CURVA SUD E CLUB, CRONACA DI UNA FINE ANNUNCIATA

È di sabato 16 agosto il comunicato ufficiale con cui, di fatto, la Curva Sud rossonera si congeda: dagli spalti, dalle coreografie, dal colore, dal supporto. Ecco il testo integrale.”Tante persone in queste settimane ci hanno scritto chiedendo se la Curva Sud degli ultimi anni, passionale, colorata, con i suoi storici striscioni, le sue coreografie spettacolari e il suo tifo incessante, sarebbe stata regolarmente al proprio posto. Ebbene oggi dopo un lungo silenzio assordante da parte della società, possiamo darvi le prime risposte: • nessun riscontro sui nuovi striscioni

• vietati quasi tutti i vecchi striscioni
• black-list con divieto di abbonamento al 2° blu ma con possibilità di abbonarsi nel resto dello stadio e di comprare i biglietti anche al 2° blu (si avete letto bene, per ordine pubblico ci vietano di abbonarci al 2° blu, ma se riusciamo nell’impresa di prendere uno dei pochi biglietti disponibili al 2° blu partita per partita, il problema di ordine pubblico scompare magicamente: follia!!!)

In questa lista nera, oltre ai vocalist, ai ragazzi che preparano coreografie, che suonano i tamburi, oltre ai vari responsabili dei gruppi, sono stati inseriti i loro figli, le loro mogli e tanti altri ragazzi incensurati, solo per aver espresso una propria opinione lecita e aver contestato la società a Casa Milan, durante manifestazioni pacifiche e regolarmente autorizzate.

Con grande rammarico ad oggi, nel regime autoritario imposto a San Siro, non esiste la minima condizione che ci permetta di fare il tifo come siamo abituati da decenni e come accade in tutte le curve d’Italia.

Spiace per il mister e per la squadra, vittime sacrificali di questa scelta da parte della società, figlia di una repressione cieca, ingiustificata e senza alcuna logica. Buon teatro a tutti!”

Il Milan adduce la linea dura dopo l’inchiesta che ha coinvolto alcuni esponenti della Curva (non solo quella milanista). In realtà il progetto di smantellamento di quel settore e – in seconda battuta, più graduale – quello dell’emarginazione dell’AIMC  e dei club organizzati, non è nuovo della proprietà americana che sogna chiringuiti, family box, hot-dog e senape al secondo anello e poi chissà, anche al primo e al terzo. 

Da tempo ho preso posizione su questo argomento, scrivendo solo poche settimane fa – proprio per questo sito di Filippo Galli – un articolo che abbiamo deciso di riproporre, con una premessa: la Curva l’ho frequentata da ragazzo, si chiamava Fossa dei Leoni, oggi – anche se ho smesso di andarci da decenni – conosco e frequento molti di loro. Perché non sono tutti delinquenti, perché non sono come mio nonno il quale un giorno sorprese suo figlio (mio zio) che assisteva a una gara di bocce tra anziani nel cortile del bar sotto casa. Lo prese a calci e lo mise in punizione: “I bar sono frequentati solo da brutti ceffi, non voglio che tu ti metta su quella brutta strada”. 

Ed ecco il mio articolo di qualche settimana fa sulla “Complessità del calcio” di Filippo Galli.

“Sempre più di 70.000 a San Siro, primo club italiano per numero di presenze nelle gare casalinghe. La Curva onnipresente in Italia e in Europa. Club che riempiono pullman, treni, aerei perché per loro è sempre trasferta.

Il patrimonio rossonero è sugli spalti, la passione per il Milan è il patrimonio che resta, il valore sempre da scudetto anche nelle stagioni più cupe come quella che si sta per concludere. Dall’addio di Berlusconi la china è andata scendendo, dividendo tra loro – sui social in particolare – chi ama questi colori, creando fazioni e “carri” sui quali salire e dai quali scendere in un continuo rinfacciarsi di idee e opinioni. Poi Maldini e Massara, Pioli in panchina e Ibra in campo con una squadra che non era la più forte (forse), ma sicuramente la migliore, per qualche tempo hanno ricompattato l’ambiente.

