Smaltita la giusta e legittima euforia dopo la vittoria del Derby, con relative polemiche, il Milan si tuffava di nuovo in campionato con più forza e consapevolezza. La prestazione nella stracittadina milanese è stata confortante, se non altro per la ritrovata compattezza di squadra e la grande attenzione difensiva nella fase cruciale del match. Tanti “spifferi” da più versanti hanno cercato di sminuire la prestazione dei nostri ragazzi: il fallo di mano di Ricci non sanzionato con il rigore, l’Inter in formazione rimaneggiata, il corto muso e tanto altro. Peccato non abbiano messo in risalto che questa squadra da novembre gioca sistematicamente senza 4/5 elementi cardine della rosa ed un attacco costretto a cambiare costantemente volto e caratteristiche, perdendo di fatto amalgama e continuità.
Lazio-Milan era partita delicatissima, il precedente della gara di San Siro relativo al fallo di mano di Pavlovic sull’ultimo assalto biancoceleste aveva lasciato una scia al veleno, parzialmente placata dall’eliminazione del Milan proprio da parte della Lazio una settimana dopo.
Perché parzialmente? È presto detto, perchè ieri sera in nostri ragazzi si trovavano di fronte un Olimpico addobbato in pompa magna di colori biancocelesti, un Olimpico che tornava a sostenere a gran voce i propri giocatori tanto da sospendere lo sciopero del tifo. L’ambiente ha giocato un ruolo importante. Il Milan aveva il dovere di guardare dritto senza tentennamenti, lasciando per quanto possibile fuori dalla mente una situazione di classifica che poteva farsi ghiotta ed interessante in caso di successo, purtroppo, spiace dirlo, abbiamo fallito.
Il nostro sguardo doveva continuare ad essere freddo e pragmatico, fare punti per consolidare il piazzamento Champions in virtù delle vittorie di Napoli, Como e Juventus.
Inutile nascondere quanto possa aver pesato l’assenza di Rabiot nella partita, fulcro vitale e imprescindibile del nostro centrocampo insieme a Luka Modric; la squadra a maggior ragione era chiamata a compiere un ulteriore step di maturità e crescita.
Il consueto 1-3-5-2 stasera era così disegnato da Max Allegri: Maignan in porta, la difesa con il trio rodato Tomori, De Winter e Pavlovic, a centrocampo i muscoli di Fofana più Modric e Jashari, quest’ultimo chiamato ad una presenza significativa specie in fase di palleggio. Sugli esterni Saelemaekers e Estupinian, confermato dopo il gol vincente nel derby, in attacco Leao e Pulisic.
La Lazio di Sarri con il consueto 1-4-3-3 era priva di importanti pedine come Romagnoli, Provedel, Rovella, Cataldi, ma non per questo meno temibile con i vari Nuno Tavares, Zaccagni e Daniel Maldini “falso nueve”
PRIMO TEMPO
Parte forte la Lazio, volando sulle fasce con le sue frecce Nuno Tavares e Isaksen. I rossoneri appaiaono come impauriti e bloccati, la manovra rossonera lenta e articolata non scorre fluida anche per i pochi movimenti in avanti degli attaccanti, Pulisic cerca palloni giocabili retrocedendo, Leao non entra mai in partita. Il nostro centrocampo palleggia in maniera sterile: Jashari troppo scolastico si limita a uno striminzito compito di smistamento del gioco, Modric chiama palla ma quando alza la testa trova i corridoi chiusi da una Lazio attenta e determinata. Soffriamo sui ribaltamenti biancocelesti, non solo sulle fasce ma anche centralmente, con Daniel Maldini che due volte vince il duello fisico con un De Winter troppo morbido creandoci problemi.
Sarri ha preparato bene il match e capisce che il lato di Estupinan è il piu vulnerabile, Isaksen più di una volta vola via troppo facilmente, l’ecuadoriano è molto più propositivo in fase offensiva e sfiora il gol con un colpo di testa al 23° minuto. La Lazio arremba decisa e va vicino al gol con Taylor che al 24° minuto coglie una clamorosa traversa, è il preludio del vantaggio biancoceleste che avviene esattamente un minuto dopo con lo scatenato Isaksen che in velocità salta l’indeciso Pervis, entra indisturbato in area e batte Maignan con un piatto in diagonale. Il vantaggio meritato dei biancocelesti incendia un Olimpico mai così ruggente di passione, il ritorno del tifo si sente eccome, l’atteggiamento del Milan purtroppo non cambia e si trascina mestamente alla fine del tempo senza azioni significative.
