SI SCRIVE FOOTBALL, SI LEGGE FIGHTBALL

Quella che scrivo è solo la mia opinione, per quanto vale, non la Verità sul Calcio Italiano. Ho 65 anni, i miei genitori raccontarono di avermi portato per la prima volta allo stadio – S. Siro – quando avevo circa tre anni.

Il mio ricordo più lontano risale a un Milan – Catania 6 a 1 del 22 maggio 1966: quattro goal di Angelo Benedicto Sormani e, soprattutto, l’ultima partita in maglia rossonera di Cesare Maldini. Una scoperta fatta solo pochi anni fa…

Trovo che il calcio espresso in Serie A sia di qualità modesta, che appare ancora più modesta se paragonato a quello giocato negli anni scorsi, nei sessant’anni scorsi. Tornando indietro nel tempo troverei un mondo molto differente da quello in cui viviamo oggi.

Premessa

Queste riflessioni si propongono di analizzare la qualità del calcio praticato attualmente nella Serie A italiana, partendo da una tesi provocatoria: ‘Quello che si pratica oggi in Serie A non è più football ma fightball.’

È fondamentale sottolineare che le osservazioni qui presentate costituiscono un’opinione personale, frutto di una riflessione critica sull’evoluzione del gioco.

Il Contesto di un Mondo che Cambia Il Mondo del Calcio, come il mondo in generale, è cambiato radicalmente.

Tra le trasformazioni più rilevanti si annoverano:

  • L’evoluzione tecnologica: dalla fruizione degli eventi a distanza all’avvento del VAR.
  • La modificazione delle caratteristiche fisiche e delle performance atletiche dei calciatori.
  • L’apertura e l’abbattimento delle frontiere, con una maggiore circolazione di giocatori e di idee.
  • Gli effetti della Legge Bosman, che ha rivoluzionato il mercato dei trasferimenti.
  • Il frantumarsi di ‘imperi calcistici’ come quelli legati all’ex blocco sovietico e jugoslavo.
  • La mutazione in un business planetario, con nuovi mercati economici e sociali da esplorare.
  • La ‘Vecchia Europa’ che sta perdendo la sua centralità culturale anche nello sport.

Tuttavia, la domanda rimane: tutto questo ha giovato al calcio italiano e alla Serie A?

Se la tappa attuale fosse l’ultima di un percorso idealmente infinito, la risposta sarebbe chiara: ‘Certamente no, tutt’altro!’

ll Calcio come Tradizione e la Sua Mutazione

Il Gioco del Calcio, in ogni paese, è intriso di una propria identità storica e una ‘tradizione calcistica’ che spesso si traduce in un valore immateriale, riconosciuto e distintivo. Tuttavia, negli ultimi 30 anni, il mondo e le persone sono profondamente cambiati, e questa trasformazione ha avuto effetti significativi anche sul panorama calcistico.

In sintesi, gli effetti più evidenti sono:

  • Il subordinare gli obiettivi sportivi agli interessi economici: una tendenza che sottomette i valori intrinseci dello sport alla logica del profitto.
  • La prevalenza dei valori atletici e fisici su quelli tecnici: questo ha portato a un appiattimento dei valori individuali e collettivi, dove la prestazione fisica spesso sovrasta la pura abilità tecnica.

Questi due fenomeni sono strettamente correlati, alimentando una mentalità del ‘vale tutto’ pur di raggiungere l’obiettivo, che rispecchia una logica di sopravvivenza (‘non posso permettermi di morire, devo assolutamente vivere, a tutti i costi’). Mentalità espressa, ahinoi, a suo tempo da Giampiero Boniperti, ex giocatore e dirigente della Juventus: ‘Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta’.

Questa evoluzione ha portato il calcio espresso in Serie A a una qualità percepita come modesta, ancora più se paragonata agli anni passati, in particolare ai decenni scorsi.

