Riad 2025, ad un anno circa dall’inaspettato quanto meraviglioso trionfo il Milan torna a giocarsi la semifinale di Supercoppa Italiana. Senza voler fare stucchevoli “voli pindarici”, Giovanbattista Vico sosteneva che la vita delle persone spesso venga caratterizzata da cicli ricorrenti, dando così origine al concetto dei “corsi e ricorsi storici”, concetto che spiega come gli eventi tendano a ripetersi in forme diverse ma simili nella sostanza. Questa sera a Riad si trovavano di fronte il Napoli di Antonio Conte ed i nostri ragazzi rossoneri guidati da Max Allegri, con un unico e chiaro obiettivo: andare a giocarsi la Finale contro la vincitrice dell’altro incontro, Inter- Bologna.
Milan e Napoli arrivavano alla partita dopo un periodo difficile: i partenopei reduci da due sconfitte consecutive in campionato e dal passo falso in Champions e con l’emergenza infortuni che ne ha decimato i titolari, soprattutto a centrocampo. Il nostro Milan, dopo un novembre altalenante , come prestazioni e risultati che hanno fatto perdere slancio al promettente inizio, condizionato da una chirurgica ondata di infortuni (come per i partenopei) e che ci ha privato e ci sta privando di elementi imprescindibili al nostro gioco, mettendo il risalto la problematica di una rosa corta e incompleta.
Giocarsi la finale per entrambe le squadre era motivo di grande spinta emotiva, proprio per quanto illustrato prima. Un punto di ripartenza dopo un periodo dai colori chiaroscuri. Il Napoli con il suo 1-3-4-3 di partenza ma pronto a trasformarsi in un 1-3-4-2-1, trovava nuovamente sulla mediana due pedine fondamentali come Lobotka davanti alla difesa e Politano, ma soprattutto Lukaku in panchina, pronto a scatenare la sua potenza. In avanti il tridente a tutta velocità con il devastante Neres, il concreto Hojlund e l’eclettico Elmas, giocatore pericoloso. Il Milan, purtroppo costretto a fare a meno in difesa di Matteo Gabbia, chiedeva a De Winter una prova finalmente matura e convincente. A centrocampo la novità principale era la partenza da titolare di Ardon Jashari al posto di Modric. Per il giovane svizzero una chance importantissima per mostrare il suo talento, così come per, il fino ad oggi incerto, Estupinan, soppiantato nella titolarità dalla crescita esponenziale di Bartesaghi. In attacco il peso e le responsabilità erano completamente sulle spalle di Captain America Pulisic e di Nkunku, anch’esso chiamato all’ennesima chance nel ripresentarsi in versione Lipsia. Inutile sottolineare il peso dell’assenza di Rafa Leao, colui che proprio l’anno scorso con i suoi strappi fu determinante per la conquista del trofeo, sia nella semifinale con la Juventus, sia nella partita finale al termine di una rimonta pazzesca contro l’Inter.
PRIMO TEMPO
La partita parte con le squadre attente a non scoprirsi, il Milan concentrato e compatto riesce a contenere il Napoli con il suo ispiratore Lobotka già sugli scudi ad impostare le azioni ed a pressare Jashari fin nella nostra metà campo. I ragazzi partono bene grazie a Pulisic e Saelemaekers accompagnati da Rabiot e Loftus, purtroppo paghiamo la mancanza di un centravanti di riferimento ma non demeritiamo, anzi. Nel primo quarto d’ora le occasioni gol sono rossonere: al 6° minuto con Loftus che viene chiuso da Milinkovic Savic ad un passo dal tap in vincente, ma soprattutto al 16° minuto, quando Nkunku mette una bella palla di testa in mezzo all’area azzurra, Saelemaekers, da buona posizione, non trova la porta.
Il Napoli reagisce appoggiandosi principalmente in attacco ad Hojlund, con De Winter che ha il suo bel da fare per arginare la potenza fisica del danese, Neres viene contenuto molto bene da Estupinan autore di un buon primo tempo. Jashari pressato da Lobotka si limita ad un palleggio senza rischi, che però di fatto non fa mai decollare il nostro gioco, che avrebbe bisogno di un pizzico di velocità in più per il compattarsi del Napoli in fase difensiva dove addirittura difende con la linea a cinque chiudendo gli spazi. Ed infatti è sempre in ripartenza che i ragazzi al 37° minuto hanno una colossale occasione con un tiro di poco alto di Nkunku al termine di un contropiede condotto da Saelamaekers, lanciato in velocità da un tocco geniale di Pulisic.
Al 39° minuto il Napoli fino a quel momento poco pericoloso, si sveglia e fa male, sempre con il devastante Hojlund che in piena area spalle alla porta sposta De Winter e mette al centro un pallone che viene smanacciato malamente da Maignan, Neres in corsa entra in porta con il pallone per il vantaggio partenopeo. Il primo tempo si chiude con un’ altra occasione azzurra sempre con lo straripante Hoijlund che, imbeccato da un lancio di Elmas, tira: Maignan para sul primo palo.
