ESTUPINAN, EROE (QUASI) PER CASO

Al gol nel derby, mamma Dora si è messa a piangere e suo figlio, Pervis Estupinan, ha postato quella foto. Come molti altri tifosi del Milan, che hanno versato lacrime di gioia allo stadio e a casa loro. E adesso, cosa cambia con il capitano della Nazionale dell’Ecuador? 

Anzitutto, arrivano le scuse di chi – come il sottoscritto – aveva invocato Allegri affinché studiasse qualcosa in assenza di Bartesaghi: Athekame a destra e Saelemakers a sinistra, per esempio, o Rabiot quinto di centrocampo sulla fascia mancina, o insomma qualunque cosa fosse lontana da Estupinan… Incombeva il rientro di Dumfries, giocatore sempre sofferto nei derby recenti, specie al cospetto di Theo Hernandez. Diciamo la verità: le prestazioni di Estupinan da luglio ad oggi erano state tali da far temere il tracollo sul suo versante, niente meno che in una sfida con l’Inter. In difesa impacciato nei disimpegni, non troppo abile nelle letture. In attacco aveva fatto vedere qualcosina nei cross e qualche accelerazione, ma il passare del tempo e l’involuzione del suo rendimento ne hanno intimidito le iniziative anche in quel senso. Allegri ha visto più lungo di me, ovviamente, e di molti altri: se la gioca con Luis Enrique, non esattamente Garrincha, e dunque si può fare.

All’inizio della ripresa Pervis ha commesso due leggerezze che potevano costare carissime al Milan: la palla che Dimarco scaraventa al secondo anello in piena area di rigore arriva da un terribile errore di Estupinan, dunque ripetiamo la domanda e cioè cosa sia cambiato nella valutazione, nel giudizio su di lui. A mio avviso, il valore assoluto quello è e quello resta. Lasciamo perdere la platea che, abituata a Maldini e casomai Aldo Maldera, mugugnava persino con Kaladze, Jankulovski, Pancaro e Favalli, tutti professori al cospetto di Pervis e non solo. Diciamo casomai che, dopo Theo Hernandez, in rossonero era lecito aspettarsi qualcosa di più e di meglio. 

Ragazzo serio, silenzioso, discreto. Professionista attento e scrupoloso. Compagni e tecnico apprezzano molto i suoi modi, lo dimostrano i messaggi social nel dopo-derby firmati da Bartesaghi, Gabbia, Rabiot, Leao, Pulisic ed altri ancora. “Nessuno lo meritava più di te” non è una frase casuale, banale: certifica un’integrazione non superficiale nel gruppo. 

Dopo essere arrivato all’Udinese direttamente da Quito, fu spedito in Spagna dove ha compiuto un lungo girovagare: dal 2016 al 2020 Granada B, Almeria, Maiorca, Osasuna e Villarreal. Poi ha finalmente piantato le tende, 3 stagioni in Premier al Brighton di De Zerbi che lo ha allenato nelle prime due. Giocava terzino con davanti un buonissimo talento, il giapponese Mitoma: dunque raggio d’azione limitato, ma qualche gol memorabile. Nella prima stagione con lo staff italiano, il Brighton conquista uno storico 6° posto ed Estupinan è tra i migliori, anche se – come spesso accade – in over evaluation al pari di qualche altro suo compagno. Il secondo anno con De Zerbi è più complicato, a causa anche di qualche infortunio importante. Per rendere al meglio, Estupinan deve essere in perfetta condizione perché fa dell’atletismo la sua dote migliore. Tecnicamente discreto, qualche volta sbaglia la scelta, spesso la lettura. A 28 anni i margini di miglioramento non sono poi così ampi, bisogna solo sperare nell’applicazione e in una crescita mentale, dato che risulta abbia sofferto non poco le aspre critiche ricevute nei primi mesi italiani. Non a caso, lunedì il quotidiano ecuadoregno “El Universo” ha scritto che il loro beniamino ha sfruttato il derby per “reivindecarse ante la critica”. 

La maglia del Milan pesa, pesa tanto. Anche i giocatori più dotati, anche quelli più navigati. Devi avere testa, pellaccia, grande autostima. Oltre ad essere bravo. Non cambieranno la valutazione, il giudizio assoluto su Pervis Estupinan, e però. Però. Un gol così non si fa per caso, nel Brighton e in Nazionale qualche volta gli è capitato: forse sarebbe il caso di provarci più spesso.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di  Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.

5 risposte

  1. Però!…però!!!…se me lo dicevi prima!!…come recitava una celebre canzone del grande rossonero Enzo Jannacci! Perfetta la tua analisi Luca: Chapeau!! E permettimi di aggiungere un mio personale pensiero rivolto, nell’occasione dell’inatteso gol di Tervis, ad una ipotetica e plateale gag del nostro rombante Tiziano Crudeli per rimare il suo cognome:
    Est!. Est!!…Est!!!..ad osannazione del famoso vino di Montepulciano scoperto da un messo del prelato alla corte di Enrico V di Germania nel 1111 in viaggio verso Roma per ricevere la nomina di Imperatore del Sacro Romano Impero…ed hai visto mai che una tale analogia non comporti una Corona anche per il nostro Diavolo??…io voglio sognare…ma in contemporanea ….fermamente crederci!
    Buona giornata!

    Massimo 48 ❤️🖤

  2. D’accordo con le considerazioni di questo articolo. Estupinan non mi convince, ma riconosco l’impegno e la sua professionalità e sono molto contento, soprattutto per lui che ha potuto zittire quanti lo criticavano, me per primo…

  3. Mi scuso per l’errore enologico: Montefiascone e non Montepulciano, sorry! Errore di sbaglio!! Forza Milan e buona serata! Massimo 48 ❤️🖤

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