Portieri invertiti e 0-3, non gioco, solo fortuna, giocatori in scadenza che non rinnoveranno…; gli strali dell’ultimo Derby hanno visto prendere corpo, ancora una volta, la consueta sarabanda di voci intorno al Milan ad opera di una certa parte della stampa e di alcuni opinionisti pronti a pontificare. Ma il tifoso rossonero, che è intelligente, non ci sta e mai cadrà in questo “giochino”. Lui per primo con la sua consueta autocritica (a tratti feroce) sa benissimo che la vittoria contro l’Inter non è arrivata tramite un gioco scintillante, una vittoria sicuramente aiutata anche da un po’ di buona sorte (il che non guasta) che in un Derby a tratti sofferto, ce la fa gustare ancora di più.
Trovo ingeneroso contestualizzare la vittoria contro l’Inter dando merito solo alle parate di Maignan, bypassando così il grande spirito di sacrificio messo in mostra dai nostri ragazzi, bravi a serrare i ranghi ed a saper soffrire da squadra, tutte caratteristiche completamente disperse lo scorso anno. Max Allegri è un allenatore divisivo, il suo calcio lo conosciamo: senza fronzoli, bada al sodo, non entusiasma le folle, vero, ma è terribilmente pratico, i sei clean-sheet in dodici partite non sono solo merito di Maignan ma dell’atteggiamento complessivo di tutta la squadra nell’interpretazione della fase difensiva. Tornando a Mike Maignan, aspetterei a recitare il “De profundis”, il tempo per ravvedersi c’è e magari, chissà, tutte le sentenze emesse torneranno ai numerosi mittenti.
La partita di stasera era l’apoteosi di due chiare identità di gioco ben distinte: Sarrismo contro Cortomuso. La Lazio di Maurizio Sarri fin qui protagonista altalenante in campionato, è squadra che poteva metterci in difficoltà, stava a noi adottare le contromisure del caso, cercando, fin da inizio partita di imporre gioco e ritmo a noi più congeniali, evitando l’errore fatto nel Derby: quello di servire su un piatto d’argento il match ai nerazzurri.
Stasera occorreva un ulteriore step, tornare a comandare il gioco. Il Milan ,con Gimenez ai box, doveva fare a meno di Captain America Pulisic alle prese con l’ennesimo infortunio, unico limite di un giocatore meraviglioso, spazio ancora a Nkunku accanto a Rafa Leao nella speranza nella risurrezione del francese, fin qui “oggetto non identificato”. Come detto era la sfida tra due filosofie e due moduli, l ‘1-4-3-3 della Lazio di Sarri con la costruzione dal basso, la grande spinta sulle fasce dei terzini e degli esterni d’attacco, il pressing alto, i rossoneri con il consueto 1-3-5-2, difesa confermata con Tomori, Gabbia, Pavlovic , centrocampo con Fofana, Modric e Rabiot, Saelemekers e Bartesaghi esterni chiamati ad un duro lavoro su Isaksen e Zaccagni , in avanti Rafa e Nkunku. Una partita da prendere con tutte le dovute precauzioni del caso.
PRIMO TEMPO
Primo tempo scialbo dei ragazzi, la Lazio parte meglio, veniamo aggrediti e non riusciamo fin da subito a ripartire, passano appena 2 minuti e Maignan deve fare un vero miracolo su Gila, volando con la mano a togliere un gran colpo di testa destinato al gol. Subiamo le scorribande sulla fascia, specialmente sulla destra con Zaccagni e con Pellegrini che ci creano più di un grattacapo, l’aggressione continua non ci da respiro la nostra azione non sgorga, siamo lenti, la Lazio che in fase difensiva si schiera con un 1-4-5-1, scherma perfettamente il nostro gioco, Modric e Rabiot faticano anche per il poco movimento degli attaccanti, Luka è poco preciso, complice la forte pressione biancoazzurra.
