MILAN – COMO 1-1: I LARIANI FRENANO LA CORSA ROSSONERA

La settimana è deflagrata con il “caso Bastoni”, ma non è stato l’unico: a Como poche ore prima c’era stato un altro episodio di chiara ed evidente simulazione con protagonista Parisi della Fiorentina che, se è vero che ci ha risparmiato l’esultanza, è anch’esso da stigmatizzare. Abbiamo sentito di tutto in merito alla partita di San Siro , mi scuso se sarò basico e molto terra terra nel mio pensiero, che condivide quello di Luca Serafini. Il nocciolo del problema sta ai vertici di chi guida il nostro calcio e che ha partorito un sistema con un “protocollo” fallace, con personaggi inadeguati nelle posizioni decisionali in campo e fuori, il tutto con la compiacenza del movimento, tifosi esclusi. Inoltre, spero di sbagliarmi, tra qualche giorno dopo le scuse di facciata, il caso finirà nel dimenticatoio in attesa del prossimo con un’altra casacca.

In Inghilterra all’inizio della stagione 2017/18 furono diramate Regole chiare dalla Football Association: Una Commissione Disciplinare (ex calciatori, ex arbitri, ex allenatori) entro 24h dal match, avvalendosi della prova tv e dopo una decisione unanime, può agire anche retroattivamente su episodi come la simulazione o il comportamento violento, togliendo o comminando sanzioni disciplinari. Arrivare a questo sarebbe un grosso passo in avanti … se solo fosse voluto.

Fortunatamente c’è anche il calcio giocato, la partita di stasera aveva una valenza importantissima. I rossoneri di Max Allegri malgrado i passaggi a vuoto con le cosiddette “piccole”, negli scontri diretti, contro avversari della parte alta della classifica hanno sempre dimostrato solidità tecnica e soprattutto mentale. Sarebbe veramente puerile e banale confinare il tutto alla “buona stella” del tecnico rossonero, dobbiamo sempre ricordarci quello che è stato il nostro campionato della scorsa stagione. Il match con il Como era un passaggio fondamentale soprattutto per puntellare la nostra posizione di classifica, purtroppo lo abbiamo parzialmente fallito. La squadra di Fabregas ha dimostrato di essere una bella realtà con un bel gioco ed un’ottima organizzazione. 

PRIMO TEMPO

Primo tempo deludente dei ragazzi scesi in campo con alcune novità di formazione con De Winter al posto di Gabbia e Jashari scelto a centrocampo per sostituire lo squalificato Rabiot insieme a Ricci al posto di Fofana, con la coppia Leao- Nkunku in avanti. La partita si snoda con il Como a fare gioco con il Milan attendista e pronto alle ripartenze. Ripartenze che non si concretizzeranno mai, per la difesa alta a cinque del Como e del suo atteggiamento aggressivo che di fatto inibisce sul nascere le nostre azioni. Manca terribilmente la personalità di Rabiot, Jashari e Ricci troppo scolastici non danno quell’apporto significativo che serve. La prima mezz’ora scivola via senza emozioni, se non un gol annullato a Vojvoda per posizione irregolare, ed un tiro di Leao deviato da Butez. Al 31° minuto, l’episodio che stravolgerà la gara, Maignan in superficiale disimpegno con i piedi, regala il pallone a Nico Paz che non ha problemi a scaraventare in rete lasciando San Siro e tutti noi ammutoliti. Immediata la reazione rossonera al 34° minuto, girata al volo di Tomori con Butez che salva in corner. I nostri assalti sono più nervosi che pragmatici ed infatti è il Como al 40° minuto, ad avere  l’occasione del raddoppio con Sergi Roberto che da pochi passi spreca, bravo Maignan stavolta a deviare.

Finisce il tempo con un Milan nervoso anche per alcuni fischi di Mariani rivedibili.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa come ormai consuetudine scende in campo un Milan diverso. Pavlovic lamenta un problema e viene sostituito da Gabbia, i ragazzi sembrano svegliarsi dal torpore ed alzano i giri, cresce il centrocampo con Modric ma anche con Jashari, il Como perde certezze ed arretra sulla propria trequarti. Allegri se ne accorge, e mette immediatamente Saelemaekers e Fofana per Ricci e Athekame meno ispirato stasera.

