COPPA ITALIA – OTTAVI DI FINALE – LAZIO-MILAN 1-0: ROSSONERI ELIMINATI

Torna la Coppa Italia con gli Ottavi di finale ed ironia della sorte, il tabellone fa incontrare ancora Lazio e Milan protagoniste nell’ultimo turno di campionato dai risvolti, consentitemi il termine, tragicomici. Il “Pastrocchio” di fine gara ha ancora una volta di più evidenziato, qualora ce ne fosse stato bisogno, le falle fin troppo evidenti non solo di un protocollo Var in confusione totale, ma di una classe arbitrale onestamente talvolta clamorosamente non all’altezza di un campionato prestigioso come la Serie A.

L’augurio era che il match di Coppa non risentisse di quanto successo nel fine gara di domenica sera e che le due squadre potessero affrontarsi a viso aperto senza condizionamenti, così come chi deputato a dirigerla, in campo e in sala Var.   

Il Milan tornava sul “luogo del delitto”, lo stadio Olimpico,  stadio della sciagurata finale di questa competizione disputata lo scorso maggio contro il Bologna, match che certificò il fallimento totale della nostra stagione passata. 

Le squadre si presentavano con un cammino differente, i biancocelesti esentati dai precedenti turni in virtù di una classifica migliore al termine del campionato scorso. Il Milan invece reduce dai successi con le due pugliesi Bari e Lecce nei turni preliminari. Con gli Ottavi entravamo nel vivo di una manifestazione che poteva essere per le due compagini, prive della partecipazione alle Coppe Europee, un’occasione più che ghiotta.

Tra i rossoneri da segnalare il ritorno in panchina di Captain America Pulisic. La novità più interessante della serata era rappresentata dalla presenza in campo dal primo minuto di Jashari, il gioiello del mercato estivo che sfortunatamente non ha potuto dare il suo contributo alla causa per il noto infortunio, in attacco la coppia inedita tutta muscoli e velocità formata da Loftus-Cheek e Rafa Leao. Spazio a Estupinian laterale sx di centrocampo con l’instancabile Alexis a dx, in difesa Tomori, Pavlovic e De Winter a dare respiro a Matteo Gabbia, per l’ormai rodato 1-3-5-2. Anche per mister Sarri qualche correzione, ma non troppo, alla formazione di Milano con il ritorno dal primo minuto in avanti di Castellanos a ricomporre il tridente titolare con Zaccagni e Isaksen sulle ali, in porta Mandas per un 1-4-3-3.

PRIMO TEMPO

La partita come prevedibile vede i biancoazzurri prendere il comando del gioco, al 1° minuto viene ammonito Pavlovic per un entrata su Guendouzi, fatichiamo a costruire gioco con Jashari e Ricci costretti a passaggi troppo scolastici, il reparto arretrato ci mette del suo con errori banali in uscita palla specialmente con De Winter ed Estupinian che provocano qualche apprensione. In fase difensiva ci posizioniamo a quattro con l’arretramento di Saelemaekers, il centrocampo non riesce a dare ritmo al gioco costringendo sia Rafa che Loftus ad arretrare a metà campo per qualche pallone giocabile. La Lazio pur non creando pericoli dà la sensazione di poter pungere con uno Zaccagni sugli scudi ed al 24° minuto, Basic con una bella galoppata su tocco geniale proprio di Zaccagni, va vicino al gol con un bel diagonale che passa di poco a lato della porta di Maignan. Come detto il nostro possesso risulta sterile, Allegri si sbraccia chiedendo a Jashari qualche cambio lato, per poter mettere in difficoltà la Lazio che, in fase di non possesso, si schiera con il 4-5-1 creando densità in mezzo al campo e problemi al nostro gioco. Il tempo si chiude con una grande parata di Maignan su tiro di Isaksen ed un Milan troppo timido e poco propositivo.

