Ci risiamo: le dichiarazioni recenti della società aggiungono confusione invece di ridurla. Intanto, dopo due mesi, otto acquisti e oltre venti cessioni, continuano a mancare i ruoli chiave: il “capo-difesa”, una mezzala, la famosa prima punta da doppia cifra. E questa volta non possiamo neanche incolpare Furlani e Ibra
Ci aspettavamo, con la gestione Tare-Allegri, una maggiore linearità dei processi: decisioni razionali e comprensibili, azioni consequenziali, comunicazioni chiare. Ad esempio: ci serve una punta per giocare in un certo modo; acquistiamo una punta coerente con quell’idea di gioco; comunichiamo l’acquisto rivendicandone la logica sottostante.
Non è andata così. In questo mercato il Milan ha ceduto moltissimi giocatori (oltre venti, una rosa completa) e ne ha acquistati otto, nessuno ha capito con quale criterio. In tutto questo ha comunicato in un modo che, paradossalmente, è stato ancora peggiore rispetto a quello pessimo della scorsa stagione. E a questa confusione – con Furlani e Ibrahimovic lontani dai microfoni – la confusione (duole dirlo) è interamente a carico di Allegri e Tare, ovvero il duo da cui ci aspettavamo, finalmente, chiarezza, competenza, pragmatismo
Qualche esempio, relativo solo agli ultimi giorni. Nella conferenza stampa alla vigilia di Lecce-Milan ad Allegri viene chiesto come vede tatticamente Ardon Jashari (che nel frattempo si è gravemente infortunato). Allegri risponde che lo vede come vertice basso di centrocampo o nei due davanti alla difesa (cioè in un 1-4-2-3-1, modulo mai usato finora). Pertanto, scartando quest’ultimo assetto, dobbiamo evincere che il giocatore più costoso di questa campagna acquisti gioca nello stesso ruolo di Modric e di Ricci: purtroppo nessun giornalista ha fatto la domanda che sarebbe stata logicamente obbligata, e cioè se ci sono tre giocatori per una maglia, o se uno di questi può giocare da mezzala. Contro il Bari il play-maker titolare è stato Ricci, mentre nelle due partite di campionato la maglia da titolare è andata a Modric. Se Jashari non è una mezzala (Allegri dixit), che cosa ce ne facciamo di tre centrali? Quale dei tre, nel caso, verrà dirottato? In molti avremmo scommesso su un Modric alla Pirlo, nella versione allegriana, con un interditore centrale alla Van Bommel e il giocatore di maggiore talento (Pirlo-Modric) in posizione di mezzala, o addirittura su fantasiosi scambi di posizione in corso di partita (rileggete i commenti di molti osservatori); per ora, nulla di tutto questo. Il primo segnale di una campagna acquisti poco pensata e pochissimo condivisa è stato qui. Non a caso al Milan, a circa 36 ore della chiusura del mercato, si continua a parlare di Adrien Rabiot, cioè di una vera mezzala secondo Allegri.
Il secondo episodio è avvenuto il giorno dopo. Prima di Lecce-Milan ha parlato Tare: e se tutti abbiamo apprezzato la trasparenza e l’onestà del dirigente albanese, di contro ha messo i brividi sentir parlare di possibili operazioni di mercato in uscita riguardanti due titolari di quella partita, Santi Gimenez e Yunus Musah. Sul mercato tutto è possibile, lo sappiamo: ma rivelarlo con tanta disarmante franchezza pochi minuti prima di una partita già decisiva è parso pericoloso. Difficile pensare che si sia trattato di ingenuità (Tare è un dirigente consumato), resta la possibilità che sia stata una spintarella ai diretti interessati, anche se – alla prova dei fatti – Musah ha subito accettato l’Atalanta, e quindi non c’era grande bisogno di spingere, mentre Gimenez è rimasto fermo sulla sua posizione di voler rimanere al Milan. Strano, anche questo.
Ma l’affermazione più lunare è arrivata ancora da Allegri, nella conferenza post-Lecce. Alla domanda su Nkunku, il mister, visibilmente infastidito dall’attesa e dal caldo della postazione tv, ha risposto letteralmente “non so dove lo farò giocare”. In che senso, scusi? Non è, come aveva detto Tare due ore prima, un giocatore seguito a lungo dal Milan? E in ogni caso, anche se non lo fosse, è possibile che – davanti al secondo acquisto più oneroso dell’estate – l’allenatore non avesse avuto modo di studiarlo adeguatamente? È sembrata, quella su Nkunku, una risposta talmente assurda da essere frutto o di stanchezza, o – ed è l’interpretazione peggiore – di una polemica verso la società e quindi, implicitamente, di uno scarsissimo coordinamento non solo con il vertice societario (dare la colpa a Furlani, nel dubbio, funziona sempre), ma anche con la direzione sportiva, e questo è decisamente più grave.