SECONDO TEMPO
La ripresa riparte con un Milan che sembra prendere coraggio con il passare dei tempo, rischia solo al 50° minuto a seguito di una palla persa da Saelemekers che mette in moto la catena sinistra della Lazio: Nuno Tavares – Zaccagni il cui cross genera solo uno spavento per la nostra difesa. Al 51° minuto, l’occasione colossale per il Milan con Pulisic il cui tiro è parato in tuffo da Motta il giovane portiere biancoceleste, sul prosieguo dell’azione Fofana da pochi metri spreca di testa. I nostri attacchi però sono figli più di reazioni nervose che non di una coralità di squadra, l’attacco latita, Leao è completamente fuori dal gioco, non riesce a sprigionare potenza e pericolo finendo con l’innervosirsi, Pulisic sempre troppo lontano dall’area appare la copia sbiadita del giocatore di fine anno, Modric prova a dare geometrie ma è solo, Jashari timido e troppo timoroso sparisce ancora di più dal gioco.
I cambi di Athekame e Bartesaghi per Tomori ed uno spaesato Estupinan generano più la certificazione del primo cambio di modulo di Allegri che una reale e decisa variazione al nostro gioco offensivo. La difesa della Lazio con un monumentale Gila, regge senza troppo affanno. I cambi di Fofana e Leao per i subentranti Nkunku e Füllkrug non danno i frutti sperati se non la reazione stizzita di Rafa per la sostituzione. La Lazio è in evidente calo con il passare dei minuti ma non rischia praticamente niente. Il Milan schierato con un 1-4-2-3-1 è capace di produrre solo corner e mischie che la difesa biancoceleste neutralizza senza preoccupazioni. La partita finisce con una vittoria meritata della Lazio contro un Milan molle e senza idee.
La sconfitta dell’Olimpico ci fa piombare in una dura realtà. Occorre reagire prontamente. La squadra è apparsa senza nerbo, compattezza e idee. Abbiamo pagato, in maniera esponenziale, il gioco sulle fasce di una Lazio in completa emergenza ma che Sarri ha saputo mettere in campo con sapienza, venendoci a colpire proprio in quelle zone di campo dove abbiamo mostrato, in modo evidente, le nostre lacune. Paghiamo una fase offensiva asettica e inconsistente, figlia anche di un centrocampo che, quando manca Rabiot, si spenge desolatamente lasciando al solo Modric un compito troppo pesante per chiunque. Leao a mio parere non può fare il terminale offensivo, non ha le caratteristiche tecniche e neppure la predisposizione mentale. La scintilla con il partner d’attacco, Pulisic, purtroppo non si è mai accesa.
Allegri ha il compito di trovare la soluzione al problema. Curiamoci prontamente le ferite, perchè sabato con il Torino sarà fondamentale tornare alla vittoria. Dal fischio finale di ieri sera dobbiamo guardarci alle spalle.
FORZA MILAN!!!
TABELLINO
LAZIO-MILAN 1-0
Marcatori: 26’ Isaksen.
LE FORMAZIONI
LAZIO (1-4-3-3): Motta; Marušić, Gila, Provstgaard, Tavares; Dele-Bashiru, Patric, Taylor (dal 90’ Belahyane); Isaksen (dal 67’ Pedro), Maldini (dal 67’ Dia), Zaccagni (dal 83’Cancellieri). A disp.: Furlanetto, Giacomone; Hysaj, Lazzari, Pellegrini, Przyborek, Noslin, Ratkov. All.: Sarri.
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori (dal 57’ Athekame), De Winter, Pavlović; Saelemaekers (dal 84’ Ricci), Fofana (dal 67’ Nkunku), Modrić, Jashari, Estupiñan (dal 57’ Bartesaghi); Pulisic, Leão (dal 67’ Fullkrug). A disp.: Pittarella, Terracciano, Odogu. All.: Allegri.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Ammoniti: 55’ Estupinan, 70’ Motta, 81’ Tavares, 90’+4 Pedro, 90’+5 Patric.
Espulsi: 90’+7 Sarri.
Recupero: 1’ 1T, 6’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










13 risposte
Commento impeccabile, carissimo Stefano! Per nulla facile parlare di una partita che era stata presentata come lo snodo cruciale del campionato e che invece dice che l’Inter guadagna addirittura un punto, pesantissimo, verso uno scudetto che sta vincendo a mani bassi; che bisogna guardarsi alle spalle perché dietro corrono; che Rabiot è linfa vitale lì in mezzo. Si sono visti i limiti di questa squadra, che non è in lotta per il titolo proprio per questo: incapacità di imporsi nei momenti chiave della stagione, tendenza a regalare terreno (e ieri anche gol) agli avversari, panchina corta. Va ancora sottolineata l’apatica prestazione di Leao che proprio non riesce a incidere quando gli viene chiesto. Serata storta, lo si capiva anche dalla forza del pubblico, il dodicesimo uomo in campo dei biancocelesti. “Bisogna resettare” ha detto Max Allegri, che sa gestire questi momenti complicati e che saprà centrare l’obiettivo che meritiamo senza alcun dubbio. Sereni, allora, verso il rush finale. Sabato con il Torino è attesa una prova d’orgoglio.
