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Mi sia concessa questa licenza.
Quando avevo undici anni si ruppe il televisore di casa, un vecchio Saba. Un’altra epoca, quella dei tubi catodici e di riparatori che parevano saperci fare ma che, spesso, finivano per offrirti un apparecchio diverso. Alla vigilia del derby di campionato 1993/1994 – quello vinto con la testata di Panucci e con uno dei pochi sussulti di Papin – il tecnico si presentò con un piccolo Mivar. Non era riuscito a rianimare lo scatolone.
Ricordo che, appena entrò, colpito dalla sua zazzera, mi rivolsi a mio padre dicendo: “Ma è Andrea Icardi!”
Avevo undici anni ma una discreta cultura rossonera. Ero solito sfogliare, con cadenza quotidiana, la Storia del Milan edita da Forte, che immortalava il calciatore in maglia rossonera.
Andrea Antonio Icardi è nato a Milano e proviene dalla straordinaria nidiata del 1963.

Cambiaghi, Gadda e ICARDI classe ’63
Per la sua grinta lo chiamano il “Piccolo Vogts”, ma in realtà porta in dote altri nomignoli. In virtù della sua folta capigliatura merita il soprannome di “Truciolo”, in riferimento al noto ballerino Enzo Avallone. Altri invece lo chiamano “Nano Gigante”, giocando sulla sua altezza, sulla quale egli stesso è intervenuto a più riprese, giustificandosi con l’età: “Ho appena 17 anni, non è detto che non riesca ad aumentare di qualche centimetro. E poi vorrà dire che mi affideranno, da marcare attaccanti piccoletti.”
Diciassette anni sono forse pochi per completare la crescita, ma sono sufficienti per esordire in Serie A con la maglia del Milan. Con la scuola non va tanto d’accordo e quando fa la sua prima apparizione in campionato è a un passo dalla bocciatura. Il professor Giacomini non lo rimanda, invece, e decide di dargli un’occasione contro l’Atalanta: “Il mister mi ha comunicato soltanto domenica mattina che avrei giocato. La gioia ha prevalso sull’emozione.”

Stagione 1984-’85 ANDREA ICARDI – in secondo piano Maurizio Mosca e Luca Serafini
Si tratta di un premio alla sua testardaggine, alla voglia di non mollare. Dopo un provino non andato bene, decide di ripresentarsi al Milan qualche mese più tardi.
Questa volta è “promosso”. Percorre tutta la trafila delle giovanili fino alla Primavera di Galbiati e vive l’esordio come un punto di partenza: “Il mio debutto è stato solo una parentesi. Per maturare ed affinare le mie caratteristiche dovrò disputare almeno un’altra stagione nella squadra primavera.”