Leao, centravanti spesso deve tornare indietro a trenta metri dalla porta per giocare qualche pallone, Nkunku anche stasera completamente fuori dal gioco fa lo stesso, il risultato finale, area laziale completamente vuota ed attacco inesistente. Allegri non è contento, si sbraccia cercando di scuotere la squadra che appare imballata e poco fluida. Rischiamo ancora al 32 minuto con Zaccagni che entra in area dalla destra e da posizione angolata calcia, Maignan respinge ancora. L’unico tiro dei ragazzi è al 42 minuto, con un bel cross di Bartesaghi, grandissimo anche stasera nelle sua crescita esponenziale, per Tomori in sganciamento offensivo che colpisce di destro, la palla sfila veloce sul fondo senza impensierire Provedel. Si chiude un primo tempo insufficiente dei rossoneri troppo poco reattivi in fase propositiva. Da verificare la tenuta biancoazzurra nella ripresa.
SECONDO TEMPO
La ripresa riparte con la Lazio sempre ben messa, ma quello sceso in campo è un Milan diverso. La palla viaggia più veloce Modric, Rabiot e Fofana finalmente entrano in partita guadagnando piano piano il centrocampo. Proprio Tomori al 51 minuto, trovato da Fofana al termine di una bella azione crossa teso per l’arrembante Rafa Leao che di slancio attacca la porta e batte Provedel, 1-0!
Il vantaggio ed un sensibile calo dei biancoazzurri, ci fa salire di tono, la squadra prende piano piano consapevolezza dei propri mezzi ed al 63 minuto sfiora il raddoppio, dalla sinistra cross perfetto di Bartesaghi per Rafa Leao che di testa impegna severamente Provedel, bravo a respingere. La Lazio prova a mischiare le carte inserendo Castellanos e Dele-Bashiru, la gara prende intensità anche nei contrasti, viene ammonito Matteo Gabbia. Max Allegri corre ai ripari fuori Fofana per Loftus Cheek, il francese autore di una buona partita e protagonista di una cavalcata vanificata da un ultimo tocco maldestro.
L’inglese appena entrato mette subito in mostra la sua fisicità tentando un colpo di testa che si spegne sul fondo. Cresce Luka prezioso anche in copertura, malgrado qualche imprecisione in appoggio per lui inusuale, ed il Milan adesso è presente in ogni porzione di campo. Alexis scappa al 72 minuto verso la porta avversaria e viene steso con un’entrata da dietro a tacchetto alto da Romagnoli che viene solo ammonito. Ancora Alexis al 75 minuto, con un bel tiro si rende pericoloso, Pellegrini di piede aiuta Provedel a neutralizzare la conclusione. Allegri inserisce Ricci per Nkunku, leggermente meglio nella ripresa, e ci mettiamo con un 1-4-5-1 per i minuti finali. La Lazio prova serrare le fila ma solo un tiro da trenta metri di Basic impegna Maignan, anzi sono i rossoneri all’85 minuto, ancora con un gran tiro di Pavlovic respinto a fatica di Provedel, a sfiorare il raddoppio. Nei minuti di recupero esattamente al 94’30” l’episodio che scatena il putiferio: Nuno Tavares in proiezione offensiva crossa al centro, Romagnoli calcia al volo col mancino, Pavlovic da distanza ravvicinata devia in corner, Laziali con veemenza indicano un fallo di mano. A questo punto prende vita l’episodio che denota in pieno tutta la assurda gestione del sistema Var, l’arbitro richiamato all’on field review deve valutare l’intervento del difensore rossonero che di spalle ed evidentemente strattonato, a mezzo metro dal giocatore laziale che calcia, colpisce il pallone con la punta del gomito, Allegri lancia la giacca e viene espulso. Nel caos creatosi, l’arbitro Collu finita la rewiew opta per il verdetto più cristallino e logico: fallo in attacco sul giocatore rossonero.