I nuovi entrati danno quadratura e velocità alle nostre azioni, Fabregas preoccupato cerca di scuotere i suoi. Altra mossa rossonera, dentro i muscoli e il peso di Füllkrug per un impalpabile Nkunku. I Lariani in evidente confusione attaccano in maniera disordinata sbilanciandosi, ed al 64° minuto, un meraviglioso lancio di Jashari trova Leao pronto a sprigionare i suoi cavalli, Rafa vola in contropiede e con un bel pallonetto fulmina Butez in uscita disperata 1-1.

Sulle ali dell’entusiasmo cerchiamo il secondo gol andando vicino al 70° minuto con Fofana, che non riesce a deviare in rete un perfetto cross di Saelemaekers. Di fatto su questa azione la nostra spinta si esaurisce, complice l’innervosirsi del match, fioccano i cartellini gialli per Ramon e Leao.  La tensione fa più gioco al Como che torna lucido e pericoloso in contropiede, specialmente all’80° minuto con Baturina, che al volo di destro manda la palla sull’esterno della rete. Il nervosismo crescente coinvolge anche le panchine generando il rosso per Max Allegri e Cattaneo, il Team Manager del Como. Nel finale entra anche Pulisic per Leao, ma è il Como a creare pericolo con Rodriguez e Valle nei “soli” cinque minuti di recupero concessi da Mariani nonostante le perdite di tempo lariane, e le numerose sostituzioni.

Rammarico e delusione, sono i sentimenti che pervadono il popolo rossonero, al termine di un match giocato complessivamente per l’ennesima volta con poca spinta e qualità nell’arco dei 90 minuti. Come ormai consuetudine buttiamo via la prima parte di gara, trovandoci poi a dover rincorrere nella ripresa, mancando inevitabilmente nel corso dei minuti, della necessaria freddezza e lucidità. L’errore clamoroso di Maignan ci ha condizionati in un momento di gara dove le squadre erano bloccate ed in fase di studio. La reazione rossonera nella ripresa è durata complessivamente solo 6-7 minuti che stavolta non sono bastati contro un Como organizzato, guidato da un ottimo allenatore.

Proseguiamo il nostro campionato allungando la striscia d’imbattibilità ma, probabilmente, lasciando per strada quel sogno scudetto che sotto sotto pensavamo di cullare ancora per un po’. Paghiamo a caro prezzo le condizioni fisiche precarie del nostro attacco, Rafa gioca con il freno tirato ed è evidente mentre Pulisic appare la copia sbiadita del giocatore scintillante di fine anno e poi Füllkrug e Nkunku vanno a corrente alternata e in questa situazione tutto diventa assai più complicato.

FORZA MILAN!!!

TABELLINO

MILAN-COMO 1-1


Marcatori: 32’ Nico Paz, 64’ Leao

LE FORMAZIONI


MILAN (1-3-5-2):
 Maignan; Tomori, De Winter, Pavlović (dal 46’ Gabbia); Athekame (dal 56’ Saelemaekers), Jashari, Modrić, Ricci (dal 56’ Fofana), Bartesaghi; Nkunku (dal 62’ Fullkrug), Leão (dal 82’ Pulisic). A disp.: Terracciano, Torriani; Estupiñan, Odogu, Loftus-Cheek. All.: Allegri.

COMO (1-3-5-2): Butez; Kempf, Ramón, Diego Carlos; Vojvoda (dal 90’ Smolčić), Perrone, Caqueret (dal 78’ Da Cunha), Roberto (dal 78’ Rodriguez), Van der Brempt (dal 71’ Valle); Paz (dal 71’ Douvikas), Baturina. A disp.: Čavlina, Törnqvist, Vigorito; Moreno, Lahdo; Addai, Kühn. All.: Fàbregas.

Arbitro: Mariani di Aprilia.

Ammoniti: 53’ Paz, 63’ Butez, 68’ Leao, 68’ Sergi Roberto, 87’ Saelemaekers.

Espulsi: Allegri 80’.