Il sogno è svanito? Probabilmente, anche se l’Inter ha un calendario complesso, come il resto d’altronde.
Forza Milan
Vincenzo
Ciao Vincenzo quanto abbiamo. sviscerato su questa partita insieme … rimane un mistero Fullkrug mai titolare …. e poi proviamo almeno una vola un 4-3-3 con il tedesco…..
Perfetta analisi Stefano e semplicemente proverbiale il tuo commiato: …dobbiamo guardarci le spalle!
Sì! Montare istantaneamente e lustrare a dovere gli specchietti retrovisori perché contro il Toro risulterà obbligatorio agguantare una convincente vittoria per scacciare l’indelebile strascico marcato dal 24ne danese Gustav Isaksen, un conterraneo di Amleto dove nel suo ultimo atto recitó…”il resto è silenzio !” …mai profezia sheakspiriana fu più aderente!! (sic!) Purtroppo non ci resta che guardarci alle spalle dove Como, Juve e Napoli hanno trovato un loro personale e benefico vento in poppa. Quel languente gap prederby veniva rigalvanizzato dalla vitaminica realizzazione di uno stupefatto Estupinianan, lo stesso (usando una sottile metafora) allorquando un emissario di un prelato al seguito (certo Martino) del Re Enrico V di Germania in viaggio verso Roma per essere incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero gli commissionó di trovare un buon posto per sostare a pranzo e così scoprì (correva il 1111) in una hostaria di Montefiascone e dopo averne assaggiato il suo vino bianco dotato di un eccellente sapore, proferí al ritorno queste parole a Sua Maestà: “Est! Est!!Est!!!”….ma esaurito il flashback medioevale il nostro Tervis ripiombava in una mediocrità imbarazzante, nonostante un buon tiro finito alto sopra Motta, facendosi beffardamente uccellare dalle tumultuose falcate di Gustav Isaksen …..ed il resto, purtroppo, carissimo Stefano, é purissima noia!!…quella stessa noia scritta e cantata in un famoso brano opera di un eccellente autore scomparso e di fede Nerazzurra …e che sicuramente da lassù avrà apprezzato questo suo scellerato, quanto gran bel gesto.
Buona giornata!
Massimo 48
un abbraccio caro Massimo sempre acuto nel commento
Sarri-Annibale che frega Allegri-Terenzio sulle fasce come nella battaglia di Canne.
Eppure la storia dovrebbe insegnarci qualcosa!!
Che puoi essere più forte ma se hai le fasce deboli perdi..
Concordo ….dovevamo saperlo che era l’unica arma a loro disposizione senza un centrocampo titolare
Buongiorno Stefano, commento impeccabile, come sempre, per un Milan, ancora una volta imbarazzante.
Ancora una volta perché, per l’ennesima volta, ha giocato soltanto il secondo tempo e nemmeno tanto bene.
Imbarazzante, perché i giocatori non sono all’altezza della “situazione”: situazione che richiedeva ben altro spirito, ma come spesso è accaduto in questi anni, hanno dimostrato tutta l’immaturità possibile.
Pochi giorni fa mi domandavo come fosse possibile perdere contro il Parma, che ha poi preso 4 pappine e sottolineo 4 pappine da un Torino che, nelle ultime cinque partite aveva fatto un punto.
Lo stesso Torino che noi andremo ad affrontare domenica e cha avrà, ovviamente, una difesa granitica.
Non parliamo di partita facile: con questo Milan non ce ne sono!.
Leao, ancora una volta, ha dimostrato quanto Furlani abbia sbagliato a puntare su di lui: qualcuno dirà che Leao rientra in molte marcature della squadra; già, invece Pavlovic no.
Sarà mica per il ruolo?.
Anche ieri Leao ha dimostrato con quel comportamento puerile, di non aver capito quanto male abbia giocato e quanto male faccia alla sua carriera, sempre più deludente.
So che tanti partecipanti a questo blog stanno con Leao: riconosco le sue qualità atletiche, fors’anche tecniche, ma di leadership non credo sia il caso di parlarne, anche se è soltanto la mia opinione, che vale quel che vale.
Estupinan ha dimostrato che una rondine non fa primavera: certamente, non era un campione dopo il derby, non è un brocco dopo la partita di ieri, ma onestamente, se è lui il titolare (tra l’altro il posto gli era stato soffiato da Bartesaghi), dicevo se è lui il titolare in campagna acquisti, allora dobbiamo considerare il secondo posto come oro colato.
