1983/84 – LA ROOKIE

Questa è la tua prima figurina pubblicata da Panini, cosa hai pensato nel momento in cui hai visto per la prima volta il tuo volto su una figurina?
Passare dal giocare con le figurine come tutti gli altri bambini e ragazzi al vedersi pubblicato sopra è stato qualcosa di particolare, emozionante.
Rookie sticker*: prima figurina edita in assoluto per il calciatore
Invece le emozioni di oggi nel momento in cui ti ho chiesto di firmarla, un salto di 42 anni indietro nel tempo?
Accidenti è passato tanto tempo, i capelli sono di meno (sorride)!
Al di là di questo c’è sempre un pizzico di velata soddisfazione per esser riuscito a comparire tra le figurine del club per cui tifo sin da quando ero bambino.
Rappresenta per me l’unione di passione, lavoro, sentimento e realizzazione personale.
C’è un pizzico di malinconia nel rivederti?
No, la malinconia non è un sentimento che mi assale, dal momento in cui ho deciso di smettere (40 anni e mezzo) non ho mai avuto nessun ripensamento.
Non mi è mai mancata la partita, il campo, l’odore dell’erba, evidentemente ho scelto il momento giusto per smettere. Fisicamente stavo ancora bene ma mi mancavano le energie mentali e nervose a causa di questioni extracalcistiche.
1985/86 – SILVIO BERLUSCONI

Questa figurina rappresenta la stagione in cui, esattamente nel febbraio 1986, Silvio Berlusconi diventa Presidente dell’AC Milan succedendo a Farina: c’era la sensazione che sarebbe iniziato un ciclo incredibile per quel Milan?
Sin da subito con l’arrivo di Berlusconi e Fininvest abbiamo capito che era arrivata un’organizzazione importante, non più una gestione giorno per giorno.
C’era progettazione, visione a medio-lungo termine di quello che doveva esser l’evoluzione del Milan, il messaggio era chiaro: diventare protagonisti in Italia, in Europa e nel Mondo.
Che rapporto avevi con il presidente?
Ho avuto un ottimo rapporto con il Presidente, nel primo raduno con la squadra che fece nella sua Villa di Arcore, mi presentai in giacca e cravatta cosa che evidentemente lo colpii piacevolmente e da lì entrai nelle sue grazie.
Ogni tanto mi chiamava, ai tempi abitavo vicino a lui, per parlare di calcio, o meglio lui parlava di calcio io ascoltavo! (sorride)
Dal punto di vista personale e professionale mi ha dato molto. Insegnamenti che mi sono stati utili nella carriera di giocatore, di allenatore e anche di dirigente. Ricordo ancora che in quegli anni ci portò a Saint Vincent ad una riunione di Publitalia dove erano presenti tutti gli investitori nel ramo televisivo, lì compresi la sua attenzione al dettaglio, l’attenzione nel preparare le cose e la cura maniacale del particolare: conosceva esattamente a memoria il nome, cognome, azienda, hobby e squadra del cuore di ogni singolo invitato.
1987/88 – PRIME VOLTE

