“Forza Vecchio Cuore Rossonero”. Ricordi indelebili del periodo a cavallo tra gli anni 90 ed il nuovo Millennio, quando Milan-Parma rappresentava una partita di cartello. Furono gli anni delle famose “Sette Sorelle”: le milanesi, le romane, la Juventus, la Fiorentina e il Parma. Anni in cui il campionato italiano ospitava i migliori giocatori al mondo e le nostre squadre spesso trionfavano nelle coppe europee. Chi tifa Milan non può dimenticare il Milan-Parma di quel pomeriggio del 1999, quando Sebastiano Rossi neutralizzò un calcio di rigore ad Hernan Crespo e poi si voltò verso la Sud battendosi il pugno sul cuore, quell’ urlo misto di orgoglio e commozione entrò tra le immagini più iconiche della nostra storia, un urlo uscito dal cuore di chi aveva ormai perso il posto da titolare, ma che aveva un disperato bisogno di riconciliarsi con il suo popolo, dopo l’errore della manata a Nakata del Perugia l’anno precedente, errore che proiettò Abbiati titolare di quel Milan che proprio a Perugia la stessa stagione vinse uno scudetto inaspettato.
Milan-Parma di questo tardo pomeriggio aveva un sapore sicuramente diverso, comunque importante, il pareggio in chiaroscuro con il Como aveva lasciato sicuramente delusione ma non doveva assolutamente distogliere la nostra attenzione da quell’obiettivo primario: la continuità, se non altro nei risultati.
La delusione è stata amara e bruciante, avevamo la possibilità di allungare su Napoli e Juventus sconfitte nel turno odierno e tenersi così lontani in una posizione privilegiata, dalla bagarre che si sta profilando per la lotta per i posti Champions. Il passo falso di stasera ci fa capire, in maniera dura come uno schiaffo in piena faccia, quanto ancora manchi a questa squadra per fare quel salto di qualità a livello di gioco, auspicabile dopo ben 26 giornate di campionato e, onestamente, mai visto con continuità.
PRIMO TEMPO
Primo tempo deludente dei ragazzi, stasera guidati da Mister Landucci in panchina. Mai pericolosi, con un palleggio lento e perimetrale che viene facilmente contenuto da un Parma ordinato e mai in affanno. Agli emiliani è sufficiente creare densità nella propria metacampo e schermare le linee di passaggio della nostra mediana, poco brillante nei suoi interpreti. Dopo aver perso Gabbia nel riscaldamento, sostituto da Bartesaghi nei tre centrali, perdiamo al 7° minuto anche Loftus Cheek, a seguito di un violento scontro in area con il portiere Corvi in uscita a valanga. Il Parma come detto è ordinato, con il gioiellino Bernabè in evidenza. Ci manca elettricità e quel guizzo capace di sbloccare un primo tempo in linea con quelli delle partite precedenti. L’attacco con Pulisic e Leao è desolatamente slegato dal resto della squadra, malgrado il loro movimento, i nostri centrocampisti non si inseriscono mai negli spazi, lasciando l’area avversaria desolatamente vuota, sia Jashari (entrato per Loftus) che Rabiot non si propongono mai. Il Parma che in fase difensiva si schiera a cinque non è mai in sofferenza se non in due occasioni al 35° minuto quando Pulisic viene pescato in taglio da Saelemaekers, ma il suo tiro è respinto da Corvi ed al 42° minuto quando ancora Pulisic strozza il tiro di destro da ottima posizione.
SECONDO TEMPO
L’inizio della ripresa è la fotocopia di tante, troppe nostre partite, proviamo ad alzare i giri della nostra manovra spingendo a tratti anche con decisione: Jashari è più intraprendente, ma il Parma rimane rintanato anche se leggermente più in difficoltà. Portiamo sempre troppo palla cincischiando talvolta con passaggi perimetrici e tocchetti, nessuno salta l’uomo creando superiorità, ne Leao, ne Pulisic e neppure Saelemaekers. Manca una qualsiasi iniziativa capace di creare quella situazione che possa creare difficoltà agli avversari.
Cresce in noi tifosi la sinistra sensazione che non sarà come le altre volte. Landucci prova a dare una scossa con i cambi: fuori Estupinãn e Pulisic (ad oggi la fotocopia di Captain America) e dentro Pavlovic e Fullkrüg. Bartesaghi torna esterno e dietro ci ricomponiamo con i tre centrali di ruolo, Pavlovic, Tomori e De Winter. L’assalto più con i nervi che con il gioco partorisce un occasione al 52° minuto con Pulisic che salta Corvi in uscita disperata ma viene chiuso da Troilo mentre sta per calciare a rete.