Argomenti a Supporto della Tesi ‘Fightball’

La percezione di un gioco meno ‘football’ e più ‘fightball’ si basa su diverse osservazioni:

1. Mancanza di Spettacolarità e Protagonismo Tecnico:

  • Partite poco spettacolari: spesso dominate dalla tattica difensiva e dall’interruzione del gioco, a scapito della fluidità e dell’emozione.
  • Giocatori italiani poco protagonisti: una minore incisività dei talenti locali.
  • Difficile introduzione dei giovani: i nuovi talenti faticano a trovare spazio e continuità in uno sport molto differente, per applicazione delle regole, rispetto a quello per cui sono stati preparati.
  • Abilità tecnica poco valorizzata e poco premiante: la pura destrezza e le abilità individuali e collettive sono meno celebrate rispetto all’agonismo e alla forza fisica.
  • Giocatori tecnici non tutelati: spesso vittime di falli sistematici o non sanzionati adeguatamente.
  • L’atletismo prevale sulle abilità tecniche: la preparazione fisica e la resistenza sono diventate prioritarie, a volte a discapito della creatività e della qualità del palleggio.

2. Inconsistente Applicazione del Regolamento e Comportamenti Dubbi:

  • Applicazione non uniforme del regolamento: le regole non sempre vengono interpretate o applicate con la stessa severità o coerenza alle regole.
  • Atteggiamenti in campo volti all’inganno: si assiste frequentemente a comportamenti antisportivi per ottenere un vantaggio, come:
  • Mani in faccia, braccia allargate (simulazioni o amplificazioni).
  • Allenatori che dialogano in modo pressante con arbitri, guardalinee, quarto uomo.
  • Metri guadagnati su rimesse laterali e calci da fermo.
  • Tante perdite di tempo.
  • La tendenza del ‘il più grosso prevale sul più tecnico.’
  • Le difese sono molto più tutelate degli attacchi: il gioco difensivo, spesso aggressivo e orientato all’interdizione, gode di una maggiore tolleranza arbitrale rispetto alle difficoltà degli attaccanti nel creare spazi e pericoli.

Come Tornare al ‘Gioco del Calcio’

Per riportare la Serie A più vicina al vero ‘Gioco del Calcio’, è fondamentale e, allo stesso tempo, semplice. Occorre intervenire su un unico pilastro: applicare rigorosamente il Regolamento, salvaguardando lo ‘Spirito del Gioco’.

Lo ‘Spirito del Gioco’

Il ‘concetto dello ‘Spirito del Gioco’ è spesso richiamato nei regolamenti sportivi, incluso quello del calcio, ma raramente se ne trova una definizione stringente e formale come quella di un fallo o di una rimessa.

Questo perché lo ‘Spirito del Gioco’ non è una regola specifica, bensì una filosofia guida, un insieme di principi etici e morali che dovrebbero informare il comportamento di tutti i partecipanti (giocatori, arbitri, allenatori, dirigenti e persino spettatori) e l’applicazione delle regole stesse.

Sottolineo che tradire lo Spirito del Gioco è tradire lo Sport e il Gioco del Calcio…

Definizione dello ‘Spirito del Gioco’ nel Calcio (IFAB/FIGC)

Sebbene non ci sia un articolo numerato che lo definisca, i principi dello ‘Spirito del Gioco’ sono diffusamente illustrati nell’introduzione e nelle sezioni filosofiche delle Laws of the Game (Regolamento del Gioco del Calcio), pubblicate dall’IFAB (International Football Association Board) e adottate dalla FIGC.

Possiamo distillare lo Spirito del Gioco nei seguenti principi chiave:

1. Fair Play (Lealtà Sportiva):

  • Agire con onestà, integrità e correttezza, anche quando non si è direttamente osservati o quando una piccola infrazione potrebbe passare inosservata.
  • Non cercare di ingannare l’arbitro o l’avversario (es. simulazioni).
  • Riconoscere i propri errori.

2. Rispetto:

  • Per l’Avversario: Trattare gli avversari con dignità, evitando comportamenti intimidatori, provocatori o pericolosi, anche al di fuori delle regole esplicite.

Riconoscere il loro diritto di competere.

