Come volevasi dimostrare il “bailamme” mediatico imbastito intorno alle decisioni arbitrali del dopo Milan- Fiorentina è stato prontamente sostituito dagli evidenti errori e discrepanze che hanno caratterizzato le decisioni di molti match dell’ultima giornata di campionato, Milan-Pisa compreso; dimostrazione di valutazioni del sistema arbitrale con evidenti pecche che, come già detto, nell’articolo precedente, randomicamente scontenta alla fine un po’ tutti. Occorrerebbe fare ulteriore chiarezza e riportare una linea decisionale più omogenea e coerente.
Il passaggio a vuoto dei nostri ragazzi contro il Pisa doveva insegnarci ad imparare dagli errori commessi, uno step obbligatorio per chi come il Milan doveva proseguire un cammino di crescita intrapreso, comunque positivo, sotto la guida di Max Allegri. Innegabile il rammarico di aver gettato via la possibilità di allungare in classifica, i risultati delle altre squadre più titolate alla corsa al vertice rappresentavano un’occasione più che ghiotta. La partita di stasera a Bergamo contro l’Atalanta era un banco di prova importante, i neroazzurri pur attraversando un momento non brillantissimo malgrado l’imbattibilità in campionato, rimangono sempre una squadra ostica da affrontare come testimoniava l’ultima vittoria rossonera datata ormai quattro anni fa.
Il Milan si presentava ancora con importanti defezioni: tornavano Tomori e Loftus Cheek, ma era ancora costretto a fare a meno di un pilastro fondamentale del centrocampo come Rabiot e del nostro all around meraviglioso Christian Pulisic, collante fondamentale dello sviluppo del nostro gioco d’attacco.
Quello che chiedevamo stasera a chi scendeva in campo era di dare un qualcosa in più , Ricci ancora nel cuore della mediana doveva cercare di togliersi quella sorta di blocco che gli inibisce la giocate più coraggiose, Gimenez e Nkunku di essere finalmente determinanti ed incisivi.
Le squadre si affrontavano con due moduli speculari 1-3-5-2. Nei rossoneri, come detto, il ritorno di Tomori con Gabbia e Pavlovic, in mediana Fofana, Modric e Ricci esterni Saelemaekers e l’ottimo Bartesaghi sempre più padrone della fascia, in attacco al fianco di Santi Gimenez, Rafa Leao in cerca del terzo centro consecutivo.
PRIMO TEMPO
Il Milan parte bene con velocità nella circolazione di palla e, al 4° minuto, sugli sviluppi di un corner di Modric messo fuori da Ahanor, Ricci in controbalzo lascia partire un tiro dai venti metri che deviato da Ederson batte Carnesecchi. I i rossoneri invece di prendere coscienza del vantaggio arrivato inaspettatamente, arretrano in maniera preoccupante schiacciandosi nei loro ultimi venti metri. L’Atalanta inizia a pressare alto e farsi pericolosa con Hien di testa e con Ederson al 21° minuto,lasciato troppo solo, con un tiro dal limite dell’area. Il Milan sbaglia sistematicamente le uscite palla in difesa dando vigore al ritmo atalantino con un Lookman sugli scudi. Lo stesso Lookman si rende protagonista di un brutto fallo con il piede a martello su Fofana, giudicato dagli opinionisti tv “step on foot”….il calciatore nerazzurro entra chiaramente sullo stinco del rossonero. Le nostre sporadiche ripartenze sono approssimative e prive di precisione nella scelta dell’ultimo passaggio, l’attacco inesistente, Gimenez e Leao mai coinvolti girano a vuoto estraniati dalle azioni.
Modric ,come già intravisto contro il Pisa, inizia a faticare inghiottito dal pressing atalantino a tratti estenuante che gli inibisce qualsiasi tipo di palleggio. Arriviamo così al 35° minuto quando Lookman ,imbeccato magistralmente da Pasalic, si sfila dalla marcatura di Tomori e Saelemaekers e, con un secco tiro da dentro la nostra area, batte Maignan per il pareggio. Da rivedere il posizionamento approssimativo della nostra difesa. Non riusciamo più a prendere in mano il gioco, completamente appannaggio dell’Atalanta. Finisce così un primo tempo deludente dopo un avvio che sembrava in discesa a seguito del gol di Ricci.
SECONDO TEMPO
La ripresa non cambia: Milan dietro e Atalanta che arremba, soffriamo troppo, sia dal punto di vista fisico nei duelli uno contro uno, sia moralmente. Allegri sostituisce Leao con Nkunku e ridisegna il nostro attacco, che dopo pochi minuti deve fare a meno anche di Gimenez per problemi alla caviglia. Entra Loftus Cheek, molto bene, tra il 60° e il 70° minuto due strappi imperiosi dell’inglese sono vanificati da passaggi fuori misura di Nkunku e Saelemaekers, che di fatto sprecano due favorevoli occasioni per far male.