Andiamo vicini al vantaggio al 65° minuto con un clamoroso palo interno di Leao su preciso invito di Rabiot. I segnali di ripresa del Milan rimangono tenui e, dopo l’occasione di Rafa, continuiamo con la solita ragnatela di passaggi senza il guizzo vincente. San Siro inizia a spazientirsi, ma il peggio deve ancora arrivare. All’80° minuto in una sporadica sortita del Parma, l’angolo calciato da Valeri trova Troilo che salta sopra Bartesaghi e batte Maignan per il vantaggio dei ducali. Il Milan protesta per un presunto fallo su Maignan ostacolato nella mischia da Valenti ma soprattutto per il balzo di Troilo sul nostro difensore, che però, a onor del vero, guarda esclusivamente la palla. L’arbitro viene richiamato al VAR e conferma il gol. Il finale è un assalto confuso e sconclusionato che neanche l’ingresso di Nkunku e Athekame riesce a raddrizzare una partita inesorabilmente segnata.
Oltre alla partita e i tre punti, perdiamo l’imbattibilità che durava dalla prima giornata, la sconfitta è pesantissima e qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, certifica ancora una volta la nostra incapacità di fare gioco contro formazioni che vengono a San Siro chiudendosi, continuando a gettare via punti attraverso un gioco lento, privo di incisività e soprattutto senza furore agonistico. Alcuni giocatori sembrano talvolta, considerando il linguaggio corporeo, rassegnati.
Tutta la squadra, l’allenatore e lo staff, dovranno riflettere e studiare alternative ad un gioco onestamente talvolta evanescente che ci costringe, nel secondo tempo, a rincorse affannate con conseguente perdita di lucidità. Ci sono ancora 12 partite da giocare e non possiamo permetterci di finire risucchiati in una bagarre pericolosa. Lo schiaffo forte e duro arrivato questa sera dal Parma ci serva da monito!
FORZA MILAN
TABELLINO
MILAN-PARMA 0-1
Marcatori: 84’ Troilo.
LE FORMAZIONI
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori (dal 86’ Athekame), De Winter, Bartesaghi; Saelemaekers, Loftus-Cheek (dal 11’ Jashari; dal 86’ Nkunku)), Modrić, Rabiot, Estupiñan (dal 62’ Pavlovic); Pulisic (dal 62’ Fullkrug), Leão. A disp.: Pittarella, Terracciano, Gabbia, Odogu; Fofana, Ricci. All.: Landucci.
PARMA (1-3-5-2): Corvi; Delprato, Troilo, Valenti; Britschgi, Bernabé (dal 60’ Nicolussi), Keita, Ordoñez (dal 60’ Sørensen), Valeri; Strefezza (dal 76’ Ondrejka), Pellegrino (dal 90’+3 Estévez). A disp.: Casentini, Rinaldi; Carboni, Drobnič, Mena; Cremaschi, Nicolussi; Elphege, Oristanio. All.: Cuesta.
Arbitro: Piccinini di Forlì.
Ammoniti: 32’ Saelemaekers, 48’ Troilo, 52’ Leao.
Recupero: 4’ 1T, 7’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










6 risposte
Gran bel pezzo, Stefano! Puntuale, preciso, ficcante. Tutto il contrario del Milan di questa domenica che ha rovinato la giornata ai suoi tifosi. E si, perché è stata, per distacco, la nostra peggiore partita. Usciamo definitivamente dalla lotta scudetto (giusto per metterci l’anima in pace) e buttiamo alle ortiche l’occasione per allungare, un break che sarebbe stato decisivo. Invece…invece siamo qui a recriminare, a prendercela con Leao, il peggiore in campo, a guardarci le spalle perché comunque dietro rinvengono… Allegri, uomo navigato, l’aveva detto che sarà una battaglia per la Champions. Abbiamo questo tesoretto, non dilapidiamolo. Lo schiaffo di stasera è forte , ma che serva da lezione.
Forza Milan ♥️🖤
Vincenzo
Sì vero Vincenzo rischiamo la bagarre per i punti persi in maniera scellerata, occorre cambiare il trend e Allegri adesso deve trovare la soluzione
Buongiorno Stefano, leggendo la tua cronaca è come essere allo stadio.
Prima o poi doveva succedere, ma in questo caso non è legato alla statistica in sé, ma alla qualità del gioco, di una squadra che è seconda in classifica, soltanto perché, il livello del calcio italiano è questo.
Inter, poco più che discreta, il resto poco o niente.
Un Milan che ha regalato punti a tutti coloro che ne avevano bisogno; un Milan che si regge su di un equilibrio estremamente precario e che il buon Allegri cerca di mascherare in tutti i modi; un Milan costruito in maniera inadeguata, diciamolo pure, a casaccio e, sistemato e “truccato”, da quel buon stratega che è appunto, Allegri.