  • Per l’Arbitro e gli Ufficiali di Gara: Accettare le decisioni dell’arbitro senza proteste eccessive o aggressive, riconoscendo la sua autorità e la difficoltà del suo ruolo.
  • Per le Regole: Giocare secondo la lettera e lo spirito delle leggi, comprendendo il loro scopo che è quello di garantire un gioco equo e divertente.
  • Per il Gioco Stesso: Mantenere l’integrità del calcio, evitando comportamenti che possano danneggiarne la reputazione o l’immagine.
  • Per i Compagni di Squadra e lo Staff: Favorire un ambiente positivo e collaborativo.

3. Dignità e Autocontrollo:

  • Mantenere la calma e la compostezza anche sotto pressione, evitando reazioni eccessive, gesti di frustrazione o aggressività.
  • Controllare le proprie emozioni.

4. Divertimento e Passione:

  • Ricordare che il calcio è un gioco che deve essere goduto da tutti, giocatori e spettatori. Lo ‘spirito’ promuove un gioco fluido, creativo e spettacolare, anziché un gioco esclusivamente basato sull’interruzione e sulla tattica difensiva.

5. Uso del ‘Buon Senso’ nell’Applicazione:

  • Per gli arbitri, lo spirito del gioco implica che le regole non debbano essere applicate alla lettera in ogni situazione, ma con buon senso e discernimento, per favorire il flusso del gioco e per punire l’intenzione di danneggiare o ingannare, piuttosto che un’infrazione accidentale e senza conseguenze. È la base della concessione del ‘vantaggio’.

Dove lo troviamo nel Regolamento FIGC/IFAB?

Nei documenti IFAB (e di conseguenza FIGC), il concetto dello spirito del gioco non si trova sotto una Legge specifica, ma è parte della ‘Filosofia e Spirito delle Leggi del Gioco’ (o sezioni con titolo simile) che precedono l’elenco delle 17 Leggi.

È frequente leggere che le Leggi del Gioco ‘hanno lo scopo di assicurare che il calcio sia divertente, leale e sicuro per tutti coloro che lo praticano e lo seguono’.

‘L’arbitro è chiamato a proteggere lo Spirito del Gioco applicando le Leggi con la migliore interpretazione possibile.’

Perché non è una definizione formale? Non è una definizione formale perché:

  • È un concetto astratto e valoriale, non una descrizione di un’azione specifica.
  • Serve da principio guida per l’interpretazione di situazioni complesse o ambigue che le regole scritte da sole non possono coprire.
  • È un richiamo costante alla moralità e all’etica dello Sport.

In sintesi, lo ‘Spirito del Gioco’ è l’anima del Calcio, il suo codice etico non scritto che tutti dovrebbero rispettare per preservarne la bellezza, l’integrità e la gioia.

È ciò che distingue una mera serie di regole da un vero e proprio Sport.

Proposte di Intervento Specifiche

È importante premettere che il Regolamento FIGC adotta integralmente le disposizioni dell’International Football Association Board (IFAB), l’organo che stabilisce le Leggi del Gioco. Quindi, i riferimenti normativi saranno alle ‘Legge del Gioco’ (Laws of the Game) con le relative sanzioni disciplinari. Le numerazioni delle Leggi sono standard a livello internazionale.

Secondo la mia opinione è necessario intervenire su pratiche specifiche che minano la sportività e la fluidità del gioco.

  • ‘Mani Addosso’:
  • Pratica: Non consentire il gioco ‘mani addosso’, inteso come qualsiasi contatto deliberato e ingiustificato con le mani sul corpo dell’avversario per impedirne l’avanzamento, disturbarlo o bloccarlo. L’unico giocatore autorizzato a usare le mani è il portiere, peraltro solo nella sua area di rigore, ma non certo per commettere irregolarità.
  • Riferimento Regolamentare: Legge 12 – Falli e scorrettezze, Sezione 1 –

Calcio di punizione diretto. Include: ‘trattiene un avversario’, ‘spinge un avversario’, ‘colpisce o tenta di colpire un avversario’.