Recupero: 2’ 1T, 5’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

15 risposte

  1. Carissimo Stefano, commento decisamente condivisibile! Si è persi una chance per allungare sul treno Champions. Anche in una serata scandalosa e umiliante in terra di Norvegia, l’Inter può consolarsi con il distacco sulla seconda che si allunga. Ma si è sempre detto: il nostro obiettivo è il ritorno nell’Europa dei grandi, il di più sarà gradito. Prova a tratti incolore, con il Como che presidiava l’area rossonera con convinzione e voglia di imporsi, anche se a tratti sterilmente. Peccato per l’errore di Maignan, capita. Non va dimenticata la straordinaria stagione di Magic Mike che tante volte ha tolto le castagne dal fuoco. Senza Rabiot il nostro centrocampo perde di dinamicità e profondità. Sapevamo che senza di lui sarebbe stata dura. Meglio Jashari di Ricci ma, ad essere sincero, non mi ha entusiasmato. Modric dimostra di essere sempre pronto a lottare e la sua partita è cresciuta esponenzialmente. Ma non è bastato. Si riparte da domenica contro il Parma. Vietato sbagliare.

    Forza Milan

    Vincenzo

    1. Ciao Vincenzo sì abbiamo tenuto la posizione, però resta il rammarico di una prova comunque insufficiente regaliamo tempi in continuazione ed alla fine poi io conto lo paghi con squadre molto organizzate come il Como

      1. Non si possono regalare sempre molti tratti delle gare, quando poi hai in media il tempo effettivo di gioco più basso d’Europa

  2. Buongiorno Stefano. Il Milan semplicemente per questa stagione, è fatto così.
    La partita di ieri, ha certificato, se ce ne fosse ancora bisogno, che la squadra deve guardarsi alle spalle, per cui, a mio avviso, questo è un punto guadagnato contro una squadra che gioca meglio e che, può fare molto male.
    Avere il Como ad oltre 10 punti di distanza a questo punto della stagione, mi fa stare più sereno.
    Nel pareggio di ieri si possono trarre, anche dal tuo ottimo commento, dei suggerimenti di come la squadra potrebbe evolversi.
    Per esempio, Jashari: forse mi sbaglio, ma la prossima stagione, questo ragazzo sarà un ottimo “acquisto”, sperando che possa crescere anche Ricci.
    Davanti però, ci sarà da lavorare seriamente: sarà fondamentale il centrattacco e scrivo centrattacco per sottolineare che ci vuole il classico giocatore da 20 gol in campionato ed altri 6/7, se non 10, nelle coppe che contano.
    Salamaekers, pur bravino, soffre troppo di rendimento alterno e lo stesso Bartesaghi, che sta comunque crescendo, non è ancora pronto per certi palcoscenici.
    La speranza che Modric possa rinnovare è soprattutto per gli appuntamenti internazionali che dovremmo affrontare; stesso discorso per Rabiot, di cui, ieri, si è sentita la mancanza.
    Modric, oltre al suo valore tecnico e tattico, ha una impostazione mentale superiore a tutti i suoi compagni e già soltanto per questi, è indispensabile.
    Infine, sempre per l’attacco, ci sarebbe da analizzare attentamente, l’utilità e l’utilizzo di RLC, Leao e Nkunku.
    Il primo è sempre stato molto a contatto con l’infermeria: sfortunato, per carità, però forse, sarebbe il caso di passare oltre.
    Poi, gli altri due, non mi sembra facciano sfracelli: Leao in questi 7 anni ha fatto sì delle belle cose ma francamente, da un top player, mi aspetto una continuità che a 27 anni, non ha mai dimostrato.
    Perché i Messi e i Ronaldo hanno sempre fatto 60 partite all’anno senza problemi?.
    Oltretutto, adesso ci si mettono gli infortuni: è soltanto sfortuna, oppure c’è dell’altro?.
    Perché i giocatori del Bodoe corrono 4 volte quelli dell’Inter?.
    Nkunku: riconosco, come tutti, il suo valore tecnico, ma sino ad ora, a parte qualche giocata ed un paio di rigori, si è visto poco; è arrivato in tutta fretta, a fine mercato, ma non era lui che ci serviva; o meglio, ci serviva per rinunciare eventualmente, a Leao.
    Fullkrug: ottimo attaccante ed ottimo impatto: ciò non toglie però, che ci voglia un centrattacco titolare.
    Pulisic: come Modric!.
    P.S. Se poi l’Inter dovesse crollare, ben venga, ma i difetti restano.