Smantellato quel gruppo e quella rosa, alla quale – come disse lo stesso Maldini – sarebbero bastati 2/3 inserimenti l’anno per restare in alto con continuità, la tifoseria è ripiombata nel buio nonostante le lampadine di luce flebile come i derby di questa stagione, la Supercoppa, un’impresa a Madrid. Niente altro. Il campionato è stato un cammino su un terreno in salita, friabile, un passo in su e due in giù con un finale malinconico. La finale di Coppa Italia non è stata nemmeno giocata, con le consuete bacchettate arbitrali ad inibire i rari sussulti perché il peso politico del club è sceso sotto i livelli di una cantina.

La Curva non è un ricettacolo di malavita e delinquenza. La Curva è composta da migliaia di ragazzi e ragazze, padri e madri di famiglia, appassionati che si distinguono anche nel solidale: gente che spende soldi, viaggia, fa sacrifici per sostenere la passione. Non è giusto e non è corretto verniciarla come il Bronx delle frange. I Club sono un mondo che impegnato sul territorio, nel sociale, nel solidale, nella cultura: non è solo un discorso di tessere e abbonamenti: bisognerebbe conoscerle a fondo e dall’interno queste realtà.

Io non accettavo mai gli inviti per andare ospite nei Club prima del 2022, per svariate ragioni: non sono una figura istituzionale, se dici sì a uno devi dire sì a tutti e diventa un lavoro, non prendo soldi per andarci. Poi ho pubblicato il romanzo della vita del più grande medico della storia argentina, René Favaloro inventore del bypass: “Il cuore di un uomo”, Rizzoli. Oltre a quelle tradizionali (Comuni, assessorati, biblioteche, scuole, università, librerie, circoli, associazioni, ospedali…), ho iniziato a ricevere inviti per andare a presentarlo nei Club. In tutto 129, dei quali direi (occhio e croce) almeno un terzo nei Milan Club, quindi una quarantina: l’ultima lo scorso weekend a Berlino (era la seconda volta all’estero, 2 anni fa al Milan Club Malta), mentre in giugno sarò a Sassari e a San Giuliano (MI) e altri inviti stanno arrivando ancora. 

Dico la verità: quando ho iniziato questo tour in giro per l’Italia 3 anni e mezzo fa, nessuna regione esclusa, pensavo che i Club fossero dei pretesti per stare insieme, vedere le partite, organizzare le trasferte, avere i biglietti. Ho scoperto un mondo straordinario dove la passione è assolutamente al primo posto, la partecipazione e l’amicizia sono sullo stesso piano, l’impegno – come ho detto – in mille risvolti della vita quotidiana sul territorio, abbraccia moltissime branchie. Il calore che mi trasmettono tifosi e tifose, la loro accoglienza, il loro entusiasmo sono coinvolgenti e contagiosi. In ognuno di questi posti mi sono sentito a casa, un privilegiato, uno di loro più che mai. È aberrante che nessuno all’interno della società si occupi di queste realtà da vicino, analizzi i loro problemi, cerchi delle soluzioni. È un bacino che costituisce un serbatoio inesauribile di quel milanismo che, in seno alla dirigenza, latita ormai dal dopo Maldini. 

I Milan Club non hanno solo il problema dei risultati scadenti della squadra. Manca un ricambio generazionale che garantisca il futuro, perché l’attività – anche nei club che contano centinaia di iscritti – la portano avanti 2/3 persone (presidente, segretario, un volontario…). Il caro-biglietti è un deterrente grave. I cambi nominativi, le fumose disposizioni di procure e prefetture, la mancanza di assistenza da parte della società sono altri ostacoli ardui. Un Milan Club deve avere una sede, che sia un bar o un locale, un abbonamento alle pay-per-view, un’organizzazione capillare per ogni sorta di evento. Che ha dei costi. E quando c’è poco da festeggiare, c’è poco da stare allegri, c’è poco stimolo per partecipare, ogni minima iniziativa diventa un’impresa.

Forse qualcuno presto o tardi tornerà a capire che questi cuori pulsanti, questo sangue rossonero che scorre in milioni di vene sul pianeta, non vive solo di biglietti, magliette, sciarpe, cappellini, tazze per il caffelatte, popcorn. Ha bisogno di linfa, cioè una società presente e una squadra competitiva: obiettivi che purtroppo adesso somigliano più a un sogno, a un’utopia”. 

