è concessa. Siamo certi che il nuovo modulo 433 fosse da testare proprio con una squadra ostica come ľUdinese? Nelle tre punte, non si poteva inserire Gimenez riportando Leao sulla six? Banalità forse. Ma anche Max non mi pareva convinto del cambio modulo, vedi dichiarazioni pre partita.
Alla prossima
Grazie Alessio.. condivido ..dovevamo mettere una punta “vera” e lasciare Leao nella sua posizione… inutile Rafa non può fare quel ruolo
Ve l’avevo detto mesi fa: “Con Allegri un campionato di sofferenza”. Superficialità e presunzione. Ma qualcuno si era illuso…
Cronaca e commento come al solito ineccepibili da parte del nostro Stefano Salerno. Non resta molto da aggiungere a un’ analisi che fotografa perfettamente la situazione in cui ci troviamo e che comunque lascia spazio a opinioni diverse tra noi appassionati. Tra chi ha sempre visto le fragilità dietro a un cammino solido solo sul piano dei risultati e chi invece ha salutato con entusiasmo il miglioramento innegabile rispetto all’anno passato e a un certo punto ha persino sperato di poter vincere lo scudetto. Per il Milan di quest’anno la linea che separa un bilancio positivo a un fallimento è ancora lì, visibile e appunto incerta e piena di incognite. Come del resto sono state quasi tutte le partite giocate quest’anno. Mai completamente dominate sul piano del gioco, di frequente aiutate da episodi o parate di Maignan,ma anche capaci di lasciarti delle speranze in certe fasi di gioco. Troppo poco secondo me per essere troppo ottimisti. Ma anche sufficienti per non considerare il lavoro di Allegri insufficiente. Se vogliamo essere razionali e oggettivi , come molti hanno evidenziato anche in questo blog fin dall’inizio erano evidenti le carenze della rosa che forse solo la strategia di Allegri con il suo modo di giocare poteva coprire. Ed anzi , dandogli merito addirittura arrivare fino al secondo posto. Ora però dobbiamo sperare e credere che questo allenatore possa farci concludere degnamente il campionato. E mi dispiace che il pubblico fischi, anche legittimamene la squadra e Leao. Entrambi fanno quello che possono e che riescono. Sono gli stessi che hanno battuto due volte l’Inter…Come non era il caso di pensare che fossero vittorie stra meritate allora, oggi non è l’impegno quello che manca. Quindi, forza Milan!
grazie mirco per l’apprezzamento questo è stato uno dei miei articoli più difficili .. lo dico con molta onestà … non è facile non farsi prendere dall’arrabbiatura… bisogna rimanere calmi cercando di essere positivi e fiduciosi c’è ancora margini per arrivare all’obiettivo senza toccare situazioni estreme… certo è che ieri è stata veramente brutta
Casi tifosi milanisti, dopo Roma, Napoli, è stata la partita dove Leao è stato invitato ad andarsene dai suoi ex tifosi.
Nel primo tempo sul centro-sx risale verso Pulisic che si era lanciato palla al piede, l’americano stupito gli lascia la palla e prosegue nello scatto e Rafa che fa? passa molle indietro nella nostra metà campo! e lì il pubblico lo subissa di fischi: a Leao non gli importa più nulla del Milan! Anche basta allora…
Nella ripresa Allegri paziente lo rimette nella sua confort zone dove spesso cammina non seguendo l’azione, corre quando ha la palla, cercando un dribbling che non lo assiste più.
È fuori forma, okay ma non mette la sua tecnica al servizio della squadra.
Sulla partita poco da aggiungere, se non criticare la scelta di Atekame terzino quando metti pure Ricci, contro i panzer friulani.
E dobbiamo tifare Inter.
Un saluto a Stefano
Grazie Bruno … partita approcciata male e giocata peggio.. Leao sicuramente non centrato ma non l’unico.. c’è un generale senso di smarrimento che mi preoccupa molto di più … qui Allegri deve entrare nella testa dei suoi uomini e deve tirare fuori il meglio perché rischiamo seriamente di gettare al vento un annata un abbraccio caro Bruno
Analisi giusta di Stefano. Purtroppo l’ho vista allo stadio r ho visto benissimo il piano tattico bianconero. Mi aspettavo qualcosa di più dai nostri rossoneri, dopo il bel primo tempo di Napoli. Il 4-3-3 contro il granitico 3-5-2 friulano non era il massimo alla vigilia.
Con il nostro 352 ci abbiamo costruito questa classifica che, a posteriori di lunedi, non è da buttare.
Dobbiamo riproporsi con umiltà e spirito di squadra. Sennò non ne esci. Il dato che continua a preoccupare è la penuria di gol degli attaccanti. L’ultimo che ha segnato è Leao a Cremona il primo marzo.