Ci sono valori e metodologie capaci di andare oltre la tecnica: perché è vero, hai la possibilità di allenare la tecnica durante tutta la carriera. E anche quando “appendi le scarpette”, ci sono tanti altri fattori ad essa collegati che puoi costantemente perfezionare.
Mi è capitato di recente di leggere la storia di Mister Giovanni Guidetti, un esempio di come lo sport possa fungere da veicolo per catalizzare le capacità di “condottiero” e leader di gruppi di lavoro, come ci testimoniano queste giornate così intense nel dibattito relativo alla Nazionale maggiore di calcio. Ciò che caratterizza la missione di Guidetti è la fiducia profonda nel valore del “noi” invece che dell’“io”, nella capacità di ascoltare prima di parlare e nell’importanza di creare una famiglia prima ancora di una squadra. In Turchia, dove guida le women del Vafibank Istanbul, lo chiamano hoca, maestro, un titolo che non si guadagna per caso e acquisisce carattere vitalizio da quando te lo attribuiscono. Ciò che mi ha colpito, attraverso il resoconto di Gianluca Spadoni, imprenditore e formatore che in più di un’occasione lo ha coinvolto nei suoi training, è “la grande lezione di umiltà, gratitudine e visione, che mostra come il vero successo consista nel trasformare la propria passione nel lavoro della propria vita e piantare semi di passione che continuino a crescere nelle generazioni future”. Voglio condividere un passaggio interessante riguardante il suo manifesto di quattordici punti, da leggere in chiave trasversale, dalla pallavolo, al calcio, al basket al ciclismo, passando per le arti marziali e gli sport considerati più “individuali”. L’invito è immaginarlo affisso nello spogliatoio di qualsiasi palestra o campetto, dal più periferico e angusto, al più moderno e comfortevole. Che si parli di Milan, di Scanzorosciate o dell’ultimo gruppo di Terza Categoria, provate ad immaginare queste righe contestualizzate e fatte proprie da ogni giocatore che militi nella squadra che avete in mente. Pensate a quanto la tecnica diventi secondaria, pur decisiva, se un gruppo caratterizzato da individualità e sfaccettatture, possa lavorare efficacemente per un obiettivo. Perché “da soli si va veloce, ma insieme si va più lontano”:
1) se indossi questa maglia significa che sei speciale e hai qualcosa di speciale;
2) il benessere inizia con “noi”, il malessere con “io”;
3) l’unica regola che abbiamo è spingere sempre al 100%, dando il 100% alla squadra. Laddove non riesco con il mio corpo, darò il 100% con il mio spirito, la mia anima, le mie emozioni, la mia voce, il mio sorriso;
4) vogliamo fare nella nostra quotidianità piccoli miglioramenti che sembrano insignificanti. Sappiamo invece che quando li facciamo con costanza nel tempo ci porteranno a fantastici risultati;
5) combattiamo il virus della palla unica;
6) amiamo la pressione e crediamo che la pressione sia un privilegio che meritiamo;
7) ci piace essere molto bravi nel fare le cose che non ci piacciono;
8) siamo molto umili nell’allenamento e arroganti nella performance;
9) giochiamo per vincere. Tutto quello che facciamo, dal bagher ball fino alla finale di Champions League;
10) sappiamo che la pallavolo è lo sport più affollato al mondo, quindi sappiamo che una brutta faccia può influenzare tutta la palestra come, allo stesso modo, una bella faccia;
11) come il cassiere del punto vendita o il negoziante ci sorride tutti i giorni, allo stesso modo vogliamo sorridere tutti i giorni quando entriamo in una delle migliori palestre di pallavolo del mondo;
12) vogliamo sempre di più perché sappiamo che quando raggiungiamo la cima della montagna abbiamo solo trovato un bellissimo posto dove possiamo vedere una montagna più alta di quella che possiamo scalare;
13) ogni singola persona che lavora nella nostra palestra, dal parcheggio fino al tetto, è un’importante parte della nostra Famiglia e troveremo ogni momento possibile per esserne grati;
14) saremo la migliore squadra del mondo a imparare dalla sconfitta.

Bio: Francesco Borrelli
Francesco è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è continuare ad aiutare i giovani calciatori, anche rossoneri, dal suo ufficio a Milanello, di fianco alla “palestra delle leggende”.
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