SECONDO TEMPO

La partenza dei ragazzi sembra incoraggiante, Jashari più rapido nello smistamento del gioco sembra pian piano mostrare le sue qualità, Estupinian molto alto a sinistra da una spinta maggiore ai nostri attacchi che si concretizzano al 52° minuto con un bel colpo di testa di Loftus Cheek leggermente alto. La Lazio prova qualche ripartenza ben contenuta da una nostra fase difensiva più attenta. Allegri inserisce Nkunku per Saelemaekers, cambia il nostro attacco con il francese a fare coppia con Leao e Loftus spostato in fascia. È il momento migliore del Milan che ha due grosse occasioni. La prima al 69° minuto, sempre con l’inglese che ancora di testa mette a lato e, soprattutto, al 71° minuto, con l’ottimo inserimento di Estupinian che mette una bella palla in mezzo all’area, Leao in corsa da ottima posizione calcia malamente sopra la traversa. Cambi anche per Sarri che inserisce Tavares per Pellegrini per dare maggiore spinta agli attacchi biancocelesti. All’80° minutol’episodio decisivo del match, corner del nuovo entrato Tavares e Zaccagni, liberatosi da un distratto De Winter, colpisce di testa e porta in vantaggio la Lazio. Il Milan reagisce più con rabbia che con razionalità e nemmeno gli ingressi di Modric e Pulisic ( che ha una bella occasione nel recupero) riescono a cambiare un risultato che ci condanna e mestamente ci elimina dalla competizione.

Prova opaca e deludente dei ragazzi, sento parlare dell’eliminazione dalla Coppa Italia come quasi un peso tolto. Niente di più sbagliato, se portiamo avanti queste teorie siamo destinati a rimanere nella mediocrità. La Coppa Italia era un torneo da onorare, che poteva essere allenante proprio per coloro con minutaggi minori. Jashari ancora indietro, ha fatto vedere a sprazzi le indubbie capacità, male De Winter impacciato in marcatura e poco preciso negli appoggi, Estupinian negativo nella fase difensiva meglio nel secondo tempo come propulsore sulla sinistra.

Purtroppo, l’attacco continua ad essere il nostro problema principale, Rafa, parere personale, non ha i tempi ne la cattiveria per giocare come terminale offensivo, dove occorre concentrazione massima, dove ogni palla vagante anche quella più banale può essere quella giusta da scaraventare in rete. Rafa stasera è stato spesso neutralizzato dal grintoso Gila, palese il suo ricercare il lato sinistro dove sa di poter essere devastante. Nkunku non ha inciso e Loftus adattato anche lui non ha il passo dell’attaccante, gioco forza l’assenza di Pulisic, elemento imprescindibile, l’abbiamo sentita tutta. Il lavoro di raccordo tra centrocampo ed attacco di Captain America è uno snodo vitale per il nostro gioco offensivo. Adesso curiamo le ferite e testa al campionato, dove possiamo dire sicuramente la nostra. Allegri dovrà lavorare sul gruppo tenendo alto il morale e cercando di far crescere in primis Jashari, destinato ad  essere pedina fondamentale per il nostro futuro anche sotto la guida in campo di un fenomeno come Modric.

FORZA MILAN!!!

TABELLINO 

LAZIO-MILAN 1-0
Marcatori: 
79′ Zaccagni

LE FORMAZIONI UFFICIALI

LAZIO (1-4-3-3): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (71′ Nuno Tavares); Guendouzi, Vecino (57′ Dele-Bashiru), Basic; Isaksen (82′ Cancellieri), Castellanos (57′ Noslin), Zaccagni (82′ Pedro). A disp.: Provedel, Furlanetto, Lazzari, Patric, Provstgaard, Belahyane, Dia, Pedro, Cancellieri. All. Maurizio Sarri

MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (64′ Nkunku), Ricci, Jashari (81′ Modric), Rabiot, Estupinan (87′ Bartesaghi); Loftus-Cheek (81′ Pulisic), Leao. A disp.: Terracciano, Torriani, Gabbia, Odogu, Sala. All. Massimiliano Allegri

Arbitro: Guida sezione Torre annunziata.