Primo scudetto della presidenza Berlusconi, primo scudetto per Arrigo Sacchi e Filippo Galli:
Ricordo le difficoltà iniziali con Sacchi, i risultati non arrivano, veniva già fatto il nome di Fabio Capello dopo il doppio scontro con relativa eliminazione con l’Espanyol. La società si dimostrò molto decisa nel difendere e sostenere la scelta fatta sull’allenatore e il progetto tecnico.
Noi come squadra seguivamo il mister, sapevamo che stavamo lavorando forte e, come spesso accade, all’improvviso è arrivato il momento della svolta: la partita di Verona vinta per 1-0 con rete di Virdis ha dato il là alla rimonta scudetto sul Napoli di Maradona, Careca e Giordano e non solo!
Da quella partita il bel gioco prodotto si è finalmente tradotto anche nel raggiungimento del risultato. Vincere ha aiutato a vincere, per noi era diventato un piacere assoluto allenarsi e scendere in campo la domenica.
Il primo anno di Marco Van Basten in rossonero:
Nonostante fosse arrivato con un problema fisico alla caviglia e quindi a mezzo servizio, si vedeva che Marco era un giocatore di un livello stratosferico.
Sin da subito la sensazione è che avevamo di fronte uno dei 9 più forti in assoluto, aveva una fisicità importante unita a tecnica ed eleganza sopraffina, controllava il corpo in modo straordinario riuscendo ad esser fortissimo nel gioco aereo ed in acrobazia.
Non sempre bellezza ed eleganza corrispondono all’efficacia sul terreno di gioco, lui invece univa alla perfezione questi elementi, faceva gol ed era decisivo.
1988/89 – COPPA CAMPIONI

Prima Coppa dei Campioni, primo trofeo internazionale di quel gruppo fantastico, finale dominata e stravinta per 4-0 contro lo Steaua.
Forse è qui che si è preso consapevolezza della grandezza di quel Milan?
È chiaro che la vittoria sul grande palcoscenico europeo rafforzò la convinzione, da parte dell’opinione pubblica, che quel Milan fosse una squadra davvero straordinaria, noi, come gruppo, eravamo già consapevoli della nostra forza così come eravamo consci di poter continuare a vincere solo profondendo il massimo impegno.
Quella finale a Barcellona fù l’esodo di un intero popolo, le strade letteralmente invase da tifosi rossoneri e lo stadio stracolmo di tifosi, ci resero ancora più orgogliosi e ci spinsero verso una vittoria netta sullo Steaua di Bucarest
Quel che dico sempre è che vincere è importante, ma ancora più importante è come si vince. Questa squadra è rimasta nella storia perché ha vinto mostrando un gioco piacevole ed entusiasmante, rimasto negli occhi dei milanisti e di tutti, o quasi, gli amanti del calcio. Chiunque guardasse il Milan giocare in quegli anni si innamorava.
Arrigo Sacchi, ha davvero stravolto il modo di giocare al calcio?
Arrigo Sacchi indubbiamente è stato un innovatore, in Italia c’è un calcio prima di Sacchi ed un calcio dopo Sacchi.
Con la sua organizzazione di gioco era riuscito ad esaltare le individualità mettendole al servizio del gruppo e viceversa, spingendo tutti in unica direzione.
Il mister come dicono gli inglesi era una persona molto “demanding”, molto esigente verso se stesso e verso il gruppo, facevamo doppia seduta di allenamento due volte la settimana, ci teneva spesso a Milanello, sfruttava ogni momento utile, anche nel tempo libero, per parlarci della sua visione di gioco e delle sue idee di calcio.
Arrigo Sacchi era ossessivo nel suo lavoro, nell’accezione positiva del termine.
1996/97 – LA DECISIONE

