COMO – MILAN 1-3 : TRE LAMPI DI RABIOT (E MAIGNAN) STENDONO UN BUON COMO

In Inghilterra, nel decennio d’oro della First Division, i 70’s, li chiamavano “Iron Man”: erano quei calciatori che con la forza e la tenacia abbattevano qualsiasi soglia del dolore, diventando immediatamente beniamini dei propri tifosi. Niclas Fullkrüg centravanti tedesco arrivato nel mercato di gennaio tra un nugolo di perplessità (non del sottoscritto) per vestire la nostra maglia, dopo poche settimane ha dato prova di quanto questa caratteristica faccia parte del suo bagaglio di uomo ancor prima che di calciatore. 

La frattura al dito del piede, infortunio non trascendentale ma penalizzante, ci aveva visto ripiombare nell’incubo di un attacco in perenne emergenza, dopo la buona prova del tedesco a Firenze con i due assist importanti per Pulisic ed una prestazione tutta cuore e determinazione malgrado la forma ancora non ottimale. Niclas in questi giorni ha voluto dare un segnale forte a tutto l’ambiente e di come si sia calato immediatamente nella nostra dimensione, il mese di assenza tanto sbandierato dai vari quotidiani e siti sportivi alla fine si è dissolto come neve al sole.

La partita di Como arrivava dopo le prestazioni non brillanti contro il Genoa e la Fiorentina, figlie di un gioco involuto specialmente da parte del nostro centrocampo. Rabiot e Modric finora cardini della mediana hanno evidenziato un calo fisico assolutamente legittimo nell’ultimo mese, calo che purtroppo non è stato ovviato dalle prestazioni talvolta anonime di chi era deputato a sostituirli. L’attacco di conseguenza ha vissuto di picchi estemporanei: prima Pulisic, poi Leao ed infine Nkunku, confermando la sensazione di un momento generale di grande difficoltà, in cui talvolta l’improvvisazione estemporanea di una singola giocata ha preso il sopravvento sull’organizzazione di un solido gioco di squadra.

Ieri sera un altro match in trasferta, importante e difficile, contro una formazione molto organizzata, imbattuta in casa, che ha segnato il 60% dei suoi gol negli ultimi 30 minuti, dato non trascurabile, ben allenata da Mister Fabregas che è riuscito con continuità di prestazioni a posizionarsi in zona Europa, un traguardo assolutamente incredibile per la storia del club.

La formazione del Milan vedeva in difesa l’indisponibilità di Pavlovic, per il colpo alla testa rimediato domenica scorsa, spazio quindi a De Winter con Gabbia ed il rientrante dalla squalifica Tomori. A centrocampo tornavano dal primo minuto Modric, Rabiot e Fofana, con Bartesaghi e Alexis in fascia, in avanti Leao con Nkunku che è sembrato essere tornato il giocatore della Bundesliga che tanto attendevamo.

PRIMO TEMPO

Poco da dire, una prima frazione totalmente dominata dalla squadra lariana che trova il vantaggio già al 9° minuto con un colpo di testa perentorio di Kempf che anticipa Fofana ed una difesa completamente immobile.

Il Milan difende a quattro con lo scivolamento a terzino sinistro di Bartesaghi e Tomori largo a destra. Il Como completamente padrone del gioco con azioni articolate ma che si snodano veloci ed è proprio la velocità di gioco la stridente differenza che balza immediatamente all’occhio. La nostra azione lenta e impacciata con Modric pressato già sulla nostra trequarti ed il continuo ticchettio perimetrale con passaggi spesso all’indietro talvolta stucchevoli. Malgrado questo abbiamo difficoltà pure a correre all’indietro ogni qualvolta ci affacciamo nella metacampo lariana, con il Como che ci prende in velocità ripartendo pericolosamente.