Ammoniti: 2′ Pavlovic, 84′ De Winter

Recupero: 1′ PT, 5′ ST

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

9 risposte

  1. Gran bel pezzo!
    Partiamo dal risultato deludente. Sono d’accordo con te, carissimo Stefano. La Coppa Italia è ormai un trofeo a suo modo prestigioso che dalle parte di via Rossi manca da ventitré anni. Non è mancato l’impegno, va riconosciuto, ma non cadiamo in quel tranello molto in voga negli anni 90 e 2000 che portava a ritenere la Coppa Italia come un fastidio. Da tifoso vorrei tanto veder vincere questo trofeo! La partita è stata simile a quella di sabato scorso. Meglio la Lazio nella prima frazione, nella ripresa abbiamo alzato il baricentro e creato più problemi a loro. Copione già visto. Ha vinto la squadra che ha segnato per prima. Quanto mai veritiero questo assetto riproposto da Allegri nel post partita. Per il resto, devo dire che Jashari ha fatto una partita onesta e che Leao per me non può essere la punta. A questa squadra serve un centravanti di razza in avanti, uno bravo, che faccia salire la squadra nei momenti di sofferenza. Gennaio è in arrivo e Nkunku, a mio avviso, resta un corpo estraneo in questa squadra. Testa al Torino che, come ha ricordato Max, in casa sua non battiamo dal roboante 0-7 del 2021 e che quest’anno sembra essere un’ammazzagrandi.

    Forza Milan, sempre!

    Vincenzo

  2. Buongiorno Stefano.
    Ho letto la tua analisi e mi sembra che hai detto tutto in maniera impeccabile: se me lo permetti vorrei dare qualche opinione personale, tali da non intaccare la tua analisi.
    La mia opinione sulla coppa italia (il minuscolo è voluto) è la stessa che espresse Sarri al suo ritorno dalla Premier: un torneo “falsato” dalle scelte della lega calcio di non far disputare tutte le gare alle prime classificate del campionato precedente. Tu conosci molto meglio di me la Premier League e sai come è strutturato il torneo in Inghilterra: tutti incontrano tutti, indistintamente e dal primo turno, rendendo il torneo molto più interessante, diciamolo.
    Fatta questa precisazione la sensazione che ho avuto appena letta la formazione è stata questa: ampio turn over, far giocare chi ha meno minuti e tenere in campo chi ha più bisogno di minutaggio, in vista del campionato: come hai scritto tu, la coppa italia doveva servire a far giocare tutti. Ok, ci sta: ma dopo i primi 45 minuti ho pensato che Allegri volesse arrivare ai rigori: nel secondo tempo siamo stati un po’ più pericolosi di loro, almeno fino al gol: il colpo di testa di Ruben, l’occasione di Rafa (maledetto rimbalzo del pallone) sparata in curva e il tiro di Christian “star and stripes” come lo chiama Repice, Pulisic strozzato e parato da Mandas. Non voglio soffermarmi sull’arbitro, che nel tunnel ad inizio gara è andato personalmente a salutare TUTTI i giocatori laziali, uno per uno: forse voleva rassicurarli? Chi lo sa… in ogni caso il calcio d’angolo era INESISTENTE, ma potevamo e dovevamo coprire meglio, inutile appellarsi a queste cose, non andiamo in silenzio stampa per delle scemenze, noi…
    Quindi secondo me non c’era realmente la voglia di passare il turno, almeno questo è quello che ho percepito: e ti dico la verità, per me va bene così, meglio perdere una partita in coppa che in campionato. Il turnaggio dei ragazzi potrà avvenire anche in campionato, che per me rimane l’obiettivo principe: dobbiamo tornare in Champions e dobbiamo farlo da protagonisti. Arriverà il ventesimo scudetto? Boh, chi può dirlo adesso? Di sicuro ci serve un 9, un Giroud, un Mateta, anche con Santi Gimenez in squadra, insomma qualcuno che sfondi la porta, perché alla lunga basterà Max che là davanti fa il “gioco delle 3 carte” con Leão, Pulisic e Nkunku?
    Forza MILAN sempre!!!