  • Sanzione Prevista:
  • Calcio di punizione diretto (o di rigore se il fallo è commesso all’interno dell’area di rigore).
  • Sanzione Disciplinare (cartellino giallo o rosso) a seconda della gravità, dell’intensità e dell’intenzionalità del fallo (es. condotta violenta, interruzione di una chiara occasione da gol, impedire un’evidente opportunità di segnare una rete).
  • Simulazioni:
  • Pratica: Punire severamente le simulazioni, ovvero il tentativo di ingannare l’arbitro fingendo un fallo o un infortunio per ottenere un vantaggio (es. calcio di punizione, rigore, ammonizione di un avversario).
  • Riferimento Regolamentare: Legge 12 – Falli e scorrettezze, Sezione 3 –

Provvedimenti disciplinari. Specificamente per ‘Comportamento antisportivo’, che include ‘tentare di ingannare l’arbitro simulando un fallo

  • una lesione’.
  • Sanzione Prevista:
  • Calcio di punizione indiretto nel punto in cui è stata commessa la simulazione.
  • Ammonizione (cartellino giallo) per comportamento antisportivo.
  • Proteste:
  • Pratica: Consentire le proteste solo ai capitani delle squadre per chiarimenti, sanzionando tutti gli altri giocatori o componenti della panchina che protestano.
  • Riferimento Regolamentare: Legge 12 – Falli e scorrettezze, Sezione 3 – Provvedimenti disciplinari. Include ‘mostra dissenso con parole o gesti’, ‘usa un linguaggio e/o gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi’.

Anche Legge 5 – L’arbitro, che attribuisce all’arbitro la piena autorità.

  • Sanzione Prevista:
  • Ammonizione (cartellino giallo) per dissenso verso decisioni arbitrali
  • per comportamento antisportivo.
  • Espulsione (cartellino rosso) per proteste con linguaggio o gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi.
  • Sanzioni disciplinari specifiche per i componenti della panchina (allenatori, dirigenti) che violano le regole di condotta (citati in Legge 12, Sezione 4 – Falli e scorrettezze dei componenti lo staff tecnico).
  • Comportamento non consono:
  • Pratica: Non consentire scene e gesti non consoni a un corretto e leale comportamento da parte di giocatori e panchine (es. esultanze eccessive e provocatorie, gesti irriguardosi, perdita di tempo deliberata).
  • Riferimento Regolamentare: Legge 12 – Falli e scorrettezze, Sezione 3 –

Provvedimenti disciplinari. Riguarda ‘Comportamento antisportivo’ (es. esultanze eccessive, perdere tempo) e ‘usa un linguaggio e/o gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi’.

  • Sanzione Prevista:
  • Ammonizione (cartellino giallo) per comportamento antisportivo (es. ritardare la ripresa del gioco, celebrazioni eccessive che prevedono l’allontanamento della maglia).
  • Espulsione (cartellino rosso) per condotta violenta, sputi, linguaggio
  • Gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi.
  • Interruzioni del Gioco:
  • Pratica: Non fermare il gioco se non c’è un evidente rischio per l’incolumità dell’atleta. Non fermare il gioco per motivi futili come allacciarsi le scarpe, e assicurarsi che l’atleta infortunato sia portato fuori dal campo per il soccorso in caso di presunto infortunio.
  • Riferimento Regolamentare: Legge 5 – L’arbitro (Poteri e Doveri) per la gestione degli infortuni; Legge 12 – Falli e scorrettezze, Sezione 3 –

Provvedimenti disciplinari.

  • Sanzione Prevista (indiretta o per abusi):
  • Ammonizione (cartellino giallo) per ‘ritardare la ripresa del gioco’ (es. allacciarsi le scarpe in modo strumentale) o per ‘entrare o rientrare sul terreno di gioco senza il permesso dell’arbitro’ (nel caso dell’infortunato che rientra prematuramente).
  • La norma generale sull’infortunio (Legge 5) prevede che il giocatore che necessita di cure esca dal campo; il mancato rispetto è una violazione disciplinare.
  • Correttezza nella Ripresa del Gioco:
  • Pratica: Non allontanare la palla, o ritardarne il recupero, a gioco fermo.

Rispettare scrupolosamente il punto di uscita della palla per la rimessa in gioco dalle linee laterali. Rispettare le indicazioni tecniche per la rimessa in gioco con le mani e il punto corrispondente al fallo commesso per il calcio da fermo.