SECONDO TEMPO
La ripresa purtroppo ci sbatte in faccia violentemente tutta la differenza tra le due rose. Il Napoli in virtù di un impianto di gioco solido ed equilibrato sale di intensità e ritmo e con Rahmani al 53° minuto sfiora il raddoppio con un gran tiro, bravo Maignan a sventare la minaccia. Il nostro gioco non decolla, Jashari non riesce ad imporsi e diventiamo sempre più lenti, prevedibili, con i reparti sfilacciati. Conte che ha iniziato il suo solito “show” è tarantolato per un’entrata di Loftus su Juan Jesus ed inizia il suo personale monologo contro la panchina del Milan, rea secondo lui di aver protestato; arriviamo così al 63° minuto quando una bella verticalizzazione di Spinazzola trova Hojlund in profondità, il danese con un gran movimento difende palla e sposta letteralmente un De Winter troppo molle e, di sinistro, batte Maignan in diagonale con un tiro secco e preciso: 2-0 e finale in ghiaccio per il Napoli.
Allegri prova con le sostituzioni a cambiare il destino di una partita ampiamente compromessa: al 70° minuto dentro Athekame e Fofana per Saelemaekers e De Winter. La partita di fatto finisce con il raddoppio del Napoli, neanche Modric entrato al 75°minuto riesce a rivitalizzare il nostro gioco. Pulisic scompare dal campo, Nkunku volenteroso in un ruolo non suo continua a non incidere, il centrocampo con il passare dei minuti perde forza, dinamismo e, soprattutto, quelle poche convinzioni che potevano permettere una rimonta onestamente impossibile.
Finisce con la vittoria legittima e meritata del Napoli che come detto ci presenta, qualora ce ne fosse stato il dubbio, la realtà di una rosa rossonera incompleta e soprattutto corta. Non è possibile presentarsi ad una semifinale con sei ragazzi in panchina, non è possibile abbassare il livello tecnico in questa maniera per l’assenza di tre titolari senza cambi adeguati. Jashari ancora non in condizione è apparso troppo scolastico nelle giocate, De Winter molto male, completamente in balia di un Hojlund di caratura internazionale. La squadra nell’ultimo mese ha avuto un preoccupante calo di intensità ma soprattutto di convinzione. Adesso la palla passa alla società che a Gennaio deve decidere che piega possa prendere la nostra stagione, la partita di stasera ha evidenziato limiti oggettivi, finora coperti da una buona compattezza difensiva ma con gli infortuni ed il calo di alcuni interpreti le falle si sono inevitabilmente aperte, fra tutte la mancanza di un attaccante di un certo spessore proprio come quello che stasera avevamo di fronte, che con un po più di coraggio ed intraprendenza la scorsa estate avrebbe potuto essere rossonero.
FORZA MILAN !!!
TABELLINO
NAPOLI-MILAN 2-0
Marcatori: 39’ Neres, 64’ Hojlund.
LE FORMAZIONI
NAPOLI (1-3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Juan Jesus, Rrahmani; Politano (dal 77’ Noa Lang), Elmas (dal 77’ Mazzocchi), Lobotka, McTominay, Spinazzola (dal 81’ Gutierrez); Neres (dal 88’ Vergara), Hojlund (dal 81’ Lucca). A disp.: Contini, Ferrante, Buongiorno, Lukaku, Olivera, Beukema, Marianucci, Ambrosino, Baridò, De Chiara. All. Antonio Conte.
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter (dal 69’ Athekame), Pavlovic; Saelemaekers (dal 69’ Fofana), Loftus-Cheek, Jashari (dal 75’ Modric), Rabiot, Estupinana; Pulisic, Nkunku. A disp.: Terracciano, Torriani, Odogu, Dutu, Bartesaghi, Ricci, Sala, Borsani, Ibrahimovic. All. Massimiliano Allegri.
Arbitro: Zufferli di Udine.
Ammoniti: 38’ Rabiot, 81’ Spinazzola, 83’ McTominay, 83’ Tomori, 86’ Athekame.
Recupero: 2’ 1T, 7’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .











9 risposte
Buongiorno Stefano, hai fatto, a mio avviso, una perfetta analisi, sia della partita, che delle mancanze della società.
Allegri sta cercando di fare il possibile e quando dice che l’obiettivo è la Champions, non credo si nasconda.
Speriamo che l’Europa sprema le nostre rivali, tra cui vedo ancora Roma e Juventus, altrimenti, il prossimo anno avremo Pulisic con un’altra maglia…
grazie del l’apprezzamento Gianpaolo siamo pochi e con alcune falle da colmare … la società adesso deve uscire allo scoperto …come ho scritto Hoijlund con coraggio ed intraprendenza era nostro… ma chi tratta non ha l’appeal di un tempo un abbraccio
Oggi sono un po’ più sfiduciato per i motivi che hai elencato nell’articolo. Credo che in sede tutti sappiano che se a Gennaio non si interviene, anche il quarto posto è a rischio. Servono un uomo d’area di spessore e un centrale difensivo.
