ROMA – MILAN 1-1: PUNTO PREZIOSO PER I ROSSONERI

Roma -Milan, ricordi indelebili che ci riportano inevitabilmente alla mente il dolce gennaio del lontano 2004 quando, un Milan maestoso, con il famoso ”Albero di Natale”, espugnò l’Olimpico con una prestazione impeccabile firmata da due gol di Shevchenko che proiettarono i rossoneri verso lo scudetto. Tanto tempo è passato, ma chi ama questi colori ogni volta che si presenta questa partita non può non tornare, con il suo pensiero, a quel giorno.

Gennaio 2026, Roma e Milan, ancora ai vertici e ieri sera la partita tornava nuovamente importantissima per il proseguo della stagione e la rincorsa all’Inter, solitaria capolista. Un match snodo per determinare quale delle due compagini potesse essere tra le più accreditate antagoniste, oltre ad una Juventus in ascesa dopo la vittoria su un Napoli in evidente difficoltà, in un campionato mai così in equilibrio ad alta quota.  

I nostri ragazzi si presentavano all’Olimpico reduci da due vittorie fondamentali con Como e Lecce, la prima sofferta con tanto di contorno polemico per come ottenuta ma efficace e preziosa nella sua spietatezza; la seconda convincente, con in mostra il nuovo acquisto Fullkrug già perfettamente calato nella nostra dimensione, determinante con il suo ingresso in campo nel dare fisicità e presenza in area avversaria che tanto ci mancava.

La Roma era squadra ostica, difficile da affrontare perché in continua evoluzione, che arrivava al match in ottime condizioni  grazie soprattutto al prezioso lavoro del suo tecnico Gasperini bravo a plasmarla a sua immagine, reduce da tre vittorie consecutive in campionato,  con la miglior difesa del torneo ed un Dybala tirato a lucido insieme al  talentuoso Soulè pronti ad innescare il nuovo acquisto Malen già determinante, pedina perfetta per esaltare l’1-3-4-2-1. del Gasp.

Max Allegri ritrovava Modric in cabina di regia con al suo fianco Rabiot e Samu Ricci, Bartesaghi e il prezioso recupero dell’equilibratore Alexis sulle fasce, la difesa confermata con Tomori, Gabbia e De Winter, ed un attacco a tutta velocità per colpire in ripartenza la Roma con Nkunku e Rafa Leao, ultimo ma primo nei nostri cuori. In porta il capitano Super Mike Maignan ormai vicino alla conferma con la nostra maglia, possiamo dirlo il vero colpo del  mercato di gennaio dell’asse Tare, Allegri, Filippi.

PRIMO TEMPO

Dispiace dirlo, ma anche stasera un altro primo tempo completamente appannaggio degli avversari. Dopo un inizio che sembrava equilibrato la Roma ci schiaccia letteralmente nella nostra metà campo senza mai consentirci una qualsiasi reazione, i giallorossi aggressivi ci prendono già al limite dalla nostra area inibendo così la nascita di qualsiasi iniziativa rossonera. Già dopo 20 minuti rischiamo di prendere gol con Konè e, due volte, con il pericolosissimo Malen, mobile e bravo nello smarcarsi, ci salva per l’ennesima volta Mike Maignan. 

La squadra è lunga, i centrocampisti sono costretti a tornare fino al limite della nostra area creando una spaccatura evidente con l’attacco, Leao e Nkunku sono completamenti isolati in avanti e, va detto, non brillano per combattività. Ci affidiamo così ad improbabili lanci lunghi diventando facile preda dei difensori della Roma bravi a ribaltare velocemente l’azione. 

I Giallorossi sono solidi in mezzo al campo con Konè e Cristante, percuotono sulle fasce con Celik e Wesley coadiuvati dagli appoggi di Dybala e Soulè bravi a prenderci d’infilata al centro del nostro schieramento difensivo. La difesa è costretta a disporsi a cinque con l’arretramento sulla linea di Bartesaghi e Alexis, regge, ma rischia ogni qualvolta la Roma si presenta in area. 

Maestoso è Maignan al 46 minuto a respingere d’istinto una girata di Celik da pochi metri. Finisce il tempo dopo un immane fatica per la nostra squadra, contro una Roma arrembante e pericolosissima, ed uno Svilar praticamente inoperoso.