Finisce con una vittoria alla fine meritata dei ragazzi. Una partita difficile, dopo un primo tempo di grande sofferenza. La squadra nella ripresa è scesa in campo con un altro piglio, inutile ripetere l’importanza dell’assenza di Pulisic come tassello di raccordo tra centrocampo ed attacco. Rafa nella ripresa ha finalmente attaccato l’area con cattiveria e dato profondità al nostro gioco, crescendo sensibilmente ed avvalendosi di un Alexis ancora volitivo e ficcante, Nkunku ancora troppo fuori dagli schemi. Luka talvolta non preciso (per i suoi standard abituali) è piaciuto per spirito di sacrificio così come un buon Fofana ed un crescente Rabiot.
Una nota di merito ed un discorso a parte per Bartesaghi, il Milan ha trovato in questo ragazzo, serio e determinato un elemento imprescindibile. Davide stasera ha dimostrato personalità, coraggio e grandi doti tecniche, i suoi cross sempre precisi sono ormai un valore aggiunto di cui non possiamo più fare a meno. Torniamo momentaneamente in testa alla classifica nell’attesa di Roma- Napoli, godiamoci questo momento perchè ce lo meritiamo.
FORZA MILAN!!!
TABELLINO
MILAN-LAZIO 1-0
Marcatori: 51’ Leao
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (65′ Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (82′ Ricci), Leao. A disp.: Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Estupinan, Jashari. All. Allegri
LAZIO (1-4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (84′ Tavars); Guendouzi, Vecino (62′ Dele Bahiru), Basic (84′ Noslin); Isaksen (70′ Pedr4o), Dia (62′ Castellanos), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Lazzari, Patric, Provstgaard, Belahyane. All. Sarri
Arbitro: Collu sezione Cagliari.
Ammoniti: 26′ Tomori, 57′ Pellegrini, 64′ Gabbia, 72′ Romagnoli, 89′ Ricci,103′ Zaccagni
Recupero: 1’ 1T, 5’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










16 risposte
Buongiorno Stefano.
Analisi perfetta, nel primo tempo Lazio messa in campo meglio di noi: noi lenti e macchinosi, abbiamo assistito anche a due passaggi consecutivi sbagliati di Modrić, cosa più unica che rara. Rabiot così e così, meglio Fofana che nel primo tempo era dovunque. Non credo esistano più termini per definire Mike, e speriamo che la società (?) trovi una quadra per il rinnovo. Se solo Theo avesse avuto la stessa disciplina tattica di Bartesaghi… stiamo assistendo ad una crescita esponenziale di questo ragazzo quasi ventenne (compirà gli anni tra 20 giorni): ho l’impressione che Estupinan dovrà “sgomitare” molto per riprendersi la maglia da titolare su quella fascia.
L’episodio del “rigore” è un siparietto da operetta anni ‘20 del secolo scorso: veramente non capisco la ragione del richiamo di Di Paolo a Collu per una cosa inesistente. Ma questi la dinamica di un corpo in movimento, anzi di un corpo che si dimena con un altro corpo, la conoscono? Fategli due lezioni di fisica dinamica a questi arbitri, almeno capiscono come si muove un corpo umano, mica sono tutti attori stile Thuram…
Comunque siamo in vetta, almeno per oggi: chissà che gli dei del calcio non decidano che oggi Napoli e Roma devono pareggiare, così come Bologna e Cremonese, e il Pisa deve vincere… chiedo troppo, eh?
Grazie Luigi per l’attenta disamina, il sistema Var sta celebrando il suo fallimento con decisioni cervellotiche. Non voglio e non penso che siano fatte scientemente credo sia una mancanza di buonsenso e scarsa conoscenza delle dinamiche di gioco.
Bellissimo articolo Stefano, come sai ti invidio la tua grandissima memoria nel ricordare ogni singolo evento che vivi, ma, come ti ho detto in privato, ho apprezzato molto la parte introduttiva e finale, dove in maniera oggettiva hai dato il tuo pensiero sulla partita, come si presentava e come si è conclusa!
Ottimo!!!