Grazie Gianluca completamente d’accordo Cquisto da non sbagliare assolutamente!!!
Analisi che non fa una grinza, carissimo Stefano.
Ci si attendeva forse qualcosa di più dai ragazzi e la sensazione che questa trasferta rappresentasse un fastidio ha fatto capolino nella testa di molti tifosi. La formazione era obbligata per certi versi ed era giusto dare fiducia a Jashari che ha fatto una prova, a mio avviso, sufficiente. La rosa è quella che è, alcuni hanno ancora deluso, in particolare De Winter e Nkunku. Non c’è molto altro da dire, resta il campionato che sta definendo la sua classifica. Siamo lì, nei primi quattro posti, nelle posizioni che consentono l’accesso alla prossima Champions League. Dobbiamo avere l’umiltà di pensare partita dopo partita perché la lotta per la qualificazione all’Europa che conta sarà serrata. Il resto si vedrà, prima la quota Champions. Il mercato è uno snodo fondamentale: la squadra va rinforzata in tutti i reparti, soprattutto nel reparto offensivo.
Forza Milan
Vincenzo ❤️🖤
Grazie Vincenzo, purtroppo non abbiamo una rosa omogenea Jashari deve completare un percorso di crescita arrestato dall’infortunio, speriamo di tenere il passo . A parte inter e napoli nn vedo squadre a noi superiori
Ciao Stefano, analisi perfetta. Parto da un pensiero che ha fatto Chivu e che mi trova d’accordo (oddio, sono d’accordo con un interista… devo preoccuparmi?): la Supercoppa da sempre la giocano la vincitrice del campionato e quella della Coppa Italia, quindi anche se detentori(non è la Champions League…) noi e l’inter che ci stiamo a fare qui? Mini torneo che serve solo a farci fare l’elemosina dagli arabi.
Veniamo alla partita: primo tempo alla pari, forse anche a leggero favore nostro, secondo tempo non pervenuto. Sconfitta meritata, ma già dalla lettura delle formazioni si era intuita l’intenzione di Allegri di fare un pareggio per poi giocarsela ai rigori, insomma era chiara l’intenzione di non dare troppa importanza a questo mini torneo, e secondo me ha fatto bene. Siamo in emergenza infortuni, rischiando di sommarne altri, soprattutto contro una squadra che ha due difensori rocciosi (avevo scritto picchiatori, poi mi sono corretto…) come Rrahmani e Juan Jesus: direi che non era proprio il caso. Le seconde linee abbiamo visto che non sono all’altezza dei titolari, “””ma avendo adesso sì, solo il campionato a cui pensare, allora possiamo far giocare sempre i titolari, ma se le “riserve” non giocano mai non prendono il ritmo partita, ma allora facciamoli giocare ma poi si rischia di perdere, allora…””” ho solo scritto il ragionamento che il tifoso medio fa velocemente nella testa, a voce bassa.
Ci serve una punta e un difensore centrale, inutile girarci intorno: se davvero Thiago Silva si proponesse anche solo per 6 mesi sarebbe da andare a prendere in Brasile con un volo privato. Sulla punta mi sorge una domanda: pare che ai dirigenti del Milan la formula dell’obbligo di riscatto non piaccia, ma allora perchè sono andati a prendere Nkunku (che a me è sempre piaciuto un sacco, per inciso) ma che è una copia di Leão a più di 40 mln e hanno rifiutato Højlund con obbligo di riscatto a 50, perché volevano solo il diritto di riscatto? Qual è il senso logico di questa operazione?
Arbitraggio, come definirlo… superficiale? Ma siamo abituati.
Infine volevo lanciare un argomento, che spero possa essere approfondito su questo blog da chi ne ha competenza, perché a me ha lasciato a bocca aperta la decisione di andare a giocare Milan-Como a Perth, addirittura arbitrata da arbitri asiatici. De Siervo ha riferito di un incontro con Collina il quale gli ha assicurato che la competenza degli arbitri asiatici è in forte ascesa! Ma che siamo, su scherzi a parte? E dato che pare siano stati i vertici del Milan a volere questa trasferta, ma dico io cosa si fumano in Via Aldo Rossi, il rosmarino avariato?
Comunque, sempre e solo per la maglia!
UNICO AMORE SEI
NON TI HO TRADITO MAI!
Forza Milan sempre!!!
Grazie luigi sempre appassionato un abbraccio
Analisi perfetta Stefano, vado sotto l’albero a vedere se trovo un Milan diverso. Ad oggi arrivare nelle prime 4 sarà cone vincere uno scudetto.