Protagonista assoluto Mike Maignan che ci salva letteralmente dal tracollo tre volte: al 24° minuto andando con la mano di richiamo a neutralizzare un gran sinistro di Nico Paz, al 40° minuto su un colpo di testa da due passi di Da Cunha, Mike compie letteralmente un miracolo e un minuto dopo smanacciando una velenosa deviazione di Douvikas. La nostra squadra palesemente in difficoltà non riesce ad imbastire una sola azione pericolosa, malgrado il passaggio al 1-4-3-3- con Leao in fascia. L’azione determinante arriva al 43° minuto quando Rabiot inizia il suo show personale entrando in area su una palla recuperata ed appoggiata da Saelemaekers, venendo atterrato da  Kempf, rigore solare. Sul dischetto Nkunku batte Butez che tocca la palla ma non trattiene, 1-1 e grande boccata d’ossigeno dopo un primo tempo mai così brutto.

SECONDO TEMPO

La riresa parte in maniera preoccupante: dopo appena 5 minuti è ancora Nico Paz, grandissimo giocatore, a costringere con un tiro ad incrociare Maignan ad un intervento a terra prodigioso. Ma è al 55° minuto che arriva la svolta: Leao, fino a quel momento impalpabile, accentratosi serve Rabiot in area, controllo di petto e tiro al volo del francese che in diagonale batte Butez, per il vantaggio del Milan. La squadra si trasforma prendendo fiducia, rischiamo però su un gran tiro da fuori di Nico Paz che bacia la traversa.

Interessanti i cambi di modulo continui di Allegri che disorientano i giovani lariani, la squadra passa addirittura ad un 1-5-3-2-, trovando compattezza e fiducia, Modric fa un lavoro oscuro ma prezioso, Rabiot sale in cattedra e Alexis è ovunque, la difesa prende le misure agli attaccanti avversari, solo in avanti manca qualcosa, Leao in fascia fa un paio di strappi e poco più e Nkunku rimane isolato. Max se ne accorge e corre ai ripari, dentro Fullkrug per Nkunku. Il Como calato sensibilmente continua con i suoi attacchi ma il Milan ha un fattore in più: Niclas Fullkrüg ,che catalizza qualsiasi pallone lanciato dalla difesa con preziose sponde. Esce anche Leao per Fofana, c’e bisogno di muscoli, l’iniziativa rimane ai lariani che si rendono pericolosi con il nuovo entrato Rodriguez a sinistra e con lo scatenato Paz che colpisce il palo all’84° minuto.  Ma al minuto 88° il Milan mette in ghiaccio il risultato: sponda di Fullkrug deviata da un difensore, palla a Rabiot che con un tiro secco dai venti metri fulmina Butez.

Il Milan vince una partita dall’importanza capitale, la squadra ha mostrato come accade di frequente, i suoi due volti estremi: dopo un primo tempo mai così sofferto anche per merito di un bel Como, nella ripresa siamo cresciuti nell’organizzazione e nella consapevolezza. Max Allegri  ha sparigliato l’incontro con i continui cambi di modulo, ma è indubbio che il timbro a fuoco sull’incontro lo abbiano messo due uomini: Mike Maignan e Adrien Rabiot. Se Allegri si attendeva i gol dai centrocampisti, stasera sono arrivati. Rabiot è stato fantastico, trascinando a tratti da solo la squadra, Mike ha fatto di gran lunga la più bella partita con la nostra maglia. Bene anche il nostro guerriero Fullkrug, entrato con la faccia giusta, sarà prezioso nel proseguo della stagione il suo atteggiamento e la sua applicazione su ogni pallone devono servire da esempio. Una menzione  anche per Saelemaekers che ha corso come un dannato per tutta la partita aiutando spesso Bartesaghi su Rodriguez.

Il Milan riprende così con grande fatica, è giusto ammetterlo, la sua marcia verso l’obbiettivo interrompendo una serie di pareggi che ci avevano tolto un po’ di certezze; c’è ancora tanto da lavorare, specialmente nel trovare gli equilibri all’interno delle partite, dove abbiamo dei passaggi a vuoto talvolta inquietanti. Un Club con la storia del Milan deve comandare il gioco non subirlo come successo questa sera. È giusto però ricordare che 19 risultati utili consecutivi non sono solo frutto del caso e della fortuna, ma del valore della squadra e del lavoro dello staff.

FORZA MILAN!!!   

TABELLINO

COMO-MILAN 1-3
Marcatori: 10’ Kempf, 45’+1 Nkunku, 55’e 87’ Rabiot.

