È tempo di derby.
Sarà una partita importante per la classifica del Milan, che deve cercare di tenere lontane le inseguitrici nella lotta per la Champions League, nostro obiettivo stagionale. Una vittoria dei rossoneri terrebbe accesa la fiammella di un campionato virtualmente chiuso dall’incredibile serie di vittorie dei nerazzurri. Solo un evento di portata biblica potrebbe rimettere in gioco lo scudetto.
Il tifo milanista organizzato non ci sarà. Da tempo porta avanti la sua protesta con perseveranza e costanza.
Perderemo probabilmente lo straordinario spettacolo con il quale le due Curve, in particolare la nostra (sono di parte), anticipano la contesa sul rettangolo di gioco. Storicamente le due fazioni opposte della tifoseria si sono date battaglia a suon di slogan, sfottò e gigantografie epocali che hanno reso ancora più leggendario il derby.
In questo articolo ricorderemo i momenti più esaltanti regalati dalla Curva rossonera nelle partite giocate in casa, a pochi minuti dal calcio d’inizio del match più atteso dai tifosi di Milano e non solo.
30 aprile 1989: BASTA UNA DATA PER DIFFERENZIARSI
La Curva rossonera ha un appuntamento con la storia. L’Inter sta vincendo il campionato a suon di punti e record. Lo Scudetto numero tredici è ormai dietro l’angolo. Il Milan ha rallentato un po’ in campionato, ma in Coppa dei Campioni ha umiliato il Real Madrid vincendo per 5 a 0. San Siro è in fase di restyling in vista di Italia 90, ma la cornice di pubblico resta straordinaria.

La Curva Sud proietta la data di appuntamenti fondamentali per la storia del calcio italiano. “24 maggio 1989” sotto una destinazione: “Barcellona”. La partita finisce 0-0. Un punto prezioso per l’Inter nella costruzione del record, ma la Curva ricorda a mò di filastrocca: “Per noi Barcellona, per voi la poltrona.”
Di certo avranno gradito lo spettacolo…
18 aprile 1992: A NOI IL TRICOLORE, A VOI IL MAL DI CUORE
La stracittadina numero 213 si gioca il Sabato Santo dell’ Annus Domini 1992.
Milano è più che mai rossonera. Lo dice la classifica.
Il Milan vola spedito verso il suo dodicesimo scudetto. L’Inter sta vivendo una stagione anonima e una vittoria contro i “cugini” lenirebbe, in parte, i dolori dell’animo nerazzurro. Sarebbe un vanto essere l’unica squadra ad aver battuto il Diavolo in stagione.
In Curva Sud campeggia uno stupendo Duomo stilizzato; dall’altra parte, la Nord ricorda di non essere stata macchiata dall’onta della B.

Quando si è in difficoltà ci si attacca a tutto. Ma a giocar col fuoco si rischia di bruciarsi: Due anni dopo evitano la B per un punto.
L’Inter gioca una partita coraggiosa e meriterebbe di più. Massaro toglie alla Beneamata la soddisfazione di fermare l’armata Capello, all’ultimo respiro.
Vola il Milan verso il tricolore, a loro resta solo il mal di cuore…
22 marzo 1998: IL MILAN E’ QUESTIONE DI NOBILTA’
Torriani (1240-1277), Visconti (1277-1385), Sforza (1450-1499), Impero Carlo V (1535-1712), Milan (dal 1899).

Il Milan è nobiltà, essenza di Milano. E’ la storia che si tramanda, che si insegna, di generazione in generazione. “Milano siamo noi” recita lo striscione che fa da titolo alla carrellata dei vari casati milanesi.
Negli anni ‘90 il Milan ha dominato la scena cittadina, e non solo. Ma la stagione 1997/1998 si rivela deludente. La nobiltà rossonera pare in decadenza.
L’Inter di Ronaldo vince per 3 a 0 acuendo la crisi della squadra di Capello.
Ma la storia saprà scegliere ancora la parte migliore.
Nell’anno del centenario arriva uno scudetto tanto inaspettato quanto bello.
21 FEBBRAIO 2004: SIMBOLO DI PASSIONE
A quale posto mettereste il derby di ritorno del 2004 in un’ipotetica classifica dei più belli?
Probabilmente al secondo posto, perchè lo 0-6 resta irraggiungibile.
La Curva Sud prepara una stupenda coreografia che suona quasi da monito per l’Inter: il Diavolo rossonero domina minaccioso sulla compagine cittadina. Nella più completa confusione, la Curva nord prova a rispondere con un neutrale e ininfluente “Uniti, fieri, mai domi. Avanti Curva Nord.” Da ambo le parti, alcuni striscioni ricordano eventi recenti della storia dei due club. Manchester è mal digerita dai tifosi nerazzurri e Yokohama diventa motivo di scherno per i casciavit. Ma i tifosi rossoneri fanno notare che certi viaggi sono prerogativa soltanto per una certa nobiltà, giusto per ricordare passate scenografie. Uno di questi dichiara: “Dall’Inghilterra al Giappone, voi a Milano davanti alla televisione…”

