Almere, una delle realtà più recenti sorte nei Paesi Bassi, è la città che il 18 dicembre 2006 ha dato al mondo Cheveyo Mul-Balentien, talento olandese dal nome esotico (origini surinamesi) e dal percorso calcistico che, fin dai primi passi, ha seguito una traiettoria lineare e netta, senza deviazioni né incertezze, come quelle corse che un terzino intraprende sul binario esterno quando punta lo spazio tra centrale e laterale. Dai campi della SC Buitenboys, società dilettantistica che rappresenta il primo gradino di tanti ragazzi della zona, Balentien si è spostato verso una dimensione più strutturata, entrando nell’accademia del FC Utrecht, una delle scuole giovanili più attente e produttive del calcio olandese, fino a compiere un ulteriore passo nella propria formazione con il trasferimento all’ADO Den Haag, club che da sempre guarda con interesse alla crescita dei prospetti.
Proprio con l’ADO Den Haag, il 1° luglio 2022, ha ufficialmente intrapreso un percorso che lo ha visto scalare le categorie giovanili con continuità, attraversando l’U17, l’U18 e infine l’U19, dimostrando una maturazione progressiva, senza strappi ma con quella regolarità che contraddistingue i profili destinati a emergere. Nel frattempo, le sue prestazioni non sono rimaste inosservate: dall’estero sono arrivate telefonate e proposte, la Francia lo ha adocchiato per un provino di rilievo, mentre dall’Italia è giunto un corteggiamento costante, segnale di un interesse crescente. Alla fine, la chiamata che ha cambiato il corso della sua carriera è arrivata da Milano, con il fascino e il peso specifico di una società come il Milan.
Il 21 agosto, i rossoneri hanno reso ufficiale l’operazione: Cheveyo Mul-Balentien entra a far parte del progetto Milan Futuro. Un contratto lungo, fino al 30 giugno 2030, testimonia la fiducia totale che il club ha deciso di riporre in lui, segno di una programmazione chiara e di una scommessa convinta sul suo futuro.
Ci ha pensato Massimiliano Allegri a sorprendere un po’ tutti. Complici le varie assenze dovute al mercato e agli infortuni, che stanno condizionando il Milan in questo avvio di stagione, il tecnico ha deciso di premiare il giovane Balentien portandolo con sé nella trasferta di Lecce. Una scelta coraggiosa, che ha trovato piena concretizzazione ieri quando con la maglia numero 19 sulle spalle e con il risultato sul 2-0, Allegri ha deciso di concedergli l’esordio assoluto in Serie A, gettandolo nella mischia all’87° minuto al posto di Santiago Giménez.
Un passaggio rapido, quasi fulmineo, se si considera che soltanto il 10 agosto il ragazzo esordiva in Eerste Divisie, la Serie B olandese, mentre il 24 dello stesso mese aveva trovato spazio in Coppa Italia di Serie D. In meno di tre settimane, dunque, ha bruciato le tappe come pochi, vivendo un agosto che ha il sapore di una scalata improvvisa e vertiginosa. Dalla cadetteria olandese al massimo campionato italiano, un percorso che racconta meglio di ogni parola l’intensità del momento, venti giorni che valgono un capitolo intero nella carriera di un diciottenne che sembra destinato a vivere un futuro di grande prospettiva.
Alto circa 190 centimetri, mancino naturale, Balentien unisce qualità fisiche e atletiche di rilievo ad una tecnica più che discreta, caratteristiche che ne fanno un profilo moderno e di difficile contenimento. Ha la struttura dei corridori, con un passo lungo e potente che ricorda quello di un “rompighiaccio”, quando decide di accelerare e prendere campo diventa complicato arginarne la progressione, perché abbina forza esplosiva e continuità di corsa.
Nasce come esterno offensivo e interpreta il ruolo prevalentemente sulla corsia destra, dove può rientrare sul piede forte per concludere o rifinire, ma all’occorrenza sa adattarsi anche da prima punta, soprattutto in contesti tattici verticali, dove può sfruttare fisico e profondità per allungare le difese avversarie.
Deve però ancora imparare a “rallentare”, a gestire i tempi e a scegliere con lucidità la soluzione migliore. Nel calcio moderno non basta correre più veloce degli altri, ma è fondamentale saper “frenare” al momento giusto e prendere la decisione corretta ed in questo percorso di crescita con Massimiliano Allegri non c’è dubbio che Balentien imparerà presto anche l’arte della scelta.
Il futuro prossimo? Si può immaginarlo così: una settimana intera di lavoro quotidiano con la prima squadra per respirare il ritmo e le esigenze del calcio dei grandi e poi il weekend con il Milan Futuro per mettere minuti, esperienza e fiducia nelle gambe. Con Massimo Oddo e Mauro Tassotti avrà la possibilità di accumulare volume di gioco e la libertà di sbagliare senza timori, mentre con Allegri troverà il rigore del dettaglio e l’attenzione al particolare, quello che fa la differenza tra un giovane interessante e un professionista vero.
Il percorso di Cheveyo è soltanto all’inizio, ma quando un diciottenne, in appena otto giorni, riesce a passare dall’essere considerato parte di un progetto U23 al debuttare con i grandi, non è questione di fortuna, ma è l’attimo in cui il talento si incastra perfettamente con il contesto. Da qui in avanti saranno il tempo, il lavoro e quella corsa sul binario esterno, che tanto lo contraddistingue, a scriverne la storia, con la speranza che il vento alle spalle continui a spingerlo forte verso la sua dimensione naturale.

BIO: Carmine Apollaro nato il 27 novembre 1990. Vive a Morano Calabro, un piccolo paese in provincia di Cosenza. Laureato in scienze motorie, ha lavorato come scout, prima per il settore giovanile del Frosinone Calcio e poi per il settore giovanile del Parma Calcio dove ha svolto anche il ruolo di match analyst per le categorie under 15 e under 16










Una risposta
Bell’articolo Carmine, Chapeau!
Hai ben descritto il rapidissimo salto di qualità del 18ne Chevejo Mul-Balentien, un nome più circense che calcistico!
Giustamente ne hai sottolineato pregi, virtù ma anche piccoli nei di spensierata gioventù, tra i quali il più evidente sarebbe una pressoché mancanza di un valido sistema “Abs” ovvero correre tanto ma non saper frenare al momento topico della conclusione. Certamente tra gli insegnamenti dei tre maestri trainer che tra Milan Futuro e prima squadra avrà modo di frequentare, potremmo contare su un nostro futuro ed ottimo attaccante, sempre che crescita e fortuna non lo abbandonino mai!
Buona giornata .
Massimo 48