SECONDO TEMPO

La ripresa vede finalmente un Milan più convinto e coraggioso, ed al 50 minuto un bel diagonale di Rabiot è deviato in tuffo da Svilar.  Athekame entrato al posto di Saelemaekers viene ammonito e prima di lui Rabiot, per una gestione arbitrale dei cartellini quantomeno singolare da parte dell’arbitro Colombo. Al 62 minuto, dagli sviluppi di un corner, Modric pennella un traversone perfetto in area per De Winter che con un balzo imperioso batte di testa Svilar per l’insperato vantaggio rossonero. La partita sembrerebbe indirizzarsi dove vuole il Milan, ma non è così, malgrado il cambio completo dell’attacco delle due squadre: Fullkrug e Pulisic per Nkunku e Rafa Leao in evidenti non perfette condizioni fisiche , per la Roma  dentro Vaz e Pellegrini per Dybala e Malen. Nel proseguo del gioco viene ammonito pure Modric, esterrefatto per una decisione francamente incomprensibile, visto il concedere la qualsiasi ai giocatori giallorossi in termine di proteste (Mancini e Cristante). La Roma riprende quota e ci costringe nuovamente a difendere dentro la nostra area, scelta fatale perché al 72 minuto sugli sviluppi di un cross profondo di Wesley, Bartesaghi nell’opporsi a Celik colpisce la palla con il braccio largo: è calcio di rigore. Dal dischetto Pellegrini fulmina Maignan, che intuisce la traiettoria, ma non riesce ad opporsi al tiro secco e preciso del giallorosso 1-1. 

Il finale ci vede ancora arroccati in area con la Roma che spinge alla ricerca del gol vittoria, solo una sortita dei nostri ragazzi con un colpo di testa di Fullkrug che finisce alto. Termina in parità una partita sofferta, con un pareggio che alla fine risulta essere un punto prezioso visto l’andamento del match.

Il Milan continua la sua striscia di imbattibilità ma risulta incomprensibile come una squadra come il Milan si veda costretta ad abbassarsi sistematicamente nella propria area portandosi inevitabilmente il pericolo in casa. La squadra sa difendere, è compatta, tutti si sacrificano ed Allegri ha dato mentalità ed applicazione ma, parere personale, come visto ieri sera se optiamo per un attacco veloce non possiamo lasciarlo completamente isolato con una spaccatura di quaranta metri per l’arretramento dei centrocampisti impegnati a dare sostegno ai difensori al limite dell’area ed impossibilitati ad accompagnare le ripartenze, affidandosi così a lunghi lanci che finiscono nel nulla per le caratteristiche dei nostri attaccanti bravi ad attaccare la profondità ma carenti totalmente della caratteristica di difendere palla e far salire la squadra.

Il punto di Roma ci lascia in una posizione di privilegio per quanto riguarda la classifica, ma dobbiamo fare attenzione dietro di noi: Juventus, Como e la stessa Roma hanno iniziato a correre. 

FORZA MILAN!!!

TABELLINO

ROMA-MILAN 1-1
Marcatori
: 62′ De Winter (M), 74′ Pellegrini su rigore (R)

LE FORMAZIONI
ROMA (1-3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Gilardi; Celik, Kone (58′ Pisilli), Cristante, Wesley; Dybala (68′ Pellegrini), Soulé (85′ Venturino); Malen (68′ Vaz). A disposizione: Vasquez, Gollini, El Aynaoui, Ferguson, Tsimikas, Venturino, Ziolkowski, Lulli. Allenatore: Gian Piero Gasperini. 

MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers (46′ st Athekame), Ricci (78′ Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (68′ Pulisic), Leao (68′ Fullkrug). A disposizione: Terracciano, Torriani, Estupinan, Fofana, Odogu, Jashari, Pavlovic. Allenatore: Massimiliano Allegri.