    1. Grazie luigi per la tua bella analisi sì il centravanti diventa fondamentale, terrei anche Gimenez, ma ho l’idea per come ragiona la nostra dirigenza serva vendere per acquistare, Oktrea alla punta un difensore assolutamente un caro abbrsccio

  3. Analisi, cronaca ed opinioni perfettamente condivisibili grande Stefano! È doveroso scrivere un rapido commento ai tuoi pezzi (al tuo precedente l’ho fatto ma con ritardo e ne domando venia). Sull’attuale sottolinerei, come hai ben scritto “…tornare sul luogo del delitto” e cioè l’Olimpico già angusta location contro i felsinei ed in più come se non bastasse con una mise gialla in campo sinistra premonitrice di una fredda, anzi visto che il corner assassino era inesistente, glaciale vendetta lievitata e studiata da quel volpone toscano di Sarri e sicariata dall’onnipresente Zaccagni (giocatore che farebbe tanto comodo a noi!)
    Occasione paracadute persa, nella sciagurata ipotesi di non centrare la quartina di vertice.
    Resta da pensare solo alla Stella ed in questo clima natalizio sarebbe di buon auspicio…a patto di trovare un buon regalo sotto l’albero …ci servirebbe un Vero Centravanti…ma senza aspettare la manna o peggio un black Friday con sconti Che spesso sono una vera “sola”
    (in romanesco stante per fregatura!)
    Un caro abbraccio.

    Massimo 48

  4. È una sconfitta che può aiutare a crescere. Inoltre molte squadre eliminate agli ottavi di coppa Italia hanno poi vinto lo scudetto.

  5. Buonasera Stefano, come sempre, analisi dettagliata, ottima e abbondante.
    Personalmente sono rimasto infastidito dall’atteggiamento che ha tenuto Zaccagni per tutta la gara, ma questo non è un alibi per l’eliminazione.
    Devo dire che troppi giocatori hanno giocato in modo impreciso ed in alcuni casi, anche in modo superficiale.
    Tomori ha mostrato limiti tecnici paurosi; Estupinan mi da l’idea di avere preoccupanti limiti di “livello ” e questo lo avevo sottolineato in passato.
    Pavlovic invece mi ha convinto e, non dimentichiamo che l’ammonizione è determinata proprio da un errore di Estupinan.
    Rabiot era in vacanza.
    Ricci azzarda poco: sembra Tonali prima versione; forse qualcuno gli dovrebbe spiegare che è al Milan.
    Jashari, andrò controcorrente, ma a me è piaciuto sia per tecnica che per la personalità con cui cercava il pallone.
    Salamaekers irriconoscibile: è mancato completamente l’approccio, così come Leao, il nostro top player: questo(il fatto che lui sia il top player)mi preoccupa.
    Loftus per il ruolo che ha dovuto interpretare, non mi è dispiaciuto, anche se nel corso della stagione, sono più le partite che salta.
    I cambi tardivi non mi sono piaciuti ed in questo caso non ho capito Allegri, anche avrà avuto i suoi motivi.
    Nkunku?
    Forse era il caso di tentare con il nostro vero top player, Pulisic: invece questo è avvenuto in modo tardivo.
    Per essere uno dei due obiettivi, è stato mal gestito, soprattutto dai giocatori in campo.
    La Lazio è più debole ed il secondo tempo di San Siro ne è una forte prova, eppure, ancora una volta siamo riusciti a sbagliare l’appuntamento. Tra il 1967 e 77, ne abbiamo vinte 4 ed almeno in altre due occasioni ci siamo andati vicinissimo.
    Nel ultimi 48 anni, abbiamo vinto una volta sola.
    A questo punto pensare di aver voluto dare minuti a chi ha giocato meno è stato un errore…

    1. grazie Gian Paolo la coppa italia negli anni 70 era un nostro territorio fertile , con gli anni 80 praticamente siamo scomparsi. Vero è che la coppa viene trattata alla stregua della vecchia mitropa dalla nostra federazione. Manca appeal nella formula , manca la spinta di tutto il movimento dirigenziale per molte squadre e solo un fastidio. peccato negli altri paesi inghilterra in primis ha un seguito clamoroso

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