Grazie Riccardo… cerco sempre semplicità nell’esporre e soprattutto obiettività di giudizio se giochiamo male lo dico., Non essendo un giornalista professionista ma un semplice tifoso racconto ciò che vedo del nostro Milan e senza iperbole ma sicuramente con il cuore
Ed i cleansheet non li ottiene solo il Milan con il Magic Mike Maignan ed il trio difensivo inventato Allegriamente dal ns. prode Max e che personalmente battezzerei con un acronimo inverso al suo schieramento
“PaGaTo” stante per Pavlovic Gabbia Tomori, ma anche con l’inesauribile ed autoriduttivo blogger livornese Salerno! Ennesimo Chapeau Stefano!
È fuor di dubbio che siamo bravi, belli…e fortunati e se fossimo un medicinale nel nostro bugiardino non troveremmo effetti collaterali dato che pur con l’assenza di Pulisic, Gimenez ed un Modric tornato alla normalità, riusciamo ugualmente o se vi piace a corto muso, a battere Inter, Napoli, le due Romane e il Bologna….e “così è se vi pare”! …e forse la Stella ci sembrerà più vicina! (…sperem!)
Buona serata!
Massimo 48
Tre punti pesanti, una squadra di una solidità granitica, che per poco non vede compromessa la sua prestazione per una chiamata VAR a dir poco imbarazzante. L’arbitro Collu per nostra fortuna prende la decisione più logica. Non è stato un bel Milan, a livello di gioco dobbiamo fare di più, soprattutto sulla scorta dei primi 45′. Siamo stati bravi nella ripresa ad alzare il baricentro e a combinare quella bella azione che ci ha portato in vantaggio. Leao, per fortuna, è stato decisivo, ma ci serve un attaccante forte e prestante (Mateta? Perché no?), uno che ci dia respiro nei momenti di massima pressione avversaria, come è accaduto nelle ultime partite. La notizia è la prestazione “normale” di Modrić. Come cresce Bartesaghi: bravo Allegri ha tenerselo stretto. Una menzione di merito va fatta per Tomori, che prende un’ammonizione presto ma si rende partecipe di una partita di altissimo livello. Ora testa al Torino, mandano 48 pt circa per la Champions, come dice Max…
Forza Milan
Grazie Vincenzo testa assolutamente alle prossime partite.. non mollare un centimetro. Luka poveretto tira il fiato .lo farebbe chiunque, ma è talmente prezioso nell’ atteggiamento che è fondamentale anche se sottotono. Mateta? Magari!!!! un abbraccio
Complimenti Stefano, è sempre un piacere leggere le tue analisi post partita.
Grazie Claudio gentilissimo
Bell’articolo Stefano. Continua così.💪
Grazie Roberto
Bel ‘pezzo’ Stefano! Analisi della partita condivisibile ed anche i commenti sulle prestazioni. Un cenno particolare per Allegri. Sta facendo veramenre il massimo con una rosa ristretta, infortuni a ripetizione e ‘nuovi’ non ancora ambientati. Per il bell gioco ci sara’ tempo. Per ora bene cosi. Ciao.
Grazie Alessio , condivido che Allegri stia facendo il massimo. La rosa è buona ma siamo pochi ieri sei giocatori di movimento in panchina. Io continuo a ripeterlo occorre tenere fino a gennaio sperando che la società faccia uno sforzo che potrebbe rivelarsi decisivo. Un saluto
Niente da dire, contuiamo così, restiamo lì in cima è aggiustiamo il tiro contro le “piccole”. Poi a aprile si vede. I discorsi di Adani poi li porta via il vento.
Grazie Gianluca … sono d’accordo
Buongiorno Stefano, la cronaca non fa una piega.
Io sono sempre dubbioso sul fatto di poter arrivare in fondo all’obiettivo però dopo 13 giornate, se siamo in testa un motivo ci sarà.
Certo, adesso arrivano le partite difficili (Torino, Sassuolo, Verona, Cagliari, Genoa) e due partite da nulla (Napoli Supercoppa e Como)…