JUVENTUS – MILAN 0-0: PAREGGIO AMARO PER I ROSSONERI

Juventus-Milan non è mai una sfida banale e si colloca in un momento importante di questa prima fase del campionato. Spesso l’esito della partita di ottobre ha indirizzato le sorti delle due squadre, come avvenuto nella stagione 1995/1996 e nella stagione 2011/2012, nelle quali nell’ordine Milan e Juventus hanno vinto lo Scudetto.

È il ritorno allo Stadium da avversario di Massimiliano Allegri, nel teatro che l’ha visto vincere ben dodici trofei. Nei tre precedenti Max e il suo Milan sono usciti sempre sconfitti. In conferenza stampa Allegri aveva provato a spostare il focus sulla partita, sul valore che avrebbero avuto i tre punti, tralasciando gli aspetti sentimentali del suo ritorno. Alla domanda se il pareggio potesse essere un risultato positivo, il tecnico rossonero aveva detto che “è normale che quando vinci sei contento, quando pareggi lì per lì ti arrabbi, alla fine devi accumulare punti per arrivare all’obiettivo finale”. Al termine di questa partita così sfortunata, il tecnico livornese in conferenza stampa ha fatto capire che il punto gli va molto stretto, che c’è amarezza per questo 0-0 conseguito dopo un secondo tempo dominato dal Milan, nel quale sono state sprecati un rigore e due lampanti occasioni con Leao, non proprio brillante. Vien sempre bene in queste circostanze, fare riferimento al cosiddetto bicchiere mezzo pieno, rappresentato dalla grande prestazione fatta dalla squadra, che si è mossa bene sul campo e ha dimostrato un’invidiabile forma fisica, con i nostri a pressare lì in alto quelli della Juventus, a sfidarli sul terreno proprio del pressing e dell’intensità. Chiunque avrebbe firmato per questi quattro punti ottenuti contro due squadre importanti come Napoli e Juventus. Il cammino di crescita è costante e il Milan questa sera ha mostrato di non temere nessuno e di potersela giocare con tutti, partita dopo partita, perché questo è il mantra imposto da Allegri. La parola “Scudetto” per ora resta impronunciabile.

Intanto, dietro alla Roma e al Napoli, c’è il Milan al secondo posto, la cui velocità di crociera è quella giusta e il comandante della nave rossonera, da buon uomo di mare, pare aver trovato la rotta giusta.

La partita

Il Milan entra in campo con la formazione annunciata alla vigilia. Maignan in porta, difesa a tre, Pavlović, Gabbia, Tomori, a centrocampo gli esterni Bartesaghi, che sostitusce Estupinian squalificato, e Salemaekers, in mezzo l’onnipresente e onnipotente Modrić, l’ex Rabiot e Fofana, davanti Pulisic e Gimemez. La Juventus di Tudor risponde con l’1-3-4-2-1: Di Gregorio tra i pali, in difesa Gatti, Rugani e Kelly, a centrocampo Kalulu, Locatelli, Mckennie, Cambiaso, dietro la punta David, Yildiz e Conceicao.

Primi minuti di studio, con le squadre che provano a prendere in mano il pallino del gioco. La Juve si butta sulle fasce, sfruttando il dinamismo di Conceicao e l’estro di Yildiz, mentre il Milan affida a Modrić la regia e cerca di imbastire azioni più ragionate con il palleggio, aspettando il momento giusto per far viaggiare la palla tra i varchi con le verticalizzazioni. Al 21’ Pulisic si invola in area ma scivola sprecando una buona e potenziale occasione. Anche la Juventus dà la sensazione di poter creare problemi alla difesa rossonera che regge e pare sempre sul pezzo. Ancora ottima la prova dei tre centrali. Bartesaghi soffre Conceicao dalla sua parte ma la Juve non riesce a pungere, Saelemaekers dall’altra conferma la fama di tuttocampista divenuto indispensabile per Allegri. Al 28’ primo squillo rossonero con un tiro dai diciotto metri circa da parte di Rabiot, oggi meno esuberante delle ultime partite. Il Milan in questa fase centrale prova a crescere e al 31’ Gimemez ha un’opportunità, ma il suo tiro viene parato senza problemi da Di Gregorio. Due minuti dopo Locatelli vorrebbe segnare il classico gol dell’ex ma la sua conclusione termina fuori. Al 42’ Fofana ruba una palla a Yildiz e il Milan rovescia velocemente l’azione, il propositivo Pavlović arriva sul fondo e mette in mezzo per Gimemez che di testa sfiora il palo.

È l’ultima emozione di un primo tempo avaro, nel quale la Juve ha provato a fare la partita mentre il Milan ha giocato di rimessa, pur non disdegnando la manovra e il fraseggio.

A inizio ripresa i due allenatori non operano cambi.

La Juventus inizia il secondo tempo con buon piglio e con furore agonistico: sugli sviluppi di un calcio d’angolo una palla spizzata da David arriva sui piedi di Gatti che tira a colpo sicuro. Maignan è semplicemente miracoloso e sventa la minaccia. Dopo l’improvvisa sfuriata dei padroni di casa, che si rivelerà estemporanea, il Milan prova ad abbassare il ritmo facendo circolare la palla. Su un lancio di Modrić, ancora autore di un’ottima prestazione, Gimemez viene atterrato in area.

È calcio di rigore.