LE FORMAZIONI
COMO (1-4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Kempf (dal 46’ Diego Carlos), Ramón, Moreno (dal 76’ Sergi Roberto); Da Cunha (dal 60’ Caqueret), Perrone; Vojvoda (dal 66’ Kuhn), Nico Paz, Baturina (dal 60’ Rodriguez); Douvikas. A disp.: Törnqvist, Vigorito, Dossena, Posch, Smolčić, Valle, Le Borgne; Cerri. All.: Fàbregas.

MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers (dal 86’ Athekame), Fofana (dal 70’ Ricci), Modrić (dal 86’ Jashari), Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (dal 63’ Fullkrug), Leão (dal 70’ Loftus-Cheek). A disp.: Terracciano, Torriani, Duțu, Estupiñan, Odogu, Pulisic; Castiello. All.: Allegri.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata. 

Ammoniti: 90’+1 Ramon.

Recupero: 2’ 1T, 5’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

9 risposte

  1. Buongiorno Stefano, commento preciso come sempre.
    Hai proprio ragione: Füllkrug è proprio come un ’70’S, gli piace fare a sportellate con i difensori avversari. Ieri sera addirittura ne ha stesi due con un colpo solo, pochi minuti dopo aver fatto il suo ingresso in campo: è l’uomo che mancava a questo Milan camaleontico di Allegri. I continui cambi di modulo hanno disorientato un Como che, inutile negarlo, è una gran bella squadra: veloce, sicura, sempre molto pericolosa: non a caso nel girone d’andata siamo l’unica squadra che è riuscita a sconfiggerli in casa. Fabregas ha preso una serie di “seconde linee” di altre squadre e ne ha tirato fuori una realtà pazzesca, a me piacciono un sacco come giocano al calcio, sono davvero belli da vedere, anche se la “giochessa” di aumentare di un metro il terreno di gioco ha forse giovato più a noi che a loro. Ma mi piacciono di più quando giocano contro gli altri, perché ieri sera ce la siamo vista davvero brutta, soprattutto nel primo tempo, e ad inizio secondo: meno male che c’è Maignan… ma ieri sera tutta la squadra ha giocato con impegno e dedizione, come sostiene il profeta Hernanes il Milan di Allegri è come il cavo di una funivia: si piega proprio per dare sicurezza e non spezzarsi. Poi trovi un Rabiot in stato di grazia, un Leão che sembra non esserci, e poi improvvisamente appare e serve un assist da cineteca per il secondo gol, Saelemaekers dovunque (ma siamo sicuri non abbia un gemello in campo?), insomma una prova corale di alto livello contro un Como organizzato bene e molto pericoloso.
    Ora siamo secondi in solitaria, a 3 punti dall’inter e +3 dal Napoli, però se guardo i punti lasciati per strada mi sale una rabbia… ho fatto un conto, e sono ben 15 i punti che mancano: 3 contro la Cremonese, e due contro Juve (il rigore sbagliato di Pulisic e le due occasioni di Rafa gridano ancora vendetta…), Parma, Sassuolo, Genoa e Fiorentina. Se anche fossero stati anche solo dieci, si parlerebbe di campionato finito: e invece siamo qui a ripensare come è stato possibile averli persi in quel modo.
    Vorrei, per finire, fare una piccola considerazione: domenica scorsa, dopo inter-Napoli, tutti, ma proprio tutti i giornalisti ed opinionisti delle altre squadre, io li chiamo “the others”, hanno parlato di sfida tra le prime due squadre della classifica, come se noi non fossimo nemmeno iscritti al campionato. Ora forse, forse eh, se ne saranno accorti che ci siamo anche noi? Ma comunque se continuano ad ignorarci a me sta bene: lo fecero anche nel 2022, e sappiamo tutti come andò a finire…
    Forza MILAN sempre!!!