Arbitro: Andrea Colombo della sezione di Como

Ammoniti: 50′ Rabiot (M), 55′ Athekame (M), 70′ Modric (M), 74′ Maignan (M)

Recupero: 1′ 1T, 4′ 2T

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

16 risposte

  1. Analisi perfetta, Stefano! Qualche considerazione sparsa.
    A questo punto della stagione è giusto considerare il cammino fatto fin qui e a valutarlo positivamente. Allegri ha dato un’identità, perlomeno dal punto di vista del carattere e della solidità. Nessuno avrebbe scom messo probabilmente su una così lunga imbattibilità dei nostri ragazzi. Sono d’accordo quando dici che si è cercato solo il lancio lungo e che si lasci fare il gioco agli altri. Su questo bisogna assolutamente migliorare perchè alla fine la Roma avrebbe pure meritato per lunghi tratti la vittoria. Non prendiamo gol, ma ne facciamo pochi. Chi ci sta davanti e dietro trova migliori soluzioni offensive. E’ una critica che si può muovere ad Allegri, ma da tifoso sono soddisfatto dei punti e della posizione. Sia chiaro: non sono rubati! Nel calcio bisogna anche saper difendersi e non è una tua colpa avere il portiere più forte al mondo. Peccato per il rigore: la Roma era calata e probabilmente non avrebbe trovato il gol del pareggio. Max ha ragione quando dice che bisognerà soffire per entrare tra i primi quattro. Per lo Scudetto bisognerà capire come l’Inter reggerà l’impegno. Con il Pisa ci sono stati dei campanelli d’allarme che quando suonano dalle parti di Appiano non sono auguranti. Ma credo che con il calendario favorevole possano, ahimè, prendere il largo. Noi testa alla Champions. A Bologna si va per vincere.

    Forza Milan

    Vincenzo

  2. Ciao Stefano, analisi come sempre molto dettagliata, grazie.
    Pronti via, e dopo 16 secondi Malen ha già fatto un tiro che Mike prende facile: già da lì dovevamo capire quali fossero le intenzioni di Gasperini. Invece ci siamo resi “complici”, a mio avviso, di molti errori sui passaggi, anche in quelli più semplici, perdendo palloni in maniera sciocca nella nostra metà campo, mai attenti sulle seconde palle che andavano sempre a loro: insomma, secondo me se loro sono stati pericolosi è stato anche grazie a nostri clamorosi errori, non voglio chiamarli di sufficienza, ma di distrazione. Solo un super Mike, tanto per cambiare, ci salva dalla capitolazione contro i capitolini (passami il gioco di parole) nel primo tempo, migliore in campo insieme a Rabiot, Modrić, Gabbia e Bartesaghi, che si è messo in tasca Dybala salvo poi toglierlo per il cambio chiamato da Gasperini. Nel primo tempo non salvo nessun altro oltre loro: nel secondo tempo, grazie anche al loro calo fisico, veniamo fuori come al solito. Bello il nostro gol, peccato per il rigore perché onestamente avevo sperato nei tre punti: dopo il vantaggio loro si erano un po’ disuniti, potevamo approfittarne ma un Leão con le polveri bagnate, forse per via dell’incessante pioggia, un Nkunku un po’ troppo “leggero” nei contrasti, non riusciamo a portare via i 3 punti che, meritati o no, ci servivano come il pane.
    Considerazioni finali:
    – punto guadagnato: ni. Ora iniziano a pesare i punti persi in pareggi evitabili: non si è mai definito un pareggio come punti persi, ma sempre come punti guadagnati. Però considerando gli 8 pareggi, quindi gli 8 punti realizzati, proviamo a tagliarli del 50%: con 4 sconfitte e 4 vittorie i punti sarebbero stati 12, e non 8, e l’inter oggi sarebbe a un solo punto di vantaggio invece dei 5, e se davvero l’obiettivo rimane entrare nelle prime 4 oggi saremmo molto più tranquilli del risultato. E non venirmi a dire che i pareggi fanno morale perché non mi sembra che l’inter, con 4 sconfitte sul groppone, si senta così “umiliata”;
    – atteggiamento della squadra: ni un’altra volta. Si parla tanto dei 7 rigori subiti, ma non puoi pensare di non rischiare di prendere rigore se la maggior parte della partita la passiamo nella nostra area di rigore. Anche ieri sera “se non avessero avuto il rigore non avrebbero mai segnato”: parole e musica sono del maestro Luka Modrić. E quando parla Lui bisognerebbe ascoltarlo, e fare come dice.
    Ci aspettano altre due partite fuori casa non proprio facili, sia per la piazza in cui andremo a giocare, sia perché non si sa il motivo per il quale chi incontra il Milan gioca sempre la partita della vita. Sicuramente Allegri saprà come lavorare con, e sui, ragazzi per portare il massimo risultato a casa.
    Forza Milan sempre!!!

