La classe non è acqua ma è dall’acqua che arrivano i battesimi, le iniziazioni, i successi.
E se a calare la benedizione è l’idolo di sempre, Zvonimir Boban, ecco che tutto assume una prospettiva diversa, con l’acqua santa a bagnare gli eletti.
“È un calciatore fantastico e unico che ha mostrato alla Croazia e al mondo intero un calcio straordinario. Un giocatore di grande intelligenza, con una tecnica eccellente e una buona lettura del gioco”.
Parole di Zorro, che del Diavolo conosce vita, morte e miracoli. Anche quello che, in una calda estate del 2025, avrebbe realizzato il sogno di quel ragazzino croato che tifava Milan e ammirava le gesta del suo eroe.
“Boban era un mio idolo e papà, quando ero piccolo, mi comprò una tuta rossonera”.
Dopo un’epoca al Real Madrid, Luka Modric apre la scatola dei segreti e corona il desiderio d’infanzia, firmando per il Milan.
A 40 anni si rimette in gioco e lo fa con quella classe che ha esibito al popolo del football durante la sua carriera, con l’esterno destro che tutto fa e tutto risolve, che incanta e irradia, anche a fari spenti, in ogni angolo del pianeta.
In Serie A fa selezione e scuote il campo, l’età è solo un dettaglio e a marcare la differenza coi comuni mortali è il talento, eterno e cristallino, baciato dalla dea Eupalla e dai santi del pallone, sopraffino nel gioco e nell’azione, fonte d’ispirazione e spettacolo, di numeri e prodezze straordinarie.
A Milano ammira il Cenacolo, per lui è l’ultima cena, quella che chiuderà il cerchio da professionista e lo condurrà nel paradiso delle leggende.
40 sono i nuovi 20 e la freschezza mentale di Vinagre lo dimostra: finché vorrà il corpo, sarà un privilegio poterlo ammirare in tutto il suo splendore.

L’ETÀ È SOLO UN NUMERO
Lo aveva scritto sui social dopo i festeggiamenti coi compagni di squadra per il suo compleanno: “L’età è solo un numero”.
E aveva ragione, perché i campioni non hanno età e il loro talento resta eterno.
Modric illumina il palcoscenico con la sua luce e accende le “Luci a San Siro”, disegnando calcio con una semplicità disarmante, con giocate estemporanee che non ammettono calcoli, ma vivono d’istinto, estro e fantasia.
Ma soprattutto di conoscenza, perché il taglio in area di rigore Modric lo aveva già immaginato ancor prima che gli arrivasse il pallone da depositare in rete. D’interno destro, a superare la difesa avversaria e il portiere.
Un gol decisivo che vale l’1-0 e il trionfo del Milan sul Bologna.
Essere al posto giusto nel momento giusto, non un secondo prima e nemmeno uno dopo.
Tempismo perfetto e tecnica suprema a governare le partite, con prestazioni autorevoli e una qualità che, nel calcio come nella vita, non si compra al mercato: l’umiltà.
Ed è proprio l’umiltà che definisce i fenomeni dai grandi giocatori, una virtù che consente di calarsi nel contesto e sviluppare una mentalità vincente.
Modric non fa sconti e nemmeno prigionieri, gioca e incide, sale in cattedra col suo stile e quel destro che è pura poesia.
Vinagre è il sesto 40enne della storia a segnare un gol in Serie A. Un traguardo che certifica l’infinitezza di un campione fuori scala che nella scala del calcio regala emozioni. Una stella meravigliosa.
Immenso Luka Modric, artista e genio del pallone.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Nato lo stesso giorno di Bobby Charlton, cresciuto con il mito di Johan Cruijff e le magie di Alessandro Del Piero. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.
- Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
- Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema”; “Vanzina: una famiglia per il cinema”; “Noi che…le vacanze di Natale” e “Cult in campo: L’allenatore nel pallone…40 anni dopo”.
- Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
- Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
- Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News: cuore le analisi delle partite del Monza e conduco la trasmissione Binario Sport.
- Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
- Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017) e il saggio “Nel segno del doppio” nel libro “Mediaset e il cinema italiano. Film, personaggi, avventure” di Gianni Canova e Rocco Moccagatta.










Una risposta
Buongiorno Andrea, sono contento di aver letto questo articolo, vhe rispecchia esattamente il mio pensiero. Modric, prima di tutto, è un esempio di umiltà: abbiamo avuto altri campioni con queste caratteristiche (mi viene in mente Franco Baresi), ma abbiamo avuto anche gente che si atteggiava a Dio, o gente che per un paio di stagioni buone, chiedevano stipendi impossibili. Modric, sono 15 anni che disegna calcio, ma il suo atteggiamento è sempre lo stesso. In un’altra articolo, ho risposto che non avevamo un giocatore così bravo dai tempi di Seeforf e Pirlo e, che, anche il miglior Reijnders (bravissimo), non vale questo Modric.
Il Modric calciatore lo conosciamo tutti, ma ol Modric uomo molto misurato, lo apprezzo molto da quando è arrivato al Milan.
Sono onorato della sua presenza nella nostra squadra, forse proprio perché non è dio…
P.S. Qualcuno avrebbe dovuto dargli la maglia numero 10, altrimenti prenda spunto, nel rispetto di quel numero e delle 70000 persone.