    1. Grazie Luigi, non stiamo a sentire l’esterno, che spesso parla con pregiudizio concentriamoci su di noi . Il cammino è lungo pieno di ostacoli se rimaniamo compatti , prendiamo fiducia e un po di condizione ……. ne riparleremo ad Aprile

  2. Bellissimo pezzo Stefano, soprattutto nel prologo che ricorda i cosiddetti Iron Man del calcio inglese. La partita è il paradigma della stagione, un Milan che incassa il gol, non costruisce, anzi rischia di capitolare sotto i colpi di un Como in serata di grazia. Maignan è secondo me il portiere più forte del mondo e l’ha dimostrato con interventi miracolosi. Poi il lampo, il break che ci ha portato al rigore conquistato da Rabiot e segnato da Nkunku. Rabiot è di un altro livello, è stato l’uomo partita con la doppietta.
    Il Como avrebbe meritato il pareggio ma noi non abbiamo rubato niente. Come si è scritto, non ci si trova per caso a meno tre dalla capolista. Testa al Lecce perché ogni partita è una storia a sé.

    Forza Milan

    ♥️🖤

    1. Grazie caro Vincenzo, concordo su Maignan… gli Iron Man ne abbiamo parlato spesso.. quei centravanti leggendari che hanno caratterizzato un calcio meraviglioso e questo ragazzo li ricorda tanto, Rabiot è forte inutile girarci intorno la sua presenza è ‘ fondamentale come quella di Modric

  3. Buongiorno Stefano, ottimo commento, come sempre.
    Perché il Milan gioca un tempo?.
    Il Como è indubbiamente la squadra che ci ha messo più in difficoltà, insieme all’Inter, per cui essere riusciti a vincere questa partita è un merito.
    Aver giocato 45 minuti, no!.
    Fullkrug sta facendo molto bene, speriamo vada avanti così.
    Maignan, ancora una volta, ha dimostrato che, chi aveva deciso di non rinnovargli il contratto, è un incompetente.
    Nonostante la vittoria ed il secondo posto però, io resto sempre perplesso.
    Speriamo bene e forza Milan.

    1. Grazie caro Gianpaolo… purtroppo ancora siamo ondivaghi nell’arco del match … troppo…spero Allegri possa lavorare su questo aspetto, perché ci deve essere una chiave dí miglioramento è una costante che non va bene per chi mira a posizioni di vertice . Concordo con te Fullkrug sarà molto prezioso un saluto

  4. Ho la sensazione Stefano che il nostro Milan scenda in campo, ed ormai non solo a Como, con il patema d’animo simile a quello di uno studente impegnato nella stesura di un tema in classe che, dopo averla scritta in brutta copia si ravveda di colpo e stenti a copiarla pari pari in bella, e allora la straccia riscrivendo letteralmente un altro tema per poi consegnarlo in piena solarità.
    Ecco, la brutta copia sono alcuni nostri primi tempi horror, la bella consegnata a Como è un sublime capolavoro di genialità, Rabiot dipinge, Maignan protegge ed Allegri orchestra! Continuando di questo passo sarà difficile andare fuori tema!
    Buona serata e buon Milan!
    Massimo 48 ❤️🖤

  5. Caro Stefano, dillo di non incaponirsi a tirare a Fofana, che tanto perde l’equilibrio per spaccare la porta, fai l’assist quando ti inserisci che c’è l’hai!
    Eccellente Saelemekers ma meno garra, rischi il rosso e perdi lucidità.
    Chirurgico Tomori, non precipitarti a terra, non ti danno mai punizione!
    Ma di testa non usa il colpo di reni, non direziona il passaggio, non possiamo migliorarlo? Con i piedi lo ha fatto, anche se perde ancora tempo fermando il pallone .
    E Loftus-Cheek non riesce (sovrappeso? addominali?) a attuare bene giocate geniali, e non ha i 90 minuti.
    Direttore d’orchestra extraterrestre Rabiot, mi ricorda il Cigno di Utrecht nei movimenti.
    Ricci inspirato, potrebbe lui fare anche gol.
    Ultratecnica Modric, fosforo che sbilancia gli avversari mentre guarda i compagni, Gabbia legge subito, Pulisic top, Maignan Superman, Allegri QI superiore.
    Fullkrug bene così!
    Tornerà mai il Leao potente di prima del problema al bicipite femorale ?
    Forza Milan ❤️🖤

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