      1. Punto prezioso per la corsa champions, punto perso per lo scudetto, dipende da come si guarda. Io sono con te, noi dobbiamo puntare ai primi quattro posti perché allo lo scudetto mancano proprio i valori tecnici per aspirarvi. Ora abbiamo un assetto e Allegri ha delle varianti, quello che manca secondo me è il tasso tecnico. Non si tratta di gioco come sento dire in giro, Allegri sa benissimo cosa si deve fare per vincere in Italia. Se dipendesse solo dal gioco allora tutti potrebbero vincere. Il Como gioca benissimo, è che gli manca materiale umano per essere in vetta. Di contro, ma in maniera diversa Allegri gioca in modo funzionale alla vittoria, ma se poi il tasso tecnico dei giocatori non va oltre un certo limite c’è poco da fare. Ieri ho visto degli errori ai quali neanche la classe di Modric e Rabiot possono rimediare. Noi stiamo facendo un miracolo a essere al secondo posto a un passo dall’Inter, è bene che tutti se lo ficchino in testa. Domanda: ma Leao ha la pubalgia? come mai corre meno di Modric gioca all’ indietro e non salta l’uomo da mesi?

        1. Grazie Gianluca Leao ha indiscutibilmente problemi fisici poi certo è vero che alcune scelte nelle giocate non sono consone a queste partite, il tasso tecnico è buono non eccelso ma è nel l’atteggiamento di squadra si potrebbe fare di più. Il centrocampo difende troppo a ridosso dell’area di Maignan e giocoforza in ripartenza dobbiamo coprire decine e decine di metri di campo

  3. Buongiorno Stefano, sono d’accordo con te sull’analisi del match ma anche sui problemi tattici.
    Come ben sai, io sarei dell’idea di pagarli per quanto giocano, ma purtroppo non si può fare.
    Detto ciò (anche come battuta) è veramente incomprensibile come questa squadra rinunci a giocare per un tempo.
    Oramai non è un caso isolato, ma una regola.
    La Roma, come il Como, avrebbe meritato di vincere ed il Milan oggi si ritroverebbe con avversari molto più vicini.
    Maignan è un merito, nel senso che ce lo abbiamo noi e speriamo di non cambiarlo.
    È veramente bravo e i punti si conquistano anche così, ma quello che non si può accettare è il gioco mediocre e non credo dipenda troppo da Allegri.
    Magari potrebbe essere che aggredendo Modric gli avversari che sono più freschi, riescono a metterlo in crisi e la manovra della squadra ne risenta, mentre, nel secondo tempo, il nostro regista gode di maggiori spazi.
    Non so, la butto li.
    Una cosa è certa: il Milan nel suo DNA ha sempre avuto un gioco, grazie ai vari Liedholm, Gren, Schiaffino, Rivera, Donadoni ecc., e con loro si aveva un’impronta inconfondibile; questo stile oggi è in crisi e dovremmo tornare ad imporlo.
    Sono però anche d’accordo con Vincenzo quando dice che i risultati stanno dando ragione ad Allegri.
    Trovo giusto anche il ragionamento di Luigi: 7 rigori contro perché passiamo molto tempo nella nostra area di rigore.
    Da questo si evince che, seppur vontenti di essere davanti, la mancanza di un gioco propositivo è frustrante.
    Speriamo di migliorare….

    1. Grazie Gianpaolo stiamo troppo nella nostra area arretrando con il centrocampo e quando dobbiamo ripartire dobbiamo fare 70 metri di campo venendo inevitabilmente aggrediti, in più Leao è Pulisic non sono al meglio . Il nostro gioco troppo attendista e rinunciatario

  4. Mi concedo anche un commento su quel rigore assurdo che ci hanno fischiato: questa è la testimonianza che in questo momento quelli che fanno le regole di questo sport sono dei matti incompetenti. Esiste una regola che dice che in area bisogna stare con le mani dietro la schiena? No, quindi io mi presento davanti all’uomo in posizione umana, visto che non posso staccarmi il braccio appoggiarlo dietro la porta e riattaccarmelo dopo, quindi se te mi ci tiri una legnata da trenta centimetri e me lo colpisci non può essere rigore perché non esitendo una regola che dice che ogni tocco di mano/braccio è rigore a meno che le braccia non siano dietro la schiena, ovviamente conta la volontarietà. Non mi pare difficile. Finirà che i giocatori mireranno apposta al braccio.