Dal dischetto si presenta Pulisic che finora in carriera ha messo in rete tredici gol, ma il suo tiro finisce in curva. Poco dopo al 53’ l’americano vorrebbe farsi perdonare per l’errore ma trova Di Gregorio attento. Il rigore sbagliato, più che demoralizzare i milanesi li carica e il Milan cresce e pressa la Juventus. Al 58’ è Fofana a provare dalla distanza chiamando all’intervento in due tempi il portiere bianconero. Al 62’ Allegri opera i primi cambi: escono Gimemez, autore di una buona partita, e Fofana per Leao e Loftus-Cheek. Il portoghese al 66’ prova a sorprendere da centrocampo Di Gregorio e la palla finisce non molto lontana dal palo. Al 67’ Tudor inserisce Openda, Thuram e Vlahović togliendo Yildiz, David e Conceicao. Al 72’ il portoghese del Diavolo, imbeccato da Pulisic, si mangia letteralmente da due passi il gol del vantaggio. A questo punto l’allenatore rossonero mette Nkunku al posto di Capitan America, oggi meno Marvel del solito. Deludente la sua prestazione, in virtù anche del rigore sbagliato.

All’85 Tudor, volendo vincere la partita, mette dentro Kostić al posto di Rugani e sposta Cambiaso dall’altro lato, ma al 90’ Modrić disegna con il righello un assist per Leao il cui tiro è respinto da Di Gregorio, che salva ancora una volta la porta bianconera. E Allegri non la prende per nulla bene.

Finisce 0-0 con tante recriminazioni, a partire dal rigore sbagliato da Pulisic che avrebbe sicuramente cambiato il corso della partita. Arbitraggio sufficiente, ma manca l’espulsione di Kelly sul fallo da rigore.

La Juventus guadagna un punto, il Milan ne perde due. Allegri nel post partita ha evidenziato l’importanza di non aver preso gol, ormai una bella abitudine, ma si rammarica per non aver vinto questa partita. Il Milan dovrà imparare a dare il colpo di grazia all’avversario quando lo tiene in pugno.

Resta un punto, la rabbia per ciò che poteva essere, ma cresce la consapevolezza che il Milan quest’anno dirà la sua per i primi quattro posti.

La rotta tracciata dal comandante Max è quella giusta.

Juventus 1-3-4-2-1: Di Gregorio; Gatti, Rugani (Kostic), Kelly; Kalulu, Locatelli, McKennie, Cambiaso; Conceicao (Thuram), Yildiz (Openda); David (Vlahovic). A disposizione: Perin, Pinsoglio, Koopmeiners, Zhegrova, Adzic, Joao Mario, Pedro Felipe. Allenatore: Tudor.

Milan 1-3-5-2: Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic (Nkunku), Gimenez (Leao). A disposizione: Terracciano, Pittarella, Ricci, De Winter, Athekame, Odogu. Allenatore: Allegri.

Arbitro: Guida.

Ammoniti: Fofana (M), Locatelli (J), Bartesaghi (M), Gatti (J).

BIO: Vincenzo Pastore

Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

4 risposte

  1. Bravo Vincenzo bell’articolo che traccia la storia di una partita della quale ci restano tanti rimpianti ma che ci fa capire che ci siamo … definitivamente. Abbiamo giocato non al massimo delle nostre possibilità, ma comunque sempre attenti e propositivi. Allegri è inutile negarlo, ci ha cambiato la testa, ieri ho visto un buonissimo Bebote e questo è importante , ma siamo gruppo squadra ci aiutiamo . Leao … Rafa purtroppo non è andato bene, qualche sprint .. ma pesano i due errori sotto porta, che ci fanno recriminare una serata che poteva essere trionfale .. che meritavamo. Complimenti ancora Vincenzo

    1. Grazie Stefano, gentile come sempre! Credo che le parole di Allegri nel post partita diano il senso di quanto di buono abbiamo fatto (la difesa) e quanto ancora bisogna migliorare (in attacco). Poi la nave va ed è già una notizia dopo la disastrosa stagione passata. È un campionato molto equilibrata, dove è tornata su l’Inter, con il Napoli e la Roma che segnano il passo. Ma noi ci siamo, siamo vivi e possiamo giocare la con tutti.

      Forza Milan!

  2. Altro bello articolo Vincenzo, complimenti! La tua analisi non fa una grinza. Un Diavolo ormai imperforabile in difesa ha purtroppo difettato, mancando così la ghiotta occasione di accomunarsi al comando con Ciuccio e Lupa, in attacco dove le due deputate punte hanno sparato a salve due conclusioni idealmente già in gol ma negate dal paratone di Digregorio su Gimenez ed il penalty tirato di piatto alto da Pulisic. Nella ripresa l’innesto di Leao darà solo tanta spettacolarita’ ma costringerà i tifosi più accaniti a consolarsi, dopo questo insipido match a reti inviolate, a ricorrere ad un buon bicchierino di amaro centerbe per digerire una odiosa serata di un frizzante domenica d’inizio autunno!
    Alle volte, una sana dose di fortuna, dato che ai punti avrebbe sicuramente vinto il Milan, non guasterebbe a nessuno!
    Un caro abbraccio .

    Massimo 48

    1. È un Milan verace, schietto, come il nostro mister che ha redarguito a dovere nel post partita un Leao svogliato e distratto, che meriterebbe di andare dietro alla lavagna. Vediamo se la strigliata avrà effetto. Peccato per il rigore fallito, avremmo potuto brindare con un buon vino delle Langhe. È mancata la fortuna che ci sta assistendo poco in questo periodo, nonostante le ottime prestazioni. Un altro clean sheet è il segno di un cambiamento ontologico del nostro reparto difensivo che pare una linea Maginot d’altri tempi. Grazie ancora, carissimo Massimo, un abbraccio!

      Vincenzo

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