Ho scelto questa figurina in maglia Reggiana, perché è la prima squadra dove ti sei trasferito dopo 13 anni in rossonero.
Cosa significa lasciare il Milan, Milanello, i compagni di mille battaglie?
Con l’acquisto di Pietro Vierchowod in quell’annata da parte del Milan avevo sentito attorno a me venir meno la fiducia di sempre e maturai il pensiero che era arrivato il momento dei saluti.
Si presentò l’occasione Reggiana, la situazione era difficile, la squadra era ultima ma decisi di andare dopo aver parlato con il direttore sportivo Sandro Vitali, persona che mi portò alle giovanili del Milan quando ero ragazzo.
La decisione di lasciare la famiglia Milan è stata molto sofferta, ricordo ancora quando lasciai Milanello mentre caricavo l’auto con le cose che avevo nella mia camera, è stato un momento emotivamente difficile.
La più grande soddisfazione con una maglia diversa da quella a strisce rossonere?
Te ne indico quattro, un poker, importanti per motivi diversi:
La conquista della serie B con il Pescara nella stagione 1982-’83
Il ritorno in serie A con il Brescia sotto la guida di Nedo Sonetti nella stagione 1999/2000
La salvezza con ottavo posto e qualificazione in coppa Intertoto del Brescia in serie A nella stagione 2000/2001 con un gruppo fantastico, tra cui Roberto Baggio, Igli Tare, i fratelli Filippini ed Andre Pirlo.
Come ultima, ma non in ordine di soddisfazione, esser riuscito ad andare a giocare in Inghilterra nel Watford che militava in quella che è oggi chiamiamo Championship, con allenatore e manager Gianluca Vialli.
Facciamo un salto nel presente, Filippo Galli oggi?
Sono editore e scrivo nel blog: “La complessità del calcio”. Ci tengo a sottolineare che il blog sia di tutti coloro che vi scrivono e, naturalmente, di coloro che lo leggono. L’obbiettivo è quello di fare cultura sportiva e calcistica, in particolare Per quanto riguarda la sezione dedicata alla METODOLOGIA, ma non solo, l’obiettivo è suscitare riflessioni ed avere uno sguardo innovativo. Mi occupo di formazione, in particolare nei corsi, organizzati da Aziende, dedicati al Management sportivo (calcio in particolare), intervengo in alcuni corsi presso atenei universitari e tengo degli speech presso aziende su tematiche quali: leadership, gruppi e dinamiche di lavoro ecc.
Non posso non chiederti un parere sul Milan dei giorni nostri
Veniamo da un paio di annate difficili, dove non c’è stata chiarezza a livello di governance. Oggi sono fiducioso perché abbiamo preso due “garanti” del Progetto tecnico, Igli Tare e Max Allegri, che mi auguro riescano a lavorare al meglio per riportare il Milan ad alti livelli in Italia e in Europa.

BIO: Italian Stickers è un progetto che nasce nel 2024 e cerca di unire la passione per il collezionismo alla voglia di raccontare storie di personaggi dello sport ripercorrendo le loro carriere attraverso le figurine autografate. Hanno segnato l’infanzia di molti bambini e sono indelebile traccia della storia sportiva mondiale, ci permettono di viaggiare nel tempo facendo riaffiorare emozioni e ricordi nei protagonisti.
Instagram: italian_stickers