Attenzione, non grandissimo allenatore, ma un allenatore che si rende conto di come Furlani abbia inadeguatamente costruito la rosa del Milan.
E’ dalla scorsa estate che si parla dell’attaccante, o come dico io, del centrattacco, inteso come quel giocatore che sappia fare reparto da solo, ma che sappia anche scardinare quelle difese arcigne: che poi, chissà perché, ma queste difese risultano arcigne soltanto con il Milan; non sarà che noi, nonostante il terzo attacco del campionato, non siamo molto attrezzati per battere le difese delle “provinciali”?.
Perché soltanto noi dobbiamo sempre avere questi problemi?.
Non si pensa ai tifosi che ogni settimana riempiono lo stadio di San Siro con grande passione e poi facciamo loro assistere a spettacoli così indecorosi?.
In questi giorni si è celebrato l’anniversario dell’acquisto del Milan da parte di Berlusconi, in concomitanza, tra l’altro, con l’anniversario della morte di Nereo Rocco.
Quel Berlusconi che, come ricordato pochi giorni fa in un articolo firmato da Filippo Galli, ha “riordinato” il Milan, sotto tutti i punti di vista; un Milan che veniva da alcune stagioni così così, e che nel giro di pochissimi anni è arrivato sul tetto del mondo e soprattutto ci è rimasto.
Qual è quella squadra che è stata capace di far divertire tanto nel mondo, come il Milan di Sacchi e Capello, con quei campioni come Franco Baresi (per la verità un “prodotto” non di Berlusconi, come altri), Van Basten, Gullit, Rijkaard, Donadoni, Evani, Savicevic, Weah, Shevchenko, Kakà, Seedorf, (questi ultimi con Ancelotti) giusto per citarne alcuni e mi scuso se non li ho citati tutti?.
Cosa contraddistingueva questi giocatori oltre al rendimento?.
La professionalità.
Cosa distingueva Berlusconi(sportivo), dai signori di oggi?.
La competenza, nel senso della capacità di organizzazione, la competenza nello scegliere i collaboratori, la competenza nel comunicare (sempre in ambito sportivo), tutto ciò che manca al Milan di oggi.
Serve un giocatore funzionale?. Vado a prendere Rijkaard e rinuncio a Borghi (è vero che Berlusconi voleva Borghi, ma seppe ascoltare Sacchi), serve un giocatore funzionale che sappia sostituire Rijkaard? Vado a prendere Desailly.
Qui invece si è andati a comprare un attaccante alla fine di Agosto che attaccante non è (Nkunku).
L’unico motivo per cui è arrivato Rabiot è perché abbiamo perso con la Cremonese, altrimenti non sarebbe arrivato e saremmo tra il sesto ed il settimo posto.
E’ arrivato Fullkrug, grande professionista, ma il Milan doveva lasciar stare Nkunku ed investire su un attaccante di valore, tirando fuori i soldi. (a Giugno).
Giocatori funzionali.
La professionalità: non metto in dubbio l’infortunio di Leao e la sua condizione fisica, come non metto in dubbio l’infortunio patito da Loftus a cui vanno gli auguri di tutti gli sportivi; non metto in dubbio il tempo per l’ambientamento richiesto da Nkunku.
Non metto nemmeno in dubbio le loro capacità, tecniche ed atletiche, però mi chiedo.
Perché il più delle volte si mostrano svogliati ed indolenti?.
Perché Gullit, Rijkaard e Van Basten entravano in campo dando tutto?: (anche qui mi scuso per non aver nominato tutti i grandi professionisti che ha avuto il Milan).
Personalmente, ricordo sempre con grande piacere alcuni giocatori di quando ero ragazzo, che pur non essendo campioni, davano tutto: mi viene in mente Buriani che correva per due; perché questi giocatori che sono più dotati di Buriani (che attenzione non era scarso, ma semplicemente un gregario, rispetto ad altri) sono così recalcitranti a fare fatica?.
Mi scuso per lo sfogo, ma questa squadra ha bisogno di calciatori.
Concludo, dicendo che, se ieri avessimo vinto, ci saremmo assicurati un posto Champions, ma non avremmo potuto insidiare l’Inter, che “tratta” gli avversari in modo diverso.
La sconfitta di ieri potrà pure essere un incidente di percorso, ma ciò non toglie che, per la prossima stagione ci vuole un Milan diverso, nell’atteggiamento e negli UOMINI!.