TORNEO DI VIAREGGIO
In piedi da sx: Vettore, Casiraghi, F.Galli, Colombo, Maestroni Accosciati da sx: Galluzzo, Tumiatti, Evani, ICARDI, Bolis, Carotti
Per dovere di cronaca la partita finisce 1 a 0 per i rossoneri grazie a una rete di Maldera III. Non sappiamo come sia andato l’anno scolastico di Andrea, quello del Diavolo risulta insufficiente. Il Milan è bocciato, per la seconda volta retrocesso in Serie B. Come detto in altre occasioni, la società decide di affidarsi alle nuove leve per cercare l’immediata risalita nella massima serie. Non è un caso, allora, che Icardi venga spesso utilizzato da Castagner e che riesca a trovare anche la rete in due occasioni, contro il Lecce e contro la Reggiana. La vittoria di Reggio Emilia è importante perché consente ai milanesi di ritornare in Serie A.
È un successo firmato da Battistini, Incocciati e Icardi. La leva calcistica del 1963. Icardi segna la terza rete del Milan con una lunga falcata partita dalla sua zona di competenza, la mediana, culminata con una gran bordata nell’angolino alto alla sinistra di Eberini. È festa. Scontata, annunciata, liberatoria.
Nella stagione successiva colleziona 35 presenze e per la prima volta segna in Serie A contro la Fiorentina, in un pareggio in rimonta. Dopo le reti in B, arriva per “Trottolino” – così lo ribattezza la Gazzetta dello Sport – la prima marcatura nella massima serie che merita particolari celebrazioni: “L’anno scorso avevo segnato a Lecce e a Reggio Emilia. Evidentemente sono un uomo da trasferta. Ho provato la più grossa felicità della mia vita quando ho visto la palla in rete. Non credevo che un gol potesse dare una gioia simile. Adesso corro a casa e mi prendo una bella sbronza. Naturalmente col vino che produco io, il Barbera Icardi, un frizzantino niente male.”
Pochi gol, ma pesanti. Come quello che realizza in un sentitissimo derby di Coppa Italia, un anno dopo. Internazionale e Milan viaggiano sul risultato di 1 a 1 ma a pochi minuti dalla fine Icardi punisce Zenga con un bel tocco. Il giocatore, milanese e milanista, entra di diritto tra i giocatori più amati. Un gol nel derby non si può dimenticare. Liedholm paragona il giovane al Trapattoni dei tempi migliori. È un successo importante perché permette ai rossoneri di superare l’Inter e di approdare in finale, dove, purtroppo, soccombono al cospetto della Sampdoria.
Nella stagione successiva Liedholm lo utilizza spesso, sia in campionato che in Coppa Italia. Fa il suo esordio anche nelle coppe europee, in Coppa UEFA, un cammino non particolarmente fortunato per il Milan.
Alla prima giornata di campionato Icardi segna con una zampata la rete decisiva contro il Bari. Pareggia su assist di Virdis a Como, in una partita complicata: il sardo offre di testa il passaggio per l’accorrente Icardi che di destro supera il portiere Paradisi. Sulle rive del Lago il Milan che scende in campo è già quello di Berlusconi, che ha mandato in rappresentanza suo fratello Paolo.
Berlusconi, per l’appunto.
Con l’arrivo di “Sua Emittenza” i piani societari cambiano. Mutano visioni e orizzonti. Aumentano le ambizioni.
Nel mercato estivo in vista della stagione 1986/1987 arriva a Milano Roberto Donadoni, uno dei più talentuosi calciatori italiani di proprietà dell’Atalanta. È un’operazione che comporta dolorosi sacrifici: nell’affare che porta il classe 1963 a Milano rientrano i coetanei Incocciati e Icardi, mentre Alberigo Evani, indicato tra i calciatori inseriti nella lista di scambio, resta a Milano.
Con “La Dea” raggiunge la finale di Coppa Italia 1986/1987 che coincide con la contemporanea retrocessione in Serie B.
L’anno successivo è esaltante per Bergamo: oltre alla promozione in Serie A, l’Atalanta si rende protagonista di uno straordinario cammino in Coppa delle Coppe – nel quale Icardi gioca otto partite – terminato in semifinale contro il Malines, poi vincitore del trofeo.
Nell’estate del 1988 Icardi passa alla Lazio in cui giocherà per due stagioni.
Poi Verona e, infine, l’Australia con il Marconi Stallions. Lì trova una nuova casa, conosce sua moglie e avvia una Milan Academy.
Andrea Icardi, classe 1963, ha fatto parte di quella messe abbondante che il vivaio rossonero ha prodotto a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80.
Per me resterà “l’Uomo dei Televisori”, per altri “Nano Gigante”, “Piccolo Vogts” o “Trottolino”. Per i compagni di squadra “Truciolo”. Forse, più semplicemente, è come quel vino che stappò tanti anni fa dopo il suo primo gol in Serie A: un Barbera frizzante, verace, senza fronzoli.
Con il Milan ha disputato 162 partite e segnato 6 gol. Conta 9 presenze nelle Nazionali giovanili.

ITALIA U21
In piedi da sx: Galia, Battistini, Mauro, Renica, D. Bonetti, Rampulla Accosciati da sx: ICARDI, Mancini, F. Galli, Vignola, Monelli
Ha conquistato due promozioni dalla Serie B alla Serie A (1980/1981; 1982/1983) e una Mitropa Cup (1982).

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.











5 risposte
Buonasera Vincenzo, bel ricordo ol tuo.
Ricordo con piacere gli anni di Icardi al Milan: all’epoca ero un assiduo frequentatore di San Siro.
L’esordio a cui ti riferisci, dovrebbe essere un Milan Atalanta di serie B, con Giacomini allenatore?.
Io non lo ricordavo.
Invece ricordo bene quel gol in coppa Italia, nella stagione in cui ritornò Liedholm: un bel Milan, molto organizzato, del quale andare estremamente orgogliosi.
Peccato, che soffrisse tremendamente la Sampdoria (che ci costò la coppa Italia) ed il Torino, altrimenti saremmo stati i rivali più credibili di quel bellissimo Verona di Bagnoli.
Un caro saluto e forza Milan!
Ciao Gian Paolo, grazie come sempre! Anch’io non ricordavo l’Atalanta in Serie A in quel particolare periodo storico…mi sono fidato di una statistica sbagliata. Come dico sempre, il calcio vissuto dai tifosi è la migliore fonte.
Era in B, hai ragione!
Sto capendo che ai milanisti queste figure , sulla carta secondarie, ma con alta dignità umana e grande classe, sono tanto amati.
Chi segna nel derby poi diventa immortale…
Buona serata
Vincenzo
Carissimo Vincenzo questo tuo articolo racchiude tanti miei ricordi di alcuni decenni fa a cominciare dall’Icardi riparatore TV. Ho esercitato la sua stessa professione, a latere del suo impegno nel calcio, per buona parte della mia vita lavorativa riparando centinaia di televisori di tutte le marche e per giunta ho visitato nel lontano 1967, ultimo anno d’Istituto Tecnico in gita premio, la fabbrica della Mivar nuova di zecca ad Abbiategrasso. Grazie per questa tua bella testimonianza. Mi ha fatto ringiovanire!
Buona serata e buon Milan!
Massimo 48 ❤️🖤
Grazie carissimo Massimo! Era, quel Mivar, un piccolo televisore che, a onor del vero, fece bene il suo compito per parecchi anni. Quel tipo era davvero uguale a Icardi!
Mivar: televisori fantastici!