    1. Grazie Gianpaolo vero tutto infortuni a catena vero d che la nostra proposta di gioco specie con chi viene a “giocare” perdona il gioco di parole dovrebbe essere più proporzionati a e meno sparagnina

  3. Buongiorno Stefano, analisi perfetta.
    Ti dico come l’ho vista io: loro completamente diversi rispetto a un mese fa, più accorti, meno “tarantolati”, facevano girare palla ma senza essere troppo ficcanti. Sono stati pericolosi solo nell’occasione del gol annullato, ma viziato da fallo evidente su Ricci nella loro metà campo, bellamente ignorato da un Mariani che, come al solito con noi, fa due pesi e due misure. Poi Mike ha quell’infortunio, perché di infortunio si tratta, e loro vanno in vantaggio: non me la sento di dire nulla su Maignan, dopo tutto quello che ci ha salvato in questo campionato, solo che mi dispiace molto per lui.
    Nel secondo tempo finalmente ci svegliamo, e loro si chiudono in difesa, anche se il gol lo prendono su un contropiede meraviglioso iniziato da Jashari (ottima la prova dello svizzero a mio modesto avviso) e concluso con una sgroppata di Leão che con un bellissimo pallonetto uccella Butez uscito a vanvera. Sostanzialmente il pareggio è il risultato più giusto: peccato perché l’inter torna dalla gelida Bødø con 3 gol al passivo e con Lautaro gravemente infortunato al polpaccio (stando almeno alle dichiarazioni post partita di Chivu). Sabato a Lecce saranno costretti a mettere le “riserve” per far riposare i titolarissimi in vista del ritorno di Champions fissato per martedì prossimo, ma incontreranno un Lecce quanto mai focalizzato sulla salvezza, che non lascerà, almeno si spera, nulla al caso. Anche perché lunedì ci sarà lo spareggio salvezza Fiorentina-Pisa, e il Lecce vorrà approfittarne per allungare sulle inseguitrici. Ma si sa che quest’anno va così, e dobbiamo dire solo grazie ad Allegri: certo, l’imbattibilità è una bella cosa ma solo per le statistiche, perché se fosse possibile scambierei volentieri i 9 pareggi con 4 sconfitte e 5 vittorie, perché avremmo sì 4 punti in meno, ma avremmo anche 10 punti in più, quindi a -1 dalla capolista, ma tant’è.
    Veniamo agli episodi dei due allenatori: Allegri che non ha fatto niente viene espulso e Fabregas che tira la maglia ad Alexis, salvo poi scusarsi (e sticazzi…) nemmeno ammonito: d’altronde si sa che Mariani c’ha il culo chiacchierato… e che nessuno venga a dirmi che su Saelemaekers c’era il secondo giallo…
    Domenica sarà a San Siro per Milan Parma, finalmente torno dopo qualche mese a rivedere i ragazzi dal vivo: e come ogni volta tornerò a casa senza voce.
    Forza Milan sempre!!!

    1. Buongiorno Stefano! Concordo con la tua disamina coerente ed oggettiva come al solito. Di questo match mi voglio portare il ricordo di tre istantanee 1)la distratta e sciagurata rimessa di Maignan 2) il goal capolavoro del circense Leao 3) il colpo di testa finito alto del ruvido Fofana.
      Punto. Il resto è stato ben visibile sotto i nostri occhi lividi di rabbia…per un Maignan spesso salvatore ma ieri sera non lucido…per l’assenza reale di un vero numero 9 (Fulkrug è un Panzer ma con munizioni a salve, Nkunku risparmia il fiato quanto basta al gonfiaggio del palloncino)….per la mediocrità dei sostituti di Rabiot…per last but not least la valenza giovane e spensierata dei Lariani!
      7 punti di gap son tanti?
      Forse più sì che no! Ma mancano 13gare….e nello scudetto del ns Centenario con Zaccheroni recuperammo 7 lunghezze dalla Lazio in 8 gare….e mai dire mai!
      Voglio crederci purché, ovviamente e per parte nostra non si perdano altri punti e, per contro, li perdano i dirimpettaii del Naviglio!
      Buona giornata!

