È TUTTA UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVA

In questi giorni di afa, granite e stelle cadenti, non è passata inosservata la storia di Joan Gonzalez, giovane talento spagnolo e tesserato Lecce. Quella di Gonzalez spicca come una di quelle vicende in cui la vita possa cambiare improvvisamente e di come sia sempre importante essere in grado di adattarsi alle nuove circostanze. In questo periodo siamo abituati a sfogliare pagine di quotidiani con relativo distacco e generale leggerezza, scrollando sotto all’ombrellone fra un titolo a effetto e una notizia di calciomercato. 

Ecco perché al primo approccio, colpisce molto pensare al fatto che un ragazzo, a soli ventitré anni, sia costretto a dire addio per sempre al sogno costruito pezzetto dopo pezzetto ogni giorno della sua giovane vita, e quindi ritirarsi dal calcio giocato a causa di un inguaribile problema al cuore. Ed è altresì incredibile pensare a tutto il percorso fatto di rabone e colpi di tacco che hanno fatto di Gonzalez prima un prospetto e poi un gioiello di indubbio valore, dalle giovanili del Barcellona insieme a Gavi alle partite in Serie A con il Lecce come pupillo di Pantaleo Corvino. La riflessione porta ad un iniziale sconforto e al dispiacere più grande a pensare a ciò che sarebbe potuto essere e invece adesso è venuto meno. 

Ma esiste un’altra possibile lettura della decisione di Joan Gonzalez di ritirarsi dal calcio giocato e può essere quella dell’accettazione e della resa alle circostanze che nella vita non possiamo controllare. Il problema riscontrato al cuore del giovane Joan non è che un evento esterno che non può essere cambiato, e su cui lo stesso centrocampista spagnolo si è dovuto adattare. La filosofia Zen riporta l’immagine di un fiume che scorre incessantemente, esattamente come la vita, in costante e inesorabile movimento e cambiamento. Ci si può opporre, logorandosi nel rifiuto di una cosa che non può piacerci. Ma sarà una via di sofferenza e tribolazioni, rispetto a qualcosa che non ci è dato modificare e saremo sempre infinitamente più fragili rispetto a qualcosa di più grande di noi. Nel caso del protagonista di questa storia, la visualizzazione e la determinazione che lo avevano portato a diventare un calciatore professionista non sono più sufficienti per superare l’ostacolo che si è presentato. Tuttavia, Joan sceglie di “essere fiume” e accettare la sua nuova realtà, trovando un nuovo senso nella sua vita riassunto nel toccante messaggio postato sui social media. Ed ecco riprodotte poche ma importanti parole di adattamento e apprezzamento per la vita, con un invito a vivere ogni momento con passione e gratitudine, senza attaccarsi alle cose che non possiamo controllare: “non sappiamo mai quando sarà l’ultima volta che faremo ciò che amiamo. Ed è per questo che ogni momento va vissuto con intensità. Con il cuore. Con gratitudine“.

Proprio così, gratitudine, l’essenza di quanto possa ispirare le persone a seguire alla lettera ciò che Gonzalez ha voluto trasmettere, a grandi e a piccini. 

Chiediamoci sempre con quale altra prospettiva possiamo leggere una certa situazione, anche quella all’apparenza più ostile e negativa. Domandiamoci in che modo adeguarci a quello che comunque può essere parte della vita, anche se non ci piace e rendiamolo compatibile con la nostra quotidianità. 

Bio: Francesco Borrelli è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è condividere come Coach il suo ufficio a fianco alla “palestra delle leggende” di Milanello con Ibra.

Contacts: fraborrelli40@gmail.com / IG. fraborre24_ / https://www.facebook.com/healthybrainnutrition / 0039 328 6212598

2 risposte

  1. Caro Francesco, i tuoi articoli vanno oltre lo sport e, in particolare, il calcio. Mi piace il concetto Zen e lo coniugo con una frase che ho trovato due anni fa su un murales di Belgrado: la vita è quello che scorre quando facciamo qualcos’altro. In effetti, è così. Il suo corso è inarrestabile, il fiume scorre senza soste, nonostante le difficoltà o gli imprevisti, ma l’uomo si adatta, è pronto a plasmarsi con e nella situazione e a riconoscere anche l’autenticità di questo momento: non sappiamo mai quando sarà l’ultima volta che faremo ciò che amiamo. Ed è per questo che ogni momento va vissuto. con intensità. Con il cuore.
    Con gratitudine“.

    Vincenzo

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