Il derby è una vera e propria partita di passione.
L’Inter, avanti di due gol, perde per 3 a 2.
Parafrasando uno degli striscioni apparsi in serata, il Milan realizza i sogni dell’Inter ma rimane il suo incubo.
2 APRILE 2011: IL TRIPLETE ROSSONERO
“FORZA MILAN”. Basta questo per incoraggiare i ragazzi a pochi minuti dall’inizio della partita che decide le sorti del campionato. Il Milan ha due punti di vantaggio sui nerazzurri, quelli che avevano vinto tutto (o quasi, la Supercoppa Europea è andata all’Atletico). Vincere significherebbe allungare in classifica e segnare il punto decisivo nella lotta verso il titolo.

Prima di quel grande striscione, però, si fa un cenno all’Ultima Cena di Leonardo. Colui che mangia il boccone del tradimento non è Giuda Iscariota, ma si chiama Nascimento De Araujo e siede ora sulla panchina dei rivali. È il traditore Interista che ha venduto la sua fede rossonera per trenta denari.

La doppietta di Pato e il gol Cassano su rigore chiudono i conti sulla partita e sul campionato. Allegri vince lo Scudetto al primo colpo come Sacchi e Capello.
Leonardo da Vinci diventa Leonardo da Perde…
31 GENNAIO 2016: NEL SEGNO DI HATELEY
Nella memoria del rossonero doc, quello che ha contezza e ricordo delle imprese e degli artefici rossoneri, c’è un gol iconico: quello dell’inglese Hateley del 28 ottobre 1984. Uno stacco imperioso, così bello e iconico, da meritare una storica coreografia nel derby del 31 gennaio 2016. “Sovrastiamoli” è il titolo dell’opera d’arte che dà il là a una stracittadina vinta e dominata dai nostri ragazzi. Alex, Bacca e Niang sovrastano i nerazzurri che sbagliano pure un rigore con Icardi. Meglio di così non si può.

Milan vittorioso, Inter sovrastata.
DOMENICA 7 NOVEMBRE 2021: UN “GRAZIE” LUNGO UNA STAGIONE
Si gioca un derby d’alta quota. È il primo da avversario per Calhanoglu e ci si aspetterebbe dalla Curva sud qualche riferimento al suo passaggio dall’altra parte del guado.
Nulla di tutto ciò.

“Milano non dimentica”. Non dimentica le vittime del COVID-19, non dimentica coloro che si sono spesi per curare i tanti malati. Un gesto sorprendente da parte della Curva Sud, nel giorno della partita più importante e sentita della città che si riassume in un elettrocardiogramma solcato dalla parola “Grazie”.
La partita finisce 1 a 1. Segna Calhanoglu su rigore, la pareggiamo con un autogol di De Vrij. Al ritorno si gira Giroud e svolta la storia del campionato che diventa rossonero. Quel“Grazie” diventa premonitore di una gioia indescrivibile, quella del diciannovesimo tricolore.

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.










3 risposte
Sul Campo qualche volta non abbiamo Vinto, ma sugli spalti non c è mai stata Storia Forza Milan.. Complimenti per i ricordi.
Complimenti Vincenzo! Hai realizzato un documentario scenografico sui derby più bello in Europa! Spiace non poterlo colorare domani dagli spalti ma speriamo di poterlo invece accaldare sul campo…e fino a quando la matematica non ci imporrà il suo stop sarà vietatissimo non sperare!
Un forte abbraccio!
Massimo 48 ❤️🖤
Grazie Massimo!
Ieri sera ho visto una straordinaria scenografia, non della Curva, ma da far venire la pelle d’oca. Questo Milan ha cuore. Non voglio essere retorico e banale, ma il nostro Scudetto l’abbiamo già vinto. Sette punti sono tanti, è vero che nel calcio può succedere di tutto, ma non vedo questa Inter così tanto vulnerabile.
Spero che quanto prima la Curva regali altre emozioni