IL PUNTO SULLA SERIE A – GENOA: SI RIPARTE DALLE CERTEZZE

Il Genoa riparte da Patrick Vieira.

Il tecnico francese è alla guida del Grifone dal 24 novembre dello scorso anno quando ha rilevato, non senza polemiche, Alberto Gilardino, l’allenatore che aveva riportato la squadra in Serie A. Il francese ha preso la guida del club quando stazionava nelle torbide acque della zona retrocessione e l’ha traghettata verso una tranquilla salvezza, esprimendo nel contempo un calcio aggressivo e veloce, facendo talvolta ricorso alla costruzione dal basso. Il 13° posto in classifica è stato frutto di una gestione oculata della rosa e della valorizzazione di alcuni elementi, tra i quali Pinamonti, andato in doppia cifra, e il danese Frendrup che è risultato il giocatore in assoluto nel campionato italiano che ha recuperato più palloni nella stagione 2024/2025. Durante l’estate il nome di Vieira è stato accostato a panchine importanti, in particolar modo a quella dell’Inter, a seguito delle dimissioni di Simone Inzaghi, ma il francese ha preferito proseguire il suo rapporto con i rossoblu, convinto di poter crescere professionalmente all’ombra della Lanterna. Il compito non sarà semplice, il livello generale delle squadre della Serie A sembra essersi innalzato e la lotta sarà impegnativa, come ha espresso Vieira nella conferenza stampa alla vigilia della prima sfida della stagione contro il Lecce: “ Siamo pronti ad iniziare il campionato. Abbiamo dimenticato quanto fatto l’anno scorso, ci concentriamo sull’inizio del campionato dove tutti abbiamo zero punti. Sarà difficile” (Fonte Tuttomercatoweb).

Il club dallo scorso anno è passato dalla gestione della società americana 777 Partners a quella di Dan Sucu, imprenditore rumeno del settore dell’arredamento, che in patria detiene anche il 90% delle quote del Rapid Bucarest e che ha acquisito il 77 % del Genoa.

Le basi su cui si fonda questa stagione sono dunque solide e il Genoa vorrebbe migliorare la buona performance dello scorso anno. Nel mercato estivo ha perso Andrea Pinamonti, tornato al Sassuolo, Honest Ahanor finito all’Atalanta e il difensore Koni De Winter che si è accasato con il Milan. Ha resistito alle proposte giunte per Morten Frendrup, accostato più di una volta all’Inter in queste ultime settimane di mercato. Il Genoa si è rinforzato con gli acquisti del danese Grønbaek e del norvegese Østigard, in prestito entrambi dal Rennes con diritto di riscatto e obbligo a determinate condizioni, con lo svincolato Stanciu, capitano della nazionale rumena, con Valentìn Carboni, in prestito secco dall’Inter e con Lorenzo Colombo, attaccante scuola Milan. Nell’ultimo giorno di mercato i liguri hanno piazzato altri due colpi: dal Besiktas è arrivato Jean Onana, classe 2000, in prestito con diritto di riscatto e obbligo a determinate condizioni, e Maxwel Cornet, che ha fatto ritorno al Genoa dopo l’esperienza nella Premier League, nelle fila del Southampton.

La sosta è coincisa con la fine del mercato, il che ci aiuta a fare le prime valutazioni sul lavoro svolto finora dal Genoa e dal suo tecnico.

I rossoblù hanno esordito al Marassi contro il Lecce nella prima giornata di campionato.

Vieira temeva la vivacità della squadra di Di Francesco che nei primi minuti ha messo pressione alla formazione del tecnico francese. Ciononostante, le migliori occasioni della partita sono capitate proprio al Genoa e Falcone è stato costretto in più di un’occasione a sventare in maniera decisiva i tentativi della squadra di casa, soprattutto quelli di Carboni e di Martin. Il giovane Colombo non è stato incisivo e alla fine il Genoa si è dovuto accontentare di un punto, più utile ai salentini. Il calendario poi ha offerto al Grifone la possibilità di giocare la seconda di campionato ancora in casa, contro la Juventus. Vieira si aspettava una Vecchia Signora più forte della scorsa stagione e alla fine il campo ha dato ragione ai bianconeri che hanno espugnato Marassi con la rete del redivivo Dušan Vlahović, arma in più in questo inizio di stagione per Tudor. Il Genoa ha giocato una partita intensa, lasciando pochi spazi alla Juventus, e quando il risultato ha costretto la squadra di Vieira ad alzare baricentro e ritmo, i padroni di casa hanno sfiorato il pareggio con il colpo di testa di Masini finito sulla traversa al 95’.

Sembra che, a livello di gioco, il Genoa stia seguendo il solco tracciato nello scorso campionato. La squadra è solida dietro, sorretta dall’esperienza del messicano Vasquez, aggressiva ed efficace nel recupero dei palloni a centrocampo, pronta a ripartire in velocità verso la porta avversaria.

E l’attacco?

Il principale handicap della squadra al momento sembra proprio il reparto offensivo, problema atavico che sembra palesarsi anche quest’anno.

Come ha giocato finora la squadra del tecnico francese?

Vieira ha proposto contro Lecce e Juventus un 1-4-2-3-1.

Davanti a Leali, portiere titolare di queste due giornate, è stata schierata una linea a quattro composta da Norton-Cuffy, Marcandalli (sostituito da Østigard contro la Juventus), Vazquez e Martin; Frendrup e Masini hanno costituito la prima linea di centrocampo; Carboni (sostituito da Ellertsson contro il Lecce in corso d’opera e in panchina contro la Juve), Stanciu e Grønbaek (con Messias e Malinovskiy valide alternative per Vieira, che potrebbero essere considerati per esperienza e valore tecnico titolari di partenza nella formazione tipo) a formare il blocco dei tre centrocampisti avanzati che hanno supportato la punta Lorenzo Colombo. L’attaccante lombardo, che non è mai andato in doppia cifra e che è chiamato ad una stagione importante, ha iniziato le due partite disputate in campionato ed è stato sostituito durante i novanta minuti da Ekhator contro il Lecce e da Ekuban contro la Juventus.

La stagione sarà impegnativa. Riconfermarsi non è mai facile ma pare che il Genoa possa affidarsi su un progetto tecnico importante con Vieira alla guida e sulla solidità economica grazie all’avvento di Sucu.

I canonici 40 punti sono l’obiettivo del Grifone, sarà dunque importante non farsi immischiare nelle sabbie mobili della lotta salvezza per confermare quanto di buono è stato fatto finora e provare a stupire tifosi e addetti ai lavori.

Formazione tipo:

1-4-2-3-1

Leali; Norton- Cuffy, Marcandalli, Vasquez, Martin; Masini, Frendrup; Malinovskiy (Carboni), Stanciu, Messias (Grønbaek); Colombo.

BIO: VINCENZO PASTORE

Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

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