ALLA SCOPERTA DI RASMUS HØJLUND: UNA SCOMMESSA VINCENTE

Una delle poche certezze delle sessioni di mercato rossonere, al netto dei cambi societari o tecnico-sportivi, è certamente la spasmodica ricerca del nuovo centravanti stagionale. Tra sogni proibiti e colpi riusciti esce fuori un elenco corposo di nomi: dal sogno Belotti a Kalinic, da Higuain al fu Piatek, da Giroud a Pellegri, da Jovic al quasi Zirkzee, passando per Moratae arrivando a Gimenez.

Anche questa campagna acquisti ha presentato il suo sogno di tante notti di mezza estate: Dusan Vlahovic, con il quasi risveglio dalle sembianze di Rasmus Højlund. Occhio però: perché il giovane centravanti danese è tutto fuorché un ripiego per sognatori delusi.

Rasmus Winther Højlund è nato a Copenaghen, il 4 febbraio 2003, da una famiglia di veri sportivi: il padre Anders è stato a sua volta un calciatore, centravanti attivo durante gli anni novanta e duemila, mentre la madre ha praticato atletica leggera a livello professionistico. Anche i due fratelli minori di Rasmus, i gemelli Emil ed Oscar nati nel 2005, sono calciatori professionisti, entrambi centrocampisti, in Germania: rispettivamente dell’Eintracht Frankfurt e dello Schalke 04.

Hojlund cresce nei settori giovanili del Brondby, dell’ Holbaek e infine del FC Copenaghen, con i quali debutta in prima squadra il 25 ottobre 2020 in occasione dell’incontro, di Superligaen, vinto 1-0 contro l’Aarhus. Seguiranno poi altre quattro presenze, una delle quali nella coppa nazionale. La stagione successiva, quella 2021/22, colleziona altre 14 presenze totali, decidendo di concludere la sua carriera in Danimarca per passare allo Sturm Graz, spinto dal desiderio di giocare di più. In Stiria, dal gennaio 2022, ha messo a segno 6 gol in 13 partite nella seconda parte della stagione e poi altri 6 gol nelle 8 partite giocate tra luglio e agosto. L’Atalanta, dopo un elaborato lavoro di scouting, lo acquista per 17 milioni di euro, poco dopo che Højlund aveva esordito in Under 21, a giugno, e poco prima che esordisse in Nazionale maggiore, a settembre.

La prima rete in Serie A Højlund la mette a segno alla sua seconda presenza, il 5 settembre a Monza. La marcatura è un manifesto delle potenzialità del danese: il quale si infila rapidamente tra i due marcatori, nell’ area piccola, per spingere in rete un cross teso di Lookman. La sua accelerazione e la foga con cui arriva sul pallone sono piuttosto impressionanti, soprattutto alla luce della stazza del ragazzo: 1.91 m per 79 kg.

L’ azione personale che maggiormente impressiona gli addetti ai lavori è quella messa in mostra l’ 11 febbraio 2022, nella partita contro la Lazio. In questa occasione, in situazione di contropiede, si è auto-lanciato, allungandosi la palla tra due avversari, dalla propria metà campo buttando all’aria gli avversari prima di sbagliare la conclusione.

Gasperini, generalmente parco nelle celebrazioni dei suoi calciatori più giovani, ne sottolinea l’assoluta voglia di emergere oltre alle doti di velocista, aiutate «da un baricentro basso e una frequenza di passo incredibile». L’Højlund atalantino non si mette in mostra solo per la sua capacità di crearsi occasioni da gol pulite, grazie alla sua forza e velocità, certificata dalla media delle sue conclusioni piuttosto alta, un 0.16 xG per tiro. Il danese si distingue anche per l’apporto che fornisce alla manovra, la capacità di vincere i duelli con i difensori, di svariare lungo tutto l’attacco, di pressare come un forsennato e di provare giocate non banali. Rasmus sembra incarnare il prototipo del centravanti scandinavo moderno, una sorta di potenziale Haaland, e molti addetti ai lavori iniziano a rivedere in lui il nuovo Preben Elkjaer.

L’ottima stagione 2022/23 di Rasmus, chiusa con 14 gol e 4 assist in 41 presenze, provoca l’ interessamento, per il suo cartellino, dei maggiori club europei, con il Manchester United che lo porta a casa per 77, 80 milioni. Anche per il centravanti danese, il Manchester United ha confermato, purtroppo, la sua fama di voragine per i tanti talenti acquistati, che in campo sono sembrati essere risucchiati dalla pressione mista alla delusione per i risultati negativi.

Højlund nella sua prima stagione con i Red Devils si migliora, collezionando 16 reti e 2 assist in 43 presenze. Non abbastanza, per tifosi e media, in rapporto alla cifra spesa dal club inglese. Nell’ultima stagione l’ex Atalanta ha avuto invece un leggero calo: solo 10 gol e 2 assist in 52 presenze. Oltre ai numeri Højlund ha avuto modo di dimostrare solo a tratti le sue enormi qualità, messe in vetrina in precedenza. Mancandogli la continuità non ha progredito nelle sue lacune: il gioco di prima, il controllo e la protezione della palla sul posto. Nella stagione passata il danese è diventato, addirittura, la riserva di Zirkzee ed infine, dopo i recenti acquisti di Mbeumo e Sesko, un esubero.

Tuttavia l’eventuale arrivo di Højlund non sarebbe il classico acquisto da saldi estivi, anzi avrebbe una sua logica tecnica. Come visto nella sua esperienza a Bergamo: il danese è un centravanti perfetto per una squadra con un baricentro di gioco leggermente più basso, con il campo da percorrere in verticale, cercando di andare direttamente in porta da solo o con l’aiuto dei compagni. Nella squadra di Gasperini ha messo in mostra delle buone capacità di concludere a rete sfruttando i suggerimenti di Lookman, ovvero una seconda punta rapida in contropiede. Al Milan è probabile che verrà affiancato da Rafa Leao, una potenziale seconda punta tatticamente molto simile all’anglo nigeriano, in un modulo di gioco, il 3-5-2, simile a quello adottato da Gasperini. Oltre a questo, a Milanello, troverebbe un tecnico esperto come Allegri che, non dimentichiamo, ama particolarmente gli attaccanti fisici e mobili che sappiano aggredire gli spazi in contropiede. Già in passato il tecnico livornese ha mostrato una vera infatuazione tattica per un’altra punta simile a Rasmus: Mario Mandzukic.

Altri tre punti che depongono a favore dell’acquisto di Højlund sono: la sua forte ambizione (testimoniata dalla sua iniziale volontà di restare allo United per giocarsi le sue chances), la sua giovane età e quella specie di sortilegio legato ai Red Devils post Ferguson: se è vero che quasi tutti i talenti acquistati tendono a perdersi una volta giunti all’ Old Trafford, è vero anche che in molti, una volta lontani dal Manchester Town Hall, sono letteralmente esplosi, pensiamo a Romelu Lukaku, Antony o Scott Mc Tominay!

BIO: STEFANO TERRANOVA

Stefano, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare. 

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