18 risposte
I miei più sinceri complimenti ad Igor Busini autore di questo bell’articolo biografico nonché ideatore dell’appassionante e coinvolgente progetto Italian Stickers. A latere un plauso particolare al nostro Direttore di Blog Filippo Galli per la sincerità e la squisitezza espressa nelle risposte riguardanti il suo lungo e luminoso cammino nel mondo del calcio. Ti ringraziamo di cuore e siamo orgogliosi di poter scrivere ne La complessità del calcio, Filippo!
Un caro abbraccio.
Massimo Baldoni
Grazie Massimo mi fà piacere sia risultata interessante la mia intervista.
La disponibilità e la passione nel raccontare di Filippo ha reso tutto molto semplice.
Mi affascina molto l’idea dell’intervista attraverso le figurine . Anch’io collezziono figurine e cartoline del Milan dal 1899 ad oggi !
Ho avuto il piacere di incontrare Filippo varie volte ed e’ sempre stato super disponibile.
Lo vorrei ringraziare pubblicamente (qui !) perché e’ veramente UNO DI NOI!! e te ne rendi conto da subito…. GRAZIE FILIPPO!
Riccardo
#milanclubmodena
Ciao Riccardo, un piacere ritrovarti, grazie per le parole di stima. Un abbraccio.
È un piacere sapere che siamo in tanti a condividere le stesse passioni!
Grazie a presto
Filippo Galli talento puro innamorato del calcio e del.milan,usa il cervello oggicome ai tempi quando in campo,aveva i piedi di velluto..la sia non e’ solo passione,competenza,studio onesta’ intellettuale,naturalezza,ntelligenza sobria e profonda da bela persona x bene,quale’, come lo erano i suoi genitori
Grazie Nuccio, in particolare per aver ricordato i miei genitori. Oggi per papà sarebbero stati 90!
Filippo è stato un formidabile compagno di squadra nei miei due anni trascorsi al Milan .Arrivai insieme a Bortolazzi e Mussi dal Parma ,grazie a Sacchi che formo’ una squadra ricca di talento e di valori umani ,dove Filippo Galli risultò un vero esempio per tutti coloro che arrivavano da fuori ed entravano nel pianeta Milan per la prima volta.ricordo che ebbe come il sottoscritto problemi al tendine rotuleo e fu operato e rimase fuori dalla squadra per alcuni mesi e insieme affrontammo la fisioterapia e nonostante le difficoltà la mia fortuna fu di averlo al mio fianco approfondendo la sua preziosa amicizia..Filippo Galli uno.strordinario.giocatore ma soprattutto un vero uomo. Un forte abbraccio , Walter Bianchi
Ciao Walter, che piacere ritrovarti. Grazie per l’attestato di stima. Sappi che è reciproca, per l’uomo e per il giocatore.
Hai passato vicissitudini che avrebbero stroncato tutti. Ti abbraccio e ti lascio il mio cell.3316277168, sentiamoci se ti va.
Filippo
Ciao Filippo
Quello che ti ho detto di persona lo sai gia’. Campione , stima , ammirazione, Ma sopratutto persona di alto livello e unico che e’ la cosa piu’ importante .
Poche parole ma sincere !!!
Un abbraccio e a presto .
Gran bella intervista/racconto, grazie Igor e Filippo,complimenti!
Dai primi anni ’80 molti anni li abbiamo trascorsi a Milanello insieme e ancora oggi abbiamo la fortuna di sentirci e vederci dopo oltre 40anni!
Sei sempre sul pezzo e non molli mai, aspettiamo il tuo terzo libro😜
Con stima e l’amicizia di sempre.
Amerigo
Grazie Amerigo è un piacere condividere sul blog la mia passione per il calcio.
Ho conosciuto Filippo Galli invitandolo in qualità di relatore ad un congresso di Medicina applicata al Calcio a Fidenza alcuni anni fa.
Persona estremamente preparata, di cultura e soprattutto di grande gentilezza.
Spero di poterlo incontrare ancora!!
Ciao filippo ti ricordi di me? Ci siamo vusti a maggio 2023 al rustirante feel di seregno alla festa organuzzata da andrea longoni mi hai fatto lautografo sempre fotza milan sono il signore invalido potrei avere delle tue figurine autografate!!! Stammi bene. Vercesi roberto
Che bei ricordi, complimenti Filippo 🍷🍷🍷🙏🙏💪💪
Gran Bel Articolo Correlato con le fantastiche Figurine di quei tempi.I Ricordi raccontati da Filippo mi fanno venire i Brividi.Storie e momenti vissuti dentro e fuori dal campo indimenticabili.Spettacoloooo
Ho letto con ritardo ma voglio comunque lasciare un messaggio di ringraziamento per un articolo che personalmente ho davvero apprezzato. Per qualche motivo (forse perche’ siamo quasi “gemelli” anagraficamente o forse perche’ nella mia trascurabile carriera di calciatore amatoriale ho quasi sempre giocato da stopper), ho seguito la carriera di Filippo Galli immedesimandomi in maniera particolare. Poi crescendo l’ho sempre trovato un addetto ai lavori mai banale e soprattutto competente ma senza mai alcuna supponenza. Insomma, sono sempre stato un tifoso Filippo Galli. Grazie!
Grazie Alessandro, grazie di cuore per il tuo attestato di stima.
A presto
Filippo