Jashari sta facendo come il primo anno di Tonali: speriamo che la prossima stagione sia di tutt’altra pasta, perché se Jashari è questo (ed io non lo credo), allora dobbiamo tornare sul mercato anche per quel ruolo.
Non parlo di tutti, anche perché andrei ad evidenziare ancora una volta, la strategia sbagliata in fase di campagna acquisti della società.
Purtroppo, sono sempre molto critico, ma come si fa a non esserlo davanti a queste prestazioni?.
Personalmente salvo Allegri, soprattutto rispetto alla società ed infatti credo che il secondo posto sia più un capolavoro tattico del mister, anche se poi sono i giocatori ad andare in campo: senza un centravanti, sembra il Milan 77/78 e 78/79.
Adesso però, il secondo posto è da blindare, anche perché abbiamo ancora Napoli, Atalanta e Juventus: io sarei contento di fare 5/6 punti.
Non credo che la qualificazione alla prossima Champions sia scontata….purtroppo!
grazie gianpaolo sbagliato approccio mentale e tattico meglio pensare alla Champions… come ripeto da sempre un abbraccio
La tua analisi è impeccabile e i commenti che ho letto gli fanno da giusto corollario. Io mi fermo perché sono troppo incazzato, voglio solo dire tre o quattro cose: 1) se mi fosse capitato un compagno come Leao dopo che avevo compiuto i trent’anni, negli spogliatoi sarebbero volate le seggiole. 2) Estupinian ha completamente ciccato l’intervento anche dal punto di vista concettuale (la palla andava coperta con il corpo e appoggiata con calma a Maignan) ma già in precedenza dall’altra parte avevamo concesso pericolosissimi uno contro uno, e sull’uno a zero Maldini ci ha graziato, quindi è proprio il reparto che non è stato all’altezza. 3) Avevo visto giocare la Lazio qualche volta prima ieri, è una squadra di raccattati, questo ci dice che il secondo posto del Milan è un miracolo. 4) se incontro Allegri in baracchina bianca a fare colazione giuro che gli chiedo perché non Fulkrug dall’inizio e Leao a sedere (perché anche se Pulisic non si è ancora ripreso dal doppio stop, lo preferisco tutta la vita al dj).
Ciao Stefano.
In pratica hai detto tutto te. A parte Rabiot erano gli stessi 11 che hanno sculacciato gli pseudo cugini: quindi cosa è successo ieri sera? Si può perdere, ci sta, ma non così: ieri sera, tifosi o non tifosi laziali, dovevamo scendere in campo con la bava alla bocca, dovevamo mangiarceli senza se e senza ma, l’occasione era troppo ghiotta sia per la corsa Champions sia per mettere “ansia” ai pentaperati. Invece sembrava che stavamo andando a giocarci una birra ad una gara di bocce: anzi, i pensionati della bocciofila del circolo ARCI di Via Manetti a Grosseto ci mettono più garra di quella che hanno messo ieri sera i ragazzi. Salvo il solito Modrić, infaticabile, Mike incolpevole sul gol (per poco devia il tiro fuori) Fofana (inspiegabile la sua sostituzione in un momento di picco per lui, a mio modesto avviso) e Pavlović.
Quindi adesso fuori i coglioni e poche chiacchiere: vogliamo la qualificazione Champions, visto che il sogno/miraggio del campionato si è allontanato.
Forza Milan sempre!!! ♥️🖤
Amalgama e continuità: presidente in questa squadra manca l’amalgama Angelo Massimino : dove gioca questo Lamalgama, lo compriamo subito! Ahahaha!
Salve a tutti, questa volta Allegri ha sbagliato formazione.
Quando giochiamo con le piccole che fanno il contropiede, come la Lazio, andiamo in barca perché per correre all’indietro in una prateria ci vuole una potenza e rapidità che solo Modric , che gioca in effetti da libero, e Pavlovic mostrano di avere.
Stefano con la sua lucida coerenza ha concluso: anche basta Leao centravanti. Si abbiamo Fullkrug, è questo il succo del discorso.
Temo che Leao sia stato messo lí perché in fascia non salta più l’uomo.
A proposito vanno troppo in fuorigioco entrambi.
Meglio Ricci al posto di Rabiot per il maracanà-olimpico.
Meglio Atekame di Saele in involuzione ormai.
Lui e Tomori non si lamentino più con l’arbitro per favore, non ci devono parlare proprio.
Modric piuttosto è ideale da promuovere capitano, per parlare di più con l’arbitro, lui si, visto anche che stanno sempre vicini, mentre Maignan è lontano in porta.
Abbiamo visto purtroppo che Pulisic (che fa più km di tutti) non sopporta più l’indolenza del portoghese.
Non lo serve più anche perché con l’Inter le palle gol le ha sprecate tutte.
Addio
Grazie Bruno per l’analisi