L’ Atalanta rifiata, si aprono dei varchi, ma siamo troppo macchinosi, Luka Modric in evidente (e giustificato) affanno è schermato da Pasalic e dagli altri centrocampisti che a turno gli balzano addosso non facendo di fatto mai partire il nostro gioco. Ricci si batte con coraggio, stasera meglio delle altre apparizioni, ma non riusciamo a pungere, Nkunku svaria impalpabile senza incidere, Saelemaekers prova a saltare l’uomo ma non è facile per i raddoppi degli avversari, l’Atalanta riprende quota e torna a toglierci il respiro. Lookman con un ottimo Brescianini (entrato al posto di De Roon nel primo tempo) ci danno più di un grattacapo. All’ 85° minuto Zappacosta va via troppo facilmente a Tomori e scarica un violento destro che Maignan sventa volando come un airone, salvandoci da una sconfitta che sarebbe stata sanguinosa. Finisce così al 95° minuto una partita complicata, la squadra è apparsa stanca, svuotata, il vantaggio che poteva essere un buon viatico al match, è stato vanificato da un atteggiamento troppo timoroso.
È evidente, siamo stanchi, è palese che la sosta delle nazionali e i conseguenti infortuni a catena abbiano arrestato un processo di crescita e maturazione collettiva. Le ultime tre partite hanno certificato quanto detto: Modric finora eccezionale è chiaramente in riserva, l’attacco non riesce ad incidere, Leao quando esce dalla fascia sinistra sembra un pesce fuor d’acqua non riuscendo a legare con Gimenez, che ha vanificato con le ultime deludenti prestazioni i piccoli passi che aveva fatto intravedere. Occorre recuperare giocatori e forze, le prossime due partite con Roma e Parma diventano a questo punto, dopo tre pareggi in quattro partite, fondamentali per rimanere agganciati al treno delle prime, ci sarà bisogno di tutti.
FORZA MILAN!!
TABELLINO
ATALANTA-MILAN 1-1
Marcatori: 4′ Ricci (M), 35′ Lookman (A)
LE FORMAZIONI
ATALANTA (1-3-5-2): Carnesecchi; Kossounou, Hien, Ahanor (71′ Djimsiti); Zappacosta, Ederson, De Roon (20′ Brescianini), Pasalic (82′ Musah), Bernasconi (71′ Bellanova); De Ketelaere (82′ Samardzic), Lookman. A disp.: Rossi, Sportiello, Sulemana, Scamacca, Kolasinac, Obric, Zalewski, Maldini, Krstovic. All. Ivan Juric.
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers (90′ Athekame), Fofana, Modric, Ricci, Bartesaghi; Gimenez (61′ Loftus-Cheek), Leao (45′ st Nkunku). A disp.: Pittarella, Terracciano, De Winter, Odogu. All. Massimiliano Allegri.
Arbitro: Daniele Doveri di Roma 1
Ammoniti: 9′ Gimenez (M), 77′ Modric (M), 93′ Brescianini (A), 94′ Gabbia (M)
Recupero: 1T 2′, 2T 5′

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










7 risposte
Stiamo chiaramente attraversando un passaggio a vuoto dovuto a diversi motivi.Vediamo come reagiremo. In questi momenti sono fondamentali l’allenatore e la coesione del gruppo. Rimanere attaccati alla vetta in un campionato dove per ora nessuno riesce a staccarsi e i risultati a sorpresa non mancano è importantissimo, come è importante non perdere anche se è pur vero che una vittoria è una sconfitta valgono più di due pareggi. FORZA MILAN
Buongiorno Stefano articolo, come sempre interessante, dettagliato e veritiero.
I problemi elencati erano prevedibili e la società li ha sottovalutati.
Purtroppo si sono aggiunti alcuni infortuni.
Modric, grandissimo giocatore e professionista esemplare, può anche fare tutte le 38 partite., ma qualche piccolo dubbio mi sovviene, nel momento in cui abbiamo il turno infrasettimanale.
Gimenez è il nostro centravanti fino alla fine della stagione e qui è un altro punto negativo della società: bravo ragazzo, si impegna, ma nel Milan non basta, purtroppo; ci vorrebbe un attaccante di alto livello, ma la spesa lieviterebbe.
Così, Allegri va avanti con lui, unico vero attaccante della rosa.
Leao ha fatto sì tre gol, ma quando lo vedo giocare, mi innervosisce ed i motivi sono noti.
Nkunku mi auguro non sia della stessa pasta.
Risultato?. Dovremmo vincere la seconda Stella, se questo fosse possibile, come abbiamo vinto la prima Stella e cioè, senza un centravanti.
Capitolo infortuni.