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di MilanTv e collabora con Sportitalia e 7GoldSport. Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.

23 risposte

  1. Disamina perfetta Luca! Nulla da eccepire. L’imposta ignominosa dipartita di Paolo Maldini ha creato nel Diavolo delle ferite ancora aperte e difficili da cicatrizzarsi. Tutti professori questi statunitensi, bravi a contar soldi, pessimi nelle relazioni umane, sociali ed ovviamente come hai ben descritto anche nei confronti delle centinaia di Milan Club, veri cuori pulsanti del caloroso tifo rossonero.
    Buona giornata .
    Massimo Baldoni

  2. Purtroppo caro Luca, il soggetto Cardinale è e resterà una sciagura per il Milan. Arrivato in sordina dalla porta di servizio dopo essersi accordato con il vero grande architetto di questa nefasta avventura (Gordon Singer naturalmente), ha subito stabilito un nuovo corso fatto di cultura del business sopra ogni altra cosa, radendo al suolo 125 anni di passione, ormai asservita solo al Dio denaro, senza curarsi di sentimenti, passione, cultura calcistica italiana ma anzi impostando un format sgradevolmente americano che spero (unica rivalsa) non riesca mai ad imporsi qui da noi, anche grazie ad una burocrazia che raramente gioca a sfavore d chi arriva credendo di essere al Madison Square Garden. Noi italiani (ed in particolare noi milanisti) abbiamo un DNA “tradizionale”, siamo nati ben più di un secolo fa dalla mano di inglesi autentici e la nostra impostazione è e sarà sempre anglosassone (nell’accezione romantica del termine), non ci interessano HotDog e popcorn, non siamo americani, il Jerry di turno è un perfetto pirla a stelle e strisce che si permette di allontanare un Maldini in una notte senza considerare che il Milan è la famiglia Maldini! ARAMCO (ammesso che sia realmente interessato) sarebbe l’unica salvezza, visto che purtroppo di Silvi e Silvietti non ce ne sono più….
    Forza vecchio cuore rossonero, non mollare!
    Lorenzo

  3. Luca, ne abbiamo gia’ parlato assieme, leggendoti mi sono talmente immedesimato nelle tue parole che mi sono perfino commosso, la realta’ dei club l’hai perfettamente fotografata, è sempre stata dura, ora lo è di piu’ grazie a questi signori, ma il ❤️ ci dice di continuare, di fare gruppo, di stringerci tutti assieme e di lottare ancora per questi colori ….. il vento prima o poi cambiera’ ….. UTOPIA ? Grazie di esistere, 1 – 10 -100 @LUCASERAFINI ❤️🖤❤️🖤❤️🖤

  4. Grazie Luca, sei sempre l’unica voce davvero vicina a chi tiene al Milan.

    Da assiduo frequentatore della Curva posso dirti che, alla prima difficoltà, quei 70.000 lasceranno lo stadio già al settantesimo minuto, spegnendo sul nascere qualsiasi fiammella di speranza per i ragazzi in campo. Ragazzi che, insieme al mister e al nostro direttore sportivo — impegnato con fatica e dedizione nel costruire una squadra competitiva per questa stagione — diventano a loro volta vittime di questa situazione. Eppure, paradossalmente, credo possano essere proprio loro gli unici a riuscire a far cambiare idea a “quelli là”.

    Avanti Curva Sud Milano

  5. Staremo a vedere questa sera cosa succede, se senza tifo organizzato la squadra avrà un contraccolpo (anche se col Bari) oppure basteranno i tifosi “normali” per essere nella normalità.
    Vero è che senza la “Curva Sud” niente sarà più come prima.
    Forza lotta vincerai non ti lasceremo MAI.

  6. Da frequentatore abbonato dello stadio posso dire che di una tifoseria perennemente contro la società è i giocatori per scelta ideologica è dannosa. Mi dispiace per i miei nipoti che frequentano la curva da entusiasti ventenni. Come si può fare a meno di commentatori milanisti che ridono sotto i baffi alla denigrazione di giocatori come “emerdon” royal.
    La scusa di Maldini non regge.
    La tifoseria è la curva erano contro la società già ai tempi di gazidis.
    Quindi bene per un tifo migliore, se ne siamo capaci.