  • Riferimento Regolamentare:
  • Legge 15 – Rimessa dalla linea laterale: Specifica le modalità di esecuzione, inclusa la posizione.
  • Legge 13 – Calci di punizione: Specifica che il calcio deve essere eseguito dal punto del fallo (con alcune eccezioni).
  • Legge 12 – Falli e scorrettezze, Sezione 3 – Provvedimenti disciplinari: Per ‘ritardare la ripresa del gioco’ (es. calciare via la palla).
  • Sanzione Prevista:
  • Ripetizione della rimessa laterale/calcio di punizione (assegnata alla squadra avversaria) se non eseguita correttamente (posizione, modalità, velocità di esecuzione).
  • Ammonizione (cartellino giallo) per ‘ritardare la ripresa del gioco’ o ‘comportamento antisportivo’ (es. allontanare la palla per perdere tempo o dissenso).
  • Falli Sistematici e Contatti Irregolari:
  • Pratica: Non consentire il ripetersi di falli sistematici volti a fermare lo sviluppo di azioni di gioco della squadra avversaria. Sanzionare i contatti irregolari prima e durante l’esecuzione di un calcio da fermo (es. calcio d’angolo, calcio di punizione, rimessa laterale), che spesso degenerano in trattenute o spinte.

Riferimento Regolamentare: Legge 12 – Falli e scorrettezze, Sezione 3 –

Provvedimenti disciplinari. In particolare: ‘commette ripetutamente delle infrazioni’ (non è richiesto un numero o schema preciso, ma una condotta generale). Anche riferimenti a ‘trattenere un avversario’ o ‘spingere un avversario’.

  • Sanzione Prevista:
  • Ammonizione (cartellino giallo) per ‘commettere ripetutamente delle infrazioni’.
  • Calcio di punizione diretto (o di rigore) per trattenere o spingere un avversario (se il gioco è in svolgimento).
  • Ammonizione (cartellino giallo) o Espulsione (cartellino rosso) per falli gravi o condotta violenta, anche se commessi a gioco fermo o prima della ripresa del gioco (in questo caso, la sanzione disciplinare si applica, e la ripresa del gioco avviene come previsto dal fallo originario o dalla ripartenza).

Conclusione

La Serie A si trova a un bivio: continuare su una strada che premia l’agonismo esasperato e l’interruzione del gioco, o intraprendere un percorso che valorizzi la tecnica, la correttezza e lo spettacolo, tornando a essere quel ‘football’ che ha affascinato generazioni.

Non è questo il Gioco del Calcio che vogliamo insegnare alle giovanissime generazioni, che, in modo assolutamente naturale, imitano i loro idoli in tutti i gesti tecnici e, purtroppo, non solo. La mia speranza è che attraverso un’applicazione più rigorosa del Regolamento e una riflessione profonda sui valori fondanti dello sport, si possa assistere a una rinascita della qualità del gioco in Italia.

BIO: FABIO NAPOLEONE

Padre e Marito, Innamorato dell’Africa, Musimaniaco, Cuore Rossonero, Appassionato di tutti gli Sport, co-fondatore di ONElabMilano, Promotore della Leadership Sostenibile dello Sport.