In tutto questo, il Milan non ha ancora completato (e non sappiamo se mai completerà) tre acquisti che, per motivi diversi, sembrano indispensabili: una prima punta, che inizialmente avrebbe dovuto affiancare Gimenez, come è logico che sia se si vuole avere due giocatori per ruolo (per tutta l’estate si è parlato di concorrenza), ma che a un certo punto è diventata un sostituto di Gimenez, tanto che si è parlato di scambio con la Roma, e poi di nuovo un competitor del messicano; un difensore centrale, dal momento che se il Milan gioca (e ormai sembra certo) con una difesa a tre, servirebbero in teoria sei difensori centrali (due per maglia) ma di certo quattro sono pochi numericamente, senza contare la mancanza di un leader del reparto; la famosa mezzala, dal momento che – a quanto pare – abbiamo acquistato tre mediani ma per le mezzali RLC e Fofana non ci sono cambi.
Sempre nel pre e nel post-Lecce, sia Tare che Allegri hanno provato a giustificare l’enorme ritardo su questi ruoli motivandolo con un “cambiamento di modulo” avvenuto di recente. Ma quanto di recente? La verità è che il Milan ha giocato con la difesa a tre fin dall’amichevole contro l’Arsenal (il 23 luglio!) con Pulisic e Leao attaccanti, per proseguire con tutte le gare ufficiali. Allora, quando è stato “scoperto”, questo nuovo modulo? Caso mai, l’allenatore ha fornito qualche informazione in più, spiegando nel dopo partita che per “nuovo modulo” intende un 1-3-5-1-1 invece che un 1-3-5-2: cioè con la seconda punta che in fase di non possesso può arretrare sulla linea dei centrocampisti e i due esterni di centrocampo che a loro volta possono formare una difesa a cinque. Ma questo non cambia nulla (anzi) in merito alla necessità dei tre giocatori sopra indicati.
Insomma, la prima considerazione è che Allegri immagina una squadra molto difensiva perché evidentemente il suo primo obiettivo è la capacità di non subire gol (bene) e poi si vedrà; la seconda è che questa lunga campagna acquisti – figlia di non si sa chi – non ha colmato alcune delle lacune (le principali?) che conoscevamo fin dal primo giorno: e che le dichiarazioni imbarazzate e imbarazzanti dei protagonisti ci confermano una volta di più l’immagine di una società senza testa o con troppe teste, rispingendoci in un recente passato che speravamo di poter archiviare al più presto.
Non si tratta, sia chiaro, di affermare che tutto quanto fatto sia sbagliato o che la rosa così composta sia gravemente insufficiente (su questo, magari, torneremo più avanti): si tratta, oggi, di prendere atto che fra le dichiarazioni dei protagonisti (non i nostri desideri, chiariamolo ancora una volta: i loro desideri) e la realtà continua a esserci molta distanza. E la speranza stessa che le ultime ore di mercato ci portino non la decorazione ma l’architrave stesso della casa (l’asse difensore centrale-centrocampista-punta, come raccomanda Fabio Capello) rappresenta un fallimento, specie dopo una campagna acquisti lunghissima, ricca e molto attiva.

BIO: Luca Villani è nato a Milano il 31 gennaio 1965. Giornalista professionista, oggi si occupa di comunicazione aziendale e insegna all’Università del Piemonte Orientale. Tifoso milanista da sempre, ha sviluppato negli anni una inspiegabile passione per il calcio giovanile e in particolare per la Primavera rossonera. Una volta Kakà lo ha citato in un suo post su Instagram e da quel momento non è più lo stesso.










2 risposte
Grazie, articolo esaustivo.
La confusione regna sovrana.
Dalle le varie dichiarazioni dell’allenatore, Direttore sportivo e della Società siamo giunti a questa conclusione, forse la stretegia è questa: “se non li puoi convincere , confondili”! Ci sono riusciti!!
Auguriamoci che dopo il caos qualcuno resetti.
Un cordiale saluto.
Amerigo D’Aloisio
D’accordo con Amerigo. Sempre valida la proposta di farci pubblicare tra le barzellette de “La settimana enigmistica “…