Estupinan in qualche modo, anzi sinora molto bene, è stato sostituito da Bartesaghi; Rabiot no e tantomeno Pulisic, il miglior giocatore del Milan degli ultimi due anni.
Rabiot, con la sua forza, i suoi strappi, la sua personalità ed intelligenza, ha un’influenza sulla possibilità di ragionare di Modric, qui di in quest’occasione il problema è doppio.
Poi abbiamo Pulisic, che sta dimostrando di essere insostituibile: nonostante il tre gol, Leao ha un impatto nettamente inferiore, sulla qualità del gioco rossonero e questo lo dicono le prestazioni della squadra, che ha sofferto oltre il lecito con squadre oneste, ma che non dovrebbero essere ostacoli così complicati (Fiorentina compresa, nonostante la vittoria).
Allegri, che è molto in gamba, ha capito perfettamente i limiti di questa squadra e sta cercando di fare di necessità virtù.
Con Allegri vai a Bergamo e la porti a casa (quantomeno il pareggio), per dare quella continuità di risultati necessaria ad infondere certezze nei calciatori.
Certamente, qui sarà necessario intervenire sul mercato, perché sarà complicato in questo modo, fare come il Milan del signor Liedholm.
Grazie Gianpaolo per le considerazioni, dobbiamo recuperare uomini, forze e convinzioni. L’attacco purtroppo è questo , dispiace per Santi perché si batte ed a volontà , ma il suo apporto al momento in termini di gol è troppo deficitario per una squadra che ambisce a tornare protagonista. Occorre tenere il passo delle prime fino a gennaio e sperare in uno sforzo della società per allungare la rosa con 2/3 elementi, soprattutto funzionali. Un abbraccio
Puntuale e dettagliato come sempre, Stefano!
Abbiamo la panchina corta, è evidente. Le assenze di Rabiot e Pulisic sono lampanti e non vengono colmate dalle scelte tecniche di Allegri. A gennaio urge mettere mano al portafoglio e colmare le lacune. A proposito di lacune, l’attacco non punge. E’ evidente che Gimenez, uscito per infortunio, non punge, non dà peso, non rende. Insomma, la pazienza è finita. Abbiamo bisogno di segnare. Abbiamo mostrato le stesse difficoltà di manovra viste contro il Pisa e limiti tecnici evidenti, palloni persi e passaggi sbagliati. Abbiamo sofferto, ma il pareggio ci sta. Dobbiamo rammaricarci adesso per i quattro punti lasciati a Torino e in casa venerdì scorso, a Bergamo si può anche pareggiare. Domenica, contro la Roma, sarà una partita chiave per capire le nostre reali ambizioni. Serve una scossa, una vittoria che ci dia slancio.
Forza Milan
Grazie Vincenzo speriamo di reggere
Bravo come sempre Stefano!
Della tua condivisibilissima analisi mi ha particolarmente colpito la spia gialla di riserva, se pur prevedibile, improvvisamente accessasi nel cokpit cabina regia del nostro Luka Modric! Quella pochezza di carburante amplifica La mediocre prestazione di tutta la squadra schierata contro la temibile squadra orobica rinvigorita dalla piena lucidità e freddezza di Lookman. E con il messicano colpito da una autentica rinite provocata dalle fibre utilizzate per fabbricare le reti in aggiunta all’anca sofferente dell’estroso Leao, il nostro Max si è visto costretto a consegnare solo la brutta copia di un tema che ci vede purtroppo assegnare al Diavolo una scarsa sufficienza in luogo di un bel voto che ci avrebbe portato ad un solo punto dalla vetta. Pareggiare a Bergamo sarebbe un buon risultato ma solo se non fossimo ancora, come da anni accade, colpiti dalla sindrome di
“paesite” ovvero la perdita di punti come è accaduto con le così dette provinciali come le neopromosse Cremonese e Pisa! Ora mi auguro il meglio….per non pensare, ovviamente, al peggio!
Buona giornata.
Massimo 48
Grazie caro Massimo, siamo in riserva già da 2/3 partite, la rosa è corta e se perdi quei 2/3 elementi cardine della formazione è chiaro che vai in sofferenza. Rabiot e Pulisic sono strategicamente gli uomini più importanti Rabiot perché consente a Modric di avere ossigeno e lucidità grazie anche alla fisicità che possiede , Pulisic è la chiave dell’attacco, il collante il rifinitore. Gimenez purtroppo sono quasi rassegnato che è questo giocatore che vediamo . Grande volontà grande serietà ma dal punto di vista tecnico alcune carenze in Italia le sconti. Mi spiace, perché lo vidi ad empoli dal vivo, dove segnò entrando a partita in corso e mi fece una bella impressione.Purtroppo però il suo seguito del suo percorso è negli occhi di tutti. Speriamo comunque possa darci una mano poi le valutazioni spettano alla società finché sarà con noi Forza Santi