      Massimo 48 ❤️ 🖤

  4. Mah, io stasera non riesco ad esimermi da un commento estremamente critico. Vero è che non bisogna assolutamente dimenticare che noi a causa degli infortuni siamo privi, o abbiamo a mezzo servizio,gli uomini in grado di saltare l’avversario, ai quali si è aggiunta anche l’assenza per squalifica del miglior centrocampista del campionato, però è un fatto che senza di loro Il Milan purtroppo è una squadra poco più che normale. Il Como dal canto suo invece, secondo me per segnare ha bisogno o di un supergol di qualcuno dei suoi o di un regalo degli avversari e puntualmente noi abbiamo provveduto a confezionere il regalo. Da dietro non abbiamo nessuno in grado di portare la palla con rapidità in avanti e gli esterni giocano lentamente e in orizzontale e spessissimo all’indietro. Per l’ennesima volta il primo tempo è stato regalato all’avversario e dopo il pareggio invece di continuare a macinare ed ad alzare il ritmo, ci siamo lasciati intrappolare nella melina, nelle perdite di tempo, e nel nervosismo dei “giochisti”. Non ho visto, in poche parole, quella voglia di vincere e quella cattiveria che sarebbero servite per vincere e mantenere vivo il sogno scudetto. Il secondo posto per me è jn miracolo che questa squadra sta facendo. In realtà guardando l’inter credo che il xampionato non sia ancora perso , ma questo dipende dalla ripresa totale di Salemackers, Pulisic e Leao che anche ieri ha passeggiato. Si vede che non è al top ma, nonostante nel primo tempo sia stato impiegato in jn ruolo che non è il suo, appena è stato spostato nella sua posizione naturale , il Milan è salito di giri e lui ha segnato. Questa è un domanda che vorrei fare ad Allegri, come mai preferisce giocare con Leao “centravanti” affiancato da l’evanesxente Nkunku, anziché puntare su Fulkrug. Secondo me il mister sta facendo miracoli vista la qualità della rosa e il problema infortuni, però ogni tanto non lo capisco, anche se avendo sott’occhio la squadra durante tutta la settimana lo sa meglio lui di me come giocare 😀.

    1. Ciao Gianluca anche io concordo con Leao e Fullkrug. Il tedesco era arrivato carico ed aveva fatto bene poi la flessione amplificata dal rigore di Pisa. Nkunku e Leao ( che non sta bene ) non sono compatibili

  5. Quest’anno il Milan è questo. Difficile che possa cambiare sensibilmente. Tuttavia ricordiamoci il campionato dello scorso anno. Siamo a 24 partite che facciamo punti. Mi sembra tanta roba. La squadra non è certo fatta per vincere lo scudetto. Saluti a tutti

  6. Buonasera caro Stefano, a me il Milan non è proprio dispiaciuto, senza la forza di Rabiot e Loftus Cheek si sapeva che avremmo sofferto. I lariani senza attaccanti di ruolo hanno marcato a uomo ogni giocatore che li attaccava, i falli non fischiati su Leao, Ricci e Pavlovic (rischiata la frattura del perone) ci hanno innervositi, ma senza l’errore di Maignan l’avremmo vinta lo stesso.
    Quando Fabregas ha messo le mani addosso a Saele ( lo aveva già fatto su Pavlovic ) Allegri gli ha intimato di stare zitto perché i comaschi si lamentano troppo e menano di brutto (sempre Van der Brempt aveva anche spintonato Modric e scalciato Maignan).
    Comunque, anche di testa Fofana non inquadra proprio la porta, Fullkrug non toccato palla e Alexis è troppo nervoso e falloso.
    Vergognoso che Fabregas infine si strappi i capelli pretendendo il secondo giallo su di lui al minuto 92! e dopo aver chiesto scusa per il suo gesto antisportivo non sanzionato.
    Perdite di tempo del Como premiate da appena 5 minuti di recupero , arbitraggio allucinante col quarto uomo e il Var assenti.
    Come già detto con tutte le punte con le polveri bagnate l’è dura.
    Forza Milan, Milan Campione

    1. Non entro in merito alla questione torti arbitrali… ci sono le immagini no voglio alibi… giochiamo male regalando tempo e campo. Fullkrug deve giocare dall’inizio .. sento già in giro che il ragazzo stato etichettato come fallimento …. in italia siamo incredibili nel distruggere. un caro saluto Bruno

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