Ad agosto scorso avevamo celebrato l’approdo in Premier League di Giovanni Leoni, protagonista di una storia in cui un importante punto di arrivo stava rapidamente evolvendosi in punto di partenza.
La storia fatta di perseveranza e coraggio, del giovane romano, attualmente impegnato nel suo programma di riabilitazione presso l’Axa Training Center e che ha dichiarato di voler tornare più forte dal suo infortunio al crociato, richiama, nelle sue origini, quella di Fermín López.
A dispetto dei suoi ventidue anni, il campione del Barcellona ha già accumulato numeri impressionanti nella sua carriera da professionista, e questo nonostante abbia iniziato a giocare a calcio soltanto a undici.
Nel passato di Fermin non colpisce soltanto il fatto che il talento andaluso abbia dovuto lavorare sodo per recuperare il tempo perso rispetto ai coetanei che avevano cominciato a dare i primi calci un lustro prima, ma anche la “rincorsa” intrapresa dal punto di vista fisico: Fermín era il più piccolo della squadra, con una statura tipica di un ragazzo di età di 2-3 anni in meno rispetto ai compagni. Questa cosa lo faceva soffrire al punto di piangere spesso alla Masia e di meditare l’abbandono e il ritorno a casa. La mancanza degli amici e della famiglia, il senso di inadeguatezza rispetto ai compagni non ha però prevalso sulla tenacia al punto di continuare a lavorare sodo, credendo in se stesso, lavorando sulla tecnica, sull’atteggiamento e proteggendo i propri sogni. Questo sviluppo tardivo dunque non lo ha scoraggiato e anzi, lo ha motivato a lavorare ancora di più, finché finalmente fra i 17 e i 18 anni, Fermin ha vissuto un’importante crescita muscolare, che gli ha permesso di diventare un giocatore più forte e più completo. Il prestito al Linares, in terza divisione, ha rappresentato per lui un punto di svolta, dove è cresciuto, oltre come atleta, anche come uomo, imparando abilità che non avrebbe mai sviluppato nella Liga.
Oggi, Fermin è tornato al Barcellona e sta facendo vedere a tutti di cosa è capace. Ecco alcuni dei suoi dati più recenti:
– *Partite giocate:* 148
– *Gol segnati:* 43
– *Assist:* 20
– *Gol per 90 minuti:* 0,44
– *Assist per 90 minuti:* 0,44
– *G+A per 90 minuti:* 0,89
Nella stagione 2025/2026, Fermin ha già segnato 4 gol e fornito 4 assist in 15 partite di Liga, giocando un totale di 812 minuti. Inoltre, ha anche debuttato con la nazionale spagnola, giocando 5 partite.
La storia di Fermín López è dunque un esempio di come la determinazione e la resilienza possano aiutare a superare anche gli ostacoli più grandi, compresi quelli fisici, e il nostro invito ai “tardivi” rimane quello di proteggere il proprio talento e la luce più vivida dei propri sogni, perché a volte succede che essi si realizzino per chi, nell’attesa, li protegge.

Bio: Francesco Borrelli è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è condividere come Coach il suo ufficio a fianco alla “palestra delle leggende” di Milanello con Ibra.
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