  7. A mio avviso occorre distinguere la Curva, quello che è diventata, vedi inchieste, dai Milan Club. La Curva ha avuto un’evoluzione distorta verso la microcriminalità e il fatto che ci siano tante brave persone non giustifica il comportamento dei loro leader e quindi dell’organizzazione intera. Quindi per me giusto pugno duro. Se ci sono tanti bravi ragazzi si spera caccino via loro i delinquenti che comandano adesso ma non bastano più le pacche sulle spalle. Quanto ai Milan Club, la vera linfa vitale del tifo rossonero, la Società deve cambiare rotta sostenendo le organizzazioni la cui sopravvivenza è sempre più basate sulla fatica, anche economica, di pochi appassionati. Anch’io non sopporto “l’odore di pop corn” e vedere tanti turisti disinteressati allo stadio…..
    quindi che non sia un teatro, ma cacciamo i delinquenti organizzati dallo Stadio

  8. ODIO questa società dal secondo successivo al siluramento di Maldini e Massara !!!
    Era già chiaro il futuro che ci sarebbe aspettato 😡
    Mi hanno tolto la voglia di palpitare per il mio Milan che non è più il mio Milan !!
    Questa rappresaglia contro curva e Milan club è un’altra porcata di questi maledetti !!!!
    Che Dio ce li tolga dai piedi al più presto 😡😡😡😡😡🤮🤮🤮🤮🤮

  9. Caro Luca, purtroppo il calcio in Italia è cambiato in peggio, mi ricordo ai tempi di quando Filippo giocava, come era tutto più bello, si aspettava la domenica con impazienza, per poter andare allo stadio, ho frequentato la curva per 30 anni, ed ora sono iscritto ad un .Ivan club solo per poter recuperare i biglietti delle partite…purtroppo a questa società non frega nulla dei tifosi, come succede in America, a loro.intetessa solo incassare soldi, qui mi permetto di criticare quelle persone che spendono 2/300 € per un biglietto, se fanno sempre soldi out e le persone non inizieranno ha non spendere più certe cifre, la società continuerà ad aumentare i prezzi ed il calcio non sarà più uno sport popolare, ma diventerà solo per ricchi

  10. Nei momenti di difficoltà serve chi ti stia accanto, non chi ti contesti dall’inizio alla fine. Possiamo romanzarla, parlare di quanti sono quelli bravi che però chissà perchè non prendono le distanze da quelli cattivi. Possiamo anche dire che il tifo italiano non ha ancora capito che il calcio è uno sport e che finita la partita il film è finito. Che forse è tempo di pensare un po’ di più ai problemi reali piuttosto che a quelli immaginari. Basterebbe solo un po’ di quell’intelligenza tipiche delle persone realiste.

    1. Io non romanzo niente: conosco profondamente le realtà dall’interno e le racconto. Quanto all’intelligenza, non conosco il tuo quoziente ma sono soddisfatto del mio. Stammi bene

  11. Tutto esatto e scritto col cuore rossonero.
    Indubbiamente qualcosa da epurare era doveroso finalmente.
    Però…come al solito si cacciano tutti quando invece si sa chi sono i delinquenti.
    Perché è così difficile fare le cose con un po’ di senso?

  12. Dispiace vedere una partita senza tifo organizzato ma lo dico con sincerita’: io sono cresciuto con Fossa e Brigate, a me questi non son mai piaciuti. Che sia un nuovo inizio ? Speriamo

  13. Non ho mai frequentato la curva ma San Siro senza tifo organizzato non si può vedere.

    E non si può pensare di giocare ogni partita come se fossimo in trasferta, con i soli avversari incitati dai loro supporter.

    Da questa situazione bisogna uscire.