Grazie per l’apprezzamento che hai sempre per i miei articoli.. discorso complesso caro Gianpaolo… non è purtroppo possibile confrontare le due epoche per molteplici fattori. Qui adesso abbiamo una società che sta tentando di ticostruire dopo errori madornali fai nel recente passato, occorre tempo Vero però che sia Allegri con il suo staff ed i calciatori debbano dare adesso un qualcosa in più un caro saluto
Buongiorno Stefano! Tutto vero, tutto giusto, tutto condivisibile e dunque un altro meritato plauso ai tuoi costanti e sempre circonstanziati commenti. Al di là del più che contestabile goal concesso ai crociati, in un analogo episodio venne negato al Milan contro il Sassuolo, onestamente il nostro Diavolo è stato macchinoso, prevedibile e con parecchi giocatori non più al top. Si paga a caro prezzo la mancanza di un vero centravanti, dei tre in rosa Gimenez tornerà tra un mese, Fulkrug sta ricordando le spente fucilate di Piantek ed Nkunku sembra solo interessato alla foto col palloncino. Ma questo non è e non può essere mai il Milan vero, quello che da sempre è fatto di umiltà e lavoro. Forse, ma credo a questo punto si debba levare questo ingombrante forse, è duopo ringraziare l’encomiabile lavoro di Max Allegri che, nonostante la nostra incallita sofferenza con le squadre così dette provinciali, ci consente ancora di essere solitari al secondo posto.
Tassitivo ora montare gli specchietti retrovisori, rimandare il sogno della stella, rimboccarsi le maniche …e pedalare sin dal primo minuto…e ovviamente buttarla dentro!
Buona giornata.
Massimo 48 ❤️ 🖤
Buongiorno Stefano.
La tua analisi rispecchia quello che abbiamo pensato tutti dopo la partita di ieri sera: già alla lettura delle formazioni da parte di Germano Lanzoni sentire “con il numero 2 Pervis…” e nessuno che grida il suo cognome la dice lunga sullo stato d’animo di stupore che c’era in tutto San Siro. É stato un primo tempo dove abbiamo si creato qualcosa, qualche tiro verso la porta ma con quanta fatica… quindi noi che cercavamo di costruire, loro che si chiudevano a riccio: evidente la loro intenzione di portare a casa almeno un punto. Ma all’ottavo minuto succede qualcosa che ha dell’inverosimile: Rufs uscito letteralmente con le ossa rotte per un contatto con Corvi che lo prende netto con un’uscita imprudente e pericolosa. Dopo minuti di suspense vediamo entrare la barella in campo che porta via Loftus-Cheek con un collare cervicale: si pensa ad un colpo di frusta dovuto all’impatto della testa contro il portiere, ma nulla faceva presagire quello che poi sappiamo tutti che è stato. Lì mi sono detto: è rigore, lapalissiano. E invece il portiere riprende con un calcio di punizione a suo favore: io e il mio amico ci guardiamo stupefatti! Eravamo seduti nel primo rosso laterale, lato curva sud, e quindi non capivamo cosa stesse succedendo: le notizie non sono tardate ad arrivare, purtroppo. Auguro a Rufs una buona guarigione.
Ma la domanda è: se ci fosse stato assegnato il sacrosanto rigore come sarebbe finita la partita? A portieri invertiti (frase tanto cara ai detrattori) cosa sarebbe successo? Se il fallo fosse stato commesso su Piuccio “bellodimammasua” Esposito cosa avrebbero scritto i giornali? Chi sarebbe andato in galera per attentato o per lesa maestà? Direi che tutto quello che è successo dopo è solo una naturale conseguenza: addirittura c’è chi parla di partita venduta per scommesse legate alla vittoria del Parma 10 a 1, con chat già rivelate. Non ci voglio nemmeno pensare, ma se tre indizi fanno una prova, ieri sera gli indizi erano molti di più.
Perché il “signor” Piccinini, coadiuvato dai “signori” Campione e Pairetto al VAR, al minuto 8 non ha assegnato quel rigore?
Preciso che non sono contro Allegri, anzi ritengo che tutti noi dovremmo dirgli solo grazie per dove ci ha riportato, dato che molti tifosi hanno la memoria corta e si sono già dimenticati dove eravamo lo scorso anno. Però ci vuole un po’ più di coraggio, perché ogni gara la giochiamo in inferiorità numerica, e il dodicesimo uomo é sempre l’arbitro, che gioca un ruolo fondamentale purtroppo per noi. La partita andava chiusa nel primo tempo, senza aspettare il secondo, per poi essere condizionati dall’episodio del gol.
Vorrei ringraziare pubblicamente Furlani, Ibra e Scaroni per essere (nuovamente) scappati di corsa dopo la partita, ormai una consuetudine, senza UNA VOLTA CHE SIA UNA andare davanti alle telecamere a metterci il loro bel faccino per sostenere la squadra: siete un vanto, davvero, dirigenti che le altre squadre si sognano e ci invidiano, non so come potremmo fare senza di voi, grazie. E l’AIA ringrazia sentitamente per la vostra totale e fedele collaborazione, siete fantastici.
Voglio aggiungere solo una cosa: forza Milan sempre!!! ♥️🖤