    1. Se giochi basso così devi avere dei contropiedisti micidiali, che anche se no colpiscono direttamente danno tempo alla squadra di salire, lui l’ha studiata cosi, non a caso si è affidato a Leao e Nkunku che però hanno cannato la prestazione. Sono d’accordo con te, il tasso tecnico è buono ma non è da primo posto

    2. Concordo con molti dei commenti scritti al tuo sempre dettagliato e condivisibile articolo Stefano. La gara dell’Olimpico soprattutto nel primo tempo è stata la fotocopia di quella sostenuta a Como, ma la nostra reazione nella ripresa si è limitata al solo acuto inaspettato di Dewinter tranne un bel diagonale di Rabiot e l’inzuccata finita alta di Fulkrug allo scadere, troppo poco per essere identificati come la lepre che insegue l’Inter, la quale ringrazia per trovarsi inaspettatamente e per una cabalistica combinazione di risultati a percorrere un’autostrada priva di caselli! È ora di darci una solenne svegliata o tutto, volenti o nolenti, ineluttabilmente si dissolvera’ rendendoci ardua, vista la repentina risalita di bianconeri e lariani, anche il raggiungimento della quartina di testa che salverebbe, nonostante una sola sconfitta subita, questa anomala ed ondivaga stagione.
      Buona serata.

      Massimo 48

  5. Il solito bravissimo Stefano ci regala l’ennesima dimostrazione di come si debba raccontare una partita di calcio. Il Milan di quest’anno divide i tifosi tra chi vorrebbe di più e chi pensa al triste come eravamo degli ultimissimi anni. Hanno tutti ragione. Solo il futuro ci potrà dire se stiamo assistendo alle prime cure ad un soggetto malato che poi guarisce definitivamente e si appresta a raggiungere obiettivi importanti, o invece quello che vediamo è ancora parte di quella sofferenza e dove le cure sono insufficienti. In bilico, quindi. Con un gioco non proprio da Milan nei suoi concetti troppo ” umili” e nei suoi interpreti non proprio di alto livello, specie in attacco. Pur non essendo un estimatore di Allegri non credo sia una Sua completa responsabilità l’atteggiamento spesso rinunciatario della squadra, ma piuttosto la conseguenza di una qualità non altissima di chi ne fa parte. Abbiamo giocatori non fortissimi in diversi reparti, un attacco leggero e alcuni campioni sottotono come Pulisic e fuori condizione o mezzi infortunati come Leao. Quest’ultimo impiegato anche in un ruolo non suo in questo momento potrebbe forse lasciare il posto a qualcun’altro tanto è insignificante la sua presenza. La domanda è sempre la stessa: chi ha fatto le scelte? Chi ha ritenuto questa una rosa all’altezza per arrivare in Champions? Perché è la cabina di regia che decide il destino di una squadra . E la nostra società dopo il fallimento e con Tare e Allegri è capace di fare scelte da grande Milan? Non resta che continuare a seguire il nostro Milan e sperare che il poco di adesso sia solo un preludio per qualcosa che sta nascendo.

    1. Grazie per il tuo apprezzamento, cerco sempre l’obiettività ed il racconto semplice senza manierismi inutili ma attenendomi al campo ed a quello che vedo. Vero i giocatori sono buoni alcuni ottimi piacerebbe un atteggiamento più propositivo nello sviluppo del gioco un caro saluto

    2. Grazie Mirko per la tua disamina sempre completa e attenta concordo su Leao se non sta bene inutile schierarlo e Pulisic che ha tirato la carretta e non ne ha più

  6. Ieri sera non ho potuto vedere la partita. Comunque grazie al tuo articolo ho potuto facilmente farmi un’idea dell’andamento del match. Peraltro in linea con le ultime prestazioni. Non sempre è possibile vincere con un tiro in porta. Probabilmente i ragazzi e Max̌ stanno facendo il massimo. Dobbiamo sperare che qualcuno aumenti il propirio livelli, ad esempio Leao che spesso nella seconda parte del campionato fa le migliori prestazioni. Saluti a tutti.

    1. Grazie Alessio sì vero è diventata una costante pericolosa concedere campo e gioco per larghi tratti della partita. Leao non sta bene … e si vede .. piacciono meno alcune leggerezze che si concede in partita

  7. Leggendo tutti i commenti, appare un clima di insoddisfazione per il modo in cui affrontiamo le partite.
    Di tutte le ottime analisi, quella del signor Mirko Campini è forse la più completa.

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