  14. Le indagini sulle curve hanno fatto conoscere cose troppo gravi e la società non poteva non prendere provvedimenti nei confronti dei delinquenti che dominano in curva
    Ora però bisognerebbe voltare pagina perché la società quest’anno sta facendo tutto per bene ,contestare ancora non ha senso,sosteniamo il nostro milan riportando la curva alla sua giusta identità quella che abbiamo conosciuto negli anni passati

  15. Serata imbarazzante; x fortuna siamo andati in vantaggio ma senza tifo soffriremo sempre l’inferno con tutte le squadre di serie A. La società deve andare incontro ai veri tifosi che scelgono la curva e la curva deve ripulirsi un po’….le cronache degli ultimi mesi sono state abbastanza imbarazzanti. Una curva silenziosa non può esserci,non nella nostra. Ripartiamo tutti insieme ….sempre e solo Forza Milan

  16. Ricordo un articolo di Luca dei primi di giugno 2023, subito dopo il licenziamento di Maldini e Massara, titolo “Tra verità e bugie, traumi, ferite e malinconia”. C’era già una lettura precisa della arroganza della presidenza americana, e della distanza che iniziava a crearsi tra i valori “storici” del milanismo e la “filosofia” commerciale della nuova proprietà. L’articolo si concludeva con l’auspicio che, nonostante tutto e come è accaduto molte volte in passato, il Milan (società e squadra) riuscisse a superare anche queste amare vicende, e a tornare grande, in tutte le sue componenti. Dopo due anni tribolati, bisogna dire che purtroppo non è andata così, con responsabilità sempre più pesanti della proprietà e della dirigenza. Nell’ ultima stagione si è toccato il fondo, e si è aggiunta anche la grave ferita della rottura con la Curva Sud. È vero che non sono tollerabili la presenza della malavita ed il potere acquisito da frange della stessa su diversi aspetti del nostro tifo organizzato, ma come hanno scritto altri, una società all’altezza doveva (e deve) trovare gli strumenti giusti per fare pulizia, senza fare di tutta l’erba un fascio e senza distruggere un patrimonio di passione e dedizione che non è solo uno spettacolo nello spettacolo, ma che è anche un sostegno importantissimo per la squadra, in casa e fuori. E se per quanto riguarda la Curva Sud le vicende venute fuori dimostrano che purtroppo problemi da affrontare ce ne sono, assolutamente incomprensibile e da autolesionisti è il comportamento che si sta tenendo verso i Milan Club.
    All’inizio di una stagione che promette, dal punto di vista della riorganizzazione interna e della ricostruzione della squadra, di essere molto migliore di quella passata, mi viene da ripetere quell’auspicio scritto da Luca due anni fa.. Che gli Dei del calcio ci assistano, sempre Forza Milan !!

  17. Bellissimo articolo.Faccio i miei complimenti al grande Luca Serafini Concordo al 100%.
    Aggiungo purtroppo che la situazione è gravissima e si rischia di vanificare la stagione ancor prima di iniziare…le 38 partite in trasferta sono dietro l’angolo

  18. Tifo rossonero ancora prima di nascere…Famiglia rossonero ho vissuto a “” pane e Milan”” mio padre mi portava allo stadio fin fa piccola e poi ho frequentato per anni “” Fossa dei Leoni””” ed ora che vedo Milan sempre …e’ veramente un peccato non avere il piacere del Tifo della Curva…e’ tutta un altra passione sentire urlare “” Forza Milan non ti lasceremo mai””….condivido che la Presidenza non e’ assolutamente all’ altezza del Nostro Milan e che La Famiglia Maldini vuol dire Milan e la serieta’ e professionalita di Paolo e’ stata sempre unica….ma il MILAN e’ al di sopra di tutto…tornate ragazzi/e a sostenere il Nostro Gioiello MILAN
    MILAN PER SEMPRE ED OVUNQUE

  19. questa pesante contestazione andava fatta dal primo giorno del dopo Maldini, Maldini e’ il Dio Milan, senza di lui non siamo il Milan

  20. Caro Luca, hai perfettamente ragione.
    Sono tifoso dagli anni 60, era tutto un’altro calcio, si andava a San siro e in trasferta per ritrovare gli amici dopo una settimana di lavoro ed era una festa.
    Vorrei aggiungere che il problema non è solo la società, ma sui social purtroppo vedi tanti tifosi che sono d’accordo su questi comportamenti.

  21. Sono un ultras milan sono abbonato al seccosndo blu.
    La società si deve dare una svegliata perché voglio vedere se il milan e in difficoltà al 15 essimo minuto tutta la parte dei milanisti lascerà lo stadio e dopo cosa dirà la società che e maglio togliere le restrizioni alla curva sud.
    N.b per chi e contro la curva
    Comunque chi ama ol milan ama anche la curva sud

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