4 risposte

  1. Buongiorno Fabio, ho letto con molto interesse, l’articolo proposto e condivido il senso.
    Mi è piaciuto il riferimento a Boniperti, grande dirigente, ma con quella dichiarazione, “piccolo”, in netto contrasto con gli elogi che egli stesso espresse per Valentino Mazzola.
    Certamente, nei primi anni ’70, noi milanisti abbiamo pagato a caro prezzo, quel pensiero di Boniperti, con due scudetti consecutivi scippati…
    Tornando all’articolo, proporrei la prova TV per le simulazioni, con totale “pugno di ferro “: 5/6 giornate di squalifica e multa di almeno 50 mila euro al calciatore e 100 mila alla società.
    Per gli interventi che mirano a fare male, indipendentemente dalla zona del campo, espulsione diretta.
    Ricordo un Toro Juve dove Dibala subì un intervento dove fu colpito il pallone: è vero, ma quell’intervento poteva finire col ritiro dal calcio di Dibala.
    Il giocatore del Torino fu (a mio avviso giustamente) espulso e l’allenatore del Torino scatenò un putiferio.
    Se questi interventi venissero perseguiti sempre, ci farebbero riscoprire il gesto tecnico, motivo principale per cui si dovrebbe pagare il biglietto.
    Ci sarebbe da rivedere la regola del fuorigioco: se ho i capelli più lunghi del mio avversario, non posso essere in fuorigioco.
    Con l’arbitro parla soltanto il capitano: nella mia modestissima esperienza, ho fatto il capitano di una squadra per 6 anni; prima di allora, non sono mai andato dall’arbitro, ma quando mi hanno consegnato la fascia, frenavo sempre i miei compagni più irruenti. E soprattutto, andavo dall’arbitro soltanto nel caso fosse realmente necessario.
    Per cui, scenette alla Barella, sempre pugno di ferro: 5/6 giornate di squalifica, multa di 50 mila euro al giocatore e 100 mila alla società.
    Allenatori: Conte, Inzaghi, Gasperini,Allegri ecc.: guardatevi qualche immagine di Liedholm ed imparate, altrimenti, multe e squalifiche come sopra….

    1. Ciao Gian Paolo, grazie per aver dato il tuo contributo alla riflessione.
      Sono convinto che un applicazione più ‘letterale’ del regolamento sarebbe un provvedimento in grado di dare dei risultati certi nel breve periodo. Azioni, reazioni e sanzioni sono già tutte previste ma, spessissimo, inapplicate.
      Altri interventi sono assolutamente necessari: limitatamente al calcio, l’investimento nelle strutture e nei tecnici dei settori giovanili a qualsiasi livello.
      Più in generale, lo Sport come Gioco già nelle scuole primarie.
      E’ una tiritera che ascolto e ripeto da tempo: la Cultura Sportiva va seminata a scuola, portata a casa, rinforzata con l’attività sportiva, applicata in ogni momento della nostra vita.
      Non ti voglio seguire sulle mega-sanzioni per non innescare polemiche e voglio rimanere focalizzato sui princìpi e, soprattutto, sullo Spirito del Gioco: la chiave di tutto.
      Grazie nuovamente, rimaniamo in contatto
      fn

  2. Buongiorno Fabio, capisco il senso dell’articolo e che tu abbia dei dubbi sull’eccessiva severità della mia proposta.
    È giusto il tuo ragionamento educativo: partire dall’inizio ad educare in una certa direzione.
    Mi permetto di fare un paio di osservazioni: la prima riguarda un fatto che mi è accaduto qualche anno fa in una partita a 7 csi.
    Un nostro giocatore ha segnato colpendo prima la traversa; l’arbitro non ha visto (noi stavamo vincendo 2a0), ma l’allenatore avversario lo ha richiamato per dirgli che era gol.
    Uno così è un vero signore.
    Mi viene in mente Buffon nel famoso gol di Muntari…al contrario rispetto a quel signore.
    La seconda osservazione è legata proprio a coloro che vanno in campo, stringendo la mano di un bambino; beh, visto il comportamento adottato da tutti e visto la loro influenza sulle masse, il metodo di stroncamento, al momento è l’unico.
    Poi, partendo da una educazione dei bambini, si potrebbe arrivare ad averli come adulti corretti.
    Ma allo stato attuale c’è poco da sperare.
    Un’ultima cosa: quando vedo un calciatore che si gira verso il pubblico e con le mani fa cenno ai tifosi di incitare ancora di più, divento un tantino nervoso.
    I calciatori dovrebbero essere consapevoli dei sacrifici che fanno gli sportivi e spesso tali calciatori giocano coi sentimenti dei tifosi.
    Ti saluto e mi complimento ancora per il tuo articolo.

  3. … grazie nuovamente, Gian Paolo, ci risentiremo al prossimo gesto di fair-play che ci emozionerà.
    